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Trovati 7 documenti.
Il libro dell'altra gente / a cura di Zadie Smith
Milano : Mondadori, 2012
Abstract: Come dice Zadie Smith, la straordinaria curatrice di questa straordinaria antologia, le istruzioni erano quantomai semplici: Create qualcuno. E come per incantesimo - da istruzioni così semplici è nata questa meravigliosa raccolta di ventidue storie che affrontano la questione del personaggio da tutti gli angoli e da tutte le prospettive. Si va dall'esilarante descrizione di David Mitchell della storia d'amore fantastica tutta vissuta su Internet da una donna in menopausa allo struggente idillio tra un ragazzo ebreo e una ragazza nera di ZZ Packer, dall'estrema sensualità del racconto di Adam Thirlwell al magistrale e controllato delirio di George Saunders. Ogni storia, insomma, ha una sua straordinaria e vividissima individualità: Theo di Dave Eggers è - tanto per fare un esempio - una commovente fiaba che parla di una montagna che si innamora. Ma non basta, c'è anche una memorabile short story a fumetti di quello che è considerato indiscutibilmente il maestro della graphic novel, Chris Ware, e poi ancora altre memorabili pagine di Jonathan Safran Foer, Nick Hornby, Colm Tóibin, A.M. Homes, Jonathan Lethem, Aleksandar Hemon e altri giovani maestri di quell'arte antichissima e sempre nuova di creare magie con le parole scritte.
Io sono una stella / Alberto Benevelli, Loretta Serofilli ; da un'idea di Vilma Costetti
Esserci, 2012
Abstract: Età di lettura: da 5 anni.
Le apparenze sociali : una filosofia del prestigio / Barbara Carnevali
Il Mulino, 2012
Abstract: Alla vita sociale si addice il motto del vescovo Berkeley: essere è essere percepiti o percepire. Il modo in cui appariamo pubblicamente, la nostra figura, l'atta di immagini, suoni, odori, sensazioni tattili e persino sapori, viene colta dai sensi degli altri e valutata dal loro gusto, contribuendo a plasmare la nostra identità e la forma del mondo in cui abitiamo. Questo libro ci invita a guardare la società come un oggetto estetico, riscoprendo il valore delle apparenze sensibili contro il pregiudizio dualistico che ha attraversato la tradizione occidentale. Muovendo dalla filosofia e incrociando la sociologia, la storia delle arti e la letteratura, esplora il regno dello spettacolo quotidiano, in cui dominano l'esposizione, la pubblicità, la seduzione, e da cui si irradia l'illusione del prestigio.
Bruno Mondadori, 2012
Abstract: L'affermarsi del nuovo discorso capitalista ha comportato, secondo Jacques Lacan, una profonda ridefinizione della norma sociale - non più centrata sulla disciplina e sull'inibizione dei desideri ma, al contrario, sul loro rivolgimento dentro un maniacale e autistico godimento consumistico. Posto di fronte all'erosione dell'ordinamento simbolico e all'assottigliarsi del legame sociale, il soggetto è sembrato perdere il proprio orientamento etico. Lo smarrimento del soggetto è allora il frutto dell'inesorabile, ma anche problematica, crisi della modernità e del suo principale istituto sociale, il lavoro. Se lo scenario post moderno appare quindi gravido di drammatiche criticità, al contempo esso mostra inedite e inaspettate opportunità. L'inquietudine che attraversa il nostro tempo non deve condurci necessariamente a un atteggiamento di rassegnata e sterile denuncia del presente o, peggio, verso istanze di recupero nostalgico di verticali strutture normative e societarie. Si tratta al contrario, sostiene con convinzione l'autore del volume, di aprirsi alla contingenza giocando fino in fondo la scommessa che ha come posta principale l'invenzione di nuove istituzioni democratiche e l'inaugurazione di prassi sociali che siano adeguate alla portata del cambiamento epocale che ci attende. Prefazione di Massimo Recalcati.
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: Cos'è il carcere? La forma architettonica del male. Il carcere è un muro, e il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto. Tutti i giorni, all'ora d'aria, puoi arrivare a toccarlo col naso per guardarlo così da vicino da non vederlo più. E il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. Non è una cosa che fa male, è un'idea che fa male. Sandro Bonvissuto ha un'attitudine da speleologo dell'esistenza. Che parli della pena di vivere in galera, della scoperta di quella cosa gigantesca che è l'altro da sé, o di un bambino che impara a correre il rischio di cadere, i suoi pensieri si mescolano sempre a percezioni scandagliate, felicità assaporate, umiliazioni patite, declinazioni del sentimento dell'esistere restituite con la naturalezza e la potenza dell'acqua che scava in profondità. Così, la felicità frastornante che dà l'amicizia può sprigionarsi da tre semplici lettere (Aveva detto 'noi'. E mi sembrò fosse la prima volta che risuonasse quel pronome nell'aria, riferito anche a me. Noi, detto così, ti faceva essere addirittura la metà di una cosa plurale). L'infanzia che non conosce la dittatura del tempo (lo sanno tutti che bambini e orologi sono due cose incompatibili), che è insofferente agli spazi chiusi (perché l'infanzia non ha case, l'infanzia ha strade), è davvero l'unico momento nel quale siamo stati un altro.
Oscar Mondadori, 2012
Abstract: Un secolo e mezzo dopo la sua pubblicazione, 'Walden' è diventato un totem indiscusso della mentalità improntata al ritorno alla natura, alla tutela ambientale, all'anticonsumismo e alla disobbedienza civile... Nella fitta messe di classici americani della metà del XIX secolo, 'Walden' è quello che più ha contribuito a costruire l'odierna percezione che l'America ha di se stessa. Così si esprime John Updike sul capolavoro di Thoreau pubblicato nel 1854. L'autore vi descrive la sua fuga nei boschi del New England e i due anni trascorsi sulle sponde del lago Walden in una capanna. Mentre conduceva il suo esperimento di vita nella natura selvaggia, venne arrestato per non aver pagato la poll-tax, destinata a finanziare la guerra contro il Messico e la conservazione dello schiavismo. All'episodio è dedicato l'altro scritto qui raccolto, La disobbedienza civile (1849), che, trascendendo le ragioni contingenti, offre riflessioni di estrema attualità sulla natura della democrazia e sul rapporto tra individuo e collettività. Amati da schiere di letterati e attivisti, da Hawthorne a Eliot a Martin Luther King, questi due celeberrimi scritti di Thoreau sono vivificati da una scrittura tanto immediata e semplice quanto meditata e ricca di fascino.