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Trovati 37862 documenti.
MATERIALE resistente [Videoregistrazione / regia di Guido Chiesa e Davide Ferrario
Bergamo : Lab 80 film, 1996
Le TIGRI dell'Himalaya [Videoregistrazione / regia di Brando Quilici
Milano : G.Mondadori, 1995
Airone video
MONSONI [Videoregistrazione / regia di Brando Quilici
Milano : G.Mondadori, 1996
Airone video ; 2
Gli ULTIMI rifugi della foca monaca [Videoregistrazione / regia di Emanuele Coppola
Milano : G.Mondadori, 1996
Airone video ; 3
I SIGNORI dell'Artico [Videoregistrazione / regia di Brando Quilici
Milano : G.Mondadori, 1996
Airone video ; 7
Una SPIAGGIA per le tartarughe [Videoregistrazione / regia di Emanuele Coppola
Milano : G. Mondadori, 1997
Airone video ; 10
DINOSAURI [Videoregistrazione / regia di Mike McKennirey
Airone video ; 12
Abstract: Sessantacinque milioni di anni fa una pioggia di meteoriti getta nel caos il mondo dei Dinosauri. Il piccolo iguanodonte orfano Aladar vive su un'isola con un branco di lemuri che lo hanno adottato, guidati dal severo capo Kron. Quando uno dei meteoriti cade nei pressi dell'isola, il gruppo è costretto a cercare riparo sulla terraferma. Qui incontreranno altri dinosauri e nuovi pericoli ma, secondo Aladar, con lo spirito di adattabilità e la collaborazione, tutto si può risolvere. TRAMA LUNGA Siamo nell'era del tardo Cretaceo, 65 milioni di anni or sono. L'iguanodonte Aladar è stato separato dal branco quando era ancora un ovetto ed è stato allevato su un'isola da un clan di lemuri. Quando una devastante pioggia di meteoriti getta il suo mondo nel caos, Aladar, insieme ai vari membri della sua famiglia adottiva, ritiene opportuno cercare rifugio sulla terraferma. Qui giunto, si unisce ad un gruppo di dinosauri in fuga verso un luogo sicuro dove poter nidificare. Avendo poco cibo e poca acqua a disposizione e con la minaccia costante di predatori assetati di sangue, il branco si mette in cammino e affronta pericoli di ogni genere. Il capobranco Kron impone ritmi faticosissimi, ed è disposto ad eliminare chi non riesce a tenere il passo. Aladar si sente in dovere di intervenire e, così facendo, si mette in urto con Kron. La sorella di Kron, Neera, è conquistata dalle capacità e dalla gentilezza di Aladar, e si mette dalla sua parte. Dopo un aspro duello, Kron muore. Aladar si mette alla testa del gruppo e lo conduce verso i luoghi tanto attesi per fermarsi e nidificare. "Siamo al realismo digitale, con fondali veri e paesaggi filmati. L'effetto visivo è formidabile e inquieta la perfezione vuota. Il costosissimo film (tra i 150 e i 200 milioni di dollari per 75 minuti) farà impazzire solo bambini e adulti-bambinoni?". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000)
VELE d'epoca : il raduno di Imperia [Videoregistrazione
Milano : G.Mondadori, 1998
Airone video ; 15
Milano : G.Mondadori, 1998
Airone video ; 14
Milano : G.Mondadori, 1996
Gardenia Video
DA morire [Videoregistrazione = To die for / regia di Gus Van Sant
Milano : RCS Films e TV, 1996, 1995
Abstract: A Little Hope nel New Hampshire, la vivace Suzanne Stone ha deciso di uscire dal grigiore della fredda provincia e lo vuol fare tramite la televisione, nel cui potere crede ciecamente. Sposato Larry Maretto, figlio di un ristoratore locale, già nel viaggio di nozze in Florida rivela, accettando le avance di un produttore televisivo, la sua assenza di scrupoli morali. Tornata a casa ed entrata nell'emittente televisiva locale per collaborare, dopo un breve apprendistato riesce a presentare le notizie meteorologiche, con giubilo dei parenti. Coltiva però l'ambizioso progetto di realizzare un documentario sulla gioventù locale per cui si reca in una classe del liceo dove ingaggia tre ragazzi: Lydia, Jimmy e Russell. Invano il marito vorrebbe dei figli e che lei si occupasse della pubblicità televisiva del suo ristorante. Temendo intralci alla sua carriera, la donna circuisce Jimmy rendendolo suo amante e schiavo, plagia Lydia e costringe Jimmy e Russell a uccidere il marito mentre lei presenta in televisione le notizie meteorologiche. Ma la polizia, analizzando i filmati scopre la relazione tra lei e Jimmy e registrando un incontro tra lei e Lydia ha le prove della complicità dei ragazzi. L'avvocato riesce ad invalidare la prova dei nastri e, pagando una cauzione, Suzanne, ormai in libertà, valuta le varie offerte che le sottopongono. Jimmy invece viene condannato all'ergastolo, mentre Russell, che non ha materialmente ucciso ed ha patteggiato, ha una pena ridotta. Suzanne è ormai in procinto di ottenere un colloquio con un produttore importante, che le dà appuntamento presso un fiume ghiacciato, per vendere il documentario sui ragazzi. In realtà è un sicario prezzolato da Joe Maretto, il padre di Larry, che la uccide gettandola nell'acqua. Lydia, che insieme a tutti i protagonisti ha rivissuto la storia, forse otterrà il successo in televisione tanto desiderato da Suzanne che credeva sua amica. "A Gus Van Sant ha giovato il lavoro su commissione, una pausa, una salutare distrazione dai suoi progetti autoriali. Perché la prima volta del regista indipendente a Hollywood ha sortito un risultato inatteso: il suo 'To Die For' (in italiano 'Da morire') é una graffiante commedia satirica che un mestierante qualsiasi non avrebbe mai saputo rendere così paradigmatica. Sembra incredibile, ma questo è il suo film più riuscito: con 'Drugstore Cowboy', 'Belli e dannati' e soprattutto con il tormentatissimo 'Cowgirls', inesorabilmente sbagliato nonostante i rimaneggiamenti subiti, Gus Van Sant ci aveva abituato a un cinema sempre in bilico fra l'espressione di un autentico talento e la bufala. Ed ecco che un soggetto non entusiasmante sulla carta, grazie a una regia estrosa, all'efficace commento rock e a un'interpretazione con i fiocchi, si trasforma in un film divertente e apocalittico, perché l'America di Gus Van Sant resta pur sempre il paese della follia travestita da normalità." (Cristina Jandelli, 'La Nazione', 23 settembre 1995) "La storia tratta da un romanzo di Joyce Maynard ha difetti di insufficiente giustificazione psicologica, le scene in tribunale debbono troppo a 'Serial Mom' di John Waters; il film è certo meno realistico e struggente di altre opere di Van Sant eppure non meno sardonicamente accusatorio, è più brillante e accessibile agli spettatori eppure durissimo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 23 settembre 1995) "Un film amaramente critico ma mai pedante o didascalico, che fa il verso al caos massmediologico nostro contemporaneo con allarmante eppure divertente mixage narrativo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 26 settembre 1995) "Tratto da un bel romanzo (Sonzogno) di Joyce Maynard ('cammeo' nel ruolo dell'avvocatessa), divertente, incalzante, attualissimo e crudele, 'Da morire' è un piccolo miracolo, per almeno tre ragioni. Prima: Nicole Kidman, le sue battute, le sue incredibili mises, il suo personaggio di bionda arrivista e sentenziosa, incarnazione della tv, dei sogni che nutre, della non-vita e non-cultura che promuove (l'informazione-spettacolo, ovvero la morte dell'una e dell'altro). Secondo: il brillantissimo script del grande Buck Henry (altro 'cammeo': è il professore), che dispensa battute memorabili ma guarda anche con affetto e attenzione ai personaggi minori." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 ottobre 1995) Note REVISIONE MINISTERO MARZO 1999 (SECONDA EDIZIONE)
The BABY of Macon [Videoregistrazione = Il bambino di Macon / regia di Peter Greenaway
Roma : Istituto Luce, 1994, 1993
TOTO le heros [Videoregistrazione : un eroe di fine millennio / regia di Jaco Van Dormael
Milano : Deltavideo, 1993, 1991
Abstract: Con la faccia immersa nella fontanella del lussuoso salone pseudo-barocco del magnate Alfred Kant, la polizia trova il cadavere di Thomas van Hasebroeck, suo amico-nemico d'infanzia. Costui fin dalla nascita è stato geloso del più fortunato dirimpettaio, ritenendo addirittura di esser stato scambiato con lui in culla durante un incendio nella nursery dell'ospedale. Perso il padre, che fa il pilota per Kant, che possiede un grande magazzino, durante un trasporto di materiale a rischio, Thomas comincia ad odiare sempre più Alfred, che non perde occasione per irriderlo e stuzzicarlo con battute e scherzi. La madre si reca intanto a Dover a causa del ritrovamento del velivolo precipitato col marito. I due ragazzi rimangono soli, essendo in un istituto il fratellino mongoloide, Célestin. Thomas adora la sorellina maggiore con un'intensità quasi incestuosa ed è terribile la sua disillusione di fronte alla scoperta che ella fa comunella con Alfred. Sconvolta dalla reazione di Thomas, Alice gli promette di bruciare la casa dei Kant, considerati colpevoli della morte del padre. Ma nell'impresa Alice perisce tra le fiamme. Sconvolto, Thomas prosegue la sua ormai vuota esistenza diplomandosi come ragioniere e vivendo una squallida routine finchè un giorno allo stadio vede una giovane che gli ricorda Alice: riesce a seguirla ed a scoprirne l'indirizzo. In breve tra i due nasce una relazione ma Thomas è sconvolto dalle assonanze fisiche ed anche psicologiche tra la sorella morta ed Evelyne. Anch'ella è musicista ed ha i modi affascinanti dell'altra. Finchè un giorno essi decidono di scappare ma Thomas non va all'appuntamento e si reca invece a casa di lei e scopre che quella con cui stava per fuggire è la moglie di Alfred. Per lui non c'è ora che una desolata vecchiaia in un ospizio. Ma un giorno Thomas, che ha sempre sognato di fare l'agente segreto e salvare i genitori dalle mire del perfido Kant, con uno stratagemma riesce ad uscire dall'edificio che lo ospita sottraendo la pistola dell'agente di custodia. Ha letto di un attentato cui Alfred è riuscito a sottrarsi e sapendo dove egli si nasconde decide di ucciderlo personalmente. Ma al momento di vendicarsi, rinunzia. Mentre torna all'ospizio con l'autostop cambia improvvisamente idea: avendo sentito i due killers accordarsi su ora e modalità del crimine, decide di sostituirsi ad Alfred e viene ucciso al suo posto. "Il film, provvisto di una personalità poetica non comune, libera dall'inconscio molti generi: ora si fa carino assai, magari con la complicità di una tenera canzone di Trenet, ora imita i cartoon, ora sparge una lacrima, ora fa le bizze come un ragazzino. Radiocronaca di un'esistenza mancata, trasmessa sulle onde del tempo che non ritorna, 'Totò le héros' è un film compiacente che, sovvenzionato dall'Europa, ha raccolto in Europa molti premi. Audace negli incastri temporali e nel profumo d'incesto, 'Totò' maltratta la memoria in modo divertente, con paranormale dolcezza e con paranormale rabbia. Gli attori che impersonano quest'uomo senza talento per la vita lo ricompongono come un puzzle: dai piccoli Thomas Godet e Harold Harrison al vecchio, irresistibile Michel Bouquet. Van Dormael, che ha lavorato tre anni partendo da sentimenti autobiografici, ripete col cinema una bella frase di Rimbaud: 'Si diventa sempre come non si vorrebbe diventare, si finisce come non si vorrebbe mai finire'. Bravo!" (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 Marzo 1992) "'Totò le héros' primo film lungo del belga Van Dormael (1957), ricostruisce a ritroso la vita di Thomas con una serie di sconnessioni temporali, come seguendo il flusso dei suoi ricordi in una catena di libere associazioni mentali e di intermittenze del cuore. Tre sono le stagioni che s'intrecciano, l'infanzia, l'età adulta, la senilità. E due i livelli narrativi: il reale e l'immaginario, perché Thomas, malinconico e vulnerabile perdente nella partita della vita, sogna di essere un audace e deciso agente segreto. L'io narrante del film è Thomas, ma la sua figura più emblematica è Alice, l'energica sorellina maggiore, di cui è perdutamente innamorato e che forse è la fonte o una delle fonti dell'ossessione dello scambio: un infantile espediente per rimuovere l'incesto, ma così tenace da persistere anche dopo la sua tragica morte, al punto che Thomas adulto la identificherà in Evelyne, la donna amata quando è già da tempo la moglie infelice dell'odiato e invidiato Alfred. La maggior ragione del fascino che 'Totò le héros' esercita e che l'ha reso uno dei film europei più premiati e ammirati del 1991 (non a Hollywood, però, dove non è entrato nella cinquina degli stranieri candidati all'Oscar) è di essere una storia sotto il segno della morte, ma sorvegliata dagli angeli custodi di un'allegra ironia e di un bizzarro umorismo, molto fiammingo anche nei suoi estri surreali, umorismo che si manifesta pure nell'insolito finale quando, dopo la cremazione, Thomas, finalmente placato e ilare, scende dal cielo in forma di cenere sul mondo con cui si è riconciliato." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 26 Marzo 1992) "Tutto percorso dalle note leggiadre della canzone 'Boum' cantata da Charles Trenet, divertente e sotterraneamente angoscioso come certi sogni, 'Toto le héros' mescola in maniera agile generi e atmosfere correndo avanti e indietro sulla tastiera del tempo. Lo stile è composito e bizzarro nel gusto caratteristico della cultura fiamminga, ma il tema di fondo, semplice e universale, coinvolge la sfera dei sentimenti e delle emozioni. Thomas vecchio, che rievoca il suo passato meditando una vendetta che non consumerà, è lo splendido attore francese Michel Bouquet che porta nel personaggio tutta la sua autorevolezza di grande interprete molièriano. Quanto all'autore della tragicommedia, è un ex clown di soli trentaquattro anni, che ha dimostrato di saper usare assai bene le chiavi per penetrare nel territorio del surreale e della poesia." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 21 Marzo 1992)
Fa parte di: CHARLIE Chaplin [videoregistrazione
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Vol.$4: Charlot conte (The count) ; La cura miracolosa (The cure) ; Il vagabondo (The vagabond)
Fa parte di: CHARLIE Chaplin [videoregistrazione
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