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Trovati 37862 documenti.
ROSEMARY's Baby [Videoregistrazione / regia di Roman Polanski
Abstract: Guy Wodehouse, giovane attore teatrale, e sua moglie Rosemary, allacciano amichevoli rapporti con i loro nuovi vicini di casa, gli anziani coniugi Castevet. Mentre Guy comincia a frequentare assiduamente i Castevet, Rosemary dimostra ben presto di non gradire l'invadenza dei nuovi vicini. Allorché Guy si afferma clamorosamente come attore, di comune accordo i due giovani coniugi decidono di avere un bambino. La gravidanza di Rosemary si rivela particolarmente difficile: un continuo stato di malessere, violenti dolori addominali, incubi notturni. A parto avvenuto, la giovane apprende dal marito che il bambino è nato morto. Non convinta di quanto le ha dichiarato Guy, Rosemary penetra una sera in casa dei Castevet e sorprende i vicini, suo marito ed altre persone mentre celebrano una "messa nera" attorno alla culla contenente un bambino. Rosemary apprende così la sconvolgente verità: in cambio del successo, Guy ha ceduto il bambino a una setta di adoratori del diavolo. Il bambino stesso, secondo quanto le rivelano i Castevet, è stato concepito dal demonio. Alla vista della creatura, che rivela tratti inequivocabilmente demoniaci, Rosemary ha un moto di ribrezzo, poi il suo istinto materno prevale e quasi meccanicamente comincia a dondolare la culla. "E' la testimonianza di come sia possibile fare un film dell'orrore in grado di entusiasmare al tempo stesso sia i fans del genere che gli spettatori più esigenti (...). Un capolavoro tutto giocato sul filo dell'ambiguità e dell'angoscia: pochi sussulti, tanta tensione". ('Venerdì di Repubblica', 7 luglio 2000) "Angoscioso melodramma a cavallo fra giallo e horror, diretto da un Roman Polanski diabolicamente crudele nel tenere lo spettatore sulla corda: la spaurita protagonista è matta o è davvero circondata dagli spiriti maligni? La paura fa novanta con quell'atmosfera da incubo che non dà mai tregua. Terrore e sarcasmo, accoppiata vincente". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 20 novembre 2001) Note - OSCAR COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA A RUTH GORDON. NOMINATION ANCHE PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE. - DAVID 1969 PER: MIGLIOR REGIA E MIGLIORE ATTRICE STRANIERA (MIA FARROW).
TOPO Gigio e le favole [Videoregistrazione
TOPO Gigio e la magia [Videoregistrazione
TOPO Gigio e il Natale [Videoregistrazione
QUARTO potere [Videoregistrazione / regia di Orson Welles
Abstract: Muore Charles F. Kane, magnate della stampa USA. Un giornalista intervista i suoi amici e dipendenti per scoprire il significato dell'ultima parola pronunciata sul letto di morte: "Rosebud". Al suo esordio il 26enne O. Welles condensa in un solo film un patrimonio di complesse esperienze tecniche e artistiche, portando a compimento un'intera fase della storia del cinema. Nel suo barocchismo, è un potente spettacolo-riflessione sul capitalismo nordamericano. "Soffre di gigantismo, di pedanteria, di tedio. Non è intelligente, è geniale: nel senso più notturno e più tedesco di questa parola" (J.L. Borges). Regolarmente in testa alla lista dei 10 migliori film del mondo. 8 nomine agli Oscar: film, regia, Welles attore, fotografia (Gregg Toland), musica (Bernard Herrmann), scene (Van Nest Polgrase), montaggio (Robert Wise), ma vinse soltanto quello della sceneggiatura (Herman J. Mankiewicz, O. Welles). Reperibile in DVD (2 dischi col doc. The battle over Citizen Kane). Prodotto da O. Welles per RKO. Come uno dei giornalisti appare A. Ladd. Sdoganato in Italia nel 1948.
Un COLPO all'italiana [Videoregistrazione = The Italian Job / regia di Peter Collinson
Abstract: Un ex detenuto (N. Coward) di alto ingegno criminoso escogita un piano per il furto di 4 milioni di dollari in lingotti d'oro, depositati dal governo di Pechino alla Fiat di Torino per la costruzione di uno stabilimento in Cina. Il colpo è eseguito da complici a bordo di tre Mini Minor dopo aver provocato per mezzo del computer il più grande ingorgo automobilistico del secolo. Scritto da Troy Kennedy Martin (da un suo romanzo), è un action movie in cadenze comiche che ebbe un grande successo di pubblico nel Regno Unito, contribuendo alla fama _ e alle vendite _ delle Mini Minor. Caine e Coward spiccano in un'affiatata squadra di interpreti. Liberamente rifatto nel 2003, spostando l'azione a Venezia e a Los Angeles.AUTORE LETTERARIO: Troy Kennedy Martin
MONTASIO, sulla Nord del Drago [Videoregistrazione
Abstract: C'erano una volta due bambine nate nello stesso giorno: nel palazzo Anneliese, una principessa bionda, nel villaggio Erika, una bambina bruna. Anche se sembrano identiche condurranno due vita molto diverse. Fino al loro incontro.
TELETUBBIES. Coccole e sorprese [Videoregistrazione
Abstract: I Teletubbies si vogliono tanto bene e adorano le sorprese. Questo DVD contiene lo speciale Teletubbies dappertutto, in cui i Teletubbies incontrano i bambini di diversi paesi del mondo.
FANTAGHIRO'. Un magico destino [Videoregistrazione
REPERTO Raiot [Videoregistrazione / testi di Sabina Guzzanti ; regia di Giorgio Gallione
WISH you were here [Videoregistrazione = Vorrei che tu fossi qui / regia di David Leland
Abstract: Lynda, una ragazza sedicenne dal carattere ribelle, orfana di madre, vive in una cittadina della costa inglese, col padre parrucchiere e con la noiosa sorellina. Il babbo ha una relazione per compensarsi della vedovanza; non comprende la figlia; non la sopporta; spesso anzi se ne vergogna, perché Lynda riesce sempre ad essere indisponente e a scandalizzare i concittadini benpensanti con un linguaggio volgare. In realtà la ragazza, che sente enormemente la mancanza della mamma, ha un grande bisogno di affetto e poiché non le viene dato, reagisce in modo aggressivo e infantile ad un tempo. Nel lavoro trova spesso difficoltà e cambia frequentemente posto. Anche con i ragazzi ha delle difficoltà: il primo è un timido che non osa baciarla al cinema; il secondo è un bellimbusto, che le fa fare l'amore per la prima volta e poi sparisce. Lynda allaccia allora una relazione con un uomo maturo, Eric, un amico di suo padre, e questi approfitta della ennesima crisi della ragazza per farla venire a vivere in casa sua. Tuttavia quando la ragazza resta incinta vilmente rifiuta le proprie responsabilità. Sola, spaventata, consigliata dalla zia (l'unica persona che si interessi un po' a lei) ad abortire per potersi rifare una vita, Lynda lascia il paese, ma decide di tenersi il bambino. Tornata in paese col piccolo ormai nato da qualche mese, è felice, raggiante e lo mostra orgogliosa a tutti gli abitanti: il bambino è stato la sua salvezza, in lui ha trovato tutto l'amore che le mancava, ora è sicura di sé.
STANLIO e Ollio [Videoregistrazione : le piu' belle comiche 2
The BODY [Videoregistrazione / regia di Jonas McCord
Abstract: TRAMA BREVE L'archeologa Sharon Golban scopre il cadavere di un uomo crocifisso, sepolto in una tomba risalente al I secolo d.C. vicino a Gerusalemme. Potrebbero essere le spoglie di Gesù Cristo, così il Vaticano manda sul posto padre Matt Gutierrez, un gesuita esperto del Nuovo Testamento, per indagare e scoprire la vera identità del corpo. TRAMA LUNGA In uno scavo a Gerusalemme, Sharon, giovane archeologa israeliana, trova la tomba di un ricco con i resti di un uomo crocifisso intorno al 33 d.C. Insinuatosi il sospetto che si tratti del corpo di Gesù, le autorità israeliane cercano una conferma dal domenicano padre Lavelle, a sua volta archeologo, il quale ha una forte crisi di fronte all'eventualità che si tratti del corpo di Gesù. Il Vaticano invia sul posto padre Matt Gutierrez, gesuita con un passato nei servizi segreti sudamericani, con il compito di fare chiarezza nella vicenda. La caccia alla verità è complicata dal fatto che Palestinesi e Israeliani cercano di trarre reciproci vantaggi dalla sensazionale scoperta. Il capo dei servizi segreti israeliani, Moshé, aiuta padre Matt ma insieme tiene sotto pressione il Vaticano e si intende con un alto prelato. Quando, dopo analisi e riscontri, sembra che si tratti proprio del corpo di Gesù, padre Matt lo riferisce a padre Lavelle che, in preda al delirio, si suicida. Intanto un terrorista palestinese rapisce i figli dell'archeologa per farsi i preziosi resti. Dopo ulteriori indagini però, padre Matt si convince che quello non è il corpo di Gesù, e poco dopo, un'esplosione programmata d'intesa tra l'israeliano e l'alto prelato fa saltare in aria tutta la tomba. Viene allora allo scoperto un'iscrizione che rivela non trattarsi del corpo di Gesù. Finito tutto, padre Matt prende le distanze dal prelato e resta solo in preghiera vicino a San Pietro, ricordando l'amicizia con Sharon. "Antonio Banderas farebbe forse bene a non lasciarsi andare alla pigrizia per quanto riguarda la propria forma fisica: in qualche film sta benissimo, in altri (come in questo) risulta appesantito e ispessito. (...) Il sacerdote Banderas viene inviato per compiere indagini, seguendo il romanzo di Richard Sapir da cui il film è tratto: ma l'investigazione non è poi molto appassionante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 dicembre 2001) "Non è un buon momento per Antonio Banderas, che è fermo al prestante ruolo ispano-hollywoodiano de 'la maschera di Zorro' e che deve farsi perdonare invece le boiate del '13° guerriero' e 'Original Sin'. Nel dopo Almodovar la sua carriera è un'altalena fra mediocrità e tentativi di grandezza. Ma chi può credere a questo prete con lo sguardo da ballerino di flamenco (gli manca la rosa in bocca)?". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 7 dicembre 2001)
AGATA e la tempesta [Videoregistrazione / regia di Silvio Soldini
Abstract: Agata ha 44 anni e dirige una libreria. Dopo aver iniziato una problematica relazione con un ventottenne, la sua vita viene sconvolta da un'improvvisa rivelazione. Il suo amato fratello Gustavo, che è anche il suo migliore amico, scopre di essere in realtà il figlio illegittimo di una povera contadina che non poteva crescerlo e quindi lo ha dato in adozione ai genitori di Agata. E' Romeo, folcloristico rappresentante di Cicognara e suo vero fratello, a raccontargli la scomoda verità, come ha promesso a sua madre in punto di morte. Ad Agata e Gustavo non resta altro che cercare di conoscere la famiglia di origine di Gustavo e iniziare una nuova vita. "Un film come una danza; i personaggi visti non come blocchi monolitici ma come campi di forze, possibilità di mutamento; una protagonista Licia Maglietta così traboccante di energie che al suo passaggio le lampadine si fulminano, i lampioni si spengono, i semafori vanno in tilt. E' 'Agata e la tempesta' di Silvio Soldini, commedia insolita su un soggetto insolito: la felicità. Ovvero la possibilità (il coraggio) di essere felici. Nientemeno. Ma come si gira un film su un soggetto tanto inafferrabile? Elementare, sembra dire Soldini. Pedinando e stanando tutti quegli stadi intermedi che preludono o conducono alla felicità. L'innamoramento. La meraviglia. La scoperta di dimensioni insospettate dell'esistenza. Con tutto quel che ne consegue, perché naturalmente non basta innamorarsi o cambiar vita per essere felici, anzi; ogni mutamento profondo può condurre alla rovina, per evitarlo c'è tutto un lavoro da fare e questo sembra raccontare il film. (...) Solo che a forza di invenzioni e trovatine il film evapora nei regni del superfluo, del lezioso che non morde, non comunica, non emoziona, non lascia tracce o quasi. Dilapidando un cast e un potenziale narrativo notevoli per scompigliare i destini dei personaggi con arbitrio a tratti sconcertante. Abbiamo amato molto Soldini per 'L'aria serena dell'Ovest' e 'Pane e tulipani', ma cosa ricorderemo di 'Agata'? I sorrisi e la danza iniziale della Maglietta, i vestiti sgargianti di Battiston, gli scrittori citati (Alda Merini, Scott Fitzgerald, Flaubert, Amélie Nothomb), non molto di più. Brutta bestia la felicità, al cinema." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 febbraio 2004) "Il film parte divertente ed elettrico, poi si spegne come le lampadine al passaggio della fantastica Licia Maglietta, corteggiata con amore dal regista, perché accumula troppi trattini e parentesi. È come un grande albero, nato su una buona idea cui il regista non ha il coraggio di potare i fronzoli, specie nell' ultima mezz'ora piena di accadimenti inutili e di una tragedia fuori posto. Soldini vuole mandare a casa il pubblico contento, ma non si lascia andare: la commedia è ambiziosa, citazionista, intellettuale anche nella campagna romagnola. La sostengono però attori formidabili, dalla Maglietta, anima e corpo della storia, portatrice sana di sottigliezze espressive, alla Massironi psicologa da tv come la Morante di Verdone. Bravissimi e complementari Emilio Solfrizzi, fratello in panne, lo spiritoso Giuseppe Battiston e l'ottimo Claudio Santamaria che si sdoppia con quell'aria sognata e stravagante con cui conquista, libri e tulipani, il cuore di Licia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 febbraio 2004) "Un film corale, interpretato discretamente dagli attori, sulle scosse elettriche, sui gangli del feuilleton, su una Madame Bovary da carruggio e da balera, sul perdere la normalità e perdersi (del regista) tra le anse morfologiche di 'un mondo un po' sollevato dalla realtà'''. (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 3 marzo 2004) "I nostri guai o le nostre tragedie trasformati in una commedia lieve, colorata, elegante, da ridere. Al suo sesto film 'Agata e la tempesta' (il primo, 'L'aria serena dell'Ovest', oscuro e bello, è del 1990), Silvio Soldini, milanese,46 anni, già autore ammirato di 'Brucio nel vento' e 'Pane e tulipani', capovolge volontaristicamente le brutte realtà (...) diventano elementi festosi o almeno sopportabili d'un mondo diverso da quello vero e da quello televisivo, surreale e giocoso, multicolore come una stanza dei bambini e felice quanto è possibile. Non ha speciale significato, non vuol dire granchè: ma il film fatto e recitato bene è divertente, piacevole. Le scenografie colorate di Paola Bizzarri sono adeguate; i costumi di Silvia Nebiolo, creativi e perfetti, danno all'atmosfera del film un contributo notevole. In bianconero, fotografie di famiglia e piccoli film domestici evocano il passato, sempre ricordato con slancio ironico, mai sentimentale." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa'. 24 febbraio 2004) "E' un film multicolore 'Agata e la tempesta', negli abiti, negli ambienti, perfino nelle automobili. Come un sogno o come una fiaba. Alla presentazione per la stampa, affollata perché si era sparsa l'aspettativa per un 'Pane e tulipani 2', le espressioni finali erano di quelle che dicono: troppo ottimismo, troppa positività, troppo zucchero. E invece no: è un film emozionante, e se c'è da sfidare l'insinuazione che Soldini, regista già cupamente svizzero, si sia rimbecillito, ebbene la sfidiamo con lui, solidali. Evviva il cinema italiano che si è rimbecillito, cioè ha capito che il cinema non serve a parlare con se stessi, per quello ci sono le poesie, ma con tanti. E che c'è un modo - mille in realtà - per farlo, ed è doveroso cercarli e trovarli, senza calare le braghe, senza rinunciare al proprio profilo e alle ambizioni artistiche. (...) Insomma un doppio messaggio, di tensione al sorriso e alla leggerezza che (senza obbligo per nessuno) non può far che bene al nostro cinema, e di acuta osservazione sui rimescolamenti dei legami tradizionali, su un panorama umano tanto imprevedibile quanto entusiasmante." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 28 febbraio 2004) "Silvio Soldini è tornato, dopo il melodramma svizzero di cupa e angosciosa sfumatura 'Brucio nel vento', ai colori accesi e sgargianti che aveva già iniziato ad impastare nel fortunato 'Pane e tulipani'. Solo che questa volta ha creato toni più accesi e sfumature più ombrate, restituendo un quadro più ambizioso, ma anche più confuso. Il titolo di questa nuova commedia suona già foriero di intenzioni letterarie: 'Agata e la tempesta'. Agata è Lucia Maglietta, attrice feticcio di Soldini, e la tempesta è un coro di personaggi variopinti, surreali e inconsueti. (...) Tante storie ma ognuna con la propria testa e in una direzione diversa, tutte, comunque, alquanto lontane da una certa realtà. Soldini conferma: 'Oggi come oggi non ho voglia di fare cinema naturalista, ce n'è già troppo sia al cinema che in televisione, così cerco di creare un mondo a parte, quello del film diverso, ma pieno di rimandi'. Questo metodo ci ricorda quello di un altro regista europeo che guarda caso Agata ricorda fatalmente: Pedro Almodóvar. Non parliamo di citazioni vere e proprie quanto di atmosfere. Bene, sinceramente, non avremmo mai immaginato un Soldini fulminato dal surreale almodovariano e non ci sembra che questo incontro, che sia suo o degli sceneggiatori, abbia giovato al suo percorso e al film." (Dario Zonta, 'l'Unità'. 24 febbraio 2004) Note - IL FILM E' STATO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON GENOVASET, FILM COMMISSION DEL COMUNE DI GENOVA E CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI RAVENNA.
L' ISOLA di Pascali [Videoregistrazione / regia di James Dearden
Teatro civico / [con] Marco Paolini
Einaudi, [2004]
Abstract: Cinque monologhi teatrali registrati presso il Teatro civico di Schio nel 2003e trasmessi nella trasmissione televisiva Report.
Moravia racconta Moravia / a cura di Raffaele Manica e Maria Paola Orlandini
Einaudi ; RAI educational, [2004]
Abstract: Immagini e voce dello scrittore in una videocassetta che presenta i materiali delle Teche Rai.