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Trovati 37829 documenti.
Milano in Liberty [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Masolino [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Storie semplici di Roncari [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Milano : Regine Lombardia, [ca. 1990]
Gli ebrei in Lombardia [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Gli etruschi in Lombardia [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
I libri e il potere [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Cronaca gallica [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
I Benedettini in Lombardia [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
$16 agosto 1943 [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
I boscai' di Levrange [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
Il carnevale di Schignano [Videoregistrazione / Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione
: Regione Lombardia, [1990?]
Gli scarpinati [Videoregistrazione / Lombardia. Settore Cultura e Informazione
Milano : Regione Lombardia, [ca. 1990]
UCCELLACCI e uccellini [Videoregistrazione / regia di Pier Paolo Pasolini
Abstract: Padre e figlio, in giro per il mondo, incontrano un corvo parlante (con la voce di Francesco Leonetti) che gli fa la morale, secondo la filosofia razionale di un intellettuale marxista. Quando si stancano delle sue chiacchiere, lo mangiano. Film-saggio di stimolante originalità, il 4° film lungo di P.P.P., operetta poetica nella lingua della prosa, propone in brevi favole e in poetici aneddoti una riflessione sui problemi degli anni '60: crisi del marxismo, destino del proletariato, ruolo dell'intellettuale, approssimarsi del Terzo Mondo. Con la sua divagazione evangelico-francescana, è anche un apologo umoristico che in alcuni momenti ha l'umiltà e la densità del capolavoro. Due Nastri d'argento a Pasolini (soggetto) e Totò (attore). Premiato a Cannes.
CYRANO de Bergerac [Videoregistrazione / regia di Jean-Paul Rappeneau
Abstract: Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammirato e temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Roxane il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Christian de Neuvillette del quale è innamorata. Poichè questi non riesce ad esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Christian possa sposare Roxane a dispetto del conte de Guiche innamorato della donna. Questi, adirato, trasferisce subito Christian e Cyrano al fronte per combattere: da qui, De Bergerac, a nome di Christian, scrive numerose lettere d'appassionata poesia per Roxane mantenendo sempre per sè questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Dopo quattordici anni, Roxane, ritiratasi in una comunità religiosa, riceve la visita di Cyrano reduce da un ospedale: durante il colloquio, da Cyrano morente, Roxane apprende, disperata, la storia del taciuto amore per lei. "Scenografia, costumi e fotografia, hanno fatto sì che 'Cyrano de Bergerac' sia riuscito un film di successo". (Mario Verdone, 'La Rivista del Cinematografo'). "La versalità del regista, la perfetta collaborazione di un'équipe formidabile hanno creato un film affascinante". (Mirella Poggialini, 'Avvenire'). "'Cyrano de Bergerac' è una delle commedie più intelligenti, godibili e toccanti che si possano vedere, nonostante o per il suo concentrato di virtù e di vizi francesi." (Irene Bignardi, 'la Repubblica'). "Rappeneau ne ha fatto, al costo di venti miliardi, un film scattante e vigoroso, benché accademico. Sostenuto da un sontuoso apparato figurativo e ricco di scene spettacolari. Depardieu ne ha dato una interpretazione memorabile". (Morando Morandini, 'Il Giorno'). "Rappeneau si è incaricato di dar forma cinematografica a questo testo: riuscendo a costruire uno spettacolo fra il monumentale, il tenero, il fastoso che, con uno straordinario Depardieu al centro, capace di gridare e di piangere con eguale convinzione, riesce, con indubbi meriti, a suscitare molto interesse". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo'). "Cyrano è nel suo protagonista, perché la scelta dell'interprete dal corpo atletico e dal vizio mobilissimo s'armonizza al virtuosismo del linguaggio, alle sue prodezze verbali". (Alfio Cantelli, 'Il Giornale'). "Rappeneau ha firmato un'opera in cui si realizza una sintesi gradevolissima di parola e immagine". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero') Note - OSCAR 1990 MIGLIORI COSTUMI. - DAVID DI DONATELLO 1991 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - PREMIO COME MIGLIORE ATTORE (GÉRARD DEPARDIEU) E MIGLIORE FOTOGRAFIA AL FESTIVAL DI CANNES 1990.
Milano : RCS, [1996]
Ilgrande cinema Corriere della Sera ; 42
Abstract: Richard Tyler è un ragazzino pauroso di tutto: teme persino di salire sulla casetta costruitagli da papà Alan sull'albero del giardino. Sorpreso da un violento temporale, mentre si reca a comprare dei chiodi con la sua bicicletta super accessoriata, per evitare guai entra in un'enorme biblioteca, dove il bibliotecario mister Dewey lo fornisce di un tesserino. Si trova quindi trasformato in un'illustrazione ed incontra Pagemaster, signore della biblioteca, che lo invita ad affrontare tre prove, per uscirne. Un libro animato, "Avventure", dall'aspetto piratesco, ed un altro con aspetto muliebre e con occhiali "Fantasie", lo accompagnano nel viaggio, a loro si unisce "Orrore", dalle fattezze alla Frankestein. La prima prova è traversare la casa abitata da Jeckyll che davanti ai tre si trasforma nel perverso Hyde. Sfuggiti al mostro, si trovano a navigare su una barchetta su un mare dove il capitano Achab cerca e trova Mobi Dick, che manda in frantumi il loro guscio. Aggrappato a un relitto, viene tirato a bordo dagli uomini di John Silver per rivivere il finale dell'Isola del Tesoro, sbaragliando i pirati con l'aiuto dei redivivi "Orrore" e "Fantasia". Salvato "Orrore" dai lillipuziani, il trio affronta infine un feroce drago, dalle cui viscere Richard riesce ad uscire grazie al fagiolo magico. Salutato Pagemaster che gli mostra gli aspetti positivi dell'esperienza, rientra nel suo corpo, e il bibliotecario gli lascia, in via eccezionale, portare a casa i tre libri dell'avventura. Superate le sue paure Richard si fa trovare addirittura addormentato nella casetta sull'albero dai preoccupati quanto stupiti genitori. "Naturalmente l'incastro di attori veri e cartoni (David Kirschner all'animazione) è come sempre molto ben fatto, ne sono garanti i molti tentativi precedenti: non solo 'Roger Rabbit', già nel '56 Gene Kelly ballava con Tom e Jerry. Il film (la sceneggiatura di David Casci si ispira al libro edito dalla Fabbri) si differenzia secondo il tema, evocando nel mucchio selvaggio Stevenson, Wells, Verne, Stoker e Mary Shelley. Per l'avventura ricorre a estesi orizzonti dorati; per il fantasy rosa, blu e viola; l'horror fa l'occhiolino al dr. Caligaris. Al di là dei risultati, l'intento morale del film è indubbio: nella videocrazia di oggi, urge riscoprire il fascino della buona lettura." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 12 Marzo 1995) "Gli effetti sono sempre giusti, i disegni fantasiosi quel tanto che serviva, con colori vivaci e modi sempre abilmente fatti trascorrere dall'avventura alla fiaba e perfino -pur tenendo conto degli spettatori giovanissimi cui il film è destinato- all' orrore più marcato; con tanto di incubi nel fondo. Si può seguir tutto, perciò, e senza mai un momento di noia, perché gli episodi tolti dai libri celebri si alternano con equilibrio e con gusto e i climi di cui sono pervasi, anziché ripetersi, tendono sempre a rinnovarsi: con una grande varietà di invenzioni. Naturalmente a divertirsi di più sono i bambini, ma gli adulti che li accompagnano non saranno troppo delusi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo',15 Marzo 1995) "Va bene che i film americani bisogna ormai andarli a vedere previa consultazione del vocabolario, vista la consuetudine di mantenere i titoli originali, ma la parola 'Pagemaster' non si trova neppure sul Webster. Dal contesto della favola pubblicata in un volume illustrato della Fabbri Editori, si evince comunque che il mitico Pagemaster è 'il signore delle pagine' vale a dire il custode della biblioteca. Nel film, il prologo e l'epilogo sono interpretati dal fanciullo Macaulay Culkin, cresciuto dai tempi di 'Mamma ho perso l'aereo' e afflitto da ogni sorta di paure con gran preoccupazione dei genitori. ( ) Si pensa a 'La storia infinita' di Michael Ende e al film che ne ricavò Wolfgang Petersen, per il comune proposito di celebrare le meraviglie della lettura. Ben venga 'Pagemaster' se riuscirà a convincere anche una sparuta porzione dei suoi giovanissimi spettatori a prendere in mano un libro; e tuttavia la fiaba è troppo ingenua e malamente orchestrata. Per fortuna i disegni sembrano attestare (soprattutto negli sfondi più che nei personaggi di imitazione disneyana) un sorvegliato gusto figurativo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa',11 Marzo 1995) Note REVISIONE MINISTERO MARZO 1995. N.B.: IL FILM E' PRECEDUTO DAL GRADEVOLE CARTONE ANIMATO "THE FLINTSTONES" (DINO E IL GATTO FURBINO)
TRENTADUE piccoli film su Glenn Gould [Videoregistrazione / regia di Francois Girard
[S.l.] : Audiovisivi San Paolo, 1995
Abstract: Glenn Gould, pianista canadese internazionalmente celebre, grande virtuoso, interprete geniale soprattutto di Bach, eccentrico, morì a 50 anni nel 1982 a Toronto per un colpo apoplettico. Il film ricostruisce le differenti sfaccettature della sua musica, del suo temperamento, della sua esistenza d'eccezione, attraverso alcune esecuzioni originali di Gould, attraverso l'interpretazione di Colm Feore, attraverso frammenti narrativi; attraverso testimonianze (anche di Yehudi Menuhin), testi autobiografici visualizzati. "Un ritratto studiato sui documenti e poi ricreato con vitalissimo fervore, ma anche, contemporaneamente, un tipo di cinema del tutto insolito che, in equilibrio sempre perfetto tra la verità e la finzione tesa a ricostruirla, raggiunge approdi estetici sicuri; con finissimo stile. Vi si aggiungano le musiche: una colonna sonora interamente dedicata alle esecuzioni più famose di Gould; una festa per gli intenditori, ma anche una gioia per lo spettatore di tutti i giorni: perché quando l'arte c'è, piace a tutti." ('Il Tempo', 18 giugno 1994) "Molto lodato e premiato, molto elaborato, in parte affascinante, il film, strutturato a imitazione delle 'Variazioni Goldberg' di Bach, composto da trentadue frammenti anche brevissimi, accompagnato dalle esecuzioni pianistiche originali di Gould, mette insieme materiali diversi. Testimonianze di parenti, domestici, amici e altri musicisti (anche Yehudi Menuhin). Testi autobiografici visualizzati, testi di interviste concesse da Gould, elencazione dei suoi farmaci di malato e di ipocondriaco. Immagini del Grande Nord canadese glaciale e bello quanto la solitudine, immagini astratte o d'animazione. Alcune delle trentadue idee sono buone, molte sono banali. La giusta preoccupazione di evitare enfasi e sentimentalismi si altera in freddezza. L'ambizione un poco vanesia di fare una biografia diversa da tutte cancella la semplicità, la musica è spesso cancellata dall'aneddotica: tuttavia il film rimane tra i più interessanti che si possano vedere adesso, un esperimento notevole." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 luglio 1994) "Totalmente immerso nelle registrazioni gouldiane senza trascurare che un paio di esse stanno viaggiando per destinazione ignota oltre il sistema solare sui Voyager), il film ostenta il legittimo snobismo di non far sedere mai il maestro al pianoforte. Ma insieme commette l'errore di non mostrarlo mentre studia. Parola di Bernhard: 'Suonava ogni giorno da otto a dieci ore, e spesso anche di notte. Non passa giorno senza suonare il pianoforte'. Va bene il genio non si spiega, così si rischia di farci dimenticare che la identificabile delle componenti è una fatica improba, bestiale e quotidiana." ('Il Corriere della Sera', 21 giugno 1994) Note - REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1994