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SHAOLIN soccer [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Chow, Stephen

SHAOLIN soccer [Videoregistrazione / regia di Stephen Chow

Abstract: Un giocatore di calcio ormai ritiratosi dalla carriera incontra uno studente di shaolin kung fu che aiuta a riconciliarsi con i suoi 5 fratelli. Mescolando l'arte marziale e le regole del calcio il gruppo creerà interessanti e comiche varianti alla pratica sportiva. Campione d'incassi a Hong Kong nel 2001 e accolto dalla critica con interesse, conferma Stephen Chiau come il più interessante attore/regista del cinema hongkonghese, capace anche di coniugare tematiche sociali (vedi i riferimenti alla crisi finanziaria che ha colpito l'Asia pochi anni prima) con il divertimento e l'omaggio al suo idolo di genere Bruce Lee. Non mancano gli effetti speciali che però non 'divorano' la storia. Agli appassionati del cinema orientale (e forse non solo a loro) non potrà non piacere.

JEEG robot contro i mostri di roccia [Videoregistrazione
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Nagai, Go <1945->

JEEG robot contro i mostri di roccia [Videoregistrazione / creato da Go Nagai

Unita'$2: Tetsuo I [Videoregistrazione
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TSUKAMOTO, Shinya

Unita'$2: Tetsuo I [Videoregistrazione : The Iron Man / regia di Shinya Tsukamoto

Il POZZO e il pendolo [Videoregistrazione
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GORDON, Stuart

Il POZZO e il pendolo [Videoregistrazione / regia di Stuart Gordon

Abstract: Note TECNICO DEL SUONO: RAY MEADOWS

PANTALEON e le visitatrici [Videoregistrazione
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LOMBARDI, Francisco J.

PANTALEON e le visitatrici [Videoregistrazione / regia di Francisco J. Lombardi

Abstract: I soldati di stanza nella giungla amazzonica peruviana hanno fame di sesso. Per calmarli, gli alti comandi si affidano ad un giovane capitano, Pantaleon Pantoja, affidandogli il segretissimo compito di istituire un servizio di "visitatrici" che raffreddino gli ardori della truppa. L'ufficiale si applica con dedizione, e nel giro di poche settimane ottiene un successo insperato. Ma la situazione ben presto diventa complicata: la moglie di Pantaleon, una volta scoperto il suo reale incarico, lo lascia, e quel che è peggio il giovane si innamora della Colombiana, una procace prostituta da lui ingaggiata. Sarà il destino a dissipare la matassa che si va facendo sempre più intricata. Adattando uno dei primi romanzi di Vargas Llosa (già portato da quest'ultimo sul grande schermo, con esiti infausti, nel '75), Lombardi vira dal cinema militante verso la commedia, ma non dimentica le consuete frecciate verso il militarismo. Divertente e mai volgare, il film fa scoprire al grande pubblico la sensualità prorompente di Angie Cepeda, star delle soap-operas peruviane: scommettiamo che fra un paio d'anni la vedremo a Hollywood? Tratto dall'omonimo romanzo di Mario Vargas Llosa

MADDALENA, zero in condotta [Videoregistrazione
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DE_SICA, Vittorio

MADDALENA, zero in condotta [Videoregistrazione / regia di Vittorio De Sica

C'eravamo tanto amati [Videoregistrazione
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Scola, Ettore <1931-2016>

C'eravamo tanto amati [Videoregistrazione / regia di Ettore Scola

Abstract: Trent'anni di vita italiana, dal 1945 al 1974, attraverso le vicende di tre amici ex partigiani: un portantino comunista (Manfredi), un intellettuale cinefilo di provincia (Satta Flores) e un borghese arricchito (Gassman). S'incontrano a varie riprese, rievocando speranze deluse, ideali traditi, rivoluzioni mancate. Rapsodia generazionale turgida e sincera, poco rigorosa ma appassionata, lamentosa e qua e là graffiante, armonizzata "sul registro di un malinconico ma efficace umorismo critico" (R. Ellero), dove l'amarezza di fondo si stempera in toni crepuscolari. Tutti bravi e registrati a dovere gli interpreti, compreso il compianto Satta Flores (1937-85). Scritto da E. Scola con Age & Scarpelli, dedicato a Vittorio De Sica (1901-74) che non fece in tempo a vederlo. Fu un calibrato film-epitaffio in sintonia con i tempi e i gusti del pubblico, con una sapiente costruzione narrativa fatta di morbide sconnessioni temporali e non priva di una quieta stilizzazione teatrale. Pioggia di premi italiani, francesi e sovietici.

L'AMORE ritorna [Videoregistrazione
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Rubini, Sergio <1959->

L'AMORE ritorna [Videoregistrazione / regia di Sergio Rubini

Abstract: Luca, un attore quarantenne all'apice della carriera, viene ricoverato d'urgenza per un'emorragia polmonare. La malattia si rivelerà il mezzo attraverso cui ritrovare le sue radici, il rapporto con i suoi genitori e con gli amici veri così come lo renderà consapevole dell'egoismo e dell'indifferenza proprie di quello che per anni è stato il suo mondo... "'L'amore ritorna' è un film affascinante che conferma l'assioma per cui la malattia che non ammazza migliora. Da questa variazione sul tema di '8 ½', con il personaggio io accompagnato da tutte le presenze della sua cerchia, il protagonista esce consapevole che "la malattia non è un'interruzione dell'esistenza, ne fa parte'' e che bisogna rispettare le ragioni degli altri. Incluse le compagne che hanno mollato l'egocentrico cineasta, prima Margherita Buy e poi Giovanna Mezzogiorno in gara di bravura. Bisognerebbe però elogiare gli interpreti in blocco: dalla Melato a Placido, da Eros Pagni al padre di Rubini, Mario, che sullo schermo caratterizza in modo delizioso il padre di Bentivoglio. E' quest'ultimo, ovviamente, il dominatore della situazione, con una partecipazione che riesce a sposare talento e verità." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2004) "Zitto zitto, piano piano, Sergio Rubini si va ritagliando uno spazio tutto suo nel nostro cinema sempre più normalizzato. Ed è uno spazio avventuroso, irregolare, felicemente caotico, com'è nell'indole di questo attore-regista che con 'L'amore ritorna' riprende ed approfondisce la personalissima mescolanza di elementi già presenti in 'Tutto l'amore che c'è' e ne 'L'anima gemella'. Sud, magia, autobiografia; e cinema, famiglia, memoria. Tutto serve a comporre questo (apparente) autoritratto che in realtà abbandona spesso il protagonista per seguire i personaggi di contorno con una capacità d'invenzione e una verità d'accenti non comuni. Ed ecco l'arrivo del padre alla stazione con le sue poesie sottobraccio; ecco la fuga in barella nelle strade trafficate di Milano, sotto la guida danzante della cugina; e poi le discussioni con una Buy sempre più brava, il barone dispotico e flautato (Eros Pagni), l'assistente di Bentivoglio segretamente innamorato di lui (Antonio Prisco). I puristi storceranno il naso per come Rubini mescola generi e registri, ieri e oggi, magico e quotidiano. Ma proprio in questa capacità di fondere, sporcare, inventare, sta forse il segreto del film." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 marzo 2004) "Non c'è dubbio, Rubini lo deve sapere e non può meravigliarsi se viene notato e diventa materia giornalistica e critica: ha fatto un film sovraesposto, smodato, spudorato. Dove si è messo in scena, scopertamente autobiografico. (...) Se ci fosse un'ombra di equivoco: questo film ci è piaciuto molto. E' denso, vitale e contagiosamente autentico proprio perché straripante, senza freni. E bene ha fatto il restia a contenere la sottolineatura del 'cinema nel cinema', avrebbe mortificato la generosità di emozioni: è nelle cose che questo sia il racconto di come Rubini ha risolto i propri sospesi raccontandoli, senza spiegarlo. Partecipazione - vero cammeo - di Michele Placido, in camice bianco, da applauso a scena aperta." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 marzo 2004) Note - NASTRO D'ARGENTO 2005 A GIOVANNA MEZZOGIORNO COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. - GIOVANNA MEZZOGIORNO E' STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO 2005 COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. IL FILM HA RICEVUTO ANCHE LA CANDIDATURA PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI.

POLAR express [Videoregistrazione
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Zemeckis, Robert <1952->

POLAR express [Videoregistrazione / regia Robert Zemeckis

Abstract: Qualcosa di straordinario sta per accadere a un bambino che dubita dell'esistenza di Babbo Natale. La notte della Vigilia, mentre sta tranquillamente nel suo letto tentando di captare lo scampanellio delle renne che trainano la slitta di Babbo Natale, un misterioso treno a vapore si ferma davanti alla finestra della sua stanza. Il conducente del treno lo invita a salire a bordo per intraprendere una fantastica avventura al Polo Nord insieme ad altri bimbi 'miscredenti' come lui... "Non sarà suggestivo come il treno sull'acqua de 'La città incantata', ma anche il gigante a vapore di 'The Polar Express' non scherza. (...) Il macchinista è Robert Zemeckis, grande illusionista che ha incastrato Roger Rabbit, sballottato nel tempo Michael J. Fox e fatto parlare Tom Hanks con JFK. Stavolta la magia è un cartoon che cattura attori veri per inserirli in quadri digitali che hanno i cromatismi della pittura a olio. Non è l'iperrealismo de 'Gli Incredibili' né il pastello di 'Shrek'. Complimenti per questa terza via. Fatti passi da gigante sull'espressività dei volti da 'Final Fantasy'. Prima parte esaltante e dinamica grazie a fantasmi, montagne russe e un Polar Express lanciato su un lago ghiacciato fuori dai binari. Seconda parte soporifera con un Polo Nord bomboniera e un tono zuccheroso che sfianca anche i non diabetici. Si sente che finita l'azione, Zemeckis non si diverte più. Tom Hanks, anche produttore, ha prestato nell'originale la voce a sei personaggi e il suo volto al simpatico controllore del treno." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 3 dicembre 2004) "Dopo 'Sky Captain and the World of Tomorrow' e nell'attesa di 'Shrek 2' ecco 'Polar Express', un'altra prodigiosa espressione del cinema della nuova frontiera digitale che sta cambiando la visione, la percezione e la prospettiva dello spettatore. Nel film diretto da Robert Zemeckis addirittura anche gli attori sono virtuali. Grazie alla cosiddetta performance capturing infatti l'attore c'è e non c'è, nel senso che interpreta il personaggio ma poi la sua immagine viene creata e manipolata in postproduzione. Attraverso speciali sensori e macchine da presa a infrarossi, ogni espressione e qualsiasi movimento del corpo vengono catturati e trasformati in immagini digitali. Hanks, che voleva da tempo portare sullo schermo la favola dello scrittore Chris Van Allsburg, ha potuto così dare vita a ben cinque personaggi: (?) Zemeckis ha reinventato visivamente la fiaba natalizia originale e il suo realismo magico sospeso tra impressionismo e illustrazioni di Rockwell con riferimenti letterari a Steinbeck, Faulkner, Twain. E un finale con centinaia di Babbo Natale che affollano la piazza come un happening rock che stravolge l'iconografia tradizionale." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 4 dicembre 2004) "Sistemato dal supercritico Roger Ebert nello scaffale di classici come 'Il mago di Oz' e 'La vita è meravigliosa' e stroncato da 'Variety' come 'un ambizioso passo falso', 'Polar Express' è una scommessa da 170 milioni di dollari che per ora non ha trovato adeguata accoglienza presso il pubblico d'oltreoceano. Potrebbe rifarsi sul vecchio Continente, anche se la favoletta tratta dal libro scritto e illustrato di Chris van Allsburg (1985) è quanto di più americano si può immaginare. (...) I critici contrari al film hanno deplorato che il saluto di Babbo Natale alla folla assiepata sembra quello di Mussolini a Piazza Venezia o di Hitler a Norimberga, ma il riferimento (se voluto) andrebbe messo sul conto dell'ironia che presiede a un'operazione di ben altro segno. La morale della favola riguarda infatti la necessità di conservare, finché possibile, lo sguardo incantato e la disponibilità dei nostri figli o nipoti. Evidentemente Tom Hanks, unico personaggio in carne e ossa in un contesto di figure computerizzate, è fra i fortunati che ce l'hanno fatta a restare un po' ragazzini. In questo film da lui ideato e prodotto, questo Peter Pan del cinema dà voce e ispirazioni mimiche a molti fra i personaggi che vi compaiono; lo asseconda il regista Robert Zemeckis, che tra scenografie incantate e musiche di circostanza imprime un pimpante ritmo narrativo a una confezione di incantevole eleganza. Pur finito sotto le forche caudine di critici che si considerano troppo adulti per certe bambinate, 'Polar Express' sembra il film fatto apposta per ricordare a grandi e piccini che Natale è sempre Natale." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 dicembre 2004) "E' curioso il risultato: l'immagine sintetica, un po' tetra, contraddice la voglia di tenerezza della storia, ma induce anche un senso del mistero che forse è sfuggito anche ai realizzatori (al timone c'è un cineasta sperimentatore e carico di successi). Inarrivabile resta ancora il 'Before Christmas' di Burton." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 4 dicembre 2004) "Tratto dal libro di Chris Van Allsburg, il film racconta di un gruppo di bambini degli anni Quaranta, caricati in treno e portato verso Babbo Natale, al Polo Nord. I più piccoli s'incanteranno. Ma solo loro. Agli adulti che amavano gli Stati Uniti di una volta restano case e treni ricalcati dalle tavole di Norman Rockwell, quando James Stewart e Jack Lemmon non avevano Hanks come epigono." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 3 dicembre 2004) "Zemeckis e il suo vecchio amico Tom Hank non sembrano rendersi conto di tutto ciò; né del fatto che, preannunciato come una favola poetica e piena di magia, sullo schermo il film risulti - invece - alquanto lugubre. L'innovativa animazione in Performance Capture, che trasferisce le performance dal vivo degli attori in personaggi digitali ha l'effetto di produrre un mondo spettrale, pochissimo allegro e traversato da presenza assai poco amichevoli. Il resto è un susseguirsi di discese vertiginose su rotaie e toboga, riprese in soggettiva come ai tempi dei film in 3D." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 dicembre 2004) Note - PRODUTTORI ESECUTIVI: TOM HANKS, JACK RAPKE E CHRIS VAN ALLSBURG. - LA TECNOLOGIA 'PERFORMANCE CAPTURE' PERMETTE DI TRASFERIRE AI PERSONAGGI DIGITALI LA PERFORMANCE CHE GLI ATTORI FANNO DAL VIVO. - NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DEL BAMBINO PROTAGONISTA E' DI JOSH HUTCHERSONE E TOM HANKS. HANKS HA ANCHE DOPPIATO IL CONDUCENTE DEL TRENO. - TRE CANDIDATURE AGLI OSCAR 2005: MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ('BELIEVE' DI GLEN BALLARD, ALAN SILVESTRI), MIGLIOR SUONO (WILLIAM B. KAPLAN, RANDY THOM, TOM JOHNSON, DENNIS S. SANDS), MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO (RANDY THOM, DENNIS LEONARD).

MERAVIGLIE del cosmo [Videoregistrazione
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MERAVIGLIE del cosmo [Videoregistrazione

DVD&book

ALLA ricerca della valle incantata. Le avventure della grande vallata [Videoregistrazione
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ALLA ricerca della valle incantata. Le avventure della grande vallata [Videoregistrazione = The land before time. The great valley adventure

CENERENTOLA [Videoregistrazione
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WALT DISNEY PRODUCTION

CENERENTOLA [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Rimasta sola e senza sostentamento, Silviette viene protetta da Jenny Smart, famosa diva del cinema. Il regista Piccolini, colpito dal suo sorriso, le offre il ruolo da protagonista in "Cenerentola", il film che sta per essere girato. Jenny si rende conto che Silviette può essere un potenziale pericolo. Note - LUNGHEZZA: 815 METRI

$8 donne e un mistero [Videoregistrazione
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Ozon, François <1967->

$8 donne e un mistero [Videoregistrazione / regia di Francois Ozon

Abstract: Nel bel mezzo di un gelido inverno, in una casa isolata della campagna francese, una famiglia si riunisce per le vacanze. Ma proprio alla vigilia dei festeggiamenti, un tragico imprevisto fa precipitare la situazione: il capofamiglia viene assassinato. L'omicida non può che essere una delle otto donne più vicine alla vittima: la sua potente moglie, la cognata zitella, la suocera tirchia, l'insolente cameriera, la leale governante oppure una delle due giovani e graziose figlie? "Il conclamato bacio lesbico tra Cathenirne Deneuve e Fanny Ardant non è occasione di turbamenti ma di una sonora risata: una delle tante che il Palast ha tributato alla divertentissima commedia di Francois Ozon. Se 'Otto donne' strizza l'occhio a un repertorio eclettico - dalla pochade di Feydeau all'Hitchcock della 'Congiura degli innocenti' - gli innesti funzionano a meraviglia, grazie soprattutto a un magnifico gruppo transgenerazionale di attrici coinvolte nell'intrigo di delitto (...) La fine riserva un doppio colpo di scena; ma la soluzione del caso è solo il pretesto per una compilazione di battute una più azzeccata dell'altra, intercalate da intervalli musicali dove Fanny e Catherine, la veterana Danielle Darrieux, la buffissima Isabelle Huppert e Emmanuelle Béart, si producono divertendosi, e divertendoci, un mondo. Adattamento di un testo teatrale, il film chiude con le interpreti schierate di fronte al pubblico come in palcoscenico". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 febbraio 2002) OTTO DONNE E UN MISTERO "Otto grandi attrici fra i 18 e gli 85 anni, una villa isolata, un delitto a porte chiuse. E un regista, François Ozon, che si diverte (e ci diverte) da pazzi a virare in senso perverso vezzi, costumi e cliché anni 50 - 60. E' 'Otto donne e un mistero', quasi-musical in technicolor fra George Cukor e Agatha Christie. Mamme, figlie, nonne, zie, domestiche, amanti. E intrighi, delitti, incesti, sotterfugi, canzoni. Tutto in famiglia, per un grande film sull'invidia. Da amare o detestare". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 ottobre 2002) Note - ORSO D'ARGENTO "PER IL CONTRIBUTO ARTISTICO" ALL'INSIEME DELLE INTERPRETI FEMMINILI AL FESTIVAL DI BERLINO 2002.

Il FIUTO di Sherlock Holmes. Mystery 1 [Videoregistrazione
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Il FIUTO di Sherlock Holmes. Mystery 1 [Videoregistrazione

GAYA [Videoregistrazione
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TAPPE, Holger - Krawinkel, Lenard Fritz

GAYA [Videoregistrazione / regia di Lenard Fritz Krawinkel e Holger Tappe

Abstract: Come in ogni storia che si rispetti esiste un mondo favoloso, come quello di Gaya, dove vivono delle creature non troppo diverse da noi, tranne forse per quelle orecchie di ciuco che li fa tanto simili a Lucignolo e a Pinocchio, ciuchini nel paese dei Balocchi. Questa terra incantata è illuminata e sopravvive grazie alla dalamite, una sorta di criptonite che però il potere non lo toglie ma lo dona. Un giorno, ovviamente, il cattivo dei cattivi decide di privare Gaya della sua luce, toccherà allora a sei improbabili compagni d'avventura ritrovare la pietra e sconfiggere il malvagio predatore. Scopriranno in questo modo di esistere soltanto nell'etere, di avere un creatore e di non godere del libero arbitrio. Realizzato con l'aiuto di ben quattordici co-produttori europei e con la regia del tedesco Leonard Fritz Krawinkel, Gaya è un fantasy d'animazione prodotto interamente nel vecchio continente. Per quanto pregevole nella fattura e nella musica (ultimo capolavoro sonoro di Michael Kamen) che fa da contrappunto all'affannosa ricerca dei protagonisti, il film ha un limite enorme che lo spettatore potrebbe trasformare in un gioco: cartoni che assomigliano ad altri cartoni, o se preferite ad altri film. Perché a partire dalla spocchiosa principessa Alanta, vestita come Lara Croft e "doppiata" da Natalia Estrada, i confronti con altri lungometraggi sono imbarazzanti. Alanta è la Fiona di Shrek (2001), principessa fuori dalle convenzioni con tanto di coda di cavallo, naturalmente rossa. Shrek è retrocesso a un ruolo comprimario ma ha conservato la sua fame "mostruosa", è Brampf, il terzo Snurk; Galger, lo Snurk capo, è invece il portoricano Benny Blanco (quello di Carlito's way) che questa volta salva l'eroe invece di sparargli. E qui per pietà ci fermiamo. Il film della DNC è comunque pieno di buone intenzione che siamo certi non mancheranno di stupire piacevolmente i bambini, almeno quelli nati dopo il 2001.

Charlot
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Attenborough, Richard <1923-2014>

Charlot [Videoregistrazione] = Chaplin / regia di Richard Attenborough

: Mondo home entertainment, [200-?]

Abstract: A partire da un'intervista a Chaplin, ormai anziano e a riposo nella sua villa svizzera, e dalle domande che gli pone il suo biografo David Robinson, si snodano con dei flash-back le vicende biografiche del vero Charles S. Chaplin, desunte dall'autobiografia del grande attore, integrata dalle ricerche di David Robinson, e intercalata da spezzoni dei suoi film più noti. Dapprima Charles bambino, tutto brio, spontaneità e inventiva, improvvisa un divertente fuori-programma per coprire uno dei primo vuoti di memoria della madre, attrice di varietà. Successivamente cresce fra gli stenti in un ambiente di miseria e squallore; poi assiste sgomento alle prime crisi di follia della madre, e più avanti è costretto, col fratello, al ricovero di lei in manicomio. Si assiste ai suoi primi incontri-scontri col mondo dello spettacolo e alla sorprendente carriera che vi compie in breve, grazie al suo straordinario talento; si vedono aprirsi i retroscena meno noti del suo privato, i suoi amori; le disavventure coniugali, le cocenti delusioni fino a quel malinconico ritiro in Svizzera, confortato da Oona O'Neil, il grande amore dei suoi anni maturi, e unica donna rimastagli fedele. "Il film ha pennellate eleganti che però, messe insieme, non fanno un ritratto. Manca una visione d'insieme, un'ipotesi d'interpretazione forte del personaggio. Mille sono i punti di vista dai quali Chaplin può essere analizzato: l'ossessione erotica per le ragazzine, l'impegno politico, le accuse (ebreo, comunista) inventate dall'FBI e però da lui mai del tutto negate, l'odio-amore per l'America, il retaggio dickensiano dell'infanzia londinese, e tanti, tanti altri. Attenborough non ne sceglie uno: tenta di farli tutti confezionando un centone affascinante ma troppo didascalico. Alla fine del quale Chaplin rimane un mistero. Come si diceva: se volete saperne di più, guardate i suoi film." (Alberto Crespi, 'l'Unità', 26 febbraio 1993) "Dopo Gandhi, Chaplin. Richard Attenborough continua con le sue biografie filmate. Questa volta, però, il personaggio era più complesso. Il problema era non solo dir tutto, ma anche condensare senza tradire: né il carattere rimasto sempre un po' oscuro del protagonista, (nonostante le molte confidenze e confessioni), né l'epoca, il cinema e la gente che lo avevano accolto e in cui, qualche volta perseguitato, aveva saputo dominare. Attenborough ha pensato di vincere la difficile battaglia affidandosi a tre sceneggiatori di fama (William Boyd, Bryan Forbes, William Goldman) e rifacendosi, per le fonti, debitamente citate, all'autobiografia dello stesso Chaplin, 'La mia vita' e al bellissimo libro storico-critico di David Robinson, 'Chaplin: la vita e l'arte'. Un'idea giusta, non sorretta però da una vera analisi del personaggio e affidata poi, come struttura narrativa, ad un seguito di eventi visti più come in uno sceneggiato tv che non come in un film, prodighi, in qualche momento, di invenzioni suggestive, ma ora troppo diluiti ora troppo rapidi per arrivare, come si voleva, ad un ritratto." ('Il Tempo', 27 febbraio 1993) "Qualche momento intenso lo dobbiamo a Geraldine Chaplin nel ruolo di sua nonna Hannah, la mamma di Charlie e di Sydney Chaplin che tutta la vita combatte contro uno stato di depressione prossimo alla follia. Kevin Kline è irresistibilmente simpatico nella parte di Douglas Fairbanks, il grande amico di Chaplin e cofondatore della United Artists. E Milla Jovovich è molto bella e inquietante nel ruolo di Mildred Harris, la diciassettenne furba che divenne la prima moglie bambina di Chaplin. Ma su questa come sulle altre sue vicende amorose, si sente l'inevitabile autocensura che gli autori si sono imposti: Lady Oona era ancora viva ai tempi della preparazione del film. Per fortuna c'è Chaplin, quello vero. Quando sullo schermo compaiono la fioraia, il monello, il vagabondo, il suo finto Dittatore - e quello vero - improvvisamente si torna a ridere e a commuoversi, e appare più chiaro l'unico senso possibile di 'Charlot': ricordare uno dei massimi poeti di questo secolo. E spedire gli spettatori a rivedere i suoi film." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 27 febbraio 1993) Note - COPRODUTTORE: TERENCE CLEGG. - REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1993. - PREMIO BAFTA 1993 COME MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (ROBERT DOWNEY JR.)

Le VACANZE di monsieur Hulot [Videoregistrazione
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Tati, Jacques <1907-1982>

Le VACANZE di monsieur Hulot [Videoregistrazione / regia di Jacques Tati

Abstract: Disdegnando la folla che si pigia nei treni, il sig. Hulot parte per le vacanze a bordo della sua vecchia auto scoppiettante. Insensibile ai commenti ironici che provoca il suo passaggio, egli giunge così al modesto alberghetto sul mare, mèta del suo viaggio. Si tratta della classica pensione familiare, i cui clienti s'incontrano ogni giorno alle stesse ore. C'è la bionda fanciulla che fa strage di cuori maschili, l'uomo d'affari che non riesce a staccarsi dal telefono, il comandante coi suoi atteggiamenti marziali, i bimbi coi loro giochi. In mezzo a questa gente pacifica, il sig. Hulot con le brillanti iniziative che gli detta il suo spirito amabile, porta lo scompiglio. Egli organizza in successione una passeggiata sui muli, un ballo in costume, un pic-nic, ma purtroppo queste imprese provocano spesso degli incidenti spiacevoli. Malgrado questo, l'ultima sera i villeggianti vogliono festeggiare il signor Hulot con fuochi d'artificio ma anche questa volta la goffaggine del festeggiato cagiona un disastro. Partito il sig. Hulot, la maggior parte dei suoi compagni di pensione deve tuttavia riconoscere di aver trascorso, per suo merito, un periodo di vacanza meno monotono e più gradevole del solito. "Il film che manca di un vero intreccio, è tutto un susseguirsi di scene buffe, in cui agiscono personaggi disegnati con garbata malizia. Più che sul parlato il divertente lavoro si fonda sulle situazioni e sull'ottima interpretazione del protagonista." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 34, 1953) Note - GIRATO IN FRANCIA IN ESTERNI ALL'HOTEL DE LA PLAGE DI SAINT-MARC-SUR MER (LOIRE-ATLANTIQUE) E NEGLI STUDI DE BOULOGNE-BILLANCOURT. - EDIZIONE RESTAURATA PRESENTATA AL FESTIVAL DI CANNES 2009 NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSIC', PRESIEDUTA DA MARTIN SCORSESE.

SEGRETARIA di Hitler [Videoregistrazione
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SCHMIDERER, Othmar - Heller, Andre'

SEGRETARIA di Hitler [Videoregistrazione : l'orrore guardato da vicino / regia di Andre' Heller e Othmar Schmiderer

Segretaria di Hitler
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Segretaria di Hitler : l'orrore guardato da vicino / un film di Andrè Heller e Othmar Schmiderer

Feltrinelli, [2005]

Abstract: Traudl Junge, segretaria di Adolf Hitler, racconta la vita del Fuhrer dal 1942 al 1945 fino ai giorni immediatamente precedenti al suicidio del dittatore

NATURAL city [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

BYUNG-CHUN, Min

NATURAL city [Videoregistrazione / regia di Byung-Chun Min

Abstract: "Finisce l'era di Blade Runner, inizia il mito di Natural City". Non poteva trovare presentazione più spavalda questa megaproduzione coreana tutt'altro che epocale. Di sicuro una citazione esplicita era necessaria, poiché tanto deve Natural city al capolavoro di Scott. Niente plagio, ma stessa ambientazione e stesso mondo immaginario; stesso "universo" in cui si racconta però una storia diversa. R è un ottimo poliziotto che ha però loschi traffici di chip di cyborg scaduti. R ha bisogno di soldi per pagare Gyro, malefico dottore che fa esperimenti sui cyborg, affinché trovi il modo di salvare l'amata Ria dall'ineluttabile rottamazione. Il modo c'è, ma non è indolore: bisogna sacrificare la teppistella Syon, geneticamente compatibile con Ria. Accade però che Syon sia compatibile anche con Cyper, micidiale modello di cyborg da combattimento anch'egli alla disperata ricerca di un modo per allungarsi la vita. Le atmosfere del film sono di indubbio fascino, e piuttosto originali e credibili anche gli effetti speciali che, soprattutto nelle scene di lotta, riescono a liberarsi della "zavorra Matrix" – seppure con qualche difficoltà. Purtroppo, le note dolenti sono quelle di gran parte della produzione orientale: colonna sonora insostenibile; personaggi che sono macchiette (R dovrebbe essere un Deckard col fascino di Humphrey Bogart, ma risulta perlopiù un demente); e soprattutto un finale che racconta in 40 minuti ciò che in tempo reale accade in 5 minuti, saturo di svenevolezze strappalacrime oltre l'umana tolleranza. "Finisce l'era di Blade Runner, inizia il mito di Natural City": però, niente male, due baggianate in una sola frase non è cosa di tutti i giorni...