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Le luci della sera
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Videoregistrazioni: DVD

Le luci della sera [Videoregistrazione] / regia di Aki Kaurismaki

: 01 Distribution, 2007

Abstract: Koistinen è un piccolo uomo senza qualità. Buono e incapace di perdere la speranza, lavora come guardiano di un grande magazzino ad Helsinki. Una sera, durante il turno di lavoro, una giovane donna lo seduce per far sì che i suoi complici riescano ad entrare nella struttura e la svaligino. Complice suo malgrado del furto, amato soltanto dalla padrona di un chiosco di salsicce, Koistinen viene condannato dalla giustizia a pagare per la sua ingenuità e per reati che non ha commesso. "Kaurismaki, chiude la 'trilogia dei perdenti' con 'Le luci dei sobborghi'. Il mood, inconfondibile, è lo stesso di 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato', con una punta di humour in meno. La città è sempre Helsinki, una Helsinki moderna e insieme senza tempo, fatta di periferie silenziose e bar malinconici che probabilmente esistono solo nei film del geniale finlandese. (...) Luci anni '50, dialoghi scarni ma irresistibili (Kaurismaki è un maestro del sottotesto), una colonna sonora che mescola Puccini e Gardel (ancora 'Volver !') ai tanghi di Olavi Virta, compositore finlandese amatissimo in patria. Più una fievole speranza che in extrenmis illumina il destino dei diseredati. Ammirevole per coerenza, Kaurismaki stavolta non brilla per novità. E il suo ultimo film somiglia fin troppo a tutti gli altri, un po' come l'irresistibile cagnetto Paju, ultimo discendente di una famiglia di bastardini che accompagna da sempre il lavoro del finlandese." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 maggio 2006) "Destinato ai cultori del cinema d'arte e d'essai, 'Les lumières du Faubourg' non aggiunge nulla all'identikit di Aki Kaurismaki. Già incoronato con due premi importanti a Cannes grazie a 'L'uomo senza passato', il regista finlandese vi sviluppa l'allusione chapliniana del titolo con i consueti toni da ballata minimalista: una sorta di spleen boreale che privilegia sino alla maniera il sottomondo degli umili e dei marginali e lo culla con le immagini fredde e asettiche e la complicità dell'accompagnamento musicale. Assistiamo così, senza un briciolo di vera emozione, alla discesa agli inferi del signor Koistinen (Janne Hyytiainen), sconsolato nottambulo ingiustamente accusato di furto con scasso proprio dalla donna di cui è innamorato. Negli sgradevoli sfondi di un nord Europa più disumano che mai, il poverocristo s'appresta a perdere in un colpo solo e senza un lamento posto di lavoro, alloggio, libertà e illusioni; ma per fortuna anche nella miseria più nera può materializzarsi l'ala di un angelo... E Kaurismaki finisce per fare della stralunata naiveté compositiva un fine ammiccante anziché un mezzo espressivo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006) "Vedere un film del finlandese Aki Kaurismaki, 49 anni, è un autentico piacere. La semplicità classica e profonda, lo stile lucido tutto concentrato sui protagonisti e sulla storia, senza distrazioni né parentesi, l'espressività degli attori, il deserto irreale della città; questo e altro fanno di Kaurismaki un maestro. 'Le luci della sera' (dopo 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato') è l'ultimo film di una trilogia proletaria dedicata ai perdenti: se il soggetto dei primi due film era la mancanza di lavoro e la mancanza di casa, il tema di questo è la mancanza di affetti, la solitudine. (...) La magia, le luci romantiche, il lato favoloso d'altri film del regista sono scomparsi per lasciar posto al male di vivere. Dolci canzoni, musica di tango, accompagnano la brutalità." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 gennaio 2007) "Breve: dura un'ora e venti; laconico: pochi dialoghi, molti silenzi; insolito: protagonista è 'un romantico scemo, fedele come un cane'. Può essere solo un film di Aki Kaurismäki su Aki Kaurismäki. Stavolta s'intitola 'Le luci della sera'. Stavolta, perché - se il film ha questi pregi - ha anche un difetto: è seriale. Il regista, sceneggiatore e produttore finlandese si ripete. Ma i più non hanno visto i suoi film precedenti, come il capolavoro 'Nuvole in viaggio' (1996) e il notevole 'L'uomo senza memoria'. E per loro valgono gli attributi dell'incipit. Kaurismäki presenta questi tre film come parti di una trilogia. In realtà 'Nuvole in viaggio' ne era la sintesi. L'analisi è venuta con gli altri due. Nulla di male, ma nemmeno nulla che sia tornato a quei livelli. È probabile che, cinquantenne etilista, Kaurismäki trovi fondi solo per film a basso costo e garantito rendimento. 'Le luci della sera' era infatti in concorso al Festival di Cannes: vetrina importante. Improbabile che da lui avremo mai una produzione di vasto respiro, quella di cui il cinema europeo avrebbe più bisogno, perché farebbe pensare senza annoiare." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 12 gennaio 2007) "Con questo suo splendido, gelido, intangibile finale della trilogia dei perdenti Kaurismaki dice che viviamo da monadi, oggetti e non più soggetti di un mondo chiuso agli affetti. (...) Aki il finlandese afferma il diritto al pessimismo senza poesia né catarsi, il mondo è quello che è, le porte si sono chiuse. Resta la confusione, il rock mescolato al 'Volver' almodovariano e a Puccini, ma il filo è staccato. L'occhio registra l'atto beckettiano senza parole di Koistinen (Janne Hyytiainen) ma i contatti non sono più con la vita ma col cinema, finzione che l' autore rende magnifica complice della sua desolata visione del mondo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 gennaio 2007) "Luci anni '50, dialoghi scarni ma irresistibili (Kaurismäki è un maestro del sottotesto), una colonna sonora che mescola Puccini e Gardel ai tanghi di Olavi Virta, compositore finlandese amatissimo in patria. E' lo stile unico di Aki Kaurismäki, che con 'Le luci della sera' chiude la struggente trilogia dei perdenti. Il tono stralunato e dolente è quello di 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato', ma un poco più disperato. (...) Ammirevole per coerenza, Kaurismäki magari non brilla per novità e i suoi ultimi film si somigliano tutti un po'. Come il buffo cagnetto Paju, ultimo di una stirpe di bastardini che accompagna da sempre il lavoro del finlandese. Ma la fievole speranza che illumina il destino dei diseredati, l'esattezza degli sguardi, delle luci, dei tempi, dei gesti, scalderebbero il cuore dello spettatore più cinico." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero, 12 gennaio 2007) Note - IN CONCORSO AL 59MO FESTIVAL DI CANNES (2006).

Amici e vicini
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Amici e vicini [Videoregistrazione] : una favola moderna sull'immoralita' / regia di Neil Labute

: Universal pictures, 2005

La contessa di Hong Kong
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La contessa di Hong Kong [Videoregistrazione] / regia di Charlie Chaplin

: Universal pictures, 2005

Abstract: A bordo di un piroscafo di lusso che lo riporta negli Stati Uniti, il ricco diplomatico americano Ogden attende da Washington la sua nomina a ministro degli esteri. Sceso a terra ad Hong Kong vi conosce casualmente Natasha, una profuga russa di nobile origine costretta ad una vita avventurosa dalle stesse vicende rivoluzionarie che le sono costate all'esilio perpetuo. Tornato a bordo, Ogden scopre la contessa russa nascosta in un armadio della sua cabina. Alla richiesta di spiegazioni, Natasha risponde dichiarando di voler a tutti i costi entrare negli Stati Uniti nonostante la mancanza del passaporto e di essere disposta, pur di raggiungere il suo scopo, a sfruttare, a danno del diplomatico, la situazione in cui si trova. Ogden, che nel frattempo si è innamorato della donna, per proteggere la propria carriera ed il suo matrimonio con Martha, cerca di realizzare un matrimonio fittizio tra il suo maggiordomo Harvey e Natasha per permettere alla donna di divenire cittadina americana. Ma quando la nave fa scalo alle Hawaii e il diplomatico viene raggiunto dalla legittima moglie, Ogden preferisce abbandonare la sua carriera, protetta da un mènage convenzionale, e legarsi per sempre a Natasha. "Si tratta di una classica commedia all'americana retta, nonostante l'inconsistenza della intera vicenda, da un dialogo sottilmente allusivo e da qualche sapida situazione. Discontinua la regia e a tratti briosa l'interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 62, 1967)

La storia di Qiu Ju
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La storia di Qiu Ju [Videoregistrazione] / regia di Zhang Yimou

: 01 Distribution, 2006

Abstract: L'inverno si addensa su un remoto villaggio nella Cina del nord. Dentro di sè, Qiu Ju si compiace della sua buona sorte è in attesa del suo primo figlio. Di li' a poco suo marito Qinglai rimane ferito in una lite con il capo del villaggio Wang Shantang. Qiu Ju esige delle scuse, ma l'orgoglioso Wang non ne vuole sapere. Allora Qiu Ju affida tutto nelle mani di un poliziotto Li Shunlin. Li Shunli considera chiusa la questione quando Wang acconsente a pagare la parcella del medico di Qinglai. Qiu Ju però restituisce il denaro e fa causa a Wang. Al processo, la corte si limita a confermare il loro precedente accordo. Ingenuamente spavalda a causa della sua scarsa familiarità con le procedure legali, Qiu Ju si appella a una corte superiore. Film molto bello, politicamente forte, premiato col leone d'oro all'ultima mostra di Venezia. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) Il film che appare incentrato su temi e registri completamente differenti da quelli pure interessanti e splendidi, proposti da Yimou in altri lavori. E' godibilissimo, non difetta di riflessi e venature perfino comiche, è intelligente e arioso mentre offre un invidiabile caleidoscopio di figurine coloratissime (scrivani, faccendieri, conducenti pubblici, locatori e funzionari). (Segnalazioni Cinematografiche) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992 - ASSISTENTI REGIA: HU XIAOFENG, ZHANG ZHENYAN, TIAN WEI XI. - LEONE D'ORO ALLA MOSTRA DI VENEZIA E COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE ATTRICE A GONG LI (1992).

Picnic alla francese
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Picnic alla francese [Videoregistrazione] / regia di Jean Renoir

: Multimedia San Paolo, 2009

Abstract: Il professor Alexis (P. Meurisse), sostenitore della fecondazione artificiale, è sedotto dalla bellezza della contadina Nenette (C. Rouvel) e con lei passa giorni felici sotto il sole di Provenza. Mesi dopo, saputo che è rimasta incinta, rinnega le sue teorie e la sposa. Temi gravi (la scienza, la dittatura degli scienziati, la pianificazione dell'esistenza umana) futilmente trattati in un film che trabocca di amore per la natura e di gioia di vivere. Titolo preso da un celebre quadro (1863) di Manet. Girato in parte nella tenuta di famiglia "Les Collettes" a Cagnes-sur-Mer (Provenza) dove il pittore Auguste Renoir trascorse gli ultimi anni e morì, è un film dove, come in un quadro impressionista, conta più il colore che il disegno. Più che quelle satiriche, vibrano le corde liriche. Come scrisse André Bazin per Une Partie de campagne (1936) "Renoir fa il cinema ideale che avrebbe fatto suo padre...". Per la 1ª volta ricorse all'uso di più cineprese (anche 8) allo scopo di ottenere dagli attori una maggiore naturalezza recitativa. V.M. 16 anni dalla censura democristiana dell'epoca.

Last life in the universe
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Last life in the universe [Videoregistrazione] / regia di Pen-Ek Ratanaruang

: Sony pictures home entertainment, 2007

Abstract: Kenji è un giapponese che vive a Bangkok, ossessionato dall'idea di suicidarsi. Una notte uccide accidentalmente un membro della mafia giapponese che perseguita suo fratello. Noi è una ragazza tailandese che vive a Pattaya anche lei, per errore, uccide sua sorella. Kenji e Noi uniti da un insolito destino si nascondono e trascorrono insieme tre giorni sperando di trovare l'amore, la vita e la redenzione. Note PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA NELLA SEZIONE CONTROCORRENTE (2003), DOVE ASANO TADANOBU HA VINTO IL PREMIO COME MIGLIOR ATTORE.

Autopsia di un sogno
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Autopsia di un sogno [Videoregistrazione] / regia di Raul Ruiz

: 01 Distribution, [2006]

Abstract: Il protagonista e la protagonista sono in vacanza ai Tropici con qualche difficoltà all'orizzonte soprattutto per lei. Ruiz si aggroviglia nelle sue elucubrazioni cinefile toccando uno dei livelli più elevati di astrusità nel suo cinema. Questa volta il gioco della mescolanza dei piani tra sogno e realtà non funziona.

Condannato a nozze
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Condannato a nozze [Videoregistrazione] / regia di Giuseppe Piccioni

: Medusa home entertainment, 2007

Abstract: In teoria: ritratto dello sdoppiamento di un brillante avvocato, indeciso a tutto in amore. In pratica: la storia di un maschietto italiota che esce da un letto per entrare in un altro, ovvero il sogno di almeno un italiano adulto su due. 3° film del marchigiano G. Piccioni, e il peggiore. Quello che guadagna in furbizia, ha perduto in sensibilità. Era difficile sciupare un poker delle migliori attrici giovani italiane. Ci è riuscito.

Moonlight e Valentino
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Moonlight e Valentino [Videoregistrazione] / regia di David Anspaugh

: 01 Distribution, [2006]

Anche i nani hanno cominciato da piccoli
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Anche i nani hanno cominciato da piccoli [Videoregistrazione] / regia di Werner Herzog

: Ripley's home video, 2003

Abstract: Un gruppo di nani che vivono in una sorta di prigione in una terra lontana, stanchi della loro condizione, si ribellano ai loro guardiani. Note - SUONO: HERBERT PRASCH. - GIRATO A LANZAROTE (ISOLE CANARIE) IL FILM E' INTERPRETATO DA ATTORI NON PROFESSIONISTI.

Ognuno cerca il suo gatto
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Ognuno cerca il suo gatto [Videoregistrazione] / regia di Cedric Klapisch

: 01 distribution, 2006

Abstract: Tornata dalle vacanze a Parigi, Chloe riceve dalla vicina la notizia che il suo gatto, da lei tenuto in custodia, è scappato e non si trova più. Chloe - che è una ragazza introversa portata più a nascondersi che a valorizzarsi - comincia una ricerca a tappeto in tutto il quartiere e scopre un mondo a lei estraneo, fatto di vecchiette che si riuniscono a prendere il tè e sanno tutto di tutti, di uomini che trascorrono la loro esistenza per strada o perdendo tempo nelle bettole, personaggi caricature con un abisso di solitudine dentro. Quando tutto sembra ormai perduto e ogni ricerca vana ecco che, da dietro una cucina a gas, spunta fuori il gatto. Chloe riprende fiducia nella vita e finalmente intreccia una storia d'amore con un vicino. "Cédric Klapisch vince la partita evitando sia l'annotazione commovente che lo spunto umoristico. Fa del minimalismo, ma un minimalismo non sentimentale, controllato dalla misura realistica che il suo film è venuto assumendo. Presentandolo il regista ha parlato di 'scrittura in diretta'. (...) Un cinema che non si accontenta di disegnare tipi buffi. Senza dubbio, sono un po' eccentrici, un po' bizzarri gli uomini e le donne che, mentre andiamo cercando un gatto, il regista - senza eccessi, senza esagerazioni, con leggerezza - ci presenta. E, dato che li lascia parlare, li lascia muovere secondo la loro natura e il passato che portano in sé, ci accorgiamo che ognuno di quegli sconosciuti coabita con la sua solitudine che, spesso, si nasconde sotto la maschera dell'aggressività. L'una e l'altra non sono gridate. Non esibite. E, per questo, risultano vere". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 22 novembre 1996) "Che meraviglia: una commedia fatta di nulla che parla di tutto e cioè d'amore e solitudine, di malinconia e desiderio, di sogni e di equivoci, insomma la stoffa di cui son fatte le vere commedie. Che allegria: un film con attori ignoti e bravissimi mescolati a una folla di 'tipi' presi dalla strada ma pronti a recitare come se non avessero mai fatto altro. Che rarità: un 'corto' che diventa lungo ma senza perdere in tensione o in divertimento, e coinvolgendo nelle riprese un intero quartiere parigino. Ovvero quella parte dell'undicesimo arrondissement che sta dietro la Bastiglia. Per la cronaca è anche la zona dei Cahiers du Cinéma, ma non cercate ammicchi cinèfili nel terzo film di Klapisch: non ce n'è (per fortuna)". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 novembre 1996) "Nato come cortometraggio, Ognuno cerca il suo gatto mostra meglio di tante chiacchiere come si possa far buon cinema con pochi soldi e parecchie idee. Ma non alla maniera di 'Clerks' o del nostro 'Cresceranno i carciofi a Mimongo'. Meno modaiolo e leggero, il film, di Klapisch porta sullo schermo il piacere di coinvolgere nelle riprese un intero quartiere: estraendo dalla realtà quotidiana umanissime macchiette e abissali solitudini, secondo un'idea di commedia realista che nessuno in Italia pratica più. Sicché dopo un po' diventa difficile individuare gli attori e le comparse, potendo contare il regista su una verità in presa diretta, scaturita da una sorta di work in progress collettivo". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 23 novembre 1996) Note - TRA GLI INTERPRETI, IL GATTO ARAPIMOU (GRIS GRIS) E IL GATTO RAMBO. - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

L' inventore di favole
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L' inventore di favole [Videoregistrazione] / regia di Billy Ray

: Medusa home entertainment, 2005

Snoopy, cane contestatore
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Snoopy, cane contestatore [Videoregistrazione] / creato e scritto da Charles Schulz ; regia di Bill Melendez

: Paramount home entertainment, [2004]

Bunuel e la tavola di re Salomone
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Bunuel e la tavola di re Salomone [Videoregistrazione] / regia di Carlos Saura

: 01 distribution, 2007

Estranei alla massa
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Estranei alla massa [Videoregistrazione] / regia di Vincenzo Marra

: 01 Distribution, 2006

Elfy Elf
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Elfy Elf [Videoregistrazione] : chi trova un amico trova un tesoro / regia di Brian Kelly

: Medusa home entertainment, 2004

Flirting with flamenco
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Flirting with flamenco [Videoregistrazione] / regia di Jim Doyle

: Millennium storm, [2007]

Abstract: Sylvia non crede in se stessa, soffre di sbalzi d'umore e vive nel terrore di essere cacciata dal call center nel quale è quotidianamente schiavizzata da un boss orribile e dal suo assistente. Ma quando incontra il bellissimo chitarrista di flamenco Pablo, la sua vita inizia a cambiare. Fino al giorno in cui il padre la sorprende con una devastante dichiarazione... e il mondo le crolla nuovamente addosso. Sylvia soccomberà o dimostrerà quanto vale a passo di flamenco?

Nella casa del diavolo
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Libri Moderni

Covin, Alec

Nella casa del diavolo : romanzo / Alec Covin ; traduzione dal francese di Arianna Giancola

Roma : Fanucci, 2009

Abstract: Grace Austin, brillante e bellissima scrittrice quarantenne, è in piena crisi creativa da tre anni. Viene contattata dai Fisto, una coppia di anziani mecenati, che le offrono alloggio nella loro villa nei pressi di Fontainebleau per un intero anno, in modo che possa cercare l'ispirazione perduta. La donna accetta e si trasferisce con la sua compagna, Kate Henry. La villa è immersa nella foresta, isolata da tutto e da tutti e, per la prima volta, Kate e Grace possono vivere il loro amore in piena libertà e in totale solitudine. L'ispirazione non tarda ad arrivare, e Grace comincia a scrivere un romanzo poliziesco, Barbarian State. Sente che sarà il romanzo della sua vita, ma si ritrova a scrivere scene violente, lontane dal suo solito stile. Nel frattempo il suo modo ossessivo di lavorare finisce per allontanarla da Kate, e un imprevisto giunge a scuotere ancor più la loro esistenza: una telefonata del precedente inquilino, che mette in guardia le due donne dicendo loro che quella villa è stata teatro di crimini efferati, e che ora è maledetta...

Abbiamo sempre vissuto nel castello
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Libri Moderni

Jackson, Shirley <1916-1965>

Abbiamo sempre vissuto nel castello / Shirley Jackson ; traduzione di Monica Pareschi

Milano : Adelphi, copyr. 2009

Abstract: A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce; con questa dedica si apre L'incendiaria di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i brividi silenziosi e cumulativi che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo La lotteria. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male - un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai 'cattivi', ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Vita da niente
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Libri Moderni

Thompson, Jim <1906-1977>

Vita da niente / Jim Thompson

Roma : Fanucci, 2009

Abstract: Luane Devor sta per essere uccisa. È questo il suo argomento di conversazione preferito. Chi sarà l'assassino è invece la domanda che si pongono tutti i residenti della cittadina balneare di Manduwoc, una località turistica in disfacimento. Potrebbe essere il giovane marito, che lei ha soggiogato con la sua personalità impossibile da contrastare, o quel medico distinto, un uomo che nasconde un segreto inconfessabile. Oppure una qualsiasi delle altre persone la cui reputazione è stata messa in dubbio dai pettegolezzi della donna, capace di influenzare e controllare la vita di tutti i suoi concittadini servendosi di una sola arma, il telefono, attraverso il quale durante le interminabili conversazioni che riempiono le sue giornate - sparge il seme della maldicenza su chiunque conosce. Così, undici personaggi raccontano il loro odio per quella vecchia dispotica e paranoica: ognuno, infatti, ha un valido movente per desiderarne la morte, sia esso passionale o di interesse, e nessuno è davvero innocente. Ucciderla è solo questione di tempo. Un giallo magistrale, in cui Jim Thompson ha saputo catturare le segrete ambizioni, le gelosie e l'odio di una minuscola realtà, dando vita a un'opera al tempo stesso spassosa, caustica e terrificante, e che ci mette di fronte alla sconcertante dimostrazione che ciascuno di noi sarebbe capace di uccidere.