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I Puffi. Una festa tutta nostra e altre grandi avventure
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Videoregistrazioni: DVD

I Puffi. Una festa tutta nostra e altre grandi avventure [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo

: Cinehollywood, 2011

Beyond
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Videoregistrazioni: DVD

Beyond [Videoregistrazione] / regia di Pernilla August

: Warner home video, 2011

Drive angry
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Videoregistrazioni: DVD

Drive angry [Videoregistrazione] / regia di Patrick Lussier

: Warner home video, 2011

Segui il tuo cuore
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Videoregistrazioni: DVD

Segui il tuo cuore [Videoregistrazione] / regia di Burr Steers

: Universal pictures, 2011

Abstract: Il giovane Charlie St. Cloud ha di fronte a sé un brillante futuro. Esperto velista e neodiplomato, ha vinto una borsa di studio per frequentare la Stanford University, anche se la sua partenza lo allontanerà dalla madre Claire e dall'amato fratellino Sam, cui è particolarmente legato. Tuttavia, un'immane tragedia segnerà il suo destino: Charlie e Sam vengono coinvolti in un incidente stradale e il fratello minore non riuscirà a salvarsi. Charlie è inconsolabile e, soprattutto, vuole tenere fede alla promessa fatta a Sam in punto di morte, ovvero che non lo avrebbe mai abbandonato. Rinuncia quindi agli studi, si allontana dagli amici e dalla famiglia, abbandona anche la barca a vela e accetta un lavoro come custode del cimitero in cui è sepolto Sam e dove ogni sera, al tramonto, continua a vedere, giocare e parlare con lui. Cinque anni dopo, Charlie incontra Tess, sua vecchia compagna di liceo, anche le appassionata di vela. Tra i due nasce l'amore ma lui, nonostante Sam lo sproni a pensare alla sua vita, si troverà costretto ad affrontare una difficile scelta: continuare a onorare la solenne promessa o seguire l'amore della sua vita. "'Segui il tuo cuore' di Burr Steers, ex autore indipendente di talento ora fissato con tematiche sovrannaturali, è un dramma romantico che propone una necrofilia riscaldata dalla foto luminosa. 'Buio omega' di Joe D'Amato alla luce del sole. Zac Efron è ancora la star di sani principi dai dolci occhi azzurri esploso con 'High School Musical'. Solo che qui fa sesso con un fantasma dopo una cenetta intima. Le piccole fan americane, forse terrorizzate, hanno disertato il film." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 gennaio 2011) "Zac Efron, idolo delle ragazzine con 'High School Musical', prova a scrollarsi di dosso l'etichetta di attore per adolescenti misurandosi con questo film a cavallo tra vita e morte. (...) Qualche lacrimuccia ma più che di un libro, questo film sembra l'adattamento di un albo di Dylan Dog. Evidentemente è il momento dei film sui defunti, neanche fossimo ad inizio novembre." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 gennaio 2011) "Spiacerà a tutti quanti hanno in spregio il melodramma propinato con vecchi mezzucci. A meno che non siano ragazzine fanatiche di Zac Efron (il divetto rivelato da 'High School musical') del romanzo zuccheroso e lacrimogeno di Ben Sherwood. E non stati da ragazzi innamorati di Kim Basinger." (Giorgio Carbone, 'Libero', 21 gennaio 2011)

I mostri oggi
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Videoregistrazioni: DVD

I mostri oggi [Videoregistrazione] / regia di Enrico Oldoini

: Warner home video, [2009?]

Abstract: 16 caustici episodi per parodiare e raccontare i vizi, le debolezze e le paure dell'Italia contemporanea: "Ferro 6", "Razza superiore", "Unico grande amore", "Euro più euro meno", "Il malconcio", "Fanciulle in fiore", "Il vecchio e il cane", "Terapia d'urto", Padri e figli", "Insano gesto", "La testa a posto", "Seconda casa", "La fine del mondo", "Cuore di mamma", "Povero Ghigo", "Accogliamoli". "Quante risorse dissipate per ricalcare senza fantasia un caposaldo della commedia italiana dell'età d'oro: 'I mostri' regia di Dino Risi, anno '63, scritto da Age, Scarpelli, Scola e Maccari, affidato alla coppia Gassman - Tognazzi. Alcuni episodi sono presi di peso. Omaggio al genio dei padri? Ma l'omaggio migliore è l'invenzione, la creatività. Quelle dimostrate da Paolo Virzì e Francesca Bruni, indiscussi discepoli di quella scuola, che però in 'Ferie d'agosto' o 'Tutta la vita davanti' (autentici omaggi ai 'Mostri') hanno interpretato la società loro contemporanea."(Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 27 marzo 2009) "A raccontare i sedici episodi del film si rischia di annullare anche quel minimo di sorpresa che possono offrire. Ma la pochezza della messa in scena finisce per cancellare pure quegli scampoli di satira di costume che forse erano nelle intenzioni degli sceneggiatori (Franco Ferrini, Giacomo Scarpelli, Silvia Scola, Marco Tiberi, Enrico Oldoini) ma che si riducono a far scimmiottare dal cameriere Neri Marcorè i discorsi orecchiati sui soldi, mentre serve tartine e salmone. Perché un conto è ironizzare sui gusti inutilmente snob dei nuovi ricchi che accettano di farsi trattare male e mangiare ancora peggio in una bettolaccia romana (com'era in 'Hostaria', nei 'Nuovi mostri'), un conto è scimmiottare il finto bon ton dei nuovi ricchi con la solita litania di parolacce e insulti (nel vacuo 'Ferro 6')." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 27 marzo 2009) "La forza e la debolezza dei 'Mostri oggi' è che è ormai difficile giudicare questi personaggi come li giudica il titolo. La recitazione - ci sono anche simpatici esordienti come Valerio Roselli - non calca la mano con loro; il trucco si astiene dall'imprimere le stigmate lombrosiane che avevano ai tempi di Risi. Insomma, l'orrore non è più eccezionale ma banale. I migliori redditi dei personaggi de 'I Mostri oggi', rispetto a quelli dei Mostri, non significano migliori uomini e migliori donne. A proposito, sono queste ultime a prendersi la rivincita sugli uomini anche nella gara al più indegno." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 27 marzo 2009) "A 26 anni da Gassman/Tognazzi, da Dino Risi e da AgeScarpelliPetriScola, Enrico Oldoini e soci fanno inaspettatamente centro: 16 episodi degni, qualcuno eccellente. Tempi giusti, scrittura pensata, risate che si spengono in sorrisi amari. Abatantuono, Marcorè e Ferilli al top, superBisio, la Finocchiaro e Buccirosso da antologia. Complice l'abile trucco, Panariello ricorda Sua Maestà Ugo, ma stavolta è anche merito suo. Microriflessione: il cinico Bel Paese di oggi è poi così diverso da quello di ieri?." (Alessio Guzzano, 'City', 27 marzo 2009) "Sedici episodi, alcuni anche molto brevi, che, pur con qualche cedimento qua e là sul piano del racconto, ricordando i due film precedenti, esibiscono al centro, ciascuno in più ruoli, quegli attori che oggi possono ritenersi i logici successori di quelli di ieri, specie in alcuni momenti. Ecco così Angela Finocchiaro, tutta furbizie e malizie nei panni di una psichiatra, ecco Sabrina Ferilli passare dall'ansia per la figlia scomparsa a gioia per la sua apparizione in TV. Con Diego Abatantuono, versatile al massimo nei, pittoreschi personaggi che è richiesto di creare. E così Giorgio Panarielio, Claudio Bisio, Carlo Buccirosso, con - una varietà di accenti, con ironie - spesso solo implicite e con beffe caricaturali non di rado nascoste, ma con abilità, sotto trucchi e parrucche vistosissimi. Una bella galleria di quanti oggi si impongono nel cinema italiano. E non solo sul versante ironico." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 27 marzo 2009) "In 'Mostri oggi', che pure ha alcuni episodi ben riusciti e cita qua e là 1'originale in voluto spirito di omaggio (d'altronde fra gli sceneggiatori figurano i figli d'arte Silvia Scola e Giacomo Scarpelli), circola piuttosto un'aria di rassegnazione. Con qualche ovvia variante rispetto a mezzo secolo fa, nulla è cambiato: ricchi e poveri, uomini e donne, mostri eravamo e mostri siamo. Ma prima c'era il collante di un senso collettivo dei valori che induceva all'indignazione: ora è come se fosse passato un rullo compressore ad appiattirci tutti." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 27 marzo 2009) "Anche se 'I mostri oggi' porta la firma dei due produttori originali, Pio Angeletti e Adriano De Micheli, e alla sceneggiatura troviamo due figli degli sceneggiatori dei film precedenti, Silvia Scola e Giacomo Scarpeili, poco è così lontano dalla leggerezza, l'ironia e la cattiveria del vecchio classico e del suo sequel, che aveva punte comiche altissime. Pensiamo solo al nobile interpretato da Alberto Sordi che vuole salvare un poveraccio messo sotto da una macchina nella Roma degli anni '70. In una specie di remake di quell'episodio, troviamo la coppia Bisio-Ferilli alle prese col 'malconcio' Panariello. Si parte bene con un Abatantuono strafatto che, mentre si fa un tiro alla guida, mette sotto Panariello e lo lascia in mezzo alla strada. Ma poi, quando entrano in campo Bisio e Ferilli, la situazione non prende quota comica e non c'è nemmeno un vero finale di sketch. Del resto bastava confrontare i manifesti del vecchio film e quelli del nuovo. Lì si rideva per i carabinieri 'mostruosi' di Gassman e Tognazzi che hanno catturato il vero mostro. Qui ritroviamo la parata di faccioni della star da film di Natale. Ovviamente tra le mostruosità di oggi neanche un accenno alla politica, alla tv, al cinema o ai carabinieri. Ah, scordavo, però c'è un Enzo Cannavale in gran forma." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 27 marzo 2009) Note - GIRATO A ROMA E DINTORNI E A MILANO E DINTORNI.

Trilli e il grande salvataggio
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Trilli e il grande salvataggio [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

: Walt Disney studios home entertainment, [2011?]

Abstract: La piccola Lizzie crede nell'esistenza delle fate e trascorre le giornate arredando minuscole casette per le sue piccole amiche. Quando si trova davanti Trilli, i suoi sogni diventano realtà, ma nello stesso tempo l'esistenza della Fatina e delle sue compagne viene messa a repentaglio... Note - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: MICHAEL SHEEN (DR. GRIFFITHS), MAE WHITMAN (TRILLI), KRISTIN CHENOWETH (ROSETTA), LUCY LIU (SILVERMIST), JESSE MCCARTNEY (TERENCE).

La famiglia Barbapapa'. La nascita
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La famiglia Barbapapa'. La nascita ; Il fuoco ; La spiaggia ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Baby sitter
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La famiglia Barbapapa'. Baby sitter ; Il microscopio ; Barbapa' capostazione ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Le vendemmie
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La famiglia Barbapapa'. Le vendemmie ; Gli insetti ; La macchina ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Dottore Barbazoo
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La famiglia Barbapapa'. Dottore Barbazoo ; Il postino ; Il compleanno di bebe' ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Il dinosauro
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La famiglia Barbapapa'. Il dinosauro ; La scomparsa di Barbapapa' ; Scuola all'aria aperta (parte I) ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Il teatro
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La famiglia Barbapapa'. Il teatro ; Scuola all'aria aperta (parte II) ; Mistero della giungla ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. La partenza
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La famiglia Barbapapa'. La partenza ; Gli uccelli del paradiso ; Le tartarughe ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. Il monsone
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Videoregistrazioni: DVD

La famiglia Barbapapa'. Il monsone ; Il giaguaro ; La scimmia ragno ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

La famiglia Barbapapa'. I pioneri
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Videoregistrazioni: DVD

La famiglia Barbapapa'. I pioneri ; Il grizzly ; Le lontre ... [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, [2011]

Il rito
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Il rito [Videoregistrazione] / regia di Mikael Hafstrom

: Warner home video, 2011

Abstract: Il seminarista americano Michael Kovak arriva in Italia per studiare in Vaticano le tecniche per praticare gli esorcismi. Carico di un profondo scetticismo e assalito dai dubbi su questa pratica controversa ma anche sulla sua stessa fede, Michael tenterà di riportare tutte le ipotesi a una teoria più psicologica che esoterica e religiosa. Tuttavia, l'incontro con Padre Lucas, un sacerdote dai metodi poco ortodossi e che ha eseguito migliaia di esorcismi, vedrà Michael coinvolto in un caso talmente inquietante e inspiegabile che lo porrà dinanzi al bivio della Fede. "Diretto da Mikael Håfström e tratto dal libro di Matt Baglio, è il diavolo probabilmente... Ma non pensate a Bresson e nemmeno all'Esorcista: se Anthony Hopkins/Padre Lucas ne veste la tonaca, il voltaggio non è horror, il vomito latita e gli occhi si rivoltano solo un po', perché il demonio è la crisi di fede, complice l'americano a Roma Michael Kovak (l'esordiente Colin O'Donoghue), seminarista e apprendista esorcista. Scorrerà sangue, ma senza esagerare: a officiare 'Il rito' è il thriller psicologico, o almeno si vorrebbe, perché il pulpito predica noia e la palpebra cala. Se la pentola riscalda iconografia e incongruenze del genere, il coperchio che non c'è rivela il caro estinto: dov'è finita la tensione? Håfström rivendica l'introspezione psicologica, l'occhio invoca Friedkin." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 marzo 2011) "Mixando lo stile finto spirituale indagatorio vaticano (da 'L'esorcista' al 'Codice da Vinci'), il film dello svedese Håfström si difende come una storia vera e racconta di uno scettico prete, figlio di macabro padre, che arriva a Roma per un corso di esorcismo. (...) Thriller paranormale pacchiano col caso patologico, la giornalista curiosa, l'attore distratto. Tutto molesto." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 marzo 2011) "Siamo decisamente lontani dalle atmosfere dell'Esorcista. Qui il diavolo è più educato anche nel linguaggio e fantasioso: fa vomitare alle sue vittime chiodi da alpinista. Non ci si spaventa mai, se non guardando l'eccessiva durata di un film di una noia, questa sì, diabolica." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 marzo 2011) "Non è un horror, ma un tentativo di fare un film realistico sulla pratica sempre viva degli esorcismi. Maria Grazia Cucinotta dice una battuta, non memorabile." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 11 marzo 2011) "«Tutto qui?» domanda deluso il seminarista Michael Kovak al termine del primo esorcismo al quale assiste. «Che cosa credevi di vedere: teste che ruotano e zuppa di piselli?» risponde l'anziano padre Lucas, dal quale è stato inviato per imparare, ma soprattutto per vincere il suo scetticismo e, ancora di più, per ritrovare la fede. Una battuta che cerca di sottrarre il film 'Il rito' dall'ingombrante, ma ineludibile, paragone con 'L'esorcista', il capolavoro di William Friedkin (1973) al quale, tuttavia, rende l'omaggio di sottili citazioni. Nella pellicola diretta da Mikael Håfström non mancano del resto scene inquietanti, con i posseduti dal demonio che sputano enormi chiodi, assumono pose innaturali e si deformano ruggendo frasi in lingue e voci diverse. Certo, quarant'anni dopo, non fanno più lo stesso terrificante effetto sul pubblico. Ma è il prezzo che si deve pagare al genere horror di cui il filone demoniaco è un sottogruppo molto frequentato, anche se raramente con risultati interessanti. Hollywood ogni tanto sente il bisogno di cimentarsi in storie in cui contrapporre direttamente il bene e il male, nel titanico e apocalittico scontro tra divino e demoniaco. Spesso però, cinematograficamente parlando, l'interpretazione dei fatti è molto libera, si punta sull'orrore, sempre in eccesso visto che al botteghino paga, lasciando così in secondo piano l'oggettività di una realtà - la possessione - già di suo agghiacciante. Allora, facendo la tara di ciò che è palesemente irreale, e che comunque qui resta meno esasperato che altrove, nonché di alcuni immancabili stereotipi e di altrettanto perdonabili incongruenze, 'Il rito' riesce a mantenere una sufficiente credibilità. Se non altro nella psicologia dei personaggi, con i loro tanti dubbi e le loro certezze. E qualche concessione alla modernità. Come quando nel bel mezzo di un esorcismo, a padre Lucas squilla il telefonino. E il prete addirittura risponde. Ispirato alle esperienze di un sacerdote americano, padre Gary Thomas - la cui storia è stata raccontata dal giornalista Matt Baglio nel libro 'Il rito. Storia vera di un esorcista di oggi' (Sperling & Kupfer) - il film segue le vicende del seminarista Michael Kovak (Colin O'Donoghue), inviato dai superiori a Roma per studiare l'esorcismo nonostante i suoi dubbi su questo rituale e, perfino, sulla sua stessa fede. (...) Guidato dall'esperto sacerdote, Michael (nome decisamente evocativo) inizia la sua personale discesa agli inferi che lo porterà a confrontarsi con una forza malefica tanto potente da travolgere lo stesso prete (Hopkins torna a incarnare il male dopo Il silenzio degli innocenti). Ogni certezza crolla e l'unica possibilità che resta è iniziare ad avere fede. D'altra parte padre Lucas aveva detto subito: «Scegliere di non credere nel diavolo non ti proteggerà da lui». E forse sta proprio in questa frase il senso della storia: proporre la presenza del maligno contrapponendole la forza della fede. Il diavolo esiste, che ci si creda o meno, e opera subdolamente per avere il sopravvento. Una realtà che alla Chiesa certo non sfugge. Gesù scacciava i demoni, insegnando agli apostoli a fare lo stesso nel suo nome, nella certezza che il male non avrà l'ultima parola ('non praevalebunt'). Semmai tale realtà sembra sfuggire a una società sempre più secolarizzata per la quale il peccato non esiste e parlare di diavolo e demoni vuol dire superstizione e oscurantismo, un ritorno al medioevo insomma. E così assume valore il dubbio di padre Lucas: «La cosa interessante degli scettici è che sono sempre in cerca di prove. La domanda è: se le trovassero, cosa cambierebbe sulla terra?». Pur con tutti i cliché del genere, il film di Håfström è certo lontano dall'intensità narrativa ed emotiva del modello finora insuperato di Friedkin, ma è onesto e rispettoso. La Chiesa non viene rappresentata da figure che tuonano anatemi o dispensano dogmatiche certezze, presentate invariabilmente come antipatiche e irritanti, dunque insopportabili. E la stessa figura di sacerdote è delineata con tratti positivi. Anzi, proprio negli Stati Uniti 'Il rito' è stato visto quasi come una sorta di spot a favore del sacerdozio. Nulla di nuovo, però: all'epoca anche 'L'esorcista' fu accolto con un certo interesse dagli ambienti cattolici." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 13 marzo 2011) Note - MARTA GASTINI E' STATA CANDIDATA AL NASTRO D'ARGENTO 2011 COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

Il truffacuori
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Videoregistrazioni: DVD

Il truffacuori [Videoregistrazione] : professionista in separazioni / regia di Pascal Chaumeil

: Luckyred homevideo, 2011

Abstract: Alex Lippi è un seduttore di professione, assoldato da genitori, parenti e amici di giovani fanciulle innamorate dell'uomo sbagliato per salvarle da relazioni che potrebbero rovinare la loro vita. Finora Alex non ha sbagliato una missione, ma la sua prossima 'cliente' potrebbe riservare una sorpresa. Chiamato a sabotare il futuro matrimonio di Juliette, bella e indipendente ereditiera che ha deciso di sposare il milionario inglese di cui è follemente innamorata - e che sembra essere l'uomo perfetto per lei - Alex imparerà a sue spese quanto difficile sia resistere alle regole dell'amore... "Ambientato in Costa Azzurra come ogni giallo-rosa che si rispetti, il godibilissimo 'll truffacuori' sposa la commedia libertina francese alle trovate high tech e a un gusto neopop molto americano (la passione di Juliette per icone trash come George Michael e soprattutto 'Dirty Dancing' genera scene esilaranti). Ne esce un film insolito, leggero come l'aria ma francamente irresistibile e curato nei dettagli fino all'ultimo ruolo. E pazienza se si pensa a 'Hitch' con Will Smith. Nel confronto il francese non sfigura affatto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 febbraio 2011) "Commedia carina stile giovane Belmondo diretto da De Broca ma che paga il pegno nel secondo tempo di esser prevedibile. (...) Il film di Pascal Chaumeil fa il doppio e triplo gioco con commedia sofisticata e I'action e moltiplica truffe e sentimenti chiamando in causa amiche e parenti in un alone di malinconia che va diritto al cuore." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 febbraio 2011) "Commedia francese fresca e buona per San Valentino." (Dario Zonta, 'L'Unità', 11 febbraio 2011) "Risate larghe, tocchi di vintage magistrali (le parodie coreografiche a 'Dirty Dancing' o il simil-karaoke su George Michael) e quel tocco francese senza snobismi che non guasta. Anzi, a dirla tutta, sembra più una commedia inglese, tra 'Notting Hill' e dintorni." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 11 febbraio 2011) "Spiacerà chi questa storia l'ha già vista (con poche varianti) qualche anno fa. Il titolo era 'La ragazza del mio migliore amico' con attori (Jason Biggs e Kate Hudson) molto più simpatici dei francesi Duris e Paradis. Di solito sono gli americani che copiano i francesi. Qui il percorso è invertito. E il prodotto tutt'altro che migliorato." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 Febbraio 2011) Note - COREOGRAFIE: CHRISTOPHE DANCHAUD.

Saw
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Saw [Videoregistrazione] : il capitolo finale / regia di Kevin Greutert

: Mondo home entertainment, [2011?]

Abstract: Adam e il dottor Lawrence Gordon sono due persone comuni che si svegliano incatenati ai tubi di un bagno pubblico sotterraneo, accanto a loro ci sono una pistola e una sega. Non sanno nulla l'uno dell'altro eccetto che il dottor Lawrence deve uccidere Adam entro otto ore. Jigsaw è un terribile serial killer che crea diabolici giochi di morte per tormentare le proprie vittime. Nella sua perversione omicida, egli è convinto che minacciandole di privarle della vita, queste saranno in grado di apprezzarla maggiormente, arrivando a compiere qualsiasi tipo di efferatezza pur di non farsi uccidere. "Proviamo a venirne a capo di 'Saw - L'enigmista' ponendo sul tavolo le tessere di un puzzle. La paura dell'ignoto. L'impossibilità di sapere dove ci troviamo. L'immobilità forzata che diventa paralizzante anche per la mente. Il pericolo accertato che al di là dell'ignoto, qualcuno sta per sterminare la tua famiglia. James Wan, il regista dell'horror, questi indizi ce li mette l'uno accanto all'altro fin dal principio per poter dare il via al suo thriller che, lo diciamo subito per gli irriducibili del genere, non è né troppo efferato né eccessivamente terrificante. Perché la sua arma è un'altra. (...) Quella di un sottile gioco psicologico manovrato da un perverso assassino che vuole insegnare alla sue vittime quanto sia alto il valore della vita. E come accade nella vita, l'unico modo per salvarsi è fare una scelta. Chi cade in trappola, talvolta, è proprio Wan quando non riesce a chiudere ermeticamente quella finestra sottile che separa l'horror dalla sua parodia." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 14 gennaio 2005) "'Saw L'enigmista', che usurpa il nomignolo di un supernemico di Batman, è un titolo dirottante. Anche qui c'è un criminale che parla per indovinelli, ma si chiama Jigsaw; e Saw è proprio la sega, utilizzata in maniera atroce nel sottofinale. Chi ci arriva se ne accorgerà: ma non tutti resisteranno fino in fondo: il film è irritante. Opera prima di due giovani australiani a Hollywood, il regista James Wan e il cosceneggiatore Leigh Wanwell (che interpreta Adam), è costato poco e ha introitato 55 milioni di dollari. (...) La situazione si movimenta con l' entrata in scena del detective Tapp, le storie incrociate di come i due sono finiti in trappola sono evocate in flashback e sfociano in un bombardamento di immagini da mal di mare per un risultato privo di senso." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 gennaio 2005) "Sceneggiato da una coppia di giovani australiani (uno vi recita, l'altro dirige), 'Saw - L'enigmista' è il 'Seven' dei poveri. Espressione da non intendersi in senso riduttivo: semplicemente, è costato un pugno di dollari e tuttavia riesce a passare il filo del rasoio sui nervi scoperti di chi lo guarda come faceva il film di David Fincher." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 gennaio 2005)

Jonah Hex
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Videoregistrazioni: DVD

Jonah Hex [Videoregistrazione] / regia di Jimmy Hayward

: Warner home video, 2011

Abstract: Jonah Hex, brutale ed efficiente cacciatore di taglie dalla fama leggendaria e ricercato in tutto il Far West, viene contattato dall'esercito americano che eliminera' il suo conto aperto con la giustizia se riuscira' a fermare il temibile fuorilegge Quentin Turnbull. La ghiotta opportunita' di riscatto e l'antica rivalita' con Turnbull gli faranno accettare l'incarico senza esitazione.

Kandinskij
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Libri Moderni

Nigro Covre, Jolanda <docente di Storia dell’arte contemporanea>

Kandinskij / Jolanda Nigro Covre

Nuova ed

Firenze ; Milano : Giunti, 2012

Abstract: Vasilj Kandinskij (1866-1944) nasce a Mosca in una ricca famiglia di commercianti. Ha presto la fortuna di compiere viaggi in Europa e di studiare musica e disegno. A trent'anni si trasferisce a Monaco di Baviera. In questi anni si evidenzia il suo distacco dal naturalismo, anche nei soggetti più legati alla tradizione russa. Le sue forme perdono volume, si fanno schematiche, la prospettiva scompare. Finché nel 1909-1910 non approda all'astrazione, tendenza e poi movimento di cui è considerato uno dei fondatori. Negli anni successivi fonda il gruppo Blaue Reiter, e pubblica il suo fondamentale testo teorico, Lo spirituale nell'arte. Collabora alle prime fasi della nuova Russia postrivoluzionaria, poi al Bauhaus in Germania. All'avvento del nazismo si trasferisce definitivamente a Parigi.