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Trovati 668043 documenti.
Space chimps [Videoregistrazione] : missione spaziale / regia di Kirk DeMicco
: Medusa video, [2009]
Abstract: Nonostante sia il nipote del primo scimpanzé andato nello spazio, Ham III è pigro e per sopravvivere fa la scimmia cannone in un circo di scarsa fama. Ma la sua vita cambierà quando l' Agenzia Spaziale lo sceglie per recuperare una sonda, che vale 5 miliardi, risucchiata da un buco nero. Il suo modo di fare ironico e sopra le righe non piace né al comandante Titan né all'equipaggio dalle rigide abitudini ma ... loro hanno bisogno di lui. "Ormai un classico d'animazione moderna: da '2001' a 'Uomini veri' passando per 'Guerre Stellari' e 'The Black Hole'. Tutti scimmiottati con gusto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 febbraio 2009) "Se i grandi sbadigliano, i piccoli non ridono mai. O viceversa." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 febbraio 2009) Note - TRA LE VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JEFF DANIELS (ZARTOG) E STANLEY TUCCI (SENATORE).
The transporter [Videoregistrazione] / regia di Corey Yuen
: 20th Century Fox home entertainment, 2006
Abstract: Frank, ex agente speciale a riposo, vive sulla costa del Mediterraneo francese e soltanto occasionalmente accetta lavori - più o meno illeciti - da corriere. La sua regola è quella di non chiedersi mai cosa trasporti e perché: ma quando da un pacco spunta all'improvviso una bella orientale le cose cambiano. Tanto da indurlo a mettersi contro il suo potentissimo e losco committente... Strano caso di coproduzione franco - americana, "The transporter" vede come garante del prodotto Luc Besson in veste di produttore: il che non è necessariamente una garanzia, anzi. Ma stavolta va un po' meglio del solito. Merito soprattutto del protagonista Statham, la cui maschera alla Bruce Willis è capace anche di qualche autoironia, conferendo al film una brillantezza insolita per prodotti del genere almeno per tutto il primo tempo. Nella seconda parte purtroppo si torna su binari più fracassoni e consueti: ma la media finale è più che sufficiente. Comunque chi non ama i film di pura (e mera) azione può astenersi.
Transporter. Extreme [Videoregistrazione] / regia di Louis Leterrier
: 20th Century Fox home entertainment, 2006
Zohan [Videoregistrazione] : tutte le donne vengono al pettine / regia di Dennis Dugan
: Sony pictures home entertainment, 2009
Abstract: Zohan Dvir è il più famoso e iperattivo agente del Mossad in lotta contro i terroristi palestinesi. Ha però un sogno (che rivela solo ai genitori che non approvano): diventare parrucchiere. Un giorno, nello scontro decisivo con il Fantasma (il più pericoloso tra gli avversari), sembra essere morto. Zohan approfitta della situazione e vola a New York dove si fa passare per australiano e cerca la soddisfazione ai propri desideri in un negozio di parrucchiera mutando il proprio nome in Scrappy Coco. Ci sono però due problemi: la proprietaria è Dalia (una giovane e bella palestinese) e un colosso dell'economia vuole strangolarne l'attività commerciale per edificare in loco un centro commerciale dalle dimensioni enormi. Scrappy/Zohan ha grande successo come hairdresser soprattutto tra le signore over 60 ma la sua nuova vita viene seriamente messa in pericolo: qualcuno lo ha riconosciuto e il Fantasma lo cerca per eliminarlo definitivamente. Adam Sandler ha una comicità tanto difficile da catalogare quanto è difficoltoso per lui ottenere consensi unanimi. Dopo aver tentato con un buon esito la strada del dramma con Reign Over Me torna al territorio che gli è più congeniale: la satira sopra le righe che si tiene stretto un personaggio 'esagerato' fino alle estreme conseguenze. Ridere e voler far ridere sul terrorismo dopo aver preso parte a un film sul dopo 11 settembre è già un rischio di per sé anche se non ha nulla di scandaloso (ci sono esempi ben più illustri, Essere o non essere di Lubitsch e Il grande dittatore di Chaplin). Ciò che è ancor più rischioso (o potrebbe esserlo) è inserire in una tematica così attuale un costante e goliardico richiamo al sesso. La prima zoomata del film è sulla protuberanza pubica del nostro eroe che si sta esibendo su una spiaggia di Israele e si continua così (anche se poi si avrà modo di scoprire che non di solo organo sessuale trattasi) in più occasioni. Le gag efficaci sono soprattutto quelle in cui Sandler punta sulla fisicità del suo personaggio e quelle dedicate ai palestinesi e al loro rapporto con Hezbollah. Il film pullula di camei da Chris Rock a Mariah Carey passando per John McEnroe e un non accreditato Henry Winkler. Chi però lascia il segno è John Turturro nei panni del Fantasma. Dopo la fulminante presenza nel prologo de Miracolo a Sant'Anna nei panni di un poliziotto è ora un maxiterrorista che mette in piedi una catena di fast food mediorientali. Vederlo ingoiare due uova trasformatesi in pulcini e risvegliarsi sommerso da un'enorme coperta di corpi femminili nonché combattere il suo più acerrimo rivale vale il film. Sandler ha trovato il rivale giusto ed è nel confronto con lui che si esalta la sua comicità corporea esplicitandosi in un messaggio di convivenza pacifica che non può che essere benvenuto.
Walk hard [Videoregistrazione] : la storia di Dewey Cox / regia di Jake Kasdan
: Sony pictures home entertainment, 2008
Abstract: Parodia dei biopic musicali, il film narra la storia del cantante Dewey Cox e della sua caparbietà nel realizzare il suo sogno: diventare una leggenda del rock 'n roll. "'Walk Hard' di Jake Kasdan ha due grandi qualità: 1) per ridere non è indispensabile aver visto i biopic musicali qui parodiati, 'Walk the Line' e 'Ray'. 2) grazie allo spessore attoriale di Reilly, che canta divinamente, il film emoziona. Dewey è un personaggio concreto, non una macchietta. E' la lezione parodica di Mel Brooks, non certo di 'Scary Movie'. Chi ha scelto questo attore serio come star comica? Judd Apatow. Dopo 'Molto incinta' e 'Suxbad', ecco un'altra trovata del mago della commedia Usa, qui produttore e sceneggiatore per il giovane figlio del regista de 'Il grande freddo'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 marzo 2008) Note - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DI FILM CAMMEDIA/MUSICALE E MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.
La mia droga si chiama Julie [Videoregistrazione] / regia di Francois Truffaut
: 20th Century Fox home entertainment, 2008
Abstract: Il proprietario di una piantagione all'isola di Rèunion viene raggirato dalla giovane moglie conosciuta per corrispondenza. La ritrova poi ad Antibes ma di nuovo è irretito dal suo fascino. "Feuilleton con ironia, melodramma intinto di humour nero: Truffaut manda all'aria i generi in un profluvio di citazioni (Hitchcock, Ray, Renoir), peraltro mai fatte pesare troppo. Ma dietro la godibilissima trama gialla, vi è una delle sue riflessioni più compiute sul tema dell'amour fou." (Paolo Mereghetti, 'Dizionario dei film 1988') Note - SUONO: RENE' LEVERT. - INTERVISTE IN "LE MONDE", 21 GIUGNO 1969, "ELLE" DICEMBRE 1968.
Il principe ranocchio [Videoregistrazione] / regia di Allan Arkush
: 01 Distribution, 2005
Abstract: Un principe favoloso viene trasformato in ranocchio per l'eternità o fino a quando riuscirà a convincere una ragazza a baciarlo e a prenderlo come marito.
: Walt Disney studios home entertaiment, [2009]
: Walt Disney studios home entertaiment, [2009]
I Puffi. Io Puffo [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2009
I Puffi. Io Grande Puffo [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2009
I Puffi. Facciamo festa con i Puffi [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2008
I Puffi. Io baby Puffo [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2009
I Puffi. Io Gargamella [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2009
I Puffi. Bianco Natale con i Puffi [Videoregistrazione] / una creazione di Peyo
: Cinehollywood, 2008
Abstract: Cartoni animati
Baby love [Videoregistrazione] / regia di Vincent Garenq
: Cecchi Gori home video, [2009]
Abstract: Emmanuel e Philippe sono una coppia solida e innamorata, ma il desiderio di paternità di Emmanuel è talmente forte e la resistenza di Philippe talmente salda che la loro relazione si spezza. Una ragazza argentina incontrata per caso, in occasione di un tamponamento stradale, pare risolvere ciò che sembrava infattibile: farà lei un figlio a Manu, in cambio di un matrimonio di convenienza che la tolga dallo stato di clandestinità. Eppure i tre non hanno fatto i conti con gli imprevisti del caso, vale a dire dell'amore. L'opera prima di Vincent Garenq è uno specchietto per le allodole. Il tema della possibilità di una famiglia omoparentale si trasferisce dal dibattito etico-politico allo schermo cinematografico senza che questa traduzione comporti un reale cambio di registro: preoccupato di raggiungere un ampio target, Baby Love lascia dialogare tra loro le diverse posizioni, alterna slanci e pudori, mima una profondità di sguardo che non possiede. Garbato, sensibile, romantico è tutto ciò che la realtà in questi casi non sarebbe; cinema di evasione in senso letterale, fuga nella favola, tesi. Il campanello d'allarme, in questo senso, lo offre l'ambientazione: il pediatra Manu abita a Belleville, quartiere-laboratorio di integrazione multietnica, e ci tiene a farlo presente all'assistente sociale che esamina la sua candidatura a genitore adottivo, ma non c'è ragione nel film perché abiti lì piuttosto che altrove. È l'insolito per l'insolito, il detto al posto del mostrato. Tutto ciò non toglie nulla ad una pellicola che procede spedita, forte di ottimi attori la coppia Lambert Wilson e Pascal Elbé, la bella intrusa Pilar Lopez De Ayala-, con una matematica dei sentimenti che nulla tralascia e nulla storpia e un unico neo di superficie nel doppiaggio. Tuttavia, in questo cinema dove l'amore omosessuale è uno sguardo rubato e quello del regista uno sguardo moderato, lo sguardo che emoziona di più è quello mancato, quello che la coppia felice sottrae alla madre surrogata: umano e disumano, credibilmente vero. Garenq raccoglie la sfida di raccontare una possibilità, ma non solo non ha il coraggio di scegliere se far star in piedi o meno il suo triangolo non euclideo, ma di fatto non cerca un'idea -non si pretende di regia ma almeno di sceneggiatura- per narare quella che in fondo è esattamente una ricerca d'identità. Sceglie la medietas della commedia dal retrogusto amaro, del divertimento rigato di dramma, pecca, in fondo, di prodigalità: dà un po' a ciascuno per piacere a tutti. Peccato che l'amore sia un sentimento esclusivo.
Toto' e le donne [Videoregistrazione] / regia di Steno e Monicelli
: Ripley's home video, 2002
Un uomo qualunque [Videoregistrazione] / regia di Frank Cappello
: One movie, [2009]
Abstract: Anonimo impiegato in una moderna metropoli, Bob Maconel vive nell'ombra, lavora nell'indifferenza e soffre in silenzio. Un giorno però decide di ribellarsi a tutto questo e per uno scherzo del destino ha anche la possibilità di trasformarsi in eroe. Riuscirà Bob a sostenere il suo nuovo ruolo? "Comincia in forma di monologo interiore, tocca le corde dello humour nero, mescola una dose di surrealismo: vedi il pesce rosso dell'acquario di casa, incline al turpiloquio, che sfotte il protagonista. Promette bene, insomma, anche grazie a un cast di star di seconda grandezza scelto con intelligenza. Peccato che, procedendo verso la fine, una certa ridondanza pregiudichi la felice economia di mezzi della prima parte." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 febbraio 2008) "Il film scritto e diretto da Frank A. Cappello, grottesco e pervaso di umorismo nero, attacca un intero sistema votato al darwinismo sociale, privo di umanità. Se un tempo la vittima reagiva, oggi è frustrata dalle sovrastrutture e perciò può diventare ostile all'improvviso, oltretutto in modo imprevedibile. Protagonista, un inaspettato Christian Slater non abituato a profili impegnati e proveniente da ruoli di eterno ragazzetto. A monte della frustrazione caustica che pervade l'intera atmosfera della pellicola c'è soprattutto il lavoro alienante - dentro un monolitico e cupo grattacielo aziendale - ma anche chirurghi che parlano di vacanze durante le operazioni e notiziari televisivi stupidi, ripetitivi, con cronisti avvoltoi pronti a trasformare i giustizieri in celebrità. Quel che stona - nella finzione - è una certa misoginia. Le donne infatti, castranti e scalatrici a forza di prestazioni sessuali, sono colpite da paralisi e umiliate con escrementi e vomito, lasciando nel dubbio che siano pure ingannevoli." (Francesco Raponi, 'Liberazione', 29 febbraio 2008)
In the name of the king [Videoregistrazione] / regia di Uwe Boll
: One movie, [2009]
Abstract: Dopo la violenta incursione della banda dei Krug nel villaggio di Stonebridge, un semplice contadino, Farmer, decide di vendicare la morte di suo figlio e di riprendersi sua moglie Solana, rapita dai malvagi assassini. Ad accompagnarlo nella difficile e pericolosa impresa intervengono il suo mentore Norick ed il cognato Bastian. Nel frattempo, il Re Konrad vede minacciato il suo regno da un antico rivale, il potente mago Gallian, e mette in campo il suo esercito guidato dall'altrettanto potente mago Merick. Le eroiche gesta di Farmer attireranno ben presto l'attenzione di entrambe i maghi, ma solo uno di loro avrà al suo fianco il valoroso guerriero. Note - COREOGRAFIA SCENE D'AZIONE: TONY CHING SIU-TUNG.
Una coppia perfetta [Videoregistrazione] / regia di Robert Altman
: 20th Century Fox home entertainment, 2008
Abstract: Alex (numero 207) è il maturo rampollo di una famiglia di antiquari greci rigorosi e tradizionalisti diretti dal padre-padrone Panos Theodopoulos. Sheila (numero 312) vive in comunità con i membri del gruppo musicale "Salviamoli per strada". I numeri 207 e 312 sono quelli attribuiti ai due da un'agenzia matrimoniale. I primi appuntamenti fra Sheila e Alex sono, nonostante qualche equivoco, incoraggianti... "Reso fin troppo sicuro di sé dal successo di 'Nashville' e di 'Un matrimonio', Dio solo sa quanto meritato, Robert Altman va tanto di corsa da inciampare più spesso di quanto vorrebbero i suoi estimatori. Sei mesi fa ci deluse con 'Quintet', oggi ci intriga con un filmino cortese ma di breve respiro, ben fatto ma senza squilli [...]. "Simpaticamente arguto nella pittura dei costumi (da una parte la grottesca severità della tradizione, dall'altra l'anticonformismo dei giovani cantanti girovaghi), 'Una coppia perfetta' è uno scherzo molto sentimentale, d'un ottimismo molto hollywoodiano, in cui però riecheggiano temi e strumenti propri di un Altman che non smette di vedere l'America d'oggi come una recita di stramberie, e ha sempre qualche idea felice (qui, per esempio, la 'coppia imperfetta' che fa da contrappunto ad Alex-Sheila e può adombrarne il destino). Siamo però in una sorta di 'musical' con le unghie ben limate e l'ugola un po' roca. Benché i ritrattini siano pitturati con cura, e l'ironia non venga mai meno - ma agli altmanisti non sfuggirà il senso di una nota funebre, ancora una volta funzionale al tragicomico paesaggio - il film è infatti piuttosto lontano dalle attese. C'è poco da fare: l'ultimo Altman che si ha voglia di rivedere è 'Tre donne' [...] ." (Giovanni Grazzini, 'II Corriere della Sera') "L'idea originaria era di scrivere 'una semplice storia d'amore tra due persone molto diverse'. Ma, pur restando le persone diverse come potevano esserlo gli ispiratori dell'idea, Paul Dooley e Marta Heflin, rispettivamente padre e damigella della sposa in 'Un matrimonio', che la storia restasse semplice era da dubitarsi poiché a concepire l'idea era stato Robert Altman, autore e regista complesso anche nella spontaneità. Comunque, semplice o complesso, ecco il film, 'Una coppia perfetta', che alcuni tratti deriva da 'Un matrimonio', ma altri da 'Nashville': essendovi dunque presenti sia l'Altman più criticamente satirico sia l'Altman più realisticamente osservatore di certi aspetti della società americana. E si tratta, in ogni caso, di un film molto gradevole, pur se i suoi motivi di fondo, al di là di quel che può essere 'Le plaisir d'une occupation inutile', sinceramente ci sfuggono [...] Alex e Sheila compongono, nell'interpretazione del Dooley e della Heflin, una coppia volutamente imperfetta dal punto di vista dell'estetica, ma assai intonata per sense of humour e garbo espressivo [...]. " (Guglielmo Braghi, 'II Messaggero') "Se fosse un film di un regista qualunque diremmo che è un film qualunque. Ma 'Una coppia perfetta'' porta la firma di Robert Altman, che avevamo salutato prima e dopo 'Nashville' come il maggior regista americano degli anni '70. Avevamo sbagliato? Diciamo piuttosto che il maestro è in fase di stanca: 'Un matrimonio' era un affresco dissestato, 'Quintet' non andava oltre le promesse di un'ambientazione suggestiva. In 'Una coppia perfetta' Altman gioca sui toni della commedia leggera quando nessuno ci crede più, fa un film di attori senza attori, tenta invano di dare qualche sottinteso a una storiella che Camerini nel '35 avrebbe scartato come troppo futile. [...] 'Una coppia perfetta', che comincia con un concerto sinfonico alla Hollywood Bowl interrotto dalla pioggia, si snoda attraverso le divertenti esibizioni del complesso fino a un concertone finale che ricorda le ipocrite riconciliazioni degli anni '30: sinfonisti e rockers tutti insieme sullo stesso podio. Mossi da reciproca curiosità, i due protagonisti si incontrano e scontrano in una serie di battibecchi, amplessi interrotti, equivoci e situazioni canoniche della commedia sociologica: c'è anche una nota funebre, la morte di una mite sorella di Alex. Paul Dooley e Marta Heflin (nipote di zio Van) sono bravini, soprattutto lei che è magra e spiritata, una nuova edizione di Shelley Duvall: ma non arrivano a formare la coppia rivelazione che avrebbe giustificato il film." (Tullio Kezich, 'La Repubblica) "Un film di Robert Altman, ma non certo fra i suoi migliori. Due temi a intreccio, quello solito dei 'cuori solitari' che cercano compagnia tramite una agenzia matrimoniale e uno tutto musicale sulla scia alla lontana di 'Nashville'. Il tema dei 'cuori solitari' parte da uno spunto curioso, tipico dello spirito di osservazione di Altman, l'agenzia che gli fa da cornice, non una di quelle tradizionali che si ritrovano anche nel film di Lelouch, ma una di stampo tutto tecnologico e avveniristico, con videocassette e 'computers' per favorire incontri, ricerche e valutazioni 'scientifiche' di dati. [...] E' l'unica vera conciliazione, però, perché le musiche, con la loro intenzione scoperta di avere un ruolo preponderante nella storia anche se sono spesso gradevoli da ascoltarsi, sopraffanno i personaggi e la logica di molte loro vicende e i personaggi, da! canto loro, condotti a muoversi con ritmi e cadenze quasi musicali, non di rado anche a tempo di rock - 'uno scherzo allegro a passo di corsa' aveva definito Altman il film proprio su queste colonne - sfiorano in più momenti il marionettismo, con un'esuberanza esteriore che rischia di ricordare più d'una volta certe vecchie e superate commedie hollywoodiane, con indulgenze magari per il 'musical'. Non è un delitto, naturalmente, ma da un autore della tempra di Altman è legittimo attendersi molto di più; soprattutto dopo quel fumoso e discutibile 'Quintet' cui i suoi estimatori - e io sono tra questi - avrebbero preferito seguire qualcosa di più saldo; per avere una rivincita [...]." (Gian Luigi Rondi, 'II Tempo')