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Trovati 668144 documenti.
Attenti alla coda, meteoriti in arrivo / Geronimo Stilton
Milano : Piemme, 2011
Abstract: Geronimo Stiltonùt è alle prese con una misteriosa epidemia di mal di pancia che colpisce tutta la città di Pietropolis. In sella al fedele trottosauro, Geronimo parte per un viaggio alla scoperta della ricetta contro il mal di pancia, scolpita nella Caverna della Memoria... La grotta, però, non contiene solo la ricetta, ma ospita anche un primitivo e ferocissimo orso bruno con cui Geronimo si troverà... muso a muso!
Fifa e strafifa a Loch Ness! / Bat Pat ; testi di Roberto Pavanello
Milano : Piemme, 2011
Abstract: Secondo voi dove potevano andare in gita scolastica i fratelli Silver? Ma a Loch Ness, naturalmente! E lì, con l'immancabile compagno Bat Rat, scoprono che il mostro terrificante nascosto nelle scure acque del lago scozzese forse non è solo una leggenda... Età di lettura: da 7 anni.
: Warner home video, 2010
: National geographic, 2010
National Geographic Video ; 96
: Warner home video, [2010?]
L' arte della polenta : gli abbinamenti magici / testi a cura di Chiara Scudelotti
: Edizioni del Baldo, 2011
Quaderni Edizioni del Baldo ; 14
: Sintel, 2011
Ricerche e innovazione ; 6
Abstract: Il progetto "Dove Berta filava" muove dal raccogliere in una pubblicazione le testimonianze e i ricordi delle persone che hanno vissuto il tessuto dell'industria tessile del vimercatese da quando si è affermata fino ai giorni nostri. Fissare con parole e immagini la storia delle persone, in particolare delle donne, che hanno lavorato alla Bassetti, già sede del Linificio e Canapificio Nazionale, e all'Industria Filati di Lino e Canapa di Vimercate è tassello indispensabile per la valorizzazione storica e sociale del territorio. L'occasione è dettata dal profondo processo di trasformazione urbana connesso alla riqualificazione delle due aree.Lo spunto è diventata l'occasione per un'indagine, per una riscoperta, per una inedita e approfondita comprensione di tanti anni di vicende storiche, sociali e culturali, considerati alla luce dei cambiamenti e delle dinamiche indotte dalla presenza delle fabbriche, che hanno modellato la comunità e l'ambiente circostanti. Un rapporto osmotico tra le fabbriche, i suoi lavoratori e il vimercatese, a sua volta chiamato a misurarsi con avvenimenti storici e culturali più grandi.
Il Coro Arlecchino. La voce di Sasha / Roberto Piumini ; illustrazioni di Alessandro Baronciani
San Dorligo della Valle (Trieste) : Einaudi ragazzi, 2011)
Abstract: Il Coro Arlecchino si consolida, fa sentire la sua voce viva, mista e colorata: ma per questo motivo incontra nuove antipatie, resistenze e difficoltà. C'è chi progetta di danneggiarlo segretamente, riuscendo nel suo intento. Ma c'è anche chi aiuta, e chi offre al coro delle belle opportunità. E c'è Sasha, bambino albanese che al suo arrivo in Italia ha vissuto uno spavento tale da legargli qualcosa nel petto, nella gola. Età di lettura: da 9 anni.
Il Coro Arlecchino. Il canto di Micaela / Roberto Piumini ; illustrazioni di Alessandro Baronciani
San Dorligo della Valle (Trieste) : Einaudi ragazzi, 2011)
Abstract: Un'insegnante di musica, con l'aiuto della figlia Licia e altre volonterose persone, progetta il Coro Arlecchino, che vuole riunire esperienze, musiche, canti e voci di vari luoghi del mondo. Bisogna trovare i bambini, interessarli, convincerli. Bisogna trovare una sede per le prove, e opporsi a chi si oppone al progetto. Bisogna, fra le altre cose, vincere la solitudine e la diffidenza di Micaela, bambina peruviana che ha dentro molto silenzio, molti ricordi, molta malinconia, e una potente canzone. Età di lettura: da 9 anni.
Ong Bak 2 [Videoregistrazione] : la nascita del dragone / regia di Tony Jaa e Panna Rittikrai
: 01 Distribution, [2010?]
Abstract: Tailandia, era Ayutthaya (1350-1767). Il giovane Tien, scampato alla morte ma fatto prigioniero da una banda di crudeli mercanti di schiavi, è determinato ad ottenere giustizia per la morte dei suoi genitori, avvenuta per mano di un gruppo di spietati assassini. Preso sotto la protezione del capo della 'Scogliera dell'Ala di Garuda', Tien impara a combattere combinando le letali tecniche delle arti marziali con l'eleganza e l'agilità della danza khon, diventando presto un valoroso guerriero. Poi, una volta finito il suo addestramento, il ragazzo si mette alla ricerca dei suoi nemici per attuare finalmente la sua vendetta. "Il mitico Tony Jaa (all'anagrafe Panom Yeerum), straordinario lottatore kung fu con anima del primo fiammeggiante 'Ong Bak', ha deciso di dirigere 'Ong Bak 2'. Distrutto dallo stress ha gettato la spugna. Dopo due mesi di meditazione (parole sue), il nostro è tornato sul set e grazie all'aiuto di Panna Rittikrai, che lo aveva diretto in 'The Bodyguard' e 'Born to Fight', è riuscito a portare a termine la missione. 'Ong Bak I' è un cult nel mondo anglosassone. Questo sequel potrebbe addirittura superarlo perchè alle vorticose scene d'azione (Jaa non usa alcun tipo di corda o effetto speciale al computer), Jaa e Rittikrai hanno affiancato un'efficace storia di vendetta alla Conan (...) abitata da eccellenti caratteristi e un uso massiccio di elefanti da far impallidire l''Alexander'di Stone. Tony Jaa è già il Bruce Lee tailandese e dice di non voler andare a Hollywood. Il suo obiettivo? Creare una forte industria cinematografica in patria. Provate a fargli cambiare idea."(Francesco Alò, 'Il Messaggero', 15 gennaio 2010) "Pubblicizzato come il trionfo di Tony Jaa, erede di Bruce Lee, è in ogni caso un film incredibilmente incasinato. Che, alla fine, ti chiede anche di concentrarti per sconfiggere il karma negativo dell' eroe." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 gennaio 2010) "'Ong Bak 2 - La nascita del dragone' è il prequel, più intimista e dark, ma non meno pregevole nel suo malinconico dinamismo (...), di 'Ong Bak - Nato per combattere', il film thai di arte, azione e filosofia marziale (anche se striato di innumerevoli inserti comici), che dopo decenni di simulazioni, balletti e coreografie digitali e evanescenti, o commedie «autoironiche» alla Jackie Chan, nel 2003 aveva rilanciato un genere usurato, e finito addirittura tra le braccia di Ang Lee. 'Ong Bak', successo panasiatico travolgente, trasformò l'attore e combattente Tony Yaa (qui coregista con il coreografo Panna Rittikai, che firmò il primo) nel primo divo dell'estremo oriente paragonabile all'hongkonghese Bruce Lee. E diffuse nel mondo (negli Usa il film uscì nel 2005) il muay thai, o «thai boxe», come come «lotta profondamente filosofica», paragonabile addirittura al jet kune do, la complessa e sincretica forma di combattimento inventata da Bruce Lee....Nel film precedente lo 'zotico' Tien, si era dimostrato capace di tenere testa, un po' come fa il sud del mondo con il nord, alle innumerevoli provocazioni e malversazioni metropolitane. In questa seconda parte, più seria e pessimista, dark e molto meno ludica, che si svolge nel 1431, Tien continua a non avere bisogno di stuntmen, né di effetti speciali, né di dialoghisti eccentrici: dialogo e battute sono in muay thai." (Laurie Strode, 'Il Manifesto', 8 gennaio 2010) Note - COREOGRAFIE ARTI MARZIALI: TONY JAA.
Che fine hanno fatto i Morgan? [Videoregistrazione] / regia di Marc Lawrence
: Sony pictures home entertainment, 2010
Abstract: Manhattan. Meryl e Paul Morgan sono una coppia di successo con una vita apparentemente perfetta. In realtà, il loro matrimonio è in crisi profonda e vicino alla rottura. Tuttavia, dopo essere diventati gli involontari testimoni di un omicidio, Meryl e Paul si troveranno a vivere una condizione di isolamento che forse li aiuterà a ritrovare la passione perduta... "Lawrence è un regista che con la commedia ci sa fare e ha un feeling speciale con Hugh Grant. Non è un caso se 'Che fine hanno fatto i Morgan?' sia il terzo film che fanno insieme dopo 'Due settimane per innamorarsi' e 'Scrivimi una canzone'. In questo caso l'attore inglese fa coppia con Sarah Jessica Parker (...) la classe 'british' di Grant e l'eleganza americana della Parker danno vita a un mix che funziona a meraviglia." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 19 febbraio 2010) "Le idee sono farsesche, ma non si ride o quasi. I protagonisti son sciupati: Hugh Grant troppo grosso, appesantito; Sarah Jessica Parker troppo magra e di conseguenza nasona." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 febbriao 2010) "Ha cinquant'anni ma continua a fare le stesse smorfie di 'Quattro matrimoni e un funerale' il citrullo per contratto, e forse anche per naturale predisposizione, Hugh Grant. Non gli è da meno la rinsecchita Sarah Jessica Parker, protagonista della stucchevole serie tv Sex and the City. Perfetti per formare un'affiatata coppia, anche se temporaneamente scoppiata, nel gracile 'Che fine hanno fatto i Morgan?', un giallorosa ultraprevedibile, dove la porzione poliziesca è puramente decorativa, niente pi di un pretesto per spostare i buffi tiramolla sentimentali dei due protagonisti da Manhattan al Wyoming. (...) Il regista, autore anche di soggetto e sceneggiatura, è il recidivo specialista in sciocchezzuole sentimentali Marc Lawrence, 'Two Weeks Notice', 'Scrivimi una canzone', girate, guarda caso, con Hugh Grant. Un giuggiolone bugiardissimo nel corteggiamento all'insopportabile compagna di moine: 'Sei la donna più eccitante e sexy con cui sia mai stato'." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 febbraio 2010)
Revanche [Videoregistrazione] = Ti uccidero' / regia di Gotz Spielmann
: Fandango home entertainment, 2010
Abstract: Austria. Alex vive nei dintorni di Vienna e lavora per Konecny, tenutario di un bordello. Deciso a cambiar vita e a portare con sé Tamara, una prostituta ucraina con cui ha una relazione di nascosto da Konecny, Alex organizza una rapina per racimolare i soldi necessari. Il colpo non presenta ostacoli ma al momento della fuga interviene un poliziotto, Robert, e le cose si mettono al peggio. Rimasto solo, Alex trova rifugio presso la fattoria di suo nonno, ma la disperazione per i recenti avvenimenti e l'odio per Robert crescono sempre più con il passare del tempo. Finché, un giorno, Alex incontra Susan, la moglie di Robert... "Un goffo rapinatore è migliore di un poliziotto buon tiratore e sterilmente coniugato? E' l'interrogativo retorico che regge 'Revanche' (rivalsa) di Goetz Spielmann. Il cinema austriaco continua così a demolire i principi borghesi con un astio pari solo a quello del cinema danese e di certo cinema australiano. Il film di Spielmann arriva da noi con tre anni di ritardo, perché ora è 'nominato' agli Oscar. E il merito è della tesi implicita in quell'interrogativo retorico. Spesso nuda, Irina Potapenko giustifica il biglietto, ma non le due ore: una bastava." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale' 5 marzo 2010) "Dolore, rabbia, angoscia, disperazione, incredulità e desiderio di vendetta si impossessano dello schermo mentre l'azione si fa sempre più rarefatta. L'esterno diventa quasi immobile, mentre l'interno degli animi viene agitato dalle tempeste. Per quanto Spielmann che per questo film ha ricevuto decine di riconoscimenti, tra cui la candidatura all'Oscar come miglior film straniero dichiari che il suo 'Revanche' è un film guidato dalle emozioni e dalla ricerca implicita di risposte esistenziali, l'impressione generale è che nella fase di scrittura sia stato creato un perfetto congegno a orologeria dove ognuno fa la sua parte guidato dall'invisibile burattinaio-autore che costruisce il suo percorso fino a vedere il cerchio chiudersi senza lasciare traccia dietro di sé. Come quel sasso gettato nello stagno sui titoli di testa e i cui riverberi nell'acqua vengono spazzati via da un'improvvisa folata di vento. Tutto lì il senso da cercare, in un gesto, nelle sue conseguenze e poi nella cancellazione del tutto. Come le nostre vite. Studiato a tavolino o meno, 'Revanche' non è un film facile, ma molto intenso. Forse più furbo di quanto voglia far credere, tende per fili sottili e profondi di empatia tra lo spettatore e l'universalità dei destini narrati. C'è anche molta Austria, molta nordica incomunicabilità, molto confronto tra un presente urbanizzato e un passato regolato dalla natura. Tante cose per un solo film. Davvero ben pensato." (Roberta Ronconi, 'Liberazione' 5 marzo 2010) "Il film esce dal binario del canonico e noiosetto noir della prima parte e diventa uno studio psicologico con diversi centri: Alex l'austero nonno Hausner (grande Hannes Thanheiser) e i vicini dell'anziano signore, Susan (Ursula Strauss) e Robert (Andreas Lust), un poliziotto che forse ha già incrociato Alex. Candidato austriaco all'Oscar come miglior film straniero 2009, il film di Götz Spielmann è sorprendente come un buon Rafelson anni 70 (il sesso in cucina ricorda il suo 'Postino suona sempre due volte'). All'inizio il protagonista è Alex e alla fine Susanne." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 marzo 2010 ) "E' Vienna, ma potrebbe essere una qualsiasi altra città aldilà delle Alpi. Anonima, vista dalla finestra di un monolocale appena appena abitabile, oppure dall'ingresso di una casa d'appuntamenti per clienti danarosi. E' una città squallida come ce ne sono mille e mille, quella che fa da sfondo alla prima parte di 'Revanche' - 'Ti ucciderò'. Un film che fa arrivare in Italia un soffio di cinema austriaco, insomma, quasi una rarità. Il regista e sceneggiatore, Götz Spielmann, insiste molto su questi paesaggi urbani senz'anima. Nei loro interstizi colloca la vita di due 'scarti' dell'umanità (...). Spielmann dà il meglio quando sfiora il senso profondo della vita, al di là delle bizzarrie del caso e dei falsi miti che avvelenano la quotidianità. Il percorso di Alex passa attraverso il dolore, profondo, vero, lancinante. Senza essere didascalico, il regista sussurra il desiderio di un'esistenza diversa, dove possono ancora avere ancora significato parole che sembrano dimenticate." (Luigi Paini, 'Il Sole 24 Ore', 5 marzo 2010) Note - PRODOTTO CON IL SUPPORTO DELL'ISTITUTO CINEMATOGRAFICO AUSTRIACO, FONDO VIENNESE PER L'INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA, ORF/CORPORAZIONE AUSTRIACA PER LA RADIODIFFUSIONE/ORF (FILM) REGIONE DELLA BASSA AUSTRIA. - PREMIO C.I.C.A.E. AL 58MO FESTIVAL DI BERLINO (2008) NELLA SEZIONE 'PANORAMA SPECIAL'. - CANDIDATO ALL'OSCAR 2009 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.
: Eagle pictures, [2010?]
Abstract: Bangkok. Joe, uno spietato killer, arriva in Tailandia per compiere una serie di omicidi commissionati da Surat, un boss della mala, e per compiere la sua missione decide di avvalersi dell'aiuto di Kong, un ladruncolo di strada. Impegnato tra l'addestramento di Kong e l'amore per una bellezza locale, Joe inizierà a mettere in discussione la sua esistenza solitaria e ad apprezzare le meraviglie di Bangkok. Tuttavia, abbassare la guardia potrebbe essergli fatale... "Due elementi interessanti: il dinamismo eccitato dell'avventura letale; e Bangkok che, benché sia presente nel titolo, si vede pochissimo e risulta assai squallida. Di Nicolas Cage, meglio non parlare: questo attore è diventato, per varie traversie della sua vita professionale e privata, una garanzia di delusione. Rifacimento di un film 1999 di Hong Kong diretto dai fratelli gemelli Pang autori di 'The Eye', con una breve parte iniziale girata a Praga, 'Bangkok Dangerous' è un prodotto ibrido messo insieme nella speranza di far soldi, privo di attrazione e meriti, ma di ritmo veloce e nervoso. Forse l'indifferenza verso il fascino turistico ed esotico di Bangkok è una qualità: magari lodevole, ma troppo poco. Sarebbe interessante venire a sapere se questo film è stato distribuito in molti paesi d'Europa, oppure se il mercato italiano è l'unico ad avere il privilegio di vederlo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 29 gennaio 2010) "Non si sono nemmeno presi la briga di cambiargli il titolo. 'Bangkok Dangerous' era 'Bangkok Dangerous' resta. Alla regia ci sono sempre loro, i fratelli hongkonghesi Oxide e Danny Pang, mentre a riscriverlo, dieci anni dopo, si è messo lo sceneggiatore Jason Richman. Be', era meglio l'originale, più ruspante, anche se altrettanto violento. L'inizio sembra lo stesso di 'Tra le nuvole', col capellone Nicolas Cage, intento a fare e disfare valigie come George Clooney. La differenza, classe a parte, è che il sorridente Clooney viaggia per tagliare metaforicamente teste, il capellone Cage invece amputa realmente braccia e quant'altro." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 gennaio 2010) "Continua l'operazione remake hollywoodiani di film asiatici. Nel caso di 'Bangkok Dangerous: il codice dell'assassino', poi, gli autori sono gli stessi dell'originale, i gemelli thailandesi Oxide e Danny Pang che rifanno dieci anni dopo il loro omonimo film. Il budget americano naturalmente ha consentito loro di reclutare come protagonista una star del calibro di Nicolas Cage. (...) Il rifacimento non aggiunge molto al primo film in termini di tensione e di ritmo, ma Cage fa la differenza perché è l'attore ideale per far coesistere la dimensione dell'eroe freddo e spietato e quella introspettiva dell'uomo la cui fragilità emerge di fronte all'imprevedibile irruzione dei sentimenti." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 29 gennaio 2010) Note - REMAKE AMERICANO DEL FILM OMONIMO CHE I REGISTI TAILANDESI HANNO REALIZATO NEL 1999.
Shutter island [Videoregistrazione] / regia di Martin Scorsese
: Medusa film, 2010
Abstract: Nel 1954, i due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island, a largo della costa est, per investigare sull'improvvisa scomparsa di una pericolosa infanticida residente presso l'istituto mentale Ashecliffe, Rachel Solando. Il direttore dell'istituto, il dottor Cawley, e i vari infermieri sostengono che la madre assassina si sia come dileguata dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia, ma l'agente Daniels pare nutrire fin dal principio dei forti sospetti sul modo di condurre l'ospedale da parte del dottor Cawley e del suo medico assistente, il dottor Naehring. Un uragano costringe i due agenti a protrarre il soggiorno sull'isola, durante il quale le indagini proseguono e particolari sempre più inquietanti emergono, mentre Daniels continua ad avere delle visioni che riguardano la moglie defunta e le sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti. Nell'anno del celebrato restauro di Scarpette rosse, due dei più grandi cineasti della modernità americana hanno pagato il loro personale tributo al capolavoro di Michael Powell e Emeric Pressburger. Francis Ford Coppola ne cita copiosamente delle parti in Tetro, mentre Scorsese, oltre ad averne curato in prima persona il restauro, struttura il suo Shutter Island come quella stessa infinita scala a chiocciola che viene percorsa da Vicky nel finale del film. Ma se il punto di riferimento è lo stesso, completamente opposti sono i sensi che guidano il loro operare. Per Coppola, Scarpette rosse è un modello da imitare, un ideale di rinascita da proporre al cinema contemporaneo ora che il mezzo digitale permette di tornare a quel tipo di fantasia immaginifica. Al contrario, per Scorsese quella spirale infinita rappresenta la capitolazione di un tipo di cinema che non è più riproducibile nell'era della simulazione e della ripetizione. La spirale è quindi la forma che sceglie per raccontare questa gothic novel che accumula strato dopo strato suggestioni, visioni, ricordi, angosce e paranoie per arrivare ad una soluzione finale che cerca di sciogliere i misteri e di sorprendere lo spettatore con un twist non troppo imprevedibile. Ma manipolare lo spettatore non è mai stato uno dei passatempi preferiti di Scorsese, quanto piuttosto l'idea di raccontare dei personaggi manipolati dall'impossibilità di aderire alla realtà. Con Shutter Island, il regista italo-americano arriva in un certo senso a proporre la definitiva consacrazione dell'uomo avulso dalla realtà e della follia come forma unica di sopravvivenza. Per dare enfasi all'idea, riprende il suo personaggio quasi sempre per tagli trasversali o obliqui, insistendo nel catturarlo dal basso verso l'alto per enfatizzarne la distanza. Il personaggio di DiCaprio diviene così l'ennesimo man of violence della sua filmografia, colui che lotta brutalmente per cancellare la sua memoria e restare attaccato al proprio mondo. Ma eliminare i ricordi (le immagini, il cinema) significa inevitabilmente creare dei fantasmi, manipolare una serie di immagini preconosciute della Storia (cosa che fa nei ricordi dei campi di concentramento con il carrello che segue un'esecuzione quasi coreografica dei gerarchi nazisti all'ingresso del campo di Dachau) e, in ultima analisi, confessare l'impossibilità di far pace con la verità. Da questo punto di vista, Shutter Island porta a compimento un discorso che Scorsese pare condurre da quando il suo cinema si è fatto più ampio, più accademico: l'incapacità di raccontare un mondo dove non domina solo la violenza, ma soprattutto la dissimulazione, di immaginare qualcosa di nuovo laddove tutto appare una ripetizione, un rifacimento. In fondo alla sua scala a chiocciola fatta di mistero e di suspense, Shutter Island pare raccontare proprio questo: nell'era contemporanea, il sonno della ragione non genera più mostri, ma fantasmi, doppi, simulacri di qualcosa che è già stato visto o vissuto.
Bella [Videoregistrazione] / regia di Alejandro Gomez Monteverde
: Multimedia San Paolo, 2010
Abstract: José e Nina. Due esistenze solitarie a New York. José era una promessa del calcio, ma ha dovuto rinunciare al suo sogno ed ora è capo chef nel ristorante di suo fratello Manny. Nina lavora come cameriera nello stesso ristorante. Vive sola ed è in attesa di un figlio. Quando la ragazza viene licenziata, José cercherà di aiutarla e prendersi cura di lei sarà per lui un incoraggiamento a dare un nuovo senso alla sua vita. "Il percorso narrativo, che alterna amarezze e slanci di solidarietà verso l'altro, sa mantenersi lineare e semplice, pur affrontando un argomento così vigoroso. Con caparbietà e senza fare proclami, il film si pone dalla parte di chi riconosce il valore della vita, attraverso un cammino di ricostruzione identitaria, nel quale entrano in gioco le importanti presenze dei genitori, di un figlio naturale e di un figlio adottivo, di una famiglia che esprime comprensione e infonde fiducia. Rivolto non a far passare soluzioni già pronte ma a stimolare la riflessione dello spettatore, il film si apre a una realizzazione visiva fortemente lirica e non priva di accenti commossi. Il regista messicano Alejandro Monteverde e l'attore Edoardo Verastegui (il protagonista nel ruolo di Josè) hanno condiviso l'urgenza di condensare in una storia di 'finzione' tutti i risvolti tristi e problematici che si agitano rispetto al tema della vita nelle pieghe della nostra disordinata quotidianità: la fuga del genitore, la paura di perdere il lavoro, la solitudine. Difficoltà grandi, che spesso inducono al pessimismo e che invece il film cerca di rovesciare, lanciando un preciso segnale di speranza. Riuscito a farsi largo nei ridotti spazi della distribuzione italiana, 'Bella' rappresenta l'occasione per verificare la sensibilità di un cinema che, pur non disponendo di grandi nomi e di elementi di richiamo immediato, punta molto sulla intensità dei contenuti e insieme non rinuncia a uno stile scorrevole, rispettoso delle attese del pubblico." (Massimo Giraldi, 'Avvenire Roma Sette', 24 gennaio 2010) "Profondo e toccante, 'Bella' nasce dall'urgenza, condivisa dal regista e dall'attore Eduardo Verastegui, di mostrare sotto una luce positiva la vera cultura latina. Si tratta di un film indipendente messicano, vincitore di numerosi premi, primo fra tutti, il People's Choice Awerd al Toronto Film Festival, a riscosso un'tale successo di botteghino da diventare un caso distributivo negli Usa." (Gaia Passerini, 'Cronaca Qui', 22 gennaio 2010)
Presagio finale [Videoregistrazione] = First snow / regia di Mark Fergus
: Eagle pictures, [2010?]
A christmas carol [Videoregistrazione] / regia di Robert Zemeckis ; prodotto da Walt Disney
: Walt Disney studios home entertainment, [2010]
Abstract: Il Natale si avvicina e il vecchio Scrooge si ritrova ancora una volta ad inveire contro il suo sfortunato impiegato e l'affabile nipote. Ma quando i Fantasmi del Natale Passato, Presente e Futuro lo accompagnano nel viaggio attraverso i momenti più importanti della sua vita , Scrooge dovrà aprire il suo cuore per rimediare agli anni in cui si è comportato male. Prima che sia troppo tardi.
Cornaredo (MI) : Il Castello, 2011)
Abstract: I bambini adorano realizzare lavoretti con le proprie mani, e quelli con la carta sono tra i più apprezzati. Questo volume è diviso in quattro sezioni, una più divertente e colorata dell'altra, per un totale di 45 s progetti. Con Carta forbici colla piegare, tagliare e appiccicare diventa un gioco da ragazzi!
Milano : Touring, 2011
Abstract: Malgrado le recenti ferite l'Abruzzo è terra pulsante e viva, con un patrimonio unico di arte e storia, tradizioni e paesaggi. Questa nuova edizione propone un'accurata ricognizione del territorio in 7 itinerari che si dispiegano dall'Aquilano verso le altre tre province abbracciando il Gran Sasso, Maiella e il litorale adriatico. Se è vero che il centro storico del capoluogo giace, come uno scrigno, nascosto alla vista dai cantieri, la guida fotografa lo stato attuale della ricostruzione e segnala i luoghi che si sono già risollevati. Guida: 7 itinerari di visita, 100 foto a colori, 25 tra carte e mappe e una sezione con tutti i suggerimenti e le indicazioni per organizzare al meglio il viaggio. Guida alle informazioni pratiche: oltre 900 indirizzi utili: informazioni pratiche, musei e luoghi di visita, suggerimenti per il dormire, il mangiare, il tempo libero, lo sport e il benessere, consigli per lo shopping, segnalazione di eventi imperdibili, fiere e mercatini.
[Ed. aggiornata]
Milano : Touring, 2011
Abstract: Il Molise offre una natura selvaggia, borghi medievali luoghi d'arte e appuntamenti musicali e culturali di rilievo. Da Campobasso lungo 12 itinerari la guida muove tra centri storici e riserve naturali scoprendo le peculiarità della regione: le aree archeologiche di Saepinum e di Pietrabbondante, le cattedrali di Termoli e di Larino; gli affreschi nella cripta dell'abbazia di S. Vincenzo al Volturno, i castelli di Civitacampomarano, di Pescolanciano e di Monteroduni. Guida: 12 itinerari di visita, 80 foto a colori, 10 tra carte e mappe e una sezione con tutti i suggerimenti e le indicazioni per organizzare al meglio il viaggio. Guida alle informazioni pratiche: oltre 500 indirizzi utili: informazioni pratiche, musei e luoghi di visita, suggerimenti per il dormire, il mangiare, il tempo libero, lo sport e il benessere, consigli per lo shopping, segnalazione di eventi imperdibili, fiere e mercatini.