Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Puoi raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 667841 documenti.
Anna dai capelli rossi. Episodi 16-20 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 21-25 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 26-30 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 31-35 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 36-40 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 41-45 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
Anna dai capelli rossi. Episodi 46-50 [Videoregistrazione]
: Dolmen junior, 2006
I cieli di Escaflowne. Episodi 1-5 [Videoregistrazione]
: Dynamic, 2002
I cieli di Escaflowne. Episodi 6-11 [Videoregistrazione]
: Dynamic, 2002
I cieli di Escaflowne. Episodi 12-16 [Videoregistrazione]
: Dynamic, 2003
I cieli di Escaflowne. Episodi 17-21 [Videoregistrazione]
: Dynamic, 2003
I cieli di Escaflowne. Episodi 22-26 [Videoregistrazione]
: Dynamic, 2004
The stage names [Audioregistrazione] / Okkervil River
: Jagjaguwar, 2007
Lookaftering [Videoregistrazione] / Vashti Bunyan
: Fatcat, 2005
Scissors in my pocket [Videoregistrazione] / Polly Paulusma
: One little Indian, 2004
Soul mining [Audioregistrazione] / The The
: Sony, 2002
Drum's not dead [Vidoeregistrazione] / Liars
: Mute, 2005
Snatch [Videoregistrazione] ] = Lo strappo / regia di Guy Ritchie
: Sony pictures home entertainment, 2007
Abstract: Durante il suo viaggio a New York per consegnare un gigantesco diamente al boss mafioso Avi, il ladro e corriere di preziosi Frank "Quattrodita" passa per Londra per piazzare pietre più piccole presso il cugino del suo capo Doug "La Zucca". Fa una puntata su un incontro di boxe illegale e si trova in un bel pasticcio... Tranelli, doppi giochi, imboscate, si susseguono in un clima un po' drammatico e molto farsesco. TRAMA LUNGA Frankie, corriere della mala, viene spedito a New York con il compito di consegnare un diamante di 86 carati ad Avi, famoso e temuto boss mafioso. Nel viaggio, Frankie fa tappa a Londra e qui si fa convincere da Boris Lametta, malavitoso russo, a scommettere su un incontro di boxe illegale. Si tratta in realtà di una trappola per distrarlo e rubargli il prezioso. Intanto due pivellini con ambizioni, il Turco e Tommy, cercano di diventare importanti mettendo in piedi un match truccato con Testarossa, boss locale che alleva maiali ai quali spesso dà in pasto chi cerca di fregarlo. Sul ring lo zingaro Mickey vince l'incontro, viene corteggiato subito dai due 'giovani' ma nell'incontro successivo non mantiene gli impegni e li mette nei guai: Testarossa vorrebbe eliminarli ma poi li lascia cercando invece di assoldare Mickey. Nel frattempo a New York Avi, stufo di aspettare e convinto di essere stato beffato, prende l'aereo e arriva a Londra per vendicarsi. Tutti rincorrono tutti fino alla generale resa dei conti al suono dei mitra. Alla fine il Turco e Tommy ritrovano il gioiello preso dal "Questo nuovo thriller urbano è firmato da Ritchie, attuale compagno di Madonna e regista di 'Lock & Stock - Pazzi scatenati', noir poco visto in Italia, ma molto amato altrove. La scena resta un underground londinese fatto di furti di diamanti, traffici d'armi, gangster inglesi, russi e americani, corse di cani e naturalmente incontri di boxe in clandestinità". ('Carnet', settembre 2000) "Di 'Snatch' si potrebbe dire che la trama non va rivelata. Ma qui la trama si riduce a un continuo inseguimento fra personaggi appena accennati. Peggio: accennati da una voce fuori campo, obbrobrio dei cineasti brocchi, incapaci di raccontare. Il ritmo convulso impedisce poi di pensare a quanto siano sconclusionati gli episodi dove si intersecano figure & figuri, naturalmente di ogni possibile gruppo etnico e religioso". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 15 marzo 2001) "Tutte queste storie insieme, con i loro scontri e le proposte del loro seguito di personaggi tutti sopra le righe, se le è scritte Guy Ritchie rivelandosi un buon sceneggiatore. Imponendosi però soprattutto come regista perché il film - il suo modo di coinvolgere, le sue occasioni perfino di divertire - è tutto nell'abilità con cui i suoi momenti anche più crudi si lasciano sfiorare dai sarcasmi grazie a una antologia di caratteri che tanto più tendono all'efferato e tanto più si vestono di note beffarde: con una immediatezza, degli accenti, dei colori che sembrerebbero perfino citare i disegni animati e la loro irrealtà fatta furbescamente scaturire dal reale. Mentre il linguaggio si affida, con vitalità, ad immagini sempre intenzionalmente convulse e spesso distorte: ad accentuare il gusto della favola nera". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 marzo 2001) "Abile sì ma un po' irritante nella sua follia accuratamente programmata, 'Snatch' ha - in ogni caso - centrato il bersaglio cui Ritchie mirava col suo secondo film: costato un milione e mezzo di dollari, ne ha già incassati cento. Con ogni probabilità, la presenza delle star attirerà il pubblico anche dalle nostre parti; ma è chiaro che le qualità migliori del bravo Benicio e del bel Brad non vengono fuori in un universo di 'characters' appena abbozzati, tratteggiati con un tic e il cui spessore non supera quello dei personaggi di un cartone animato. Nella parte di sfigati trucidi e abietti, tutti gli invitati alla festa sembrano comunque divertirsi un mondo. Forse perfino troppo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 marzo 2001)
Proof [Videoregistrazione] = La prova / regia di John Madden
: Buena vista home entertainment, 2006
Abstract: Catherine è una giovane donna che deve fare i conti con la malattia mentale del padre Robert, un brillante matematico, da cui ha ereditato il genio per i calcoli. Tuttavia potrebbe esserci il rischio che il professore abbia trasmesso alla figlia anche la sua instabilità, tesi che sembra convincere Claire, sorella di Catherine, accorsa per prendersi cura degli affari di famiglia, così come un giovane studente del padre, che ha scoperto tra le carte del matematico un'importante teoria dei numeri che Catherine sostiene essere sua. "Bellissimo oppure medio, sono film che appaiono fatalmente datati nel loro genere psicologico: un'ottica che si adatta male ai nostri anni furenti e atroci, che appare obsoleta come il lavoro di riammagliatrice di calze o di un ospedale per le bambole di porcellana." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 6 settembre 2005) "Nella sceneggiatura mette le mani anche Rebecca, figlia di Arthur Miller, famigerata per la 'Ballad of Jack and Rose' dell'ultimo Festival di Berlino, esempio del più velleitario cinema intellettuale americano. Al filone appartiene evidentemente anche 'Proof', dove, col pretesto della follia, fino all'ultimo si ignora se i personaggi di contorno esistano o se, emuli del coniglione di James Stewart in 'Harvey', sia solo la mente malata della protagonista a vederli. (...) Tanto perché le donne siano più coinvolte, accanto alla Paltrow recita Hope Davis nel ruolo della sorella ragionevole e perbenista. Jake Gillenhall fa al solito modo il solito studente di grandi possibilità intellettuali che vuole, al solito, impalmare la Paltrow." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 settembre 2005) "Dal teatrante diventato ormai grande cineasta al professionista che si rivolge a una sperimentata pièce teatrale. Il testo è 'Proof' di David Auburn, il regista John Madden ('Shakespeare in Love'), ma bisogna dire che il prodotto, poiché questo è 'Proof', è perfettamente riuscito. (...) Siamo in pieno binomio genio & follia, terreno scivoloso, incrociato per giunta al genere resa dei conti in famiglia. Ma a forza di luoghi comuni, di soluzioni sperimentate mille volte, di regia anonima e fluida, Madden e i suoi attori (specie Gwyneth Paltrow e Jake Gyllenhaal, mentre Anthony Hopkins istrioneggia senza ritegno) fanno il miracolo. Grandi applausi in sala stampa, che in fondo è facilona, e successo sicuro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 settembre 2005) "La fervida Gwyneth Paltrow si dedica all'assistenza del padre malato Anthony Hopkins, un matematico colpito da una devastante malattia cerebrale: quando l'ingombrante genio muore, la donna fatalmente chiusa in se stessa si trova costretta ad affrontare nuove, difficili e rigeneratrici relazioni sociali. Un melodramma ben recitato e alquanto tradizionale, sorretto da attori di prima categoria eppure stilisticamente inerte ed emotivamente pretestuoso." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 settembre 2005) "Molto meglio se la cava Anthony Hopkins, che peraltro in 'Proof' entra quand'è già morto ovvero nei flashback e nelle fantasie della figlia Gwyneth Paltrow. Il babbo era un genio della matematica, ma anche pazzo, e il problema della figlia è scoprire quale delle due cose (o tutte e due) ha ereditato dallo scomparso. Già portata sulle scene di Londra dalla Paltrow stessa e dal regista John Madden, la commedia di David Auburn è diventata un film di apprezzabile intrattenimento." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 6 settembre 2005) "Tratto da un oliato successo teatrale di John Auburn, 'Proof' ha i pregi e i difetti di questo genere fiorente negli Usa. Siamo sul terreno scivoloso del binomio 'genio & follia' (variante trendy : matematica & follia), incrociato per giunta al genere 'resa dei conti in famiglia' (c'è anche il giovane studioso Jake Gyllenhaal che ovviamente spasima per la collega più dotata). Ma a forza di luoghi comuni, di soluzioni ipercollaudate, di regia fluida e invisibile, Madden e i suoi attori (specie i giovani, Hopkins invece gigioneggia a piacere) fanno il miracolo. Anche perché il regista di 'Shakespeare in Love' stavolta evita gli svolazzi. E anziché visualizzare la follia, vedi il pretenzioso 'A Beautiful Mind', esplora gioie e dolori dei vincoli famigliari. Saggia scelta: 'Proof' è un piacevole esercizio di teatro filmato. Niente di più, ma niente di meno." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 marzo 2006). Note - IN CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).
Il senso di Smilla per la neve [Videoregistrazione] / regia di Bille August
: Medusa home entertainment, 2008
Abstract: Di madre groenlandese scomparsa tra i ghiacci, Smilla, giovane donna di spiccata sensibilità, non si lascia convincere dalla morte di un bambino, suo amico, liquidata come un incidente. Si mette a indagare e scopre un intrigo di ricerche scientifiche, potere economico, burocrazia con incidenti e omicidi. Dell'avvincente romanzo (1992) del danese Peter Høeg, B. August ha tenuto conto fino a un certo punto, puntando sulla spettacolarità consentitagli dai mezzi (oltre 40 miliardi) e dalle tecnologie che aveva a disposizione, più che sulla psicologia del personaggio principale _ trasformato da J. Ormond in una sorta di superdonna dagli occhi tristi _ e sui suoi rapporti con gli altri (il padre, il vicino di casa, la madre alcolista del bambino, il poliziotto). È un solido giallo d'investigazione e d'azione, ma il finale è una caduta difficile da perdonare.AUTORE LETTERARIO: Peter Høeg