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Abstract: Trama Cetto La Qualunque, imprenditore calabrese corrotto, depravato e ignorante che disprezza la natura, la democrazia e soprattutto le donne, torna in Italia dopo una lunga latitanza all'estero. E con lui rientra anche la sua nuova famiglia: una bella ragazza di colore e una bambina di cui non riesce a ricordare il nome. Tuttavia al suo rientro Cetto, oltre a ritrovare il fidato braccio destro Pino, deve vedersela con la famiglia che aveva lasciato prima di partire, ovvero la moglie Carmen e il figlio Melo. Poi, quando i suoi vecchi amici lo informano che le sue proprieta' sono minacciate da una inarrestabile ondata di legalita' che sta invadendo la loro cittadina e che le prossime elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un "pericoloso" paladino dei diritti, Cetto decide di scendere in campo e al grido di "piu' pilu e cemento armato" cerchera' di garantire il legittimo diritto all'illegalita'. "L'epopea di Cetto La Qualunque potrebbe sembrare un instant-movie sul bunga-bunga invece viene da lontano: l'onorevole calabrese ossessionato dal 'pilu' e' stato inventato da Antonio Albanese 8 anni fa. Ha ragione il comico brianzolo-siciliano, quando afferma che oggi La Qualunque, confrontato a certi onorevoli autentici, sembra un moderato. In realta' il film, piuttosto che una satira politica, e' uno studio antropologico sulla volgarita' italiana, non solo del Sud. Al di' la' dei buffi sproloqui del protagonista, cio' che colpisce maggiormente nella messinscena di Giulio Manfredonia sono i colori dei vestiti, la cafonaggine delle scenografie, l'uso esasperato di musiche e movimenti di macchina che apparentano Cetto e i suoi sgherri ai cowboys burini del western italiano di serie Z. Il difetto del film sta nella scarsa ambizione: racconta l'ascesa di Cetto alla carica di sindaco in un paesino calabro. Grottesco per grottesco, si poteva spedirlo a Palazzo Chigi: la metafora sarebbe stata ancora piu' enorme - e non meno realistica." (Alberto Crespi, 'L'Unita'', 21 gennaio 2011) "L'imbastitura drammaturgica e' fragile e la cornice sgargiante finisce per sottrarre a Cetto parte della sua potenza icastica. Tuttavia il cast e' indovinato, molte battute diverranno un must, Albanese e' Albanese (ovvero un grande) e il suo Cetto una maschera destinata a restare anche quando (ma quando?) non sara' piu' cosi' attuale." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 gennaio 2011) "Piacera'. Ebbene si' e non a poche persone. Cioe' non solo a Fabio Fazio, a Domenico Procacci e a quanti pensano alla Boccassini come una Giovanna d'Arco a Orleans. Perche' Albanese e Procacci saranno in cattivissima fede, ma il loro mestiere lo conoscono. E per la loro torta avvelenata alla calabrese non si sono rivolti a un qualsiasi praticone che gli cucisse gli sketches di questi sette anni in qualche modo, ma a un signor regista, Giulio Manfredonia (il suo 'Si puo' fare' e' tra le cose migliori uscite nelle ultime stagioni). Trincerato in difesa (prima regola, fare il veicolo per Albanese), Manfredonia ha scelto deliberatamente la strada dello spettacolo 'scorrettissimo' calcando la mano sull'orgia di volgarita' che si muove di pari passo con Cetto. Dalla moglie al portaborse al 'ragioniere' e' un festival di macchiette tutte schizzate col segno grosso. Pero' vivaci, pero' esilaranti. Si ride. Come a certe vignette di Vauro. E chissenefrega se le ha disegnate in malafede." (Giorgio Carbone, 'Libero', 21 gennaio 2011) "Personaggio noto a chi guarda le tv, La Qualunque condensa ogni nefandezza, meno l'omicidio (strano questo riguardo, in Calabria si uccide industrialmente), non tanto per affermarsi, ma per seguire la sua natura di cialtrone vitalista, erede dei personaggi di Sordi e Gassman in versione greve. Neanche i concittadini di Cetto sono migliori di lui; caso mai, sono meno intraprendenti. E anche questo e' notevole per un film che deve molto al contribuente calabrese. Ma si puo' concordare che l'autocritica sia una qualita'. Il limite di 'Qualunquemente' e' un altro: il ripetersi delle situazioni. Per quasi due ore il personaggio di Albanese viola leggi, regolamento e buon gusto, instancabile. Questo significa che e' un cretino, piu' che un malvagio (talora i malvagi si riposano). E' come se Albanese avesse perso il controllo della sua maschera. La rende parodia di una parodia, insomma strafa' ed e' un peccato, bravo com'e'." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 21 gennaio 2011) "Arriva Cettoo La Qualunque col suo 'Partito du Pilu' : tutto quello che era nato come grottesco, espressionista, e' oggi rubricato nel neo realismo di un Paese allo stremo morale. Bravissimo Albanese, ci porta la fotografia, spinge a guardare dentro, invita alla risata con complesso di colpa incorporato, obbligando Manfredonia a inseguire il campione illegale di un'Italia martoriata nella volgarita'. Latita un po' la sceneggiatura, ma c'e' un grande cast." (Maurizio Porro, 'Corriere della sera', 21 gennaio 2011) "Cetto La Qualunque sbarca al cinema, ma Berlusconi l'ha gia' superato: dunque? 'Qualunquemente' affianca la realta', facendo di singolo caso pubblica gogna, perche', ricorda Burruano, 'c'e' un po' di Cetto in ognuno di noi' (...) Potremmo vederne di peggio nell'ipotetico sequel, destinazione Quirinale: per ora, Cetto confessa 'I have no dream ma mi piace u pilu!' e non fa prigionieri, portando la finzione nell'Italia oggi, tra opulenza cafona, maschilismo (...), ignoranza e sopraffazione. E' ancora 'Benvenuti al Sud', ma gli stereotipi sono quelli aggiornati, piu' veri del vero: nepotismo e malaffare, politica ad personam e abusivismo diffuso. Certo, Albanese e' meglio a teatro (e in tv), il film e' stiracchiato (incongruo lo spin doctor Sergio Rubini), ma non e' comico, ed e' un bene: e' l'Italia, tristezza." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 21 gennaio 2011) Note - LE RIPRESE, INIZIATE L'8 GIUGNO 2010, SI SONO SVOLTE PER 8 SETTIMANE NEI DINTORNI DI ROMA E IN CALABRIA (A LAMEZIA TERME, SCILLA E PALMI). - PRESENTATO AL 61. FESTIVAL DI BERLINO (2011) NELLA SEZIONA 'PANORAMA'. - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2011 PER: MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (ANTONIO ALBANESE), CANZONE ORIGINALE E ACCONCIATORE (TERESA DI SERIO). - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: NASTRO SPECIALE-COMMEDIA E MIGLIORI COSTUMI.
Titolo e contributi: Qualunquemente [Videoregistrazione] / regia di Giulio Manfredonia
Pubblicazione: : Feltrinelli : 01 Distribution, 2011
Descrizione fisica: 1 DVD (ca. 93 min.)
ISBN: 9788807730467
Data:2011
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Spiacenti, al momento in catalogo non sono presenti copie per questo titolo.
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