LISA e il diavolo [Videoregistrazione
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LISA e il diavolo [Videoregistrazione

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Abstract: Toledo, Spagna. Un gruppo in gita turistica visita le bellezze della città tra cui un affresco che rappresenta il diavolo. Lisa (Elke Sommer), separandosi dal gruppo entra in un negozio di antiquario dove incontra Leandro (Telly Savalas), che ha con sé un manichino ed è lì per ritirare un carillon portato a riparare. Turbata dalla somiglianza di Leandro con il diavolo dell’affresco, Lisa esce, ma si trova sperduta tra le viuzze della città. Sconcertata, si imbatte in Leandro e segue le sue indicazioni, ma invece dei suoi trova un uomo molto simile al manichino di Leandro. L’uomo le si avvicina come se la conoscesse, chiamandola Elena, ma lei, spaventata, lo spinge: lui cade da una scalinata e apparentemente muore. Scende la notte e Lisa, sempre più sperduta e spaventata, chiede un passaggio a una coppia (Eduardo Fajardo e Sylva Koscina), con autista (Gabriele Tinti). Per Lisa sembra la salvezza, ma è solo la prosecuzione dell’incubo. Film arcano e in qualche modo “maledetto” per le sue vicissitudini postproduttive. La regia di Bava è ai suoi massimi per finezza ed eleganza e la storia è decisamente ambiziosa nel voler rappresentare un affresco morale sul quale la figura del diavolo si sovrappone maliziosa e divertita. La sua natura ambigua si riverbera però anche nella trama, che risulta talvolta un po’ involuta e confusa. La necrofilia e altre simili piacevolezze si stemperano nel contesto fiabesco e quasi fantasy assumendo contorni mélo che ne cauterizzano la carica potenzialmente malsana. Spunti geniali si alternano a brani più banali, dando l’impressione di un film fortemente autoriale in cui Bava cerca di superare le logiche meccanicistiche della narrazione per toccare quella onirica e sfuggente del sogno, in un percorso che assomiglia a quello che verrà intrapreso pochi anni dopo da Dario Argento. Ottimo il cast con Telly Savalas, con lollipop alla Kojak, in un ruolo luciferino; un’austera e brava Alida Valli e uno stuolo di attori interessanti, dal sinistro e affascinante Alessio Orano, all’affidabile Gabriele Tinti, alla sempre bella Sylva Koscina, al vigoroso Espartaco Santoni. Elke Sommer è un po’ troppo bamboleggiante nel ruolo della protagonista, ma è la prescelta di Bava nel periodo (#Vedi#Gli orrori del castello di Norimberga). Il film viene annunciato sui giornali (ricordo un breve articolo sul Corriere d’informazione nel novembre ’72), ma non esce. Dopo il successo de #Vedi#L’esorcista, il produttore Alfredo Leone aggiunge una sottotrama esorcistica e lo fa uscire col titolo #Vedi#La casa del’esorcismo


Titolo e contributi: LISA e il diavolo [Videoregistrazione / regia di Mario Bava ; La casa dell'esorcismo

Descrizione fisica: 2 DVD (180 min.)

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Target: adulti, generale

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