Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: Il testamento di Giacomo Puccini è anche la sua opera più innovativa, quella con cui, più di ogni altra, il compositore cercò di tenere il passo con quanto di più avanzato stava accadendo nel teatro musicale europeo a lui contemporaneo, di cui aveva perfetta consapevolezza (si è parlato, a proposito di Turandot, ad esempio, di echi straussiani). Già largomento è inconsueto per Puccini: una fiaba "cinese", in gran parte crudele, che i librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni trassero dallomonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi (1762). Con protagonista non una donna reale, come Mimì, Manon o Butterfly, ma unalgida principessa che dispensa morte per due terzi dellopera. Il nuovo, ultimo viaggio è talmente inconsueto che, per affrontarlo, Puccini si rimette a studiare: scova inedite suggestioni orientali diverse da quelle di Butterfly (meno ammalianti e seducenti, più aspre e dure), scopre le possibilità espressive della dissonanza emancipata sperimentate da Schönberg, si aggiorna sullo stile dei compositori italiani successivi a lui di una generazione, in particolare Malipiero e Casella. Il risultato è una partitura dove lorecchiabile Nessun dorma è controbilanciata da intere sezioni in cui lorchestra assume il colore del ferro, dove alle dolcezze vocali di Liù, la vittima che si sacrifica per il bene dellamato principe Calaf, risponde il canto tortuoso di Turandot, dove macchiette fumettistiche come i ministri dellimperatore Ping, Pong e Pang sono subito sostituite da scene musicali di luminosità siderale. Una partitura che ha sempre esercitato su tutti, amanti e non di Puccini, un fascino quasi stregonesco. Andata in scena per la prima volta alla Scala il 25 aprile 1926, incompiuta per la morte dellautore, come disse commosso al pubblico Toscanini deponendo la bacchetta dopo "Tu che di gel sei cinta", intonato da Liù morente nel terzo atto, Turandot è stata completata da Franco Alfano sugli appunti originali di Puccini, e, più recentemente, nel 2001, da Luciano Berio, che si è basato sugli stessi schizzi originali pucciniani, ma interpretandoli diversamente. Al Carlo Felice lestremo capolavoro di Puccini va in scena nellormai classico, applauditissimo allestimento di Giuliano Montaldo.
Titolo e contributi: Turandot [Videoregistrazione / Giacomo Puccini ; San Francisco Opera & Chorus ; Donald Runnicles, Conductor ; Peter McClintock, Stage Director ; Directed for Television and Video by Brian Large
Pubblicazione: : RM Arts & San Francisco Opera Association, 1994
Descrizione fisica: 1 DVD (123 min.)
Data:1994
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Sono presenti 1 copie, di cui 0 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Arcore | DVD MCO PUCTUR | 03M-46260 | Su scaffale | Disponibile |
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag