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Abstract: Godfrey H. Hardy scrisse questa apologia nel 1940, quando era ormai al termine della sua carriera. L'intento che lo animava non era né didascalico né accademico. Voleva piuttosto tessere un elogio e una difesa della sua disciplina, ragionando in particolare sulla sua utilità e la sua bellezza. Se la prima è la naturale finalità della matematica applicata, la seconda è la qualità intrinseca di quella che Hardy definisce «vera matematica», quella pura, scevra di ricadute immediate sulla nostra vita quotidiana. Benché apparentemente più astratta, essa è capace di affascinarci come la grande musica o la poesia. Per Hardy la matematica è sinonimo di creatività: alcuni teoremi sono opere d'arte, in grado di sopravvivere per millenni, e l'autore ce ne offre illuminanti esempi. In questo senso, l'Apologia si spinge oltre i tradizionali confini della scienza, spaziando dagli scacchi al cricket e alla filosofia, tanto che uno scrittore come Graham Greene arriverà a definirla una «delle migliori rappresentazioni di cosa significhi essere un artista creativo».
Titolo e contributi: Apologia di un matematico / Godfrey H. Hardy ; presentazione di Edoardo Vesentini ; prefazione di Charles P. Snow ; traduzione di Luisa Saraval
Pubblicazione: [Milano] : Garzanti, 2002
Descrizione fisica: 108 p. ; 19 cm
ISBN: 8811685273
EAN: 9788811685272
Data:2002
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
Sono presenti 2 copie, di cui 0 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Aicurzio | 510.1 HAR | 02M-10057 | Su scaffale | Non disponibile | |
| Trezzo sull'Adda | 510.1 HAR | 27M-35239 | Su scaffale | Disponibile |
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