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Abstract: In modo tragico, nell’aprile 1987, prima di Pesach, Primo Levi poneva fine alla sua esistenza. Primo Levi non è stato solo un grande testimone, ma anche uno dei grandi scrittori della sua epoca, un antropologo e uno psicologo sociale. Un’intera generazione ha trovato in lui un importante riferimento per il modo in cui ha testimoniato l’esperienza del Lager, per come ne ha scritto e parlato, per l’assenza di odio che ha caratterizzato le sue prese di posizione, per l’accento posto sul voler capire e spiegare in una prosa limpida e chiara l’irraccontabile, per il pudore con cui ha vissuto il suo ruolo pubblico, per l’assenza più completa di enfasi, per il rifiuto di ogni artificio retorico deputato alla facile commozione, al sentimentalismo e al vittimismo. L’opera di Levi è un grandioso esempio del tentativo di ricomporre l’infranto e dell’impossibilità di portare a compimento tale processo. A dispetto del misurato ottimismo che accompagna il lettore delle sue prime opere, Levi ha consegnato alla poesia un'immagine di segno opposto, segno di un'impossibilità a ricomporre il dolore di cui è intesuta l'esperienza della sua generazione, che gli autori del libro affrontano da prospettive e angolature diverse.
Titolo e contributi: Primo Levi : Scrittura e testimonianza / a cura di David Meghnagi ; interventi di Guido Fabiani ... [et al.]
Pubblicazione: Libri liberi, 2006
Descrizione fisica: XVI, 120 p. ; 21 cm
ISBN: 8884150485
Data:2006
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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