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Abstract: La storia è semplice, quasi banale, e allora non la si racconta piuttosto la si danza come ha fatto il regista limitandosi e limitandola a brevi sequenze di raccordo, tra una coreografia e unaltra, decisamente anonime. Alberto Antonelli, un impacciato ed esageratamente virtuoso (della recitazione) Malcom MacDowell, dirige tra mille difficoltà, non ultime quelle economiche, il Joffrey Ballett di cui Ry, Neve Campbell, ne è la stella più promettente. Nonostante le aspettative dello spettatore si stringano presto intorno alla giovane protagonista, Altman ancora una volta confeziona un film corale, dove gli egoismi e gli eccessi di individualismo vengono piegati fin dal titolo a favore del gruppo. Solo che questa volta a supportare le immagini che mutuano la storia non cè più la partitura di parole carveriana (America Oggi) ma quella di gesti e di passi duncaniana. Isadora Duncan, madre della danza moderna americana, ballerina che scriveva e scrittrice che danzava, come si preferisce. La convinzione profonda della Duncan che lestetica del balletto accademico si fondasse sulla negazione di ogni spontaneità, la portò a teorizzare nella prima metà del XX secolo, pur nella piena ammirazione dei maggiori esponenti della tradizione classica russa, una nuova forma di danza basata sulla rivalutazione dellimprovvisazione, priva di schemi, scene e costumi. La compagnia del Joffrey Ballett è allora erede legittima di quella madre, erede di quella origine moderna non limitando mai il proprio repertorio al solo momento classico, al solo virtuosismo della danza accademica ma allargando,al contrario, le sue evoluzioni a unestetica meno unitaria, a una coreografia più radicale e ansiosa nel ripensare larte della danza. E Altman, neofita nel coro (e si vede tanto, troppo), si limita a coglierne i diversi registri:la ballettistica accademica, la danse décole, con i suoi severi canoni di bellezza, grazia, armonia e laltrettanto rigorosa e regale verticalità del corpo, da una parte;la gravità, la dissonanza e laccentuata orizzontalità del corpo, dallaltra. Ci sono storie più difficili da raccontare, senza dubbio, forse perché già interamente iscritte nei corpi di chi le agisce a tal punto che il cinema si limita a doppiare senza aggiungere. E la danza doppiata di Altman interessa ed emoziona poco coi suoi luoghi comuni e i suoi stereotipi imbarazzanti, col suo poco sudore e il suo poco dolore, con la sua ingenuità e la sua benevolenza, con la sua pateticità e i suoi buonismi. La danza è dura e crudele quanto un racconto di Carver e in questo senso pertanto in assoluta armonia con la poetica di Altman. Appuntamento mancato? Forse. Ma perdonato per quella ballerina appesa a una corda appesa in cielo dentro le pieghe vorticanti e cangianti degli ampi drappeggi che la avvolgono, rediviva Loïe Füller precorritrice della Duncan sottratta da un fuori campo graffiato da una scarpetta.
Titolo e contributi: The COMPANY [Videoregistrazione] / regia di Robert Altman
Pubblicazione: : Medusa home entertainment, 2004
Descrizione fisica: 1 DVD (107 min.)
Data:2004
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Sono presenti 5 copie, di cui 0 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Burago Molgora | DVD COM | 06M-17236 | Su scaffale | Disponibile | |
| Concorezzo | DVD FL COM | 10M-50748 | Su scaffale | Disponibile | |
| Vimercate | DVD FL ALT COM | 17M-126831 | Su scaffale | Disponibile | |
| Cornate d'Adda | DVD DRA COM | 24M-38637 | Su scaffale | Disponibile | |
| Grezzago | DVD ALT COM | 31M-8376 | Su scaffale | Disponibile |
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