La madre
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Svevo, Italo

La madre

Abstract: Che cos'è una madre per chi non ne ha mai conosciuta una?Cresciuti artificialmente in un'incubatrice, alcuni pulcini si interrogano su quella figura misteriosa di cui hanno soltanto sentito parlare. Tra loro c'è Curra, inquieto e curioso, che un giorno riesce a fuggire e raggiunge il pollaio vicino. Qui assiste per la prima volta alla scena di una gallina circondata dai propri piccoli. Ma l'incontro con quella che ai suoi occhi potrebbe incarnare l'idea stessa della maternità si trasforma in una violenta delusione.Anni dopo, ormai diventato un magnifico gallo, Curra ripensa a quell'episodio e alla distanza tra la madre immaginata — protettiva, generosa, capace di amore — e la creatura reale che lo aveva respinto. Con la consueta ironia e con una sorprendente profondità, Italo Svevo costruisce un apologo breve e folgorante sul bisogno di affetto, sulla forza delle illusioni e sul doloroso confronto tra ciò che desideriamo e ciò che la realtà ci concede. Una storia solo apparentemente semplice, nella quale il mondo animale diventa lo specchio delle più intime fragilità umane.Italo Svevo, pseudonimo di Aron Ettore Schmitz, nacque a Trieste nel 1861 e morì nel 1928. Scrittore tra i più importanti del Novecento italiano, seppe unire ironia, introspezione psicologica e attenzione per le contraddizioni della borghesia moderna. Dopo gli esordi con Una vita e Senilità, raggiunse pieno riconoscimento con La coscienza di Zeno, il suo capolavoro, anche grazie al sostegno di James Joyce. La sua opera, profondamente influenzata dalla cultura mitteleuropea e dalla psicoanalisi, indaga con lucidità i temi dell'inettitudine, della malattia, dell'autoinganno e dell'inconscio.


Titolo e contributi: La madre

Pubblicazione: Passerino, 29/07/2026

Data:29-07-2026

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 29-07-2026

Che cos'è una madre per chi non ne ha mai conosciuta una?Cresciuti artificialmente in un'incubatrice, alcuni pulcini si interrogano su quella figura misteriosa di cui hanno soltanto sentito parlare. Tra loro c'è Curra, inquieto e curioso, che un giorno riesce a fuggire e raggiunge il pollaio vicino. Qui assiste per la prima volta alla scena di una gallina circondata dai propri piccoli. Ma l'incontro con quella che ai suoi occhi potrebbe incarnare l'idea stessa della maternità si trasforma in una violenta delusione.Anni dopo, ormai diventato un magnifico gallo, Curra ripensa a quell'episodio e alla distanza tra la madre immaginata — protettiva, generosa, capace di amore — e la creatura reale che lo aveva respinto. Con la consueta ironia e con una sorprendente profondità, Italo Svevo costruisce un apologo breve e folgorante sul bisogno di affetto, sulla forza delle illusioni e sul doloroso confronto tra ciò che desideriamo e ciò che la realtà ci concede. Una storia solo apparentemente semplice, nella quale il mondo animale diventa lo specchio delle più intime fragilità umane.Italo Svevo, pseudonimo di Aron Ettore Schmitz, nacque a Trieste nel 1861 e morì nel 1928. Scrittore tra i più importanti del Novecento italiano, seppe unire ironia, introspezione psicologica e attenzione per le contraddizioni della borghesia moderna. Dopo gli esordi con Una vita e Senilità, raggiunse pieno riconoscimento con La coscienza di Zeno, il suo capolavoro, anche grazie al sostegno di James Joyce. La sua opera, profondamente influenzata dalla cultura mitteleuropea e dalla psicoanalisi, indaga con lucidità i temi dell'inettitudine, della malattia, dell'autoinganno e dell'inconscio.

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