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Abstract: L'andare a funghi come pratica filosofica, meditativa e profondamente umana.Un libro sul bosco che parla dell'uomo.Un libro sui funghi che parla della vita.Un invito a cercare senza pretendere, a vivere senza accumulare.Un elogio della lentezza, della ricerca, e del perdersi.Andare a funghi non è un passatempo né una tecnica. È un gesto antico, un rito di ritorno, una forma di resistenza silenziosa contro la frenesia del mondo contemporaneo. In queste pagine Matteo Righetto compie un'operazione radicale e insieme delicata: trasforma l'esperienza del bosco e della raccolta dei funghi in una via di conoscenza, un esercizio spirituale laico, una meditazione in movimento.Attraverso ricordi personali – tra Dolomiti, miti primordiali, memoria famigliare e filosofia orientale –, Righetto dà voce al "raccoglitore ancestrale" che vive in ciascuno di noi: quella parte dimenticata che sa attendere, osservare, perdersi, rinunciare al controllo. Nel bosco – dove non esistono mappe affidabili, orologi, notifiche o risultati garantiti – si impara che la ricerca conta più della scoperta, che la lentezza è una forma di saggezza, che il limite non è una privazione ma una misura e che solo chi accetta di perdersi può davvero ritrovarsi. Lo Zen e l'arte di andare a funghi non è un manuale, né un libro escursionistico. È un saggio poetico e filosofico sulla libertà, sull'attenzione, sull'inutile necessario. Un invito a disintossicarsi dall'ossessione della produttività, a recuperare un rapporto non predatorio con la natura, a riconoscere nel bosco un maestro silenzioso capace di restituirci un ordine interiore.
Titolo e contributi: Lo Zen e l'arte di andare a funghi
Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 07/07/2026
EAN: 9788807175541
Data:07-07-2026
L'andare a funghi come pratica filosofica, meditativa e profondamente umana.Un libro sul bosco che parla dell'uomo.Un libro sui funghi che parla della vita.Un invito a cercare senza pretendere, a vivere senza accumulare.Un elogio della lentezza, della ricerca, e del perdersi.Andare a funghi non è un passatempo né una tecnica. È un gesto antico, un rito di ritorno, una forma di resistenza silenziosa contro la frenesia del mondo contemporaneo. In queste pagine Matteo Righetto compie un'operazione radicale e insieme delicata: trasforma l'esperienza del bosco e della raccolta dei funghi in una via di conoscenza, un esercizio spirituale laico, una meditazione in movimento.Attraverso ricordi personali – tra Dolomiti, miti primordiali, memoria famigliare e filosofia orientale –, Righetto dà voce al "raccoglitore ancestrale" che vive in ciascuno di noi: quella parte dimenticata che sa attendere, osservare, perdersi, rinunciare al controllo. Nel bosco – dove non esistono mappe affidabili, orologi, notifiche o risultati garantiti – si impara che la ricerca conta più della scoperta, che la lentezza è una forma di saggezza, che il limite non è una privazione ma una misura e che solo chi accetta di perdersi può davvero ritrovarsi. Lo Zen e l'arte di andare a funghi non è un manuale, né un libro escursionistico. È un saggio poetico e filosofico sulla libertà, sull'attenzione, sull'inutile necessario. Un invito a disintossicarsi dall'ossessione della produttività, a recuperare un rapporto non predatorio con la natura, a riconoscere nel bosco un maestro silenzioso capace di restituirci un ordine interiore.
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