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Abstract: Con Santippe, Alfredo Panzini offre al lettore una prova raffinata della sua arte narrativa: colta, ironica, sottile, capace di trasformare un personaggio consegnato dalla tradizione a un giudizio quasi caricaturale in una figura viva, complessa e sorprendentemente moderna.Santippe, ricordata soprattutto come la moglie di Socrate e spesso ridotta nei secoli al ruolo di donna aspra, litigiosa e incomprensiva, diventa sotto la penna di Panzini qualcosa di molto più interessante: una presenza umana, concreta, terrena, posta accanto a uno dei più grandi filosofi della storia. Attraverso di lei, l'autore indaga con leggerezza e intelligenza il contrasto tra pensiero e vita quotidiana, tra ideale e realtà, tra grandezza spirituale e necessità domestiche.Il merito principale del libro sta proprio in questa prospettiva originale. Panzini non si limita a rievocare l'antichità classica, ma la usa come specchio per osservare l'uomo, la famiglia, il matrimonio, la società e le piccole contraddizioni dell'esistenza. La figura di Socrate, pur presente come riferimento centrale, viene avvicinata da un punto di vista più intimo e quotidiano, mentre Santippe emerge come personaggio dotato di forza, dignità e una sua profonda verità. Lo stile è quello tipico di Panzini: limpido, elegante, attraversato da una vena ironica mai superficiale. La sua scrittura sa unire cultura e leggibilità, riflessione e sorriso, offrendo al lettore un'opera breve ma densa, capace di suscitare pensieri ben oltre la semplice cornice storica.Alfredo Panzini nacque a Senigallia nel 1863 e morì a Roma nel 1939. Scrittore, critico e lessicografo, fu allievo di Giosuè Carducci e insegnò per molti anni nei licei. Autore colto e raffinato, seppe unire nella sua prosa ironia, osservazione morale e malinconia, raccontando con stile limpido la società italiana tra Ottocento e Novecento. Tra le sue opere più note si ricordano Il libro dei morti, La lanterna di Diogene e il celebre Dizionario moderno.
Titolo e contributi: Santippe
Pubblicazione: Passerino, 30/05/2026
Data:30-05-2026
Con Santippe, Alfredo Panzini offre al lettore una prova raffinata della sua arte narrativa: colta, ironica, sottile, capace di trasformare un personaggio consegnato dalla tradizione a un giudizio quasi caricaturale in una figura viva, complessa e sorprendentemente moderna.Santippe, ricordata soprattutto come la moglie di Socrate e spesso ridotta nei secoli al ruolo di donna aspra, litigiosa e incomprensiva, diventa sotto la penna di Panzini qualcosa di molto più interessante: una presenza umana, concreta, terrena, posta accanto a uno dei più grandi filosofi della storia. Attraverso di lei, l'autore indaga con leggerezza e intelligenza il contrasto tra pensiero e vita quotidiana, tra ideale e realtà, tra grandezza spirituale e necessità domestiche.Il merito principale del libro sta proprio in questa prospettiva originale. Panzini non si limita a rievocare l'antichità classica, ma la usa come specchio per osservare l'uomo, la famiglia, il matrimonio, la società e le piccole contraddizioni dell'esistenza. La figura di Socrate, pur presente come riferimento centrale, viene avvicinata da un punto di vista più intimo e quotidiano, mentre Santippe emerge come personaggio dotato di forza, dignità e una sua profonda verità. Lo stile è quello tipico di Panzini: limpido, elegante, attraversato da una vena ironica mai superficiale. La sua scrittura sa unire cultura e leggibilità, riflessione e sorriso, offrendo al lettore un'opera breve ma densa, capace di suscitare pensieri ben oltre la semplice cornice storica.Alfredo Panzini nacque a Senigallia nel 1863 e morì a Roma nel 1939. Scrittore, critico e lessicografo, fu allievo di Giosuè Carducci e insegnò per molti anni nei licei. Autore colto e raffinato, seppe unire nella sua prosa ironia, osservazione morale e malinconia, raccontando con stile limpido la società italiana tra Ottocento e Novecento. Tra le sue opere più note si ricordano Il libro dei morti, La lanterna di Diogene e il celebre Dizionario moderno.
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