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Abstract: Rosi Braidotti incontra il pensiero di Gilles Deleuze alla fine degli anni Settanta, in una Parigi effervescente: un incontro che le cambia la vita e segna l'intera sua traiettoria filosofica. Deleuze si rivela essere non soltanto un riferimento teorico, ma l'esempio più alto di un modo di abitare il pensiero come pratica viva, situata, radicalmente politica. È il filosofo del desiderio inteso non come mancanza, ma come forza produttiva; del divenire come condizione dell'esistenza; della differenza come processo e non come identità. Da "allieva non-edipica", Braidotti ripercorre i temi fondamentali della filosofia di Deleuze – dalla critica alla psicoanalisi e al marxismo ortodosso all'etica affermativa, dal divenire-donna al nomadismo, fino al dialogo con l'arte e la letteratura – intrecciandoli con passione alla propria esperienza di femminista e pensatrice postumana. Ne emerge il ritratto di un pensiero antifascista, capace di leggere in anticipo le mutazioni del capitalismo e di offrire strumenti per immaginare le soggettività del futuro: relazionali, non binarie, aperte al non umano. Un libro che è un tributo a uno dei grandi maestri della filosofia del Novecento, le cui pagine danno nuova linfa all'augurio che "un giorno il nostro secolo sarà deleuziano".
Titolo e contributi: Deleuze. Il desiderio di divenire
Pubblicazione: Castelvecchi, 31/03/2026
ISBN: 9791256147762
Data:31-03-2026
Rosi Braidotti incontra il pensiero di Gilles Deleuze alla fine degli anni Settanta, in una Parigi effervescente: un incontro che le cambia la vita e segna l'intera sua traiettoria filosofica. Deleuze si rivela essere non soltanto un riferimento teorico, ma l'esempio più alto di un modo di abitare il pensiero come pratica viva, situata, radicalmente politica. È il filosofo del desiderio inteso non come mancanza, ma come forza produttiva; del divenire come condizione dell'esistenza; della differenza come processo e non come identità. Da "allieva non-edipica", Braidotti ripercorre i temi fondamentali della filosofia di Deleuze – dalla critica alla psicoanalisi e al marxismo ortodosso all'etica affermativa, dal divenire-donna al nomadismo, fino al dialogo con l'arte e la letteratura – intrecciandoli con passione alla propria esperienza di femminista e pensatrice postumana. Ne emerge il ritratto di un pensiero antifascista, capace di leggere in anticipo le mutazioni del capitalismo e di offrire strumenti per immaginare le soggettività del futuro: relazionali, non binarie, aperte al non umano. Un libro che è un tributo a uno dei grandi maestri della filosofia del Novecento, le cui pagine danno nuova linfa all'augurio che "un giorno il nostro secolo sarà deleuziano".
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