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Abstract: L'Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono davvero, oggi, i cosiddetti "silver"? Di certo non le figure stanche e ai margini dell'immaginario novecentesco. Lungi dal corrispondere agli stereotipi di chi li vorrebbe solo annoiati e in attesa della pensione, i nuovi senior formano un aggregato eterogeneo e vitale. I nuovi sessantenni sono un mondo variegato e in movimento: godono di una salute migliore, non si sentono anziani e respingono con decisio ne le etichette della passività. Hanno studiato di più, partecipano alla vita sociale, consumano più dei giovani e, spesso, sono capaci di progettare in modo migliore di millennials e GenZ. Portano con sé energia, desiderio di fare, e un patrimonio di esperienze che chiede solo di essere riconosciuto. A partire da questa realtà, Matteo Caroli esplora le nuove forme del lavoro dei silver: dalla condivisione dei ruoli alla possibilità di imparare mestieri diversi anche in età avanzata, fino alla collaborazione tra generazioni come chiave per trasmettere saperi e competenze. Restare attivi non è soltanto una scelta personale: è un fattore decisivo di benessere individuale e di tenuta collettiva. L'argento della patria offre una visione del lavoro in età avanzata che soddisfi tanto le esigenze delle persone quanto delle imprese, contribuendo a ridurre la pressione demografica sui conti pubblici. Ne emerge un invito chiaro a superare i pregiudizi legati all'età: una vita lavorativa più lunga non è un'anomalia da subire, ma una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese. Perché, in un'Italia che invecchia, l'esperienza non è il passato che resta: è il motore silenzioso del futuro.
Titolo e contributi: L'argento della patria
Pubblicazione: LUISS University Press, 12/03/2026
Data:12-03-2026
L'Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono davvero, oggi, i cosiddetti "silver"? Di certo non le figure stanche e ai margini dell'immaginario novecentesco. Lungi dal corrispondere agli stereotipi di chi li vorrebbe solo annoiati e in attesa della pensione, i nuovi senior formano un aggregato eterogeneo e vitale. I nuovi sessantenni sono un mondo variegato e in movimento: godono di una salute migliore, non si sentono anziani e respingono con decisio ne le etichette della passività. Hanno studiato di più, partecipano alla vita sociale, consumano più dei giovani e, spesso, sono capaci di progettare in modo migliore di millennials e GenZ. Portano con sé energia, desiderio di fare, e un patrimonio di esperienze che chiede solo di essere riconosciuto. A partire da questa realtà, Matteo Caroli esplora le nuove forme del lavoro dei silver: dalla condivisione dei ruoli alla possibilità di imparare mestieri diversi anche in età avanzata, fino alla collaborazione tra generazioni come chiave per trasmettere saperi e competenze. Restare attivi non è soltanto una scelta personale: è un fattore decisivo di benessere individuale e di tenuta collettiva. L'argento della patria offre una visione del lavoro in età avanzata che soddisfi tanto le esigenze delle persone quanto delle imprese, contribuendo a ridurre la pressione demografica sui conti pubblici. Ne emerge un invito chiaro a superare i pregiudizi legati all'età: una vita lavorativa più lunga non è un'anomalia da subire, ma una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese. Perché, in un'Italia che invecchia, l'esperienza non è il passato che resta: è il motore silenzioso del futuro.
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