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Abstract: In I giuochi della vita, Grazia Deledda osserva l'esistenza umana con lo sguardo limpido e profondo che l'ha resa una delle voci più alte della letteratura italiana. La raccolta riunisce dodici novelle composte e pubblicate nei primi anni del Novecento, tra il 1901 e il 1905. La maggior parte delle storie è ambientata in Sardegna, mentre altre si muovono tra il mondo dei grandi proprietari della pianura padana e l'ambiente discreto della piccola borghesia.l titolo della raccolta allude ai molteplici "giuochi" dell'esistenza, in cui la vita e la morte sembrano tendere tranelli improvvisi o beffarsi di individui fragili, esposti all'incertezza e all'imprevedibilità del destino. Grazia Deledda (1871–1936) è una delle più grandi scrittrici italiane del Novecento e l'unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura (1926). Autodidatta, seppe trasformare la Sardegna — la sua terra d'origine — in uno spazio narrativo universale, indagando con profonda sensibilità i conflitti morali, le passioni segrete e il destino degli individui. La sua prosa, limpida ed essenziale, unisce realismo e tensione etica, restituendo ritratti umani di intensa verità. Le sue opere, tradotte in tutto il mondo, continuano a parlare al lettore contemporaneo per la loro capacità di cogliere l'eterno dramma dell'esistenza.
Titolo e contributi: I giuochi della vita
Pubblicazione: Passerino, 13/01/2026
Data:13-01-2026
In I giuochi della vita, Grazia Deledda osserva l'esistenza umana con lo sguardo limpido e profondo che l'ha resa una delle voci più alte della letteratura italiana. La raccolta riunisce dodici novelle composte e pubblicate nei primi anni del Novecento, tra il 1901 e il 1905. La maggior parte delle storie è ambientata in Sardegna, mentre altre si muovono tra il mondo dei grandi proprietari della pianura padana e l'ambiente discreto della piccola borghesia.l titolo della raccolta allude ai molteplici "giuochi" dell'esistenza, in cui la vita e la morte sembrano tendere tranelli improvvisi o beffarsi di individui fragili, esposti all'incertezza e all'imprevedibilità del destino. Grazia Deledda (1871–1936) è una delle più grandi scrittrici italiane del Novecento e l'unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura (1926). Autodidatta, seppe trasformare la Sardegna — la sua terra d'origine — in uno spazio narrativo universale, indagando con profonda sensibilità i conflitti morali, le passioni segrete e il destino degli individui. La sua prosa, limpida ed essenziale, unisce realismo e tensione etica, restituendo ritratti umani di intensa verità. Le sue opere, tradotte in tutto il mondo, continuano a parlare al lettore contemporaneo per la loro capacità di cogliere l'eterno dramma dell'esistenza.
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