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Abstract: Se Dante intraprendesse oggi il suo viaggio ultraterreno è possibile che sceglierebbe come set della sua Commedia Viale Mazzini. Salvo rendersi conto, strada facendo, che i gironi immaginati non bastano, almeno per l'Inferno. Servirebbe, infatti, un soppalco per ospitare tutti i responsabili del disastro nel quale siamo sprofondati. In questo Acheronte mediatico, infatti, si incontrano tutti i principali responsabili del declino del Paese, di cui la Rai ha sempre anticipato le tendenze e lasciato immaginare gli sviluppi. Dall'editto bulgaro a TeleMeloni il passo è breve. Senza dimenticare vicende solo apparentemente secondarie ma, in realtà, importantissime, come ad esempio i referendum del '95 relativi al trasferimento di Retequattro sul satellite e alla riduzione dell'affollamento pubblicitario durante la messa in onda dei film, fino alla mancata, o comunque inadeguata, opposizione della sinistra su temi cruciali come il conflitto d'interessi e la progressiva scomparsa di volti, idee e linguaggi da una Rai sempre più simile a Mediaset e sempre meno servizio pubblico. Un libro che non fa sconti, che mette a nudo gli scandali e gli sperperi di oltre un ventennio di televisione "deviata" e che vede in questo ultimo governo il suo punto più basso.
Titolo e contributi: L'occupazione. Dall'editto bulgaro a Renzi, da Draghi fino a TeleMeloni. Ecco chi e come ha ucciso il servizio pubblico
Pubblicazione: Paper First, 03/10/2025
ISBN: 9791255431008
Data:03-10-2025
Se Dante intraprendesse oggi il suo viaggio ultraterreno è possibile che sceglierebbe come set della sua Commedia Viale Mazzini. Salvo rendersi conto, strada facendo, che i gironi immaginati non bastano, almeno per l'Inferno. Servirebbe, infatti, un soppalco per ospitare tutti i responsabili del disastro nel quale siamo sprofondati. In questo Acheronte mediatico, infatti, si incontrano tutti i principali responsabili del declino del Paese, di cui la Rai ha sempre anticipato le tendenze e lasciato immaginare gli sviluppi. Dall'editto bulgaro a TeleMeloni il passo è breve. Senza dimenticare vicende solo apparentemente secondarie ma, in realtà, importantissime, come ad esempio i referendum del '95 relativi al trasferimento di Retequattro sul satellite e alla riduzione dell'affollamento pubblicitario durante la messa in onda dei film, fino alla mancata, o comunque inadeguata, opposizione della sinistra su temi cruciali come il conflitto d'interessi e la progressiva scomparsa di volti, idee e linguaggi da una Rai sempre più simile a Mediaset e sempre meno servizio pubblico. Un libro che non fa sconti, che mette a nudo gli scandali e gli sperperi di oltre un ventennio di televisione "deviata" e che vede in questo ultimo governo il suo punto più basso.
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