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Abstract: Alessandro Bozzo è un giornalista calabrese alla soglia dei quarant'anni. Un bivio della vita al quale arriva con un carico di minacce da parte della 'ndrangheta, un lavoro sempre più in bilico e un matrimonio che sta per fallire. All'improvviso, da cronista di provincia coraggioso e mai asservito a potenti e intoccabili, si rende conto che tutto ciò in cui crede e per cui ha sacrificato l'esistenza sta per crollare.Un racconto crudo del contesto nel quale viveva Alessandro e ancora vive e lavora gran parte del giornalismo italiano, soprattutto al Sud e nelle periferie: tra precarietà, sfruttamento, salari al di sotto della decenza, pressioni psicologiche, mobbing, editori senza scrupoli e quotidiane intimidazioni. La vicenda personale di Alessandro Bozzo, qui ripercorsa attraverso un diario-testamento, diventa così un grido collettivo contro lo stato di abbandono e iniquità dell'informazione nel nostro Paese.Una storia drammatica che è anche un inno alla libertà di stampa.
Titolo e contributi: Quattro centesimi a riga. Morire di giornalismo
Pubblicazione: Zolfo Editore, 23/11/2023
EAN: 9788832206517
Data:23-11-2023
Alessandro Bozzo è un giornalista calabrese alla soglia dei quarant'anni. Un bivio della vita al quale arriva con un carico di minacce da parte della 'ndrangheta, un lavoro sempre più in bilico e un matrimonio che sta per fallire. All'improvviso, da cronista di provincia coraggioso e mai asservito a potenti e intoccabili, si rende conto che tutto ciò in cui crede e per cui ha sacrificato l'esistenza sta per crollare.Un racconto crudo del contesto nel quale viveva Alessandro e ancora vive e lavora gran parte del giornalismo italiano, soprattutto al Sud e nelle periferie: tra precarietà, sfruttamento, salari al di sotto della decenza, pressioni psicologiche, mobbing, editori senza scrupoli e quotidiane intimidazioni. La vicenda personale di Alessandro Bozzo, qui ripercorsa attraverso un diario-testamento, diventa così un grido collettivo contro lo stato di abbandono e iniquità dell'informazione nel nostro Paese.Una storia drammatica che è anche un inno alla libertà di stampa.
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