Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: Lo Stelvio non è solo un passo alpino, è la salita più bella del mondo. Dopo averla conquistata a colpi di pedale grazie ai consigli di un ex gregario di Pantani, diventi un altro uomo.Ci sono tutti i passi di montagna del mondo. E poi c'è lo Stelvio. 48 tornanti di sofferenza e beatitudine. Ogni giorno centinaia di ciclisti superano il cartello "Prato allo Stelvio" e hanno davanti 25 chilometri e 400 metri al 7,25% di pendenza media e soprattutto 1.842 metri di dislivello con arrivo a 2.758 metri, altitudine più adatta allo sci che alle due ruote. Ma lo sforzo diventa sempre meno intenso col passare dei chilometri per il motivo più semplice: quella strada è probabilmente la più bella del pianeta. Talmente speciale da avere il potere di cambiare la vita di chi riesce a vedere il mondo da lassù.L'autore racconta la sua impresa in prima persona, descrivendo la salita con i racconti della piccola tribù dell'Hotel Zentral, i romagnoli innamorati della bici, le perle di nonna Alba, la veranda sotto la quale scattò il Pirata e i dialoghi immaginari con il genio che ha disegnato il versante altoatesino: l'ingegner Carlo Donegani, "il progettista dell'impossibile".
Titolo e contributi: A 48 tornanti dal paradiso. Stelvio, la salita che ti cambia
Pubblicazione: Ediciclo, 15/03/2025
EAN: 9788865490594
Data:15-03-2025
Lo Stelvio non è solo un passo alpino, è la salita più bella del mondo. Dopo averla conquistata a colpi di pedale grazie ai consigli di un ex gregario di Pantani, diventi un altro uomo.Ci sono tutti i passi di montagna del mondo. E poi c'è lo Stelvio. 48 tornanti di sofferenza e beatitudine. Ogni giorno centinaia di ciclisti superano il cartello "Prato allo Stelvio" e hanno davanti 25 chilometri e 400 metri al 7,25% di pendenza media e soprattutto 1.842 metri di dislivello con arrivo a 2.758 metri, altitudine più adatta allo sci che alle due ruote. Ma lo sforzo diventa sempre meno intenso col passare dei chilometri per il motivo più semplice: quella strada è probabilmente la più bella del pianeta. Talmente speciale da avere il potere di cambiare la vita di chi riesce a vedere il mondo da lassù.L'autore racconta la sua impresa in prima persona, descrivendo la salita con i racconti della piccola tribù dell'Hotel Zentral, i romagnoli innamorati della bici, le perle di nonna Alba, la veranda sotto la quale scattò il Pirata e i dialoghi immaginari con il genio che ha disegnato il versante altoatesino: l'ingegner Carlo Donegani, "il progettista dell'impossibile".
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag