Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: "La sera di Yom Kippur i morti si levano dalle loro tombe e vengono a pregare con i vivi." È in questo giorno, il più solenne di tutti per un ebreo, che fin da piccolo Alain Elkann si raccoglie nel tempio di Rue de la Victoire a Parigi in compagnia di suo padre e digiuna per una intera giornata. Ed è a Parigi che ancora oggi ritorna quando vuole sentirsi a casa, quando sente il bisogno di "essere soltanto il figlio di suo padre e di sua madre". Ma che cosa vuol dire per lui essere ebreo, oggi? È possibile la convivenza e un dialogo sincero con le altre religioni? Qual è il futuro di Israele? Attraverso Mitzvà Elkann medita sul suo rapporto con l'ebraismo e su come sia fondamentale mantenere unita la famiglia grazie al filo rosso della memoria e alla celebrazione delle feste. E ricorda come sia importante per lui la profonda comunione di idee con il cardinale Martini e con il principe Hassan bin Talal di Giordania consegnando ai suoi figli e ai suoi nipoti l'insegnamento datogli dal primo ministro israeliano Manachem Begin quando era un bambino: "Ragazzo, non piegare mai le ginocchia."
Titolo e contributi: Mitzvà
Pubblicazione: Bompiani, 24/04/2024
EAN: 9788830110380
Data:24-04-2024
"La sera di Yom Kippur i morti si levano dalle loro tombe e vengono a pregare con i vivi." È in questo giorno, il più solenne di tutti per un ebreo, che fin da piccolo Alain Elkann si raccoglie nel tempio di Rue de la Victoire a Parigi in compagnia di suo padre e digiuna per una intera giornata. Ed è a Parigi che ancora oggi ritorna quando vuole sentirsi a casa, quando sente il bisogno di "essere soltanto il figlio di suo padre e di sua madre". Ma che cosa vuol dire per lui essere ebreo, oggi? È possibile la convivenza e un dialogo sincero con le altre religioni? Qual è il futuro di Israele? Attraverso Mitzvà Elkann medita sul suo rapporto con l'ebraismo e su come sia fondamentale mantenere unita la famiglia grazie al filo rosso della memoria e alla celebrazione delle feste. E ricorda come sia importante per lui la profonda comunione di idee con il cardinale Martini e con il principe Hassan bin Talal di Giordania consegnando ai suoi figli e ai suoi nipoti l'insegnamento datogli dal primo ministro israeliano Manachem Begin quando era un bambino: "Ragazzo, non piegare mai le ginocchia."
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag