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Abstract: Si parla di umanesimo e tecnica, di civiltà umanistica e di civiltà meccanica. Si tratta di contrapposizioni scolastiche, spesso astratte e sterili che denunciano un problema vero ma non arrivano a chiarirne i termini reali e circoscritti: si fermano allo scandalo.Questo libro mira a inquadrare il problema nella giusta prospettiva, non solo al livello dell'azienda ma anche nell'ambito della società globale in quanto coinvolge strutture, motivazioni e valori che incidono direttamente sulle basi ideali e sui metodi di esercizio del potere di decidere sugli uomini. In questo senso, è un contributo importante per la enucleazione dei termini di un nuovo equilibrio fra macchina e uomo, fra persona e struttura burocratica. È da questa possibilità di rinnovato equilibrio che dipende l'avvenire – lo sviluppo omogeneo o l'involuzione – della società industriale.La tecnica non va irrazionalmente demonizzata. Va affermata e ricondotta alla sua natura di valore strumentale per essere quindi governata nell'interesse pubblico.
Titolo e contributi: Macchina e uomo nella società industriale
Pubblicazione: Bibliotheka, 12/01/2024
EAN: 9788832104837
Data:12-01-2024
Si parla di umanesimo e tecnica, di civiltà umanistica e di civiltà meccanica. Si tratta di contrapposizioni scolastiche, spesso astratte e sterili che denunciano un problema vero ma non arrivano a chiarirne i termini reali e circoscritti: si fermano allo scandalo.Questo libro mira a inquadrare il problema nella giusta prospettiva, non solo al livello dell'azienda ma anche nell'ambito della società globale in quanto coinvolge strutture, motivazioni e valori che incidono direttamente sulle basi ideali e sui metodi di esercizio del potere di decidere sugli uomini. In questo senso, è un contributo importante per la enucleazione dei termini di un nuovo equilibrio fra macchina e uomo, fra persona e struttura burocratica. È da questa possibilità di rinnovato equilibrio che dipende l'avvenire – lo sviluppo omogeneo o l'involuzione – della società industriale.La tecnica non va irrazionalmente demonizzata. Va affermata e ricondotta alla sua natura di valore strumentale per essere quindi governata nell'interesse pubblico.
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