Digital divide et impera. Il ritardo del digitale è un caso?
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Dècina, Maurizio Matteo

Digital divide et impera. Il ritardo del digitale è un caso?

Abstract: In questo breve saggio, comprensibile anche da tutti coloro che si trovino a digiuno di conoscenze informatiche, viene analizzato il caso di Roma come emblema di una corruzione sempre più dilagante. Vengono quantificati i costi sociali di un sistema obsoleto che si basa su un inefficiente sistema informativo. Una corretta gestione dell'informazione è infatti alla base di qualsiasi sistema legale e trasparente. Da mafia capitale ad affittopoli, dal numero delle prescrizioni giudiziarie all'inefficienza delle partecipate, troviamo fenomeni dovuti in parte anche all'inadeguatezza e alle mancanze dell'ICT (Information and Communication Technology). Se nel paese alla rovescia, con faccendieri, cricche, gaglioffi, lestofanti premiati e con gli onesti e capaci perseguitati, ci troviamo ai primi posti per corruzione, agli ultimi per libertà di informazione, dobbiamo dare atto all'autore, di indicare tentativi di vie di uscita anche mediante l'economia digitale "neutrale".Dall'introduzione di Elio Lannutti


Titolo e contributi: Digital divide et impera. Il ritardo del digitale è un caso?

Pubblicazione: Editori Riuniti, 11/05/2016

EAN: 9788864732008

Data:11-05-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 11-05-2016

In questo breve saggio, comprensibile anche da tutti coloro che si trovino a digiuno di conoscenze informatiche, viene analizzato il caso di Roma come emblema di una corruzione sempre più dilagante. Vengono quantificati i costi sociali di un sistema obsoleto che si basa su un inefficiente sistema informativo. Una corretta gestione dell'informazione è infatti alla base di qualsiasi sistema legale e trasparente. Da mafia capitale ad affittopoli, dal numero delle prescrizioni giudiziarie all'inefficienza delle partecipate, troviamo fenomeni dovuti in parte anche all'inadeguatezza e alle mancanze dell'ICT (Information and Communication Technology). Se nel paese alla rovescia, con faccendieri, cricche, gaglioffi, lestofanti premiati e con gli onesti e capaci perseguitati, ci troviamo ai primi posti per corruzione, agli ultimi per libertà di informazione, dobbiamo dare atto all'autore, di indicare tentativi di vie di uscita anche mediante l'economia digitale "neutrale".Dall'introduzione di Elio Lannutti

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