Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: Violenza, guerre, ingiustizie, fame e povertà per un miliardo e mezzo di esseri umani, devastanti malattie psichiche, disoccupazione, precarietà generalizzata, crisi economica planetaria sono sintomi e segni del tempo in cui viviamo e che nel corso del Novecento si sono esasperati e intensificati: di essi R. Guénon (1886-1951) tenta di mettere a fuoco le premesse nell'oblio progressivo della Tradizione e nell'avvento finale della Modernità.Guénon, grande pioniere di quel nuovo modo di fare filosofia che da un paio di decenni si propone come "filosofi a interculturale" e rappresenta lo sforzo di superare una volta per tutte l'ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale non solo sia superiore alle altre innumerevoli culture che hanno abitato e abitano il pianeta, ma anche sia depositaria della vera filosofia, della vera religione, della vera scienza etc.,interpreta questo tempo come l'ultima fase del Kali-yuga, l'"età oscura" prevista dalle scritture tradizionali hindu. Eppure non c'è nulla di conservatore o "reazionario" nella sua critica del Moderno, persino più radicale della critica di Marx alla società capitalistica e della critica di Nietzsche alla "decadenza" occidentale. La modernità, nello scenario di quell'immenso processo alchemico che è la "storia", fuori da ogni illusione "progressista", è epoca cruciale da attraversare necessariamente e integrare perché, oltre la sua stessa dissoluzione post-moderna, si rimanifesti in pienezza la Sapienza originaria, perenne novità,nell'evento di "nuova terra e nuovo cielo".
Titolo e contributi: L'età oscura
Pubblicazione: Mimesis Edizioni, 12/02/2014
Data:12-02-2014
Violenza, guerre, ingiustizie, fame e povertà per un miliardo e mezzo di esseri umani, devastanti malattie psichiche, disoccupazione, precarietà generalizzata, crisi economica planetaria sono sintomi e segni del tempo in cui viviamo e che nel corso del Novecento si sono esasperati e intensificati: di essi R. Guénon (1886-1951) tenta di mettere a fuoco le premesse nell'oblio progressivo della Tradizione e nell'avvento finale della Modernità.Guénon, grande pioniere di quel nuovo modo di fare filosofia che da un paio di decenni si propone come "filosofi a interculturale" e rappresenta lo sforzo di superare una volta per tutte l'ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale non solo sia superiore alle altre innumerevoli culture che hanno abitato e abitano il pianeta, ma anche sia depositaria della vera filosofia, della vera religione, della vera scienza etc.,interpreta questo tempo come l'ultima fase del Kali-yuga, l'"età oscura" prevista dalle scritture tradizionali hindu. Eppure non c'è nulla di conservatore o "reazionario" nella sua critica del Moderno, persino più radicale della critica di Marx alla società capitalistica e della critica di Nietzsche alla "decadenza" occidentale. La modernità, nello scenario di quell'immenso processo alchemico che è la "storia", fuori da ogni illusione "progressista", è epoca cruciale da attraversare necessariamente e integrare perché, oltre la sua stessa dissoluzione post-moderna, si rimanifesti in pienezza la Sapienza originaria, perenne novità,nell'evento di "nuova terra e nuovo cielo".
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag