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Abstract: Uno dei problemi filosofici che ha impegnato le migliori menti di ogni tempo è quello messo in scena dal V libro delle Discussioni tusculane di Cicerone. Il dilemma è questo: esiste un ritorno personale, in termini di piacere o di benessere interiore, nel compiere buone azioni? O ancora: coltivare le proprie doti migliori con atteggiamento disinteressato paga? Insomma, può farci felici la virtù? Secondo le più recenti scoperte delle neuroscienze e della psicologia la risposta è sì. Lo dimostrano gli effetti positivi delle attività di volontariato sull'umore, sul benessere e, a quanto sembra, persino sulla salute degli individui oggetto delle ricerche, cioè i volontari stessi. Ma come definire con esattezza la virtù, o meglio, lo spettro delle virtù che converrebbe coltivare?
Titolo e contributi: La felicità della virtù
Pubblicazione: UTET, 22/04/2014
Data:22-04-2014
Uno dei problemi filosofici che ha impegnato le migliori menti di ogni tempo è quello messo in scena dal V libro delle Discussioni tusculane di Cicerone. Il dilemma è questo: esiste un ritorno personale, in termini di piacere o di benessere interiore, nel compiere buone azioni? O ancora: coltivare le proprie doti migliori con atteggiamento disinteressato paga? Insomma, può farci felici la virtù? Secondo le più recenti scoperte delle neuroscienze e della psicologia la risposta è sì. Lo dimostrano gli effetti positivi delle attività di volontariato sull'umore, sul benessere e, a quanto sembra, persino sulla salute degli individui oggetto delle ricerche, cioè i volontari stessi. Ma come definire con esattezza la virtù, o meglio, lo spettro delle virtù che converrebbe coltivare?
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