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Abstract: Dieci anni dopo la prima edizione cartacea, torna in formato ebook la biografia di John Coltrane scritta da Vittorio Giacopini.In queste pagine c'è il racconto della sua vita ma anche la ricostruzione della battaglia politica e culturale dei neri d'America. Ogni passo nella vita di Coltrane, ogni suo mitico concerto, ogni disco, raccontano la ricerca esistenziale e spirituale di uno dei massimi musicisti jazz.Scrive Ralph Ellison che ciò che hanno avuto per tanto tempo i neri al posto della Libertà è la musica. Ma la musica è molto di più, è una forma d'espressione, un linguaggio, dunque anche politica. John Coltrane è forse, tra tutti i grandi del jazz, quello che più si è battuto per un'indipendenza artistica, contro ogni condizionamento commerciale, ma soprattutto a favore di ciò che lungo tempo sembrò una grande utopia per i neri d'America: la libertà.La musica, per Coltrane, era esplorazione e ricerca, sfinimento. Aveva il terrore del silenzio ma era troppo ispirato e intransigente per concedersi a linguaggi facili, ammiccamenti. Lotterà tutta la vita in modo sempre più consapevole e più estremo per sottrarsi alle trappole della Comunicazione e ai suoi ricatti.Vittorio Giacopini è nato a Roma. Lavora in un'agenzia di stampa, scrive su la rivista "Lo Straniero" ed è tra i conduttori di "Pagina3" su Radio Tre Rai. Tra i suoi libri Re in fuga la leggenda di Bobby Fischer, Mondadori (2008); Il ladro di suoni, (Fandango, 2009), L'arte dell'Inganno (Fandango, 2011).
Titolo e contributi: Al posto della libertà. John Coltrane ai confini del jazz
Pubblicazione: Fandango Libri, 29/03/2013
EAN: 9788860442956
Data:29-03-2013
Dieci anni dopo la prima edizione cartacea, torna in formato ebook la biografia di John Coltrane scritta da Vittorio Giacopini.In queste pagine c'è il racconto della sua vita ma anche la ricostruzione della battaglia politica e culturale dei neri d'America. Ogni passo nella vita di Coltrane, ogni suo mitico concerto, ogni disco, raccontano la ricerca esistenziale e spirituale di uno dei massimi musicisti jazz.Scrive Ralph Ellison che ciò che hanno avuto per tanto tempo i neri al posto della Libertà è la musica. Ma la musica è molto di più, è una forma d'espressione, un linguaggio, dunque anche politica. John Coltrane è forse, tra tutti i grandi del jazz, quello che più si è battuto per un'indipendenza artistica, contro ogni condizionamento commerciale, ma soprattutto a favore di ciò che lungo tempo sembrò una grande utopia per i neri d'America: la libertà.La musica, per Coltrane, era esplorazione e ricerca, sfinimento. Aveva il terrore del silenzio ma era troppo ispirato e intransigente per concedersi a linguaggi facili, ammiccamenti. Lotterà tutta la vita in modo sempre più consapevole e più estremo per sottrarsi alle trappole della Comunicazione e ai suoi ricatti.Vittorio Giacopini è nato a Roma. Lavora in un'agenzia di stampa, scrive su la rivista "Lo Straniero" ed è tra i conduttori di "Pagina3" su Radio Tre Rai. Tra i suoi libri Re in fuga la leggenda di Bobby Fischer, Mondadori (2008); Il ladro di suoni, (Fandango, 2009), L'arte dell'Inganno (Fandango, 2011).
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