Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: Attraverso i punti di vista dei tre protagonisti, Maria Corti crea l'affresco di un'epoca di grandi scontri e turbamenti, abitato da numerose citazioni e riferimenti alla letteratura e alla musica. A tratti lirico, a tratti realista, questo è uno dei libri più amati, letti e tormentati della scrittrice.Siamo negli anni immediatamente precedenti il Sessantotto, l'ondata contestataria sta per arrivare e il professor Berto Casati, che insegna lettere al liceo Beccaria di Milano, ne capta i segnali a partire dal mutamento del linguaggio dei suoi studenti. Un gergo nuovo e apparentemente innocuo che però segna una distanza profonda tra le due generazioni e anticipa i cambiamenti che investiranno la normale dialettica sociale e politica. Sua figlia stessa, la giovane e brillante Donatella, prende le distanze dalla cultura che le è stata trasmessa e vive intensamente e con uno sguardo irriverente discussioni politiche e passioni. Marta Torci – il trasparente anagramma del cognome sottolinea l'autobiografismo della narrazione – docente dell'università di Pavia, assiste alla trasformazione delle gioiose parole di libertà del movimento in slogan e parole d'ordine freddi e tetri.
Titolo e contributi: Le pietre verbali
Pubblicazione: Bompiani, 12/09/2018
EAN: 9788845298783
Data:12-09-2018
Attraverso i punti di vista dei tre protagonisti, Maria Corti crea l'affresco di un'epoca di grandi scontri e turbamenti, abitato da numerose citazioni e riferimenti alla letteratura e alla musica. A tratti lirico, a tratti realista, questo è uno dei libri più amati, letti e tormentati della scrittrice.Siamo negli anni immediatamente precedenti il Sessantotto, l'ondata contestataria sta per arrivare e il professor Berto Casati, che insegna lettere al liceo Beccaria di Milano, ne capta i segnali a partire dal mutamento del linguaggio dei suoi studenti. Un gergo nuovo e apparentemente innocuo che però segna una distanza profonda tra le due generazioni e anticipa i cambiamenti che investiranno la normale dialettica sociale e politica. Sua figlia stessa, la giovane e brillante Donatella, prende le distanze dalla cultura che le è stata trasmessa e vive intensamente e con uno sguardo irriverente discussioni politiche e passioni. Marta Torci – il trasparente anagramma del cognome sottolinea l'autobiografismo della narrazione – docente dell'università di Pavia, assiste alla trasformazione delle gioiose parole di libertà del movimento in slogan e parole d'ordine freddi e tetri.
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag