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Abstract: Chi desidera sapere – nel senso innanzitutto di vedere – come è fatto il mondo, oggi e l'altro ieri, non ha che da aprire questi reportage di Naipaul, che coprono quattro decenni e abbracciano quattro continenti, soffermandosi anche in luoghi-crocevia come la "sua" Trinidad. Empatico e spietato al tempo stesso, Naipaul vede in molti degli scenari che attraversa un'irrisolta concentrazione di modernità e decadenza, esito di una continuità deviante tra il periodo coloniale e i governi-regimi successivi. Così è in un'India disseminata di villaggi anonimi semi o sottosviluppati e di stazioni ferroviarie che la notte rende "indistinguibili l'una dall'altra". O in un Congo- Zaire – quello della dittatura di Mobutu, "cittadino, capo, re, rivoluzionario" – che si riverbera, al di là dell'Oceano, in tanti frammenti dell'"Africa della diaspora": ad esempio nella "comicità assoluta, fumettistica" della surreale Saint Kitts, nei Caraibi, dove il re-pastore Papa Bradshaw, spesso a bordo di una Rolls Royce gialla, deve trattare con il sindacato WAM e l'opposizione PAM. O, ancora, in un'Argentina velleitaria e impoverita, predata e predatoria, archetipo di tutte le dittature latino-americane che hanno imparato "a sfruttare l'effetto drammatico del silenzio" come parte della "strategia del terrore". L'effetto finale, anche grazie a una prosa capace di alternare lunghi indugi descrittivi e improvvise sintesi aforistiche, è una contemporanea compressione e dilatazione del mondo.
Titolo e contributi: Lo scrittore e il mondo
Pubblicazione: Adelphi, 16/11/2017
EAN: 9788845932342
Data:16-11-2017
Chi desidera sapere – nel senso innanzitutto di vedere – come è fatto il mondo, oggi e l'altro ieri, non ha che da aprire questi reportage di Naipaul, che coprono quattro decenni e abbracciano quattro continenti, soffermandosi anche in luoghi-crocevia come la "sua" Trinidad. Empatico e spietato al tempo stesso, Naipaul vede in molti degli scenari che attraversa un'irrisolta concentrazione di modernità e decadenza, esito di una continuità deviante tra il periodo coloniale e i governi-regimi successivi. Così è in un'India disseminata di villaggi anonimi semi o sottosviluppati e di stazioni ferroviarie che la notte rende "indistinguibili l'una dall'altra". O in un Congo- Zaire – quello della dittatura di Mobutu, "cittadino, capo, re, rivoluzionario" – che si riverbera, al di là dell'Oceano, in tanti frammenti dell'"Africa della diaspora": ad esempio nella "comicità assoluta, fumettistica" della surreale Saint Kitts, nei Caraibi, dove il re-pastore Papa Bradshaw, spesso a bordo di una Rolls Royce gialla, deve trattare con il sindacato WAM e l'opposizione PAM. O, ancora, in un'Argentina velleitaria e impoverita, predata e predatoria, archetipo di tutte le dittature latino-americane che hanno imparato "a sfruttare l'effetto drammatico del silenzio" come parte della "strategia del terrore". L'effetto finale, anche grazie a una prosa capace di alternare lunghi indugi descrittivi e improvvise sintesi aforistiche, è una contemporanea compressione e dilatazione del mondo.
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