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Abstract: Nella autorevole traduzione di Gabriele Baldini e con un saggio di Harold Bloom escono finalmente in un unico volume le dieci tragedie di William Shakespeare, massima espressione dell'originalità e superiorità del suo genio artistico. Tito Andronico, una storia di vendette, stupri e banchetti cannibalistici ambientata nell'antica Roma; Romeo e Giulietta, la vicenda dei due giovani amanti di Verona, dove l'amore innocente soggiace alla cecità del fato e all'egoismo umano; Giulio Cesare, distrutto dalla propria incapacità di conciliare virtù pubblica e privata; l'enigmatico Amleto, che nella sua lucida follia costringe tutti a rivelare il proprio vero volto; il valoroso e ammirato Otello avvolto nelle spire della gelosia a causa di un irrisolto senso di inferiorità. E ancora il debole Macbeth, ossessionato dalla sete di potere e dall'angoscia del rimorso; il vecchio e dispotico Re Lear, vittima del proprio amore paterno che non accetta rifiuti; i due amanti Antonio e Cleopatra così diversi l'uno dall'altra da potersi amare solo a costo di distruggersi; il condottiero romano Coriolano vittima del proprio sconfinato orgoglio; e infine Timone d'Atene che, disgustato dall'ingratitudine di coloro che credeva amici, lacera il velo dell'ipocrisia e scopre la realtà più profonda della natura umana.
Titolo e contributi: Tragedie
Pubblicazione: BUR, 24/10/2013
EAN: 9788817009706
Data:24-10-2013
Nella autorevole traduzione di Gabriele Baldini e con un saggio di Harold Bloom escono finalmente in un unico volume le dieci tragedie di William Shakespeare, massima espressione dell'originalità e superiorità del suo genio artistico. Tito Andronico, una storia di vendette, stupri e banchetti cannibalistici ambientata nell'antica Roma; Romeo e Giulietta, la vicenda dei due giovani amanti di Verona, dove l'amore innocente soggiace alla cecità del fato e all'egoismo umano; Giulio Cesare, distrutto dalla propria incapacità di conciliare virtù pubblica e privata; l'enigmatico Amleto, che nella sua lucida follia costringe tutti a rivelare il proprio vero volto; il valoroso e ammirato Otello avvolto nelle spire della gelosia a causa di un irrisolto senso di inferiorità. E ancora il debole Macbeth, ossessionato dalla sete di potere e dall'angoscia del rimorso; il vecchio e dispotico Re Lear, vittima del proprio amore paterno che non accetta rifiuti; i due amanti Antonio e Cleopatra così diversi l'uno dall'altra da potersi amare solo a costo di distruggersi; il condottiero romano Coriolano vittima del proprio sconfinato orgoglio; e infine Timone d'Atene che, disgustato dall'ingratitudine di coloro che credeva amici, lacera il velo dell'ipocrisia e scopre la realtà più profonda della natura umana.
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