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Abstract: Nella nostra mentalità di moderni, divinità, miti e riti dell'antichità greca rischiano di venire fraintesi riduttivamente, come stereotipi di belle e fantasiose invenzioni, o di leziosi capricci poetici. Eppure dalla civiltà greca classica, e in particolare dalla sua religione, spuntava il germoglio destinato ad aprirsi, a fiorire e, con l'innesto della matrice giudaico-cristiana, a fruttificare nella civiltà alla quale noi tutti siamo oggi, in Occidente, legati attraverso un retaggio di inestimabili valori intellettuali, morali, sociali. Ma i Greci vivevano la loro religione nei miti, nei riti, nei culti divini, e in essa raccoglievano il senso della propria esistenza. Dunque per noi oggi si tratta di comprendere storicamente il senso della religione greca. E il libro di Brelich di ciò si fa problema. Egli riesce a ricostruire, in un grande e sintetico pannello storico, la genesi, gli sviluppi, gli esiti di quel mondo religioso, sul piano di una brillante divulgazione scientifica che vuol parlare proprio a un pubblico non specialista. Brelich guarda la religione in stretto rapporto con le più diverse manifestazioni della civiltà globale – le strutture politiche e sociali, il teatro, l'arte, i giochi, la letteratura, la filosofia –, e nel suo svolgimento storico, dall'età preellenica all'Ellenismo. Per di più, il libro si presenta come il primo e unico esempio di sintesi storica impostata su un criterio di comparazione, con il confrontare il "caso" greco con le più diverse civiltà religiose, antiche, primitive, occidentali, orientali: sì da cogliere in modo eloquente corrispondenze e peculiarità del "caso" storico preso in considerazione. Ben più di una "storia delle religioni", I Greci e gli dèi diventa un organico saggio di "storia della civiltà", entro un contesto comparativo e dinamico che non trova uguali nelle decine di manuali o di enciclopedie prodotte fin qui sull'argomento. È un modello esemplare di antropologia storica.
Titolo e contributi: I greci e gli dèi
Pubblicazione: Liguori Editore, 01/01/2000
EAN: 9788820714192
Data:01-01-2000
Nella nostra mentalità di moderni, divinità, miti e riti dell'antichità greca rischiano di venire fraintesi riduttivamente, come stereotipi di belle e fantasiose invenzioni, o di leziosi capricci poetici. Eppure dalla civiltà greca classica, e in particolare dalla sua religione, spuntava il germoglio destinato ad aprirsi, a fiorire e, con l'innesto della matrice giudaico-cristiana, a fruttificare nella civiltà alla quale noi tutti siamo oggi, in Occidente, legati attraverso un retaggio di inestimabili valori intellettuali, morali, sociali. Ma i Greci vivevano la loro religione nei miti, nei riti, nei culti divini, e in essa raccoglievano il senso della propria esistenza. Dunque per noi oggi si tratta di comprendere storicamente il senso della religione greca. E il libro di Brelich di ciò si fa problema. Egli riesce a ricostruire, in un grande e sintetico pannello storico, la genesi, gli sviluppi, gli esiti di quel mondo religioso, sul piano di una brillante divulgazione scientifica che vuol parlare proprio a un pubblico non specialista. Brelich guarda la religione in stretto rapporto con le più diverse manifestazioni della civiltà globale – le strutture politiche e sociali, il teatro, l'arte, i giochi, la letteratura, la filosofia –, e nel suo svolgimento storico, dall'età preellenica all'Ellenismo. Per di più, il libro si presenta come il primo e unico esempio di sintesi storica impostata su un criterio di comparazione, con il confrontare il "caso" greco con le più diverse civiltà religiose, antiche, primitive, occidentali, orientali: sì da cogliere in modo eloquente corrispondenze e peculiarità del "caso" storico preso in considerazione. Ben più di una "storia delle religioni", I Greci e gli dèi diventa un organico saggio di "storia della civiltà", entro un contesto comparativo e dinamico che non trova uguali nelle decine di manuali o di enciclopedie prodotte fin qui sull'argomento. È un modello esemplare di antropologia storica.
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