Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Abstract: Sin dalla prima volta in cui Joseph Lambert ha visto la faccia di Edmonde nel momento del piacere (con le narici contratte "come quelle di una morta", e il labbro superiore rialzato a scoprire i denti "in una smorfia di sofferenza che non somigliava per niente a un sorriso"), lei ha smesso di essere una efficiente, taciturna, un po' stolida segretaria, ed è diventata la sua complice. Fra loro è nata un'intesa che non è né amore né passione, ma piuttosto la condivisione di un gioco segreto. E quando, una sera, guidando a zig-zag con la sinistra mentre tiene la destra tra le cosce di lei, Lambert sente dietro di sé il claxon disperato di un pullman e lo vede poi schiantarsi contro un muro, non pensa neppure a fermarsi. Si limita a gettare un'occhiata, nello specchietto retrovisore, all'immenso rogo che ha provocato. Poche ore dopo apprenderà che, di quei quarantasette bambini che tornavano dalle vacanze, una sola è sopravvissuta. Ma chi può sapere che è lui il colpevole? Colpevole di che cosa, oltretutto? E agli occhi di chi? Di suo fratello, un uomo così "saggio, equilibrato, immune da passioni pericolose"? O di sua moglie, che per via delle numerose "scappatelle" gli nega l'accesso al proprio letto? O degli amici con cui gioca a bridge la sera al caffè? Esseri mediocri, che lui disprezza. Come in fondo disprezza la sua stessa vita. Se proverà a sviare da sé i sospetti sarà solo per poter ritrovare, ancora una volta, Edmonde, per "scoprire in lei quello che aveva cercato a tentoni per tutta la vita".
Titolo e contributi: I complici
Pubblicazione: Adelphi, 27/06/2012
EAN: 9788845926815
Data:27-06-2012
Sin dalla prima volta in cui Joseph Lambert ha visto la faccia di Edmonde nel momento del piacere (con le narici contratte "come quelle di una morta", e il labbro superiore rialzato a scoprire i denti "in una smorfia di sofferenza che non somigliava per niente a un sorriso"), lei ha smesso di essere una efficiente, taciturna, un po' stolida segretaria, ed è diventata la sua complice. Fra loro è nata un'intesa che non è né amore né passione, ma piuttosto la condivisione di un gioco segreto. E quando, una sera, guidando a zig-zag con la sinistra mentre tiene la destra tra le cosce di lei, Lambert sente dietro di sé il claxon disperato di un pullman e lo vede poi schiantarsi contro un muro, non pensa neppure a fermarsi. Si limita a gettare un'occhiata, nello specchietto retrovisore, all'immenso rogo che ha provocato. Poche ore dopo apprenderà che, di quei quarantasette bambini che tornavano dalle vacanze, una sola è sopravvissuta. Ma chi può sapere che è lui il colpevole? Colpevole di che cosa, oltretutto? E agli occhi di chi? Di suo fratello, un uomo così "saggio, equilibrato, immune da passioni pericolose"? O di sua moglie, che per via delle numerose "scappatelle" gli nega l'accesso al proprio letto? O degli amici con cui gioca a bridge la sera al caffè? Esseri mediocri, che lui disprezza. Come in fondo disprezza la sua stessa vita. Se proverà a sviare da sé i sospetti sarà solo per poter ritrovare, ancora una volta, Edmonde, per "scoprire in lei quello che aveva cercato a tentoni per tutta la vita".
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag