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Abstract: Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla rete (blog, wiki e l'intero ecosistema web 2.0) sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell'informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali. La facilità di coordinamento e azione collettiva propria di questo nuovo paradigma, se da una parte favorisce la produzione di valore con uno sforzo apparente minimo - un esempio lampante è Wikipedia - dall'altra apre però a possibili distorsioni, insidiando le tradizionali forme organizzative, diminuendo il potere delle istituzioni e togliendo, in ultimo, alla società il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.
Titolo e contributi: Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzare
Pubblicazione: Codice Edizioni, 21/07/2010
EAN: 9788875781248
Data:21-07-2010
Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla rete (blog, wiki e l'intero ecosistema web 2.0) sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell'informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali. La facilità di coordinamento e azione collettiva propria di questo nuovo paradigma, se da una parte favorisce la produzione di valore con uno sforzo apparente minimo - un esempio lampante è Wikipedia - dall'altra apre però a possibili distorsioni, insidiando le tradizionali forme organizzative, diminuendo il potere delle istituzioni e togliendo, in ultimo, alla società il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.
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