578-507 a.C. Dalla monarchia alla Repubblica di Roma. Crisi e rivoluzione
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Carandini, Andrea - Andrea Carandini

578-507 a.C. Dalla monarchia alla Repubblica di Roma. Crisi e rivoluzione

Abstract: Nel volgere di pochi anni, alla fine del VI secolo a.C., e attraverso vicende spesso cruente, le istituzioni e la vita politica romane vengono radicalmente trasformate. Protagonista di questa rivoluzione è Servio Tullio, nominato re fuori dalle procedure costituzionali fissate alla morte di Romolo, in seguito all'assassinio del predecessore Tarquinio Prisco e grazie alla complicità di sua moglie Tanaquil. Durante il regno Servio Tullio cambia profondamente la natura del potere, sminuendo il ruolo dell'aristocrazia e accrescendo la sua autorità in rapporto diretto con il popolo. Quando verrà scaraventato giù dalle scale della curia da Tarquinio il Superbo e schiacciato sotto le ruote del carro da sua figlia Tullia, moglie di Tarquinio, la tirannide nel suo aspetto peggiore avrà vinto. Sarà il nipote di Tarquinio, Bruto, nel 509 a.C., a istituire per la prima volta un collegio di magistrati, i consoli, e a fondare finalmente quella Repubblica che governerà Roma fino ad una nuova rivoluzione, il principato di Augusto.


Titolo e contributi: 578-507 a.C. Dalla monarchia alla Repubblica di Roma. Crisi e rivoluzione

Pubblicazione: Emons Audiolibri

Nota:
  • Lingua: Italiano
  • Formato: Audiobook con DRM LCP

Nomi:

Registrazioni sonore e musica (125)
  • Genere testuale: audiolibri

Nel volgere di pochi anni, alla fine del VI secolo a.C., e attraverso vicende spesso cruente, le istituzioni e la vita politica romane vengono radicalmente trasformate. Protagonista di questa rivoluzione è Servio Tullio, nominato re fuori dalle procedure costituzionali fissate alla morte di Romolo, in seguito all'assassinio del predecessore Tarquinio Prisco e grazie alla complicità di sua moglie Tanaquil. Durante il regno Servio Tullio cambia profondamente la natura del potere, sminuendo il ruolo dell'aristocrazia e accrescendo la sua autorità in rapporto diretto con il popolo. Quando verrà scaraventato giù dalle scale della curia da Tarquinio il Superbo e schiacciato sotto le ruote del carro da sua figlia Tullia, moglie di Tarquinio, la tirannide nel suo aspetto peggiore avrà vinto. Sarà il nipote di Tarquinio, Bruto, nel 509 a.C., a istituire per la prima volta un collegio di magistrati, i consoli, e a fondare finalmente quella Repubblica che governerà Roma fino ad una nuova rivoluzione, il principato di Augusto.

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