Stalin e il comunismo. I volti del potere
0 0
Altro

Graziosi, Andrea - Andrea Graziosi

Stalin e il comunismo. I volti del potere

Abstract: Solo tre settimane dopo la sua morte gli eredi ordinano la liberazione di oltre un milione di prigionieri, la fine delle torture e il rispetto dei diritti degli arrestati. Solo tre anni dopo, nel 1956, denunciano al mondo che "il Massimo Genio e il Massimo Condottiero di tutti i tempi e di tutti i popoli" è stato un tiranno spietato. Passano due anni dal crollo del muro di Berlino e la sua grandiosa costruzione economica si affloscia, inerte, su se stessa. Ma, dal 1917 al 1953, Stalin aveva dispiegato un'attività prodigiosa, dando prova di una rara intelligenza, originalità di pensiero e volontà di potenza, unite a una spietatezza che lascia stupefatti. Icona del totalitarismo, egli è un rivoluzionario per cui tutto è possibile, dalla liquidazione di interi gruppi sociali alla deportazione dei popoli, all'uso della fame per imporre quel socialismo cui guarda sempre, sia pure a modo suo, come meta finale. Il suo regime è, fino al 1941-42, un regime imposto con la forza a popolazioni ostili. Lo salva la vittoria contro un nemico feroce, quella guerra che è sua e al tempo stesso dei popoli che aveva oppresso. Ma se la sconfitta di Hitler è parte del suo lascito, a suo debito sono sofferenze e soprusi fino all'annientamento della cultura russa e al distacco delle nazioni dall'Europa. Il tutto per rincorrere una potenza straordinaria ma illusoria, il cui inesorabile esaurimento suscita interrogativi grandi quando quelli posti dalla sua nascita e dal suo sviluppo.


Titolo e contributi: Stalin e il comunismo. I volti del potere

Pubblicazione: Emons Audiolibri, 2026

Data: - -620

Nota:
  • Lingua: Italiano
  • Formato: Audiobook con DRM LCP

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 620
Registrazioni sonore e musica (125)
  • Genere testuale: audiolibri

Solo tre settimane dopo la sua morte gli eredi ordinano la liberazione di oltre un milione di prigionieri, la fine delle torture e il rispetto dei diritti degli arrestati. Solo tre anni dopo, nel 1956, denunciano al mondo che "il Massimo Genio e il Massimo Condottiero di tutti i tempi e di tutti i popoli" è stato un tiranno spietato. Passano due anni dal crollo del muro di Berlino e la sua grandiosa costruzione economica si affloscia, inerte, su se stessa. Ma, dal 1917 al 1953, Stalin aveva dispiegato un'attività prodigiosa, dando prova di una rara intelligenza, originalità di pensiero e volontà di potenza, unite a una spietatezza che lascia stupefatti. Icona del totalitarismo, egli è un rivoluzionario per cui tutto è possibile, dalla liquidazione di interi gruppi sociali alla deportazione dei popoli, all'uso della fame per imporre quel socialismo cui guarda sempre, sia pure a modo suo, come meta finale. Il suo regime è, fino al 1941-42, un regime imposto con la forza a popolazioni ostili. Lo salva la vittoria contro un nemico feroce, quella guerra che è sua e al tempo stesso dei popoli che aveva oppresso. Ma se la sconfitta di Hitler è parte del suo lascito, a suo debito sono sofferenze e soprusi fino all'annientamento della cultura russa e al distacco delle nazioni dall'Europa. Il tutto per rincorrere una potenza straordinaria ma illusoria, il cui inesorabile esaurimento suscita interrogativi grandi quando quelli posti dalla sua nascita e dal suo sviluppo.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.