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Abstract: La desacralizzazione e la scristianizzazione accompagnano il destino dell'uomo occidentale. La civiltà del capitalismo assoluto, che basa il suo dominio sul nichilismo relativista e sulla volontà di potenza tecnoscientifica, non solo non ha più bisogno di affidarsi, come un tempo, alla religione quale strumento di potere: deve necessariamente promuoverne l'estinzione. Con il suo richiamo al sacro e alla trascendenza, alla dignità dell'uomo come immagine di Dio e all'idea di una verità non utilitaristica, la religione cristiana resta infatti una "potenza frenante" rispetto al nulla della civiltà merciforme e del fanatismo economico.Per Diego Fusaro questo pernicioso processo di desacralizzazione si manifesta al livello più preoccupante nel pontificato di Francesco, e nel suo tentativo di scendere a patti con la civiltà dei consumi, assimilandone il lessico e la visione del mondo - anche se in salsa progressista. Come la perestrojka proposta da Gorbacëv per "ammodernare" il comunismo produsse il suo scioglimento nel capitalismo, così la modernizzazione combattuta da Ratzinger e difesa da Bergoglio non porta il cristianesimo alla sopravvivenza, ma alla dissoluzione.La fine del cristianesimo è un atto d'accusa filosofico contro la fede "liquida" e low cost, e insieme un invito a riscoprire il messaggio di Pasolini, secondo cui "l'opposizione al nuovo potere non può che essere un'opposizione anche di carattere religioso". Per Fusaro, contro lo spirito del tempo presente è irrinunciabile un'alleanza tra la Chiesa resistente al modernismo nichilista e le forze laiche anticapitalistiche che non intendono soggiacere al consumismo imperante.È una delle voci più critiche e indipendenti della riflessione filosofica contemporanea. Specialista di Filosofia della storia e interprete eterodosso di Hegel e Marx, insegna Storia della filosofia presso lo IASSP, Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano.All'insegnamento e alla ricerca affianca la divulgazione, anche attraverso collaborazioni giornalistiche sopratutto con "il Fatto Quotidiano". Tra i suoi libri: Bentornato Marx! (2009), Pensare altrimenti (2017), Il nuovo ordine erotico (2018), Glebalizzazione (2019), Odio la resilienza (2022) e, con Piemme, Caro Epicuro (2020) e Golpe Globale.contributoriLE Andrea Failla
Titolo e contributi: La fine del cristianesimo. La morte di Dio al tempo del mercato globale e di Papa Francesco
Pubblicazione: PIEMME, 2025
Data: - -520
La desacralizzazione e la scristianizzazione accompagnano il destino dell'uomo occidentale. La civiltà del capitalismo assoluto, che basa il suo dominio sul nichilismo relativista e sulla volontà di potenza tecnoscientifica, non solo non ha più bisogno di affidarsi, come un tempo, alla religione quale strumento di potere: deve necessariamente promuoverne l'estinzione. Con il suo richiamo al sacro e alla trascendenza, alla dignità dell'uomo come immagine di Dio e all'idea di una verità non utilitaristica, la religione cristiana resta infatti una "potenza frenante" rispetto al nulla della civiltà merciforme e del fanatismo economico.Per Diego Fusaro questo pernicioso processo di desacralizzazione si manifesta al livello più preoccupante nel pontificato di Francesco, e nel suo tentativo di scendere a patti con la civiltà dei consumi, assimilandone il lessico e la visione del mondo - anche se in salsa progressista. Come la perestrojka proposta da Gorbacëv per "ammodernare" il comunismo produsse il suo scioglimento nel capitalismo, così la modernizzazione combattuta da Ratzinger e difesa da Bergoglio non porta il cristianesimo alla sopravvivenza, ma alla dissoluzione.La fine del cristianesimo è un atto d'accusa filosofico contro la fede "liquida" e low cost, e insieme un invito a riscoprire il messaggio di Pasolini, secondo cui "l'opposizione al nuovo potere non può che essere un'opposizione anche di carattere religioso". Per Fusaro, contro lo spirito del tempo presente è irrinunciabile un'alleanza tra la Chiesa resistente al modernismo nichilista e le forze laiche anticapitalistiche che non intendono soggiacere al consumismo imperante.È una delle voci più critiche e indipendenti della riflessione filosofica contemporanea. Specialista di Filosofia della storia e interprete eterodosso di Hegel e Marx, insegna Storia della filosofia presso lo IASSP, Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano.All'insegnamento e alla ricerca affianca la divulgazione, anche attraverso collaborazioni giornalistiche sopratutto con "il Fatto Quotidiano". Tra i suoi libri: Bentornato Marx! (2009), Pensare altrimenti (2017), Il nuovo ordine erotico (2018), Glebalizzazione (2019), Odio la resilienza (2022) e, con Piemme, Caro Epicuro (2020) e Golpe Globale.contributoriLE Andrea Failla
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