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Abstract: Un uomo scrive con preoccupazione al proprio medico elencando, con dovizia di dettagli, i sintomi e le caratteristiche della sua strana condizione: una macchia grigia che sembra essere situata sulla parte esterna dell'occhio gli impedisce di vedere con chiarezza, e nel tempo è diventata così fastidiosa da impedirgli di vivere normalmente. La macchia, sostiene l'uomo, è poco visibile di giorno, alla luce del sole, ma diventa più scura via via che sopraggiunge la sera. Di notte, è praticamente tutto ciò che l'uomo riesce a vedere. Ma quando è apparsa per la prima volta? E perché non se ne è più andata, ma anzi ha continuato a crescere nell'ombra?Camillo Boito (1836 – 1914) è stato un critico d'arte, architetto e accademico italiano attivo per tutta la seconda metà dell'ottocento: fu infatti una figura di spicco nel dibattito che animò il mondo intellettuale all'indomani dell'Unità d'Italia.A Milano partecipò al movimento letterario della Scapigliatura, l'equivalente milanese della Bohème parigina, debuttando con due serie di racconti brevi: "Storielle vane" (1876) e "Senso. Nuove storielle vane" (1883).
Titolo e contributi: Macchia grigia
Pubblicazione: SAGA Egmont, 2022
Data: - -220
Un uomo scrive con preoccupazione al proprio medico elencando, con dovizia di dettagli, i sintomi e le caratteristiche della sua strana condizione: una macchia grigia che sembra essere situata sulla parte esterna dell'occhio gli impedisce di vedere con chiarezza, e nel tempo è diventata così fastidiosa da impedirgli di vivere normalmente. La macchia, sostiene l'uomo, è poco visibile di giorno, alla luce del sole, ma diventa più scura via via che sopraggiunge la sera. Di notte, è praticamente tutto ciò che l'uomo riesce a vedere. Ma quando è apparsa per la prima volta? E perché non se ne è più andata, ma anzi ha continuato a crescere nell'ombra?Camillo Boito (1836 – 1914) è stato un critico d'arte, architetto e accademico italiano attivo per tutta la seconda metà dell'ottocento: fu infatti una figura di spicco nel dibattito che animò il mondo intellettuale all'indomani dell'Unità d'Italia.A Milano partecipò al movimento letterario della Scapigliatura, l'equivalente milanese della Bohème parigina, debuttando con due serie di racconti brevi: "Storielle vane" (1876) e "Senso. Nuove storielle vane" (1883).
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