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Abstract: Povera gente (1845) – la prima opera di Dostoevskij ma non per questo meno apprezzata dai critici e dal pubblico – è un romanzo epistolare. Makar Devuškin, un impiegato copista estremamente povero, scrive la sua prima lettera alla più giovane cugina Varvara Dobroselova, orfana, povera, in cattiva salute e dal passato tormentato, che egli ama e desidera a tutti i costi proteggere. Vuole tranquillizzarla sulla "comodità" dell'alloggio in cui egli si è appena trasferito per risparmiare sull'affitto e così poterla aiutare. E Varvara gli risponde rimproverandogli quei sacrifici ma lodando le piccole piantine (una balsamina e un geranio!) che Makar le ha fatto avere. E basta questo perché l'ascoltatore sia trasportato al cospetto di una relazione piena di fervore, passione, sollecitudine e disperazione. Lettera dopo lettera Makar (soprattutto) e Varvara si rivelano: se ne scopre la storia passata, l'amore per la letteratura a dispetto della comune miseria, la reciproca devozione, le profonde sofferenze e soprattutto cosa significa non solo essere poveri ma riconoscersi tali – vedersi ridicoli agli occhi degli altri, straccioni, sporchi, umiliati. Finché la storia passata di Varvara non li separerà.Traduzione dal russo di Serena Prina (c) Giangiacomo Feltrinelli Editore © 2021 tracce.studio
Titolo e contributi: Povera gente
Pubblicazione: tracce.studio, 2021
Data: - -120
Povera gente (1845) – la prima opera di Dostoevskij ma non per questo meno apprezzata dai critici e dal pubblico – è un romanzo epistolare. Makar Devuškin, un impiegato copista estremamente povero, scrive la sua prima lettera alla più giovane cugina Varvara Dobroselova, orfana, povera, in cattiva salute e dal passato tormentato, che egli ama e desidera a tutti i costi proteggere. Vuole tranquillizzarla sulla "comodità" dell'alloggio in cui egli si è appena trasferito per risparmiare sull'affitto e così poterla aiutare. E Varvara gli risponde rimproverandogli quei sacrifici ma lodando le piccole piantine (una balsamina e un geranio!) che Makar le ha fatto avere. E basta questo perché l'ascoltatore sia trasportato al cospetto di una relazione piena di fervore, passione, sollecitudine e disperazione. Lettera dopo lettera Makar (soprattutto) e Varvara si rivelano: se ne scopre la storia passata, l'amore per la letteratura a dispetto della comune miseria, la reciproca devozione, le profonde sofferenze e soprattutto cosa significa non solo essere poveri ma riconoscersi tali – vedersi ridicoli agli occhi degli altri, straccioni, sporchi, umiliati. Finché la storia passata di Varvara non li separerà.Traduzione dal russo di Serena Prina (c) Giangiacomo Feltrinelli Editore © 2021 tracce.studio
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