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Trovati 450023 documenti.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, 2010
Il paese della vergogna / Daniele Biacchessi ; prefazione di Franco Giustolisi
Chiarelettere, 2007
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Napoli : Filema, copyr. 2002
Abstract: Questo libro raccoglie una selezione di articoli pubblicati sul tema della giustizia, pensati e scritti in tempo reale, per raccontare le vicende parlamentari che hanno segnato un intenso anno di dibattiti e di confronto a volte molto duro e decisivo per la tenuta del nostro tessuto democratico. Il falso in bilancio e le rogatorie, Previti e Dell'Utri, Cirami e Berlusconi, le riforme della giustizia e le condizioni delle carceri, la convivenza con la mafia e i pianisti del Senato. Ma anche piazza Navona e il Palavobis, piazza san Giovanni e le donne dei girotondi, Nanni Moretti, i nuovi slogan e gli antichi simboli della lotta alla mafia, evocati con la forza dal rimbalzo degli anniversari.
Dizionario dei giochi perduti / Alberto Mora, Elena Mora
Cairo, 2012
Abstract: Noi siamo quello che giochiamo. Gli oggetti con cui abbiamo passato il tempo da bambini, le filastrocche che abbiamo cantato, le regole con cui abbiamo giocato, in qualche modo ci definiscono, sicuramente ci raccontano. Gli svaghi dei bambini degli anni passati, che disponevano di tempi e spazi liberi, di pochi giocattoli veri e propri ma di tanta fantasia, sembrano riportare indietro le lancette dell'orologio di generazione in generazione. Bastavano un guscio di noce e un pezzo di carta per immaginare di partire per lunghi viaggi in mare; un filo sottile da passare fra le dita per trascorrere interi pomeriggi disegnando un caleidoscopio di figure geometriche; un po' di sabbia e un sacchetto di biglie multicolori per organizzare infinite gare su circuiti studiati a lungo (e la costruzione della mitica pista perfetta diventava un vero e proprio gioco di per sé). E ogni tessera di quei ricordi si apre, come una di quelle bambole di legno russe che all'interno ne contengono una più piccola e diversa, a comporre un vero e proprio racconto di come eravamo, quando le cose non si buttavano quasi mai, ma si aggiustavano sempre. Quando sprecare era un vero e proprio crimine, ed eco stava per economico: e, alla fine, tutto era decisamente più ecologico e, in qualche modo, più giusto.
Finale di partito / Marco Revelli
Einaudi, 2013
Abstract: La crisi dei tradizionali partiti politici è ormai conclamata e minaccia di contagiare le stesse istituzioni democratiche. Secondo i più recenti sondaggi, meno del cinque per cento degli italiani ha fiducia nei partiti politici e nei loro leader, poco più del dieci per cento nel Parlamento. Particolarmente evidente in Italia, il fenomeno è tuttavia generale: ovunque i contenitori politici novecenteschi stentano a conservare il consenso. E ovunque cresce un senso di fastidio verso quella che viene considerata da sempre più ampie fasce di elettorato una oligarchia, separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi economici e di casta ingiustificati. È importante però, oltre il livello della denuncia, misurare le dimensioni del fenomeno e soprattutto interrogarsi sulle cause del tracollo della forma partito, nonché sul futuro della rappresentanza politica nello scenario di una trasformazione epocale dalla società industriale a quella post-industriale. A ben guardare - e l'autore lo fa da una prospettiva in larga misura inedita - l'esplosione dei partiti si ricollega, seppure in una congiuntura temporale apparentemente sfasata, al superamento dell'organizzazione produttiva fordista massificata e all'affermarsi di nuovi forme organizzative leggere, decentrate, aperte. Facendo i conti, in modo drammatico, con la stessa insostenibilità dei costi crescenti che la macchina d'impresa ha indotto fino a saltare.
Fondazione I.S.MU., 2010
Quaderni I.S.MU. ; 12010
La societa italiana dall'unificazione alla Grande Guerra / Giovanni Montroni
Laterza, 2007
Quadrante ; 114
L' identita civile degli italiani / Umberto Cerroni
Manni, 1997
Saggi ; 1
L' Italia dimenticata : dalla brutte époque all'agenda Monti / Luigi Tivelli
Rubbettino, 2013
Abstract: Un debito pubblico di 2 mila miliardi di euro. Una disoccupazione giovanile ai massimi storici. Un'etica pubblica, un senso dello Stato e un senso civico ai minimi storici. Un Mezzogiorno abbandonato al suo destino. Un'enorme evasione fiscale. Un ventennio con la crescita media del PIL vicina allo zero. Il livello dei consumi fermo al 1997. Il dilagare dell'antipolitica e del neopopulismo. Sono questi i cardini dell'eredità che ci ha lasciato la brutte epoque, racchiusa negli anni fra il 1994 e il 2011. Tutto questo è avvenuto perché le classi politiche (e buona parte delle classi dirigenti), negli anni della brutte epoque hanno dimenticato l'Italia, e i suoi veri problemi. La rivoluzione liberale promessa si è invece rivelata una pericolosa miscela esplosiva di vacua demagogia, deteriore populismo, negazione della realtà dei problemi, e corporativismo accattone. Se tante sono le responsabilità della destra, pure la sinistra spesso è stata obnubilata anche da un antiberlusconismo di comodo che, accanto a una certa dispersione di forze e demagogia, ne ha offuscato la capacità di governare o di essere una seria opposizione. Sulla base di questa impostazione, Luigi Tivelli, che ha potuto man mano osservare accanto alla stanza dei bottoni il degrado progressivo dei governi e la progressiva impotenza dei Parlamenti, ripercorre, tramite capitoli basati su una scrittura insieme plastica e divulgativa (e alternando diagnosi e proposte innovative), le tante dimenticanze, in materia politica.
La Grande Guerra delle donne : rose nella terra di nessuno / Alessandro Gualtieri
Mattioli 1885, 2012
Abstract: Un mondo in guerra al femminile, donne coinvolte e scagliate nel conflitto sociale generatosi lontano dalle trincee vere e proprie, ma pur sempre in prima linea, in quel grande campo di battaglia e dolore che fu il fronte interno. Una ricerca che parte dalla mortificante considerazione ottocentesca della donna, valutata come schiava, fattrice, oggetto di piacere a pagamento, alla stregua di un bene di consumo deperibile e sacrificabile, ininfluente ai mutamenti socio-politici di nazioni pur ormai evolute dell'Europa post-risorgimentale. Alla rivalutazione della donna contribuì notevolmente la Grande Guerra, conflitto mondiale che per la sua globalità coinvolse i continenti e le relative popolazioni, nel senso più esteso del termine. Come una sassata, la Grande Guerra incrinò i modelli di comportamento e le relazioni tra generi e classi di età, nonché tra le varie classi sociali, mettendo in discussione gerarchie, distinzioni e autorità ritenute immutabili: un effetto che - contenuto per il momento dalla legislazione repressiva sarebbe emerso più ampiamente nel dopoguerra, contribuendo a conferire alle lotte sociali, comprese quelle per i diritti delle donne, quell'impronta di stravolgimento radicale dell'ordine esistente che avrebbe cambiato il mondo per sempre.
I grandi mecenati del Rinascimento italiano / di Mary Hollingsworth
Viviani, 1993
I personaggi più malvagi dell'antica Roma / Sara Prossomariti
Newton Compton, 2012
Abstract: Molti sono convinti di conoscere tutte le malefatte di celebri personaggi dell'antica Roma come Verre, Catilina, Nerone, Agrippina. Ma è davvero così? Di quali efferati crimini si sono macchiati gli individui cui potremmo attribuire la qualifica di malvagi nella Roma antica? E perché si sono guadagnati questo titolo? Verre non era solo un ladro, ma anche un torturatore molto fantasioso e Catilina iniziò la sua carriera di malvagio ben prima di incontrare Cicerone. Analizzando a fondo le fonti antiche, Sara Prossomariti ripercorre, con un'indagine attenta e documentata, le fasi della vita di tanti personaggi inquietanti e l'evolversi della loro crudeltà, in un crescendo che, da semplici viziosi, li ha resi molto spesso veri e propri criminali. Ma anche gli uomini più virtuosi nascondono un lato oscuro: così Augusto non appare più solo nella veste di equilibrato e saggio fondatore dell'impero, ma anche come despota lussurioso e manipolatore. Ai nomi famosi si affiancano quelli meno noti o addirittura misconosciuti, e soprattutto quelli delle donne più spietate, avvelenatrici di professione e matrone del più alto rango. Ma anche militari e sette, tristemente noti per i soprusi gli uni, i deliri le altre. Tra scatti di ira, libidine, torture, omicidi, sinistri rituali e lotte per il potere, sono in molti a contendersi il titolo di personaggio più malvagio: chi lo sia davvero, sarà il lettore a giudicarlo.
Elogio della piccola impresa / Giulio Sapelli
Il Mulino, 2013
Abstract: Non antitetica, ma complementare e sinergica rispetto al big business, nel nostro paese la piccola impresa è stata il veicolo dell'affermazione sociale delle classi subalterne, rappresentando un inesauribile serbatoio di imprenditorialità e forza creatrice. La sua crisi attuale è specchio della crisi di un intero sistema sociale prima che economico. Ma la piccola impresa italiana può risorgere, trasformata e rafforzata, a patto che il sistema sociale sappia sostenerla rifondando l'economia sulla persona e sulla famiglia.
DeriveApprodi, 2013
DeriveApprodi ; 108
Ediesse, 2013
Abstract: La strage degli innocenti è un libro di inchiesta e di riflessione che parte dalla stridente contraddizione fra le teorie dei cosiddetti difensori della vita (caso Englaro, aborto, eutanasia ecc.) e il silenzio catacombale che incombe sul fenomeno raccapricciante che il libro intende denunciare. Questo fenomeno riguarda l'emarginazione sociale, la sofferenza, la reclusione in istituti e la morte di milioni di anziani e meno anziani socialmente fragili. L'insufficiente e soprattutto distorta assistenza riservata a queste fasce sociali più vulnerabili, mentre assicura lauti guadagni all'imprenditoria privata, produce quotidianamente un attentato alla vita di cui nessuno si occupa, tanto meno i cattolici fondamentalisti. Un attentato tanto più pericoloso e spietato quanto minore è la protezione sociale di chi ne è fatto oggetto. In questo senso rappresenta il più classico e scolastico esempio di ingiustizia di classe. Il libro è arricchito da conversazioni che mettono assieme competenze diverse ma convergenti nel confermare la giustezza della denuncia di cui l'autore si fa promotore. Gli intervistati sono il senatore Ignazio Marino, il filosofo Umberto Galimberti, le dottoresse Francesca Moccia e Teresa lerardi, il professor Massimo Palleschi e la segretaria dello Spi Cgil Carla Cantone.
Storia della fotografia in Italia : dal 1839 a oggi / Gabriele D'Autilia
Einaudi, 2012
Abstract: Quando, nel 1839, viene annunciata la scoperta della fotografia, l'Italia è già impegnata nel processo politico che la porterà all'unificazione: da quel momento ogni passaggio storico, sociale e culturale vedrà l'immagine tecnica esercitare un ruolo di agente di storia, talvolta in modo esplicito, più spesso sotterraneo. Non solo quindi strumento di documentazione della grande storia o, all'opposto, galleria di opere dei maestri dell'immagine: la fotografia italiana è parte integrante della storia della cultura - quella d'elite e quella popolare - con cui spesso condivide limiti e inventiva, sottomissioni e ribellioni. Dal contrabbando dei ritratti di Mazzini agli epistolari fotografici degli emigranti, dagli anticipatori del giornalismo fotografico al culto laico dell'immagine mussoliniana, dal diluvio iconico dei rotocalchi alle ambigue identità in forma di immagine proposte dai social network, al lavoro di artisti o kodakisti di ogni epoca, il libro ricostruisce la straordinaria vicenda di una cultura fotografica che ha esercitato un ruolo di primo piano nella storia dell'Italia unita. Non dunque una storia della Fotografia, ma una storia delle fotografie, di tutte le immagini che hanno contribuito a modellare le scelte, i gusti, e quindi la mentalità e i caratteri degli italiani.