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Trovati 450023 documenti.
Poemes / Arthur Rimbaud ; Preface de Paul Claudel
Gallimard, 1960
Le Livre de Poche ; 498
i Vangeli gnostici : vangeli di tomaso, maria, verita, filippo / A cura di Luigi Moraldi
Adelphi, 1984
Biblioteca Adelphi ; 139
Atlante enciclopedico touring / Touring Club Italiano, 1986- v. ; 33 cm. 1 : Italia
Touring Club Italiano, 1990
Il pane dei verdi anni e altri racconti / Heinrich Boll ; Traduzione di Italo Alighiero Chiusano
Mondadori, 1961
Medusa ; 448
La letteratura come menzogna / Giorgio Manganelli
Adelphi, 1985
Saggi ; 33
Gli Inklings : Clive S. Lewis, John R. R. Tolkien, Charles Williams & co. / Humphrey Carpenter
Milano : Jaca book, 1985
Il mondo dei quanti / J.C. Polkinghorne
Garzanti, 1986
Strumenti di Studio ;
Francis Scott Fitzgerald / di Kenneth Eble
La Nuova Italia, 1979
Il Castoro ; 65
La rivoluzione nella scienza : 1500-1750 / A. Rupert Hall.
Wallis e Edward : lettere d'amore : 1931-1937 / a cura di Michael Bloch
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 1986
La notte / Elie Wiesel ; Prefazione di Franois Mauriac ; Traduzione di Daniel Vogelmann
Passi falsi / Maurice Blanchot
Garzanti, 1976
Saggi Blu ;
Abstract: «Non aver niente da esprimere dev’esser preso nel senso più semplice. Qualunque cosa lo scrittore voglia dire è niente. Il mondo, le cose, il sapere non sono per lui se non dei punti di riferimento attraverso il vuoto. E lui stesso è già ridotto a niente. Il nulla è la sua materia. Respinge le forme attraverso cui questa gli si offre come se fosse qualcosa. Vuole coglierla non in un’allusione, ma nella sua propria verità.»Prima raccolta di saggi di Maurice Blanchot, Passi falsi è uno snodo imprescindibile nello sviluppo del pensiero del critico francese. A fondamento di questo corpo di brevi analisi monografiche è l’indagine, letteraria e filosofica, sull’atto dello scrivere. Blanchot riflette sulla necessità di una transizione dai paradossi dell’angoscia a quelli del linguaggio. Lo fa senza mai disattendere le tensioni affettive che si fissano alle espressioni linguistiche, sottolineando però che il pathos dell’angoscia è, in ultima istanza, grottesco. «Uno scrittore che scrive: “Sono solo”, o come Rimbaud: “Sono veramente d’oltretomba”, può venir giudicato quasi grottesco» dichiara Blanchot, poiché «è grottesco prender coscienza della propria solitudine rivolgendosi a un lettore, e con mezzi che impediscono all’uomo di essere solo». Nell’indagine di Blanchot queste contraddizioni del linguaggio rivelano una carenza, un’assenza costitutiva, una totalità connotata dal segno meno, un vuoto centrale che rappresenta nel contempo l’irraggiungibile luogo d’origine della letteratura.Con Blanchot la linea di demarcazione fra opera critica e opera autoriale, tra critico e scrittore, si dissolve; protagonista assoluto è il linguaggio, esplorato nei saggi sulla poesia e sulla narrazione, sul silenzio e sul simbolismo, sul romanzo e sulla morale, sullo straniero, sull’enigma, sul tempo e sulla possibilità stessa della letteratura in Blake, Balzac, Rimbaud, Gide, Bergson, Rilke, Bataille, Sartre, Camus, Queneau e altri ancora.Frutto di una delle menti più fini della critica novecentesca, Passi falsi ci rammenta che il segreto della letteratura non è stato tradito: la fascinazione continua.
Le paure dei bambini / Benjamin B. Wolman
Cappelli, 1978
Coltivare con la luna / Giancarlo Vincenzi
Cronaca di famiglia / Sergej Timofeevic Aksakov ; Con un saggio di Serena Vitale
Adelphi, 1984
Biblioteca Adelphi ; 140