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Trovati 334 documenti.
La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile / Luciano Mecacci
Adelphi, 2014
Abstract: Sono cose che ancora non si possono dire. Questa affermazione di Cesare Luporini, una delle teste pensanti del PCI nel secondo dopoguerra, risale a un'intervista radiofonica sull'affaire Gentile rilasciata nel 1989, a quasi cinquant'anni di distanza dai fatti. Bene, chi vive in Italia è abituato a delitti politici preparati, eseguiti e poi coperti in un'atmosfera acquitrinosa, dove nessuno per certo è innocente, ma un colpevole sicuro non esiste. Eppure, l'assassinio di Giovanni Gentile in quel freddo aprile del 1944 rimane un cold case diverso da tutti gli altri - che l'indagine di Luciano Mecacci, condotta anche su documenti inediti, riapre in modo clamoroso. Tutto, in questa ricostruzione, è perturbante. I moventi, molto meno limpidi - o molto più umani - di quanto fin qui si è tentato di far credere. La scena del delitto, cioè la Firenze cupa e claustrofobica occupata dai tedeschi. E naturalmente gli attori. Qualcuno ha discusso, deciso, agito: ma come, fino a che punto, perché? Le figure che appaiono sul palcoscenico sono numerose, e molto diverse fra loro. Oscuri gappisti. Feroci poliziotti. Informatori. Doppiogiochisti. E al centro di tutto, il meglio dell'intellighenzia italiana di allora: Luporini, certo, ma anche Eugenio Garin, Antonio Banfi, Mario Manlio Rossi, Guido Calogero, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Concetto Marchesi.
Melampo, 2012
Abstract: Questa è la storia inedita della figlia di un padrino e della sua ribellione soffocata. Lo hanno svelato i pentiti: Lia Pipitone sarebbe stata uccisa per ordine del padre, uno dei capimafia più fedeli a Riina e Provenzano. La colpa: avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale. Ma dopo un processo il padre è stato scagionato e il giallo è rimasto irrisolto. Adesso l'indagine di un figlio e di un giornalista riapre il caso della giovane assassinata a Palermo il 23 settembre 1983 durante una finta rapina. Il giorno dopo l'omicidio il più caro amico di Lia si suicidò: così recita la versione ufficiale dei fatti, che continua a essere carica di misteri e messinscene architettate dai boss. Perché il gotha di Cosa nostra arrivò a tanto contro una giovane di 25 anni? Di che cosa avevano paura i mafiosi? Alessio Cordaro, il figlio di Lia, nel 1983 aveva quattro anni. Questo libro è il suo diario, alla ricerca della verità sulla morte della madre. Ma è anche un'indagine giornalistica vecchio stile di Salvo Palazzolo: il clan dell'Acquasanta, a cui apparteneva Antonino Pipitone, il padre della ragazza uccisa, ha segnato l'ascesa, gli affari e i delitti eccellenti della Cosa nostra di Riina e Provenzano. Se muoio, sopravvivimi è il titolo di una poesia di Pablo Neruda. Era la poesia preferita da Lia Pipitone.
Chiarelettere, 2007
Abstract: Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all'esplosione di via D'Amelio, quando qualcuno decide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l'aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'inferno di via D'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: Ho capito tutto... mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia... Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri?
La marchesa Casati / Mariateresa Fiumanò
Villorba (TV) : Anordest, 2010)
Abstract: Quando il 30 luglio 1970 il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, appartenente a una delle più conosciute e prestigiose famiglie della nobiltà milanese, uccise a fucilate la moglie e il giovane ritenuto suo amante e a sua volta si uccise, le cronache dell'epoca impazzarono e impazzirono, soprattutto quando si venne a conoscenza dei giochi erotici del marchese che si dilettava a organizzare gli incontri sessuali della moglie con degli sconosciuti e ad assistervi. Lo scandalo Casati rappresentò il primo autentico e clamoroso scandalo sessuale in un periodo in cui in Italia si stava facendo timidamente avanti quella che fu poi definita la rivoluzione sessuale, che già aveva interessato numerosi altri paesi. Le notizie riguardanti il ménage familiare dei marchesi, corredate da foto lettere e diari, la maggior parte di quest'ultimi falsi, influenzarono, sollecitarono e scatenarono le fantasie represse di tantissimi uomini e donne di diverse età. Un'esibizionista ninfomane e un pervertito guardone furono alcune delle definizioni che drasticamente penalizzarono Anna e Camillo, marchesi Stampa di Soncino, i quali, di comune accordo, infransero i canoni imperanti della comune morale borghese dei loro tempi.
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2007
Abstract: Il 16 ottobre 2005 a Locri, davanti al seggio dove si vota per le primarie dell'Ulivo viene ucciso il medico Francesco Fortugno, e tutta l'Italia riscopre il caso Calabria. Fortugno non è un politico di primo piano. Vicepresidente del Consiglio regionale, è uno dei tanti rappresentanti di quella classe dirigente meridionale nata e cresciuta all'ombra della vecchia Democrazia Cristiana. Una persona tranquilla, che certo aveva gestito il suo pacchetto di voti come si fa ancora oggi nel Sud - tante strette di mano, piccoli favori - ma tenendosi sempre lontano da quello che considerava il cancro della sua regione: la 'Ndrangheta. Forse per questa sua presa di distanza, o per l'intransigenza con cui aveva denunciato le infiltrazioni criminali nella Asl del suo paese, Fortugno venne eliminato. La sua morte, il primo vero omicidio politico in Calabria, rimane ancora oggi un mistero. Chi diede davvero l'ordine di ammazzare l'onorevole? Le famiglie di Locri, i Cataldo e i Cordì, sapevano? Quanto è implicata la politica in questa vicenda? Per indagare misteri e retroscena di questo caso, dando voce alle testimonianze di magistrati, poliziotti, pentiti e vittime, il libro ricostruisce la recente storia della 'Ndrangheta, la sua evoluzione da mafia regionale a multinazionale del crimine, capace di controllare il mercato mondiale della droga, di movimentare capitali che equivalgono a un intera finanziaria.
La commorienza : la misteriosa morte dei fidanzatini di Policoro / Andrea Di Consoli
Venezia : Marsilio, 2010
Milano : Greco & Greco, copyr. 2008
Sergio Ramelli / Guido Giraudo ... [et al.] ; prefazione di Luca Telese
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2007
Abstract: 13 marzo 1975: un ragazzo di 18 anni viene aggredito sotto casa. Due persone lo colpiscono a morte a colpi di chiave inglese. Morirà dopo quarantasette giorni di agonia. Chi era la vittima e perché fu uccisa con tale violenza? Si chiamava Sergio Ramelli, aveva i capelli lunghi, ed era fascista. E chi erano i carnefici? Teppisti, killer professionisti, mafiosi? No, studenti, di pochi anni più vecchi di lui. Uccisero perché accecati dall'ira o dalla paura? No, colpirono in nome dell'odio politico. Quella era la Milano dell'epoca, quella era l'Italia degli anni Settanta. Ci vollero dieci anni per assicurare i colpevoli alla giustizia, con una sentenza che fece scalpore. Muovendosi tra atti processuali, articoli di giornale e testimonianze dirette, questo libro racconta una storia-simbolo del passato recente del nostro paese: un documento feroce e scomodo, importante per capire il clima di un'epoca e perché quella guerra civile ormai lontana ha lasciato una scia fino oggi.
Ragazzi di buona famiglia : la Brigata 28 marzo e l'omicidio Tobagi / Fabrizio Calvi
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: Mercoledì 28 maggio 1980, ore 11 del mattino. In via Solari, a Milano, sei adolescenti assassinano Walter Tobagi, inviato del Corriere della Sera. L'attentato è rivendicato dalla Brigata 28 Marzo. Questa è la rappresentazione, quasi in tempo reale, dell'itinerario di questi sei brigatisti, di questi sei figli della buona borghesia italiana affascinati dalla violenza. La loro storia comincia sui banchi del liceo, quando si organizzano i grandi movimenti di protesta contro gli attentati neofascisti, e si nutre con l'escalation delle manifestazioni del 1977, con la nascita dei movimenti dell'autonomia, gli espropri proletari, la guerriglia urbana. Ma è anche storia di rivalità con le altre organizzazioni della lotta armata, in particolare Brigate Rosse e Prima Linea, già pronte a conquistarsi le prime pagine dei giornali. Trafficano in armi, i sei. Si addestrano nell'uso degli esplosivi. Sono in prima linea nell'assalto alla Scala e nella sparatoria di via De Amicis. Rapinano banche per finanziarsi. Assaltano un carcere. Distruggono una stazione del metrò. Gambizzano. L'attività della Brigata culmina con l'omicidio di Tobagi, un giovane giornalista di area socialista. Quattro mesi dopo l'agguato, Marco Barbone, il leader del gruppo, viene arrestato: farà i nomi degli altri per salvarsi e usufruire di una legge appena varata che condona la pena in caso di collaborazione con la giustizia.
: Sovera, 2008
Inchieste
Abstract: L'11 novembre 2007, poco dopo le nove del mattino, lungo l'autostrada del sole, il ventiseienne Gabriele Sandri viene ucciso da un colpo d'arma da fuoco esploso da Luigi Spaccarotella, agente della polizia stradale. Dopo un paio d'ore si diffonde la notizia della morte e i mass media si scatenano per coprire mediaticamente l'evento ed è un susseguirsi di dirette Tv, dibattiti, edizioni speciali dei TG e tavole rotonde. Il mondo del calcio, quello della politica e delle istituzioni entrano nel caos. Si parla di emergenza sociale: ovunque scoppiano focolai di rivolta, scontri, arresti, feriti, assalti alle caserme. Un giovane tifoso è stato ucciso, ma i media non chiariscono, né come, né per mano di chi.
Istituto poligrafico europeo, 2016
Leopinioni ; 20
Urla nel silenzio : il caso Pescia / Bruno Pescia
: Daigo press, 2010
Il campo di cipolle / Joseph Wambaugh ; introduzione di James Ellroy ; traduzione di Bruno Oddera
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: Los Angeles, 9 marzo 1963. Campbell e Hettinger, due agenti di pattuglia che lavorano da poco in coppia fermano un'auto sospetta. A bordo due delinquenti di piccolo cabotaggio con una lunga storia di reati e carcere alle spalle. I due criminali disarmano i poliziotti, li rapiscono e, dopo un lungo tragitto in auto sulle freeways intorno a Los Angeles, li portano in un campo di cipolle. Ed è nella polvere di una sterrata di campagna, nell'odore pungente delle cipolle, che si consuma la tragedia, tanto più atroce quanto più assurda: Campbell viene ucciso a colpi di pistola. Hettinger riesce a scappare. Nel giro di poche ore, i colpevoli vengono catturati, ma il finale della loro storia è ancora lontano e tutt'altro che consolatorio. Inizialmente condannati a morte, i due assassini affronteranno una serie di processi che, a vent'anni dall'omicidio, li porterà alla scarcerazione. Quanto a Hettinger, lascerà la polizia e trascorrerà tutta la vita in una spirale di dolore, rimorso e autodistruzione. Wambaugh racconta una vicenda vera e terribile da ex poliziotto, scrittore e profondo conoscitore della psicologia umana. Il risultato è una riflessione dolente sulle imperfezioni e i fallimenti della giustizia, e sul retaggio di sofferenze e crudeltà che accompagna ogni fatto di sangue, segnando l'esistenza dei colpevoli come delle vittime in modo irreparabile.
Il golpe di Via Fani / Giuseppe De Lutiis ; prefazione di Rosario Priore
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2007
Abstract: A trent'anni dal sequestro e dall'omicidio di Aldo Moro, sono molti gli aspetti non ancora chiariti. A partire dall'enorme documentazione raccolta dalla Commissione stragi, Giuseppe De Lutiis fa luce su alcuni di questi: dall'ipotesi, sempre più concreta, che il covo di via Montalcini non sia stato l'unica prigione dello statista, al ruolo di copertura svolto dalla scuola di lingue parigina Hyperion, ai contatti delle vecchie e nuove Brigate Rosse con ambienti dei servizi segreti occidentali e orientali. Un lavoro di ricerca che colloca il sequestro e l'assassinio dello statista nel quadro internazionale, nel quale le due grandi potenze vedevano con preoccupazione la possibile costituzione in Italia di una maggioranza politica con un forte ruolo del Partito comunista. Un'analisi che allarga il campo di indagine sul terrorismo rosso e approda a nuove valutazioni dei fatti degli Anni di piombo.
La pacchia : vita di Soumaila Sacko nato in Mali, ucciso in Italia / Bianca Stancanelli
Zolfo, 2019
Abstract: Il 2 giugno 2018, festa della Repubblica, in una fornace abbandonata nelle campagne calabresi, un giovane africano viene ucciso con una fucilata alla testa. Si chiamava Soumaila Sacko, aveva 29 anni, veniva dal Mali. Con due amici stava raccogliendo lamiere per tirar su una baracca nel ghetto dei braccianti neri della piana di Gioia Tauro. Proprio quel giorno, mentre il giovane viene colpito a morte, Matteo Salvini, appena nominato ministro dell'Interno, scandisce in un comizio a Vicenza il suo slogan contro gli immigrati: «La pacchia è finita». Rimbalzando nell'estremo Sud, quella frase diventa il sigillo tragico e beffardo sulla morte di un uomo che, come migliaia di altri africani, lavorava per una paga da fame in un'Italia dove molte sono le pacchie, e nessuna ha per protagonisti i migranti.
J.F.K. : i misteri intorno alla fine di un sogno americano / Francesco Zacche'
Corriere della sera, 2019
Igrandi processi della storia Corriere della sera ; 38
Ilaria Alpi : il prezzo della verità : cronaca a fumetti / Marco Rizzo, Francesco Ripoli
BeccoGiallo, 2007
Abstract: Mogadiscio, 20 marzo 1994. La giornalista Ilaria Alpi e l'operatore televisivo Miran Hrovatin, inviati dal Tg3 per documentare la guerra civile somala a seguito della missione internazionale ONU Restore Hope, vengono freddati a colpi di kalashnikov mentre percorrono a bordo di un fuoristrada la zona nord della città. Ilaria e Miran avevano raccolto testimonianze inedite sul traffico internazionale di veleni e rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei paesi industrializzati - tra cui presumibilmente l'Italia - e stivati nei paesi più poveri dell'Africa in cambio di armi e di denaro.
Newton Compton, 2012
Abstract: 23 maggio 1992: il giudice Falcone muore nella strage di Capaci, il più cruento attentato dinamitardo organizzato dalla mafia negli ultimi anni, in cui persero la vita anche la moglie Francesca e tre uomini della scorta. Cinquantasette giorni dopo, il 12 luglio, la mafia uccide di nuovo: l'amico e collega di Falcone, il giudice Paolo Borsellino, salta in aria insieme ai cinque uomini della scorta in via d'Amelio, a Palermo. John Follain giornalista inglese inviato in Italia proprio in quegli anni - ricostruisce attentamente la dinamica degli attentati e l'inchiesta che ne seguì: dalla disperata corsa contro il tempo di Borsellino per scoprire chi avesse ucciso Falcone, nella tragica consapevolezza di essere il prossimo della lista, fino alla straordinaria parabola investigativa che portò all'arresto dei padrini Riina e Provenzano. Ma il libro fornisce anche una visione d'insieme senza precedenti sul modo in cui opera la mafia siciliana, descrivendo nel dettaglio la progettazione e la realizzazione degli omicidi dei due eroici magistrati. Sulla base di nuove ed esclusive interviste e delle testimonianze di investigatori, pentiti, sopravvissuti, parenti e amici, questo saggio racconta minuto per minuto gli eventi che hanno segnato - in maniera irreversibile - il nostro Paese e la lotta dello Stato contro la mafia.