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Trovati 216 documenti.
Il cielo sopra l'Everest / David Lagercrantz ; traduzione dallo svedese di Carmen Giorgetti Cima
Marsilio, 2018
Abstract: Nel maggio del 2000, in Nepal, una spedizione organizzata dal ricco e famoso stilista Paulo Villari si appresta a scalare la montagna più alta del mondo. A capo del gruppo composto da alpinisti dilettanti, c'è Giuseppe Cagliari, amico d'infanzia di Villari, riconosciuto come la guida più esperta dell'Everest. Ma Cagliari è sotto pressione e le tensioni all'interno della spedizione sono alle stelle. Nell'aria rarefatta della montagna, la sua capacità di giudizio si appanna e conduce gli alpinisti in vetta troppo tardi. Durante la discesa, il tempo peggiora e la spedizione viene bloccata da una violenta tempesta. Mentre la situazione diventa sempre più disperata, vecchie ferite si riaprono e tra i membri del gruppo cominciano a serpeggiare follia e allucinazioni.
A un soffio dalla fine / Beck Weathers e Stephen G. Michaud ; traduzione di Adria Francesca Tissoni
Corbaccio, 2015
Abstract: Il 10 maggio 1996 nove alpinisti restano vittime di una tormenta sotto la vetta dell'Everest. Il giorno seguente, a uno di questi alpinisti viene data una seconda chance: il suo nome è Beck Weathers, è un medico: si risveglia dal coma profondo da ipotermia al campo base, dopo esservi arrivato in condizioni disperate. Al punto che i suoi compagni per potersi mettere in salvo hanno dovuto abbandonarlo al suo destino "segnato". Solo la moglie non si arrende e organizza una rischiosissima missione di salvataggio... La tragica spedizione del 1996, quando sul tetto del mondo erano presenti i più celebri alpinisti del momento, Ed Viesturs, Scott Fischer, Rob Hall, Anatolj Bukrev, è stata raccontata da Jon Krakauer in "Aria sottile", che, insieme alla testimonianza di Beck Weathers, ha ispirato il film "Everest".
Newton Compton, 2015
Abstract: Una selezione delle migliori storie vere che riguardano l'Everest, dai primi tentativi di scalarlo, alla scomparsa di Mallory mentre per la terza volta tentava l'ascesa alla vetta, al trionfo di Hillary e Tenzing, fino al disastro degli ultimi anni. 35 racconti dalla voce di chi conosce meglio di ogni altro la montagna più alta del mondo, che ha sfidato quella che viene chiamata Detah Zone. Una vera e propria storia della conquista dell'Everest, un ritratto evocativo della bellezza crudele di Chomolungma, "la madre dell'universo".
Free : il Cerro Torre e io / David Lama ; con Christian Seiler ; traduzione di Valeria Montagna
Corbaccio, 2015
Abstract: "Non hai la minima possibilità di farcela!" Così ha detto la leggenda dell'arrampicata sportiva Jim Bridwell, quando David Lama gli ha sottoposto il suo piano. Ma David, allora diciannovenne campione europeo di arrampicata, non si è lasciato scoraggiare: voleva salire in libera la via del compressore del Cerro Torre, 900 metri di granito verticale che negli anni, a partire dal tentativo di Cesare Maestri, era stata teatro delle imprese incompiute e più spettacolari dell'alpinismo mondiale. Ha trascorso tre inverni ai piedi della vetta leggendaria della Patagonia, fino a quando, nel gennaio 2012, insieme al compagno di arrampicata Peter Ortner, David Lama è finalmente riuscito ad arrivare in cima al Cerro Torre, in libera, e a spostare ancora un po' più in là l'asticella dell'"impossibile" nell'alpinismo.
La cima inviolata / Joe Brown ; traduzione di Chiara Brovelli
Corbaccio, 2021
Abstract: Dalle fabbriche di Manchester alla conquista del Kangchenjunga"Il più importante alpinista inglese all-round della generazione di Bonatti."The GuardianNato nel 1930 in un quartiere periferico della Manchester industriale e operaia, ultimo di sette figli,orfano di padre all'età di un anno, Joe Brown ha cominciato la sua attività alpinistica in Inghilterra epoi in Scozia, per approdare negli anni Sessanta nelle Alpi occidentali, dove ha aperto alcune fra levie più pericolose e spettacolari del massiccio del Bianco, insieme a compagni di cordata del calibro di Chris Bonington e Doug Belshaw. Tra i fondatori del Rock and Ice Climbing Club, ha costituito insieme a Don Whillans una delle cordate più celebri nella storia dell'alpinismo moderno. Con George Band nel 1955 è arrivato per primo in vetta al Kangchenjunga (8.586 m), la terza montagna più alta del mondo. Altra impresa eccezionale è stata la prima alla parete ovest della Torre Mustagh, seguita da numerose altre prime sulle pareti più difficili del mondo. La cima inviolata ripercorre la vita di uno scalatore geniale, che ha alzato il livello tecnico dell'arrampicata su roccia alpina e himalayana.
Cervino : la montagna leggendaria / Hervé Barmasse ; in collaborazione con Alessandra Raggio
Rizzoli, 2021
Abstract: Nelle pagine di questo volume l'autore ripercorre le tappe principali dell'alpinismo – un'attività romantica e allo stesso tempo competitiva – che, sul Cervino, ha vissuto la sua trasformazione più importante: da alpinismo scientifico a sportivo. A distanza di molti anni, rileggeremo la sua storia, conosceremo i personaggi che hanno reso famosa questa montagna nel mondo, le leggende, gli aneddoti, le imprese memorabili e porteremo a conoscenza del grande pubblico il Cervino che nessuno conosce ancora.
Le lezioni della montagna / Marco Confortola
Sperling & Kupfer, 2021
Abstract: Marco Confortola e la montagna hanno una storia d'amore che si rinnova ogni giorno. Lui, uno degli alpinisti più forti al mondo, tra le vette trova ispirazione, motivazioni, significati nascosti. Ma soprattutto lezioni importantissime, perché la montagna sa essere una straordinaria maestra di vita. Le sue imprese sulle cime più alte del pianeta e la professione di guida alpina internazionale e tecnico di elisoccorso lo hanno messo di fronte a situazioni spesso difficili, estreme, che gli hanno permesso di sviluppare doti fuori dal comune. Tra queste, la gestione della paura, la capacità di analisi e reazione, il problem solving, la rapidità nel prendere decisioni e molto altro. Perché in montagna basta davvero poco per mettere a rischio la vita, la propria e quella degli altri. Marco Confortola, il «cacciatore di ottomila», lo sa bene. Sopravvissuto a un drammatico incidente sul K2 nel 2008, è tornato più forte e motivato di prima, con un bagaglio di conoscenze ancora più ampio. In questo libro l'autore trasmette ai lettori l'esperienza che ha maturato come alpinista, perché gli insegnamenti della montagna sono universali, si rivolgono a ognuno di noi e possono essere applicati alla vita di tutti i giorni - al lavoro, alle relazioni, alle piccole o grandi «scalate» che dobbiamo affrontare quotidianamente. Pagina dopo pagina, ci sembrerà di accompagnare l'autore durante un'ascensione, ascolteremo le sue storie, apprenderemo le imprese di altri importanti scalatori e comprenderemo quanto la montagna, con le sue regole e le sue «lezioni», sia vicina a tutti noi.
Corbaccio, 2021
Abstract: Viktor Frankl, il celebre autore di Uno psicologo nei lager, considerava l’alpinismo un’attività per rafforzare le proprie risorse interiori: contro la paura del vuoto, contro i fantasmi del passato e contro il nazismo. Un’attività il cui ricordo gli ha consentito di sopravvivere in quattro campi di concentramento e, quando è potuto tornare ad arrampicare, la montagna è stata la cura più adatta per recuperare forza, fiducia e speranza. In montagna, nelle Alpi, lo psichiatra Viennese, celebre in tutto il mondo, tornava a essere «semplicemente Viktor» come scrive la moglie Elly Frankl, «non un alpinista eccezionale che si dedicava alla sua passione, bensì un amico della montagna dal più profondo del cuore». Michael Holzer e Klaus Haselböck hanno deciso di seguire le tracce di Frankl lungo le pareti delle Alpi da lui più amate accompagnando ogni salita con una riflessione sulla storia personale, professionale ed esemplare di Frankl. Il risultato è un libro che, con il contributo di Elisabeth Lukas, psicoterapeuta allieva di Frankl e con splendide fotografie d’epoca, restituisce un ritratto esemplare di Viktor Frankl, psichiatra, filosofo e guida alpina.
Incontri ad alta quota / Stefano Ardito
Corbaccio, 2017
Abstract: Negli "incontri" di Stefano Ardito sfilano star della montagna come Walter Bonatti e Reinhold Messner, e protagonisti dell'alpinismo di oggi come David Lama, Adam Ondra, Alexander Huber, Maurizio Zanolla "Manolo", Stefan Glowacz, Christophe Profit e Steve House. Le interviste con Edmund Hillary, Doug Scott, Jerzy Kukuczka, Chris Bonington, Nives Meroi e Simone Moro raccontano come sia cambiato nel tempo l'alpinismo himalayano. Altri "incontri", realizzati qualche decennio fa, ci permettono di scoprire delle avventure più remote. Il K2 di Fritz Wiessner, Ardito Desio ed Erich Abram, il Kenya di Felice Benuzzi, il sesto grado di Domenico Rudatis e Gino Soldà, lo Yosemite di Jim Bridwell, il Tibet di Fosco Maraini e di Heinrich Harrer. L'intervista con Pierluigi Bini racconta di arrampicate sul Gran Sasso, un massiccio molto caro all'autore. Nelle interviste, realizzate e scritte con competenza e passione, compaiono le speranze, le paure, le idee, i sogni, il ricordo di amici e compagni scomparsi. Perché l'avventura in montagna è una pagina straordinaria di vita.
Nuova ed. aggiornata
Corbaccio, 2022
Abstract: Walter Bonatti, Andrea Oggioni, Roberto Gallieni, Pierre Mazeaud, Pierre Kohlmann, Robert Guillaume, Antoine Vieille: nell'estate del 1961 i sette giovani alpinisti, fra i più forti della loro generazione, uniscono le forze per risolvere «l'ultimo problema delle Alpi» di quel periodo: il Pilone centrale del Frêney, sul versante italiano del Monte Bianco. Un uragano di proporzioni titaniche si scatena appena sotto la vetta. È il primo atto di un dramma che coinvolse, oltre agli alpinisti, le guide di Courmayeur, la stampa internazionale e la televisione, che resero questa tragedia un evento mediatico senza precedenti. Con l'aiuto di Pierre Mazeaud, oggi novantenne, Virginie Troussier ricostruisce i giorni drammatici che costrinsero a decisioni difficilissime e racconta l'amicizia che in questa circostanza legò Mazeaud a Walter Bonatti, l'indiscusso capo di questa cordata, grazie al quale riuscirono a salvarsi in tre. E mentre i media italiani crocifissero Bonatti per la morte di quattro compagni, accusandolo di aver preso le decisioni sbagliate, la Francia, grazie a Mazeaud, lo premiava con una medaglia al valore.
Ponte alle Grazie, 2022
Abstract: Il richiamo dei picchi alpini e del sole accecante d’alta quota è forte, una passione che accompagna Arthur Lochmann sin dai suoi vent’anni, parallelamente agli studi in Filosofia. In questo libro, il racconto del suo ritorno in montagna in compagnia dell’amica Juliette è scandito da spazi di riflessione che dilatano e approfondiscono il rapporto con la pratica dell’alpinismo. Il sentiero che porta al rifugio Alberto 1° – itinerario del percorso narrativo di Lochmann – culmina con una vista vorticosa sulla cima dell’Aiguille du Tour (del gruppo Chardonnet-Tour) sul versante francese del Monte Bianco: è quella la salita che lui e Juliette dovranno affrontare. I riferimenti alla filosofia permettono all’autore di accostarsi alle intense sensazioni che dominano il suo corpo durante lo sforzo dell’ascesa, acuito dagli agguati della vertigine – di cui l'autore soffre. La separazione fra mente e corpo che si è prodotta con Cartesio, il sublime di Kant, l’esistenzialismo di Sartre e l’angoscia di Kierkegaard, le voci di questi pensatori risuonano sulla roccia al punto da confondersi con essa e – grazie alla scrittura limpida e vivace di Lochmann – diventano parte integrante della scalata, fornendo ulteriori punti di appoggio per proseguire. Ciò che troveremo una volta raggiunta la vetta sarà il senso di una profonda unità con il mondo sensibile, il gusto inestimabile di ogni minimo passo e inaspettatamente, una trasformazione della vertigine da ostacolo in risorsa.
La montagna che non c'è / Anna Torretta ; con Andrea Ottolini
Piemme, 2017
Abstract: Nessuno meglio di Anna Torretta può raccontare quanto vita e montagna siano strettamente intrecciate, se non la stessa cosa. Perché ha salito pareti di roccia e cascate gelate in ogni angolo del Pianeta, perché si è imposta in un ambiente maschile. E perché forse, da donna e madre, percepisce più forte il palpito vitale della natura. C'è tutto un mondo che prende vita in queste pagine, da una scalata all'altra: la guida alpina che distrugge i segnali sul percorso, perché se non sai ascoltare le fate del bosco che ti indicano la via, non sei degno di scalare. Lola, l'alpinista rimasta paralizzata, che, grazie agli amici, torna in quota. Le tante persone incontrate nei molti viaggi, ognuna con la sua storia. La bellezza che, come l'aria, salendo si fa pura, diventa quintessenza. Attraverso le esperienze di Anna, vediamo la montagna trasfigurarsi: da posto fisico diventa la meta che si sposta ogni volta che pensi di averla raggiunta, diventa continua ricerca, l'istinto stesso che ti spinge a cercare e a cercarti. La montagna ti pone sempre un'altra sfida, come la vita.
I guardiani del Nanga / Gioia Battista
Bottega errante, 2022
Abstract: Dal 1895, data del primo tentativo documentato di scalata, il Nanga Parbat ha collezionato vite e storie incredibili. Con i suoi 8126 metri al di sopra del livello del mare, è la nona cima più alta della terra, ma rimane tragicamente in terza posizione come numero assoluto di morti. La montagna nuda. La mangiauomini. La montagna assassina. La montagna degli dei. La montagna del destino. È con questa ossessione che un giovane alpinista si avvicina al Nanga e lo fa anche attraverso Pemba, il suo compagno portatore, un uomo, un fantasma, uno specchio. Ad ogni campo base, il protagonista incrocia uno dei sette guardiani, gli esploratori che hanno perso la sfida con la montagna e ne sono rimasti intrappolati; sette storie esemplari, sette spedizioni, sette scalate (dal primo tentativo dell’inglese Albert Frederick Mummery fino ad arrivare ai giorni nostri con il polacco Tomek Mackiewicz e l’italiano Daniele Nardi) di una delle montagne più temibili della terra. Attraverso il racconto delle vite di questi uomini impareremo a conoscere le loro imprese, le passioni, la tenacia, ma soprattutto scopriremo i tormenti che spingono un giovane uomo a superare i propri limiti alla ricerca del senso più profondo della propria esistenza
Solferino, 2024
Abstract: Tra tutti i quattordici ottomila scalati tra il 1989 e il 2005, quello che è stato di gran lunga più vicino a sconfiggermi è stato l'Annapurna. Questo scrive Ed Viesturs della Dea delle Messi, come viene chiamato l'Annapurna, la montagna che più ha sentito come una sfida, fin da quando, ragazzo, aveva letto il celebre libro di Herzog Annapurna, il primo 8000. Per ben due volte, nel 2000 e nel 2002, Viesturs ha tentato la salita senza arrivare in vetta. Ci è riuscito solo nel 2005, coronando il suo sogno di scalare tutti i quattrodici ottomila. Non è la montagna tecnicamente più difficile, ma è senz'altro la più spaventosa: non c'è una via normale, non ci sono molti punti di riferimento in parete, e ovunque ci si trovi si è esposti a un elevatissimo rischio di scariche e valanghe, per non parlare di crepacci abissali. 183 sono gli alpinisti che l'hanno scalato, ma di questi 61 sono morti: un tasso di mortalità più alto di quello del K2. In questo libro Viesturs ci porta sulla montagna, ci fa entrare nella testa e nel cuore dell'alpinista come solo lui sa fare, spingendoci a condividere con gli eroici protagonisti fatiche, ansie e paure, ma anche gioia, soddisfazione e quel senso di onnipotenza che solo stare sul tetto del mondo può dare
Corbaccio, 2024
Abstract: La costante nella vita di Reinhold Messner è il vento contrario: che siano le tempeste del Polo Sud o il ghiaccio della Groenlandia, mentre arrampica da solo su strette creste, oppure sulle pareti sommitali più ripide. Ma soprattutto è nel cosiddetto mondo civile che Messner si è trovato controvento, a causa delle critiche, spesso feroci, che hanno sempre accompagnato le sue imprese. Nell’autobiografia che ha scritto in occasione dei suoi ottant’anni, si volta indietro e ricostruisce la sua visione del mondo, ripercorrendo le azioni che ha compiuto e le reazioni che ha suscitato. Chi si aspetta un Messner appagato da una vita eccezionale e pacificato con gli altri e con se stesso, rimarrà deluso. Questo libro palpita dell’eccitazione di chi per primo ha salito gli Ottomila, ha disegnato vie eleganti e impossibili, ha ridefinito la scala delle difficoltà alpinistiche, ha espresso una forte passione politica e ambientalista. E allo stesso tempo freme di sdegno contro chi ha cercato di mettere a tacere le sue verità, lo ha accusato di aver sacrificato la vita degli altri alla sua ambizione, ne ha criticato l’anticonformismo. In La mia vita controvento, Messner non fa sconti a nessuno, neppure a se stesso, ma riconosce che è proprio da tutti gli ostacoli che ha dovuto affrontare nella vita che ha tratto e trae la sua forza e la costanza di andare sempre avanti. Perché, come dice, è «il vento contrario che ti fa crescere le ali».
Il respiro dell'Everest : un cammino spirituale e ecologico / Marion Chaygneaud-Dupuy
MonteRosa, 2022
Abstract: L'avventura umana, spirituale e alpinistica di Marion Chaygneaud-Dupuy, diventata monaca buddista in giovane età e ideatrice del progetto "Clean Everest" che, nel giro di tre anni, ha rimosso oltre otto tonnellate di rifiuti dalla montagna più alta del mondo.
E' la montagna che chiama : undici giorni sul Nanga Parbat / Simon Kehrer, Walter Nones
Ronzani, 2022
Abstract: “Mi fermo un attimo a riprendere fiato. Manca poco alle quattro e una buona metà della parete Rakhiot è ormai sotto di noi. Finora le nostre scelte si sono rivelate giuste. Poi mi rimetto a salire, un metro dopo l’altro. Arrivo ad un passo dalla spianata, sto per sollevarmi e tirare su le gambe, quando all’improvviso il silenzio viene spezzato bruscamente. Sopra di me, qualcuno sta gridando. È la voce di Simon che urla il nome di Karl, ancora e ancora. Mi blocco di colpo e tendo le orecchie. Nessuna risposta. Di nuovo il silenzio della montagna”. (Walter Nones). Questo libro è il racconto vibrante e bellissimo di quanto accadde in quel Luglio del 2008. A 6000 metri di altitudine tre alpinisti italiani stanno aprendo una nuova via sull’imponente versante Rakhiot del Nanga Parbat, il più occidentale degli Ottomila. Sono Karl Unterkircher, Simon Kehrer e Walter Nones. Fino a quando un crepaccio si apre all’improvviso sotto i piedi di Karl, inghiottendolo. Nones e Kehrer proseguiranno sul difficile versante Rakhiot, portando a termine un’impresa epica – che segnerà profondamente i loro animi – in nome dell’amico e compagno di tante avventure: e quella è da allora la “Via Karl Unterkircher”. Cosa spinge i protagonisti a praticare l’alpinismo estremo? Non il brivido del rischio, la sfida o la fama, ma qualcosa di molto profondo: una passione inesausta che li porta a confrontarsi sempre con l’apparentemente impossibile, con umiltà e rispetto, il desiderio di scoperta, i momenti di riflessione, i lunghi silenzi, la fiducia nell’altro, il valore intimo dell’amicizia, a 7000 metri, chiusi dentro una tenda mentre fuori imperversa la tempesta, o davanti a un’alba che sembra la creazione del mondo. Tutto questo anche a costo della vita, una sorte toccata nel 2010 pure a Walter Nones, mentre scalava il Cho Oyu.
Discorso per un amico / Erri De Luca
Feltrinelli, 2024
Abstract: L’amicizia, la montagna e i libri si intrecciano in questo Discorso con dolcezza, gratitudine e dolore, per attraversare il lutto e andare oltre: “Per me rimani Diego, per me insisti, prosegui e io continuo e seguirti”. Una serie di fotografie seguono passo passo le parole. “In posti lontani abbiamo condiviso notti con le briciole di stelle cadenti, abbiamo respirato i loro pulviscoli incendiati dall’attrito con l’aria. Nel sonno abbiamo sentito la giravolta delle costellazioni con la Stella Polare fissa al centro, a pirolino di roulette. Abbiamo scippato certe notti così alla vita dei giorni. Distanti da candele, lampadine, fari e torri di guardia, abbiamo fissato nelle pupille la distesa dei puntini luce.” Sono pagine di commozione trattenuta, e per questo tanto più commoventi e vivide, queste che Erri De Luca dedica all’amico scomparso, seguito sui saliscendi in Himalaya, in Ecuador o nelle Dolomiti. Nell’indagare la causa della sua caduta, nel ripercorrere la via dove è morto, cercando il punto preciso del suo distacco dalla roccia, l’autore gli restituisce corpo e voce, riporta pagine dei suoi taccuini e passi dalle lettere che nel tempo si sono scritti, tracciandone un ritratto concreto e poetico – “chiamava regalo un mucchio di altre cose che a me non sembravano. La piccola nuvola scura che a cielo sereno precede il temporale, il fiore nella fessura di una parete a picco, l’incontro con uno stambecco: regali. Si ricevono e basta, magari con un grazie”. E al contempo restituisce, facendoci sentire la roccia sotto le dita, il suono degli zoccoli dello stambecco che fugge, il peso del corpo sugli appigli, l’amore comune per la montagna, la ragione stessa di scalare (scrive Diego: “questo salire al confine tra la vita e la morte mi piace e mi fa sentire intensamente la vita. In cima amo tutto e tutti”) e di leggere.
Oltre la cima / Marco Confortola
Sperling & Kupfer, 2024
Abstract: Cosa ci insegna la montagna in un mondo che cambia. «Il cambiamento c'è. Ma c'è anche la possibilità di approcciarlo, almeno nel quotidiano» scrive Marco Confortola in questo libro. E il vero protagonista di queste pagine è proprio il cambiamento, che l'autore ci invita a guarda- re attraverso l'ambiente che meglio conosce e più ama: la montagna, un punto d'osservazione privilegiato per com- prendere questioni globali - come il surriscaldamento e i cambiamenti climatici - e un'instancabile maestra di vita capace di rivelare, con i suoi segnali, la direzione che sta prendendo il mondo e gli scenari ai quali ci dobbiamo preparare. Perché le difficoltà che viviamo ogni giorno dipendono da problemi più grandi, ma possiamo difenderci. In questo senso, andare «oltre la cima» significa comprendere come l'alpinismo non sia solo una sfida con sé stessi, una ricerca di record, successi e primati, ma un modo di rapportarsi al mondo e a un ecosistema in perenne trasformazione con rispetto e spirito di adattamento. Perché ogni mutamento, positivo o negativo che sia, implica una reazione, impone un nuovo sguardo sulle cose. Marco lo ha imparato durante le sue spedizioni verso le vette più alte della Terra, lo ha appreso dopo il dramma vissuto sul K2, ma anche nel suo lavoro di guida alpina e soccorritore, o semplicemente scrutando la quotidianità nella valle nella quale è nato e vive. Solo cambiando si cresce, ci dice l'autore, e questo è un prezioso insegnamento che possiamo ricevere in dono e applicare giorno dopo giorno: nel lavoro, nei rapporti personali, nelle incombenze della vita. Basta solo andare «oltre la cima» e guardare le montagne in modo diverso.
Mountain guru : la vita di Doug Scott / Catherine Moorehead ; traduzione di Luca e Sara Calvi
Solferino, 2024
Abstract: Doug Scott (1941-2020), una leggenda dell'alpinismo britannico e internazionale, nel corso dei suoi quarant'anni di carriera ha raggiunto traguardi che sembravano oltre i limiti delle possibilità umane. In questa biografia, appassionante e documentatissima, li ritroviamo tutti, dall'Himalaya alla Nuova Zelanda, dalla Patagonia allo Yosemite, fino all'Alaska. Con un nodo centrale: le spettacolari imprese compiute tra il 1975 e il 1979, che vanno dalla conquista dell'inviolata parete sud-ovest dell'Everest insieme a Dougal Haston (culminata in una notte passata a 8750 metri in una buca nella neve) alla spettacolare ascesa al Kangchenjunga senza ossigeno, passando per l'Ogre, la montagna impossibile, scalata con Chris Bonington, l'altro mito dell'alpinismo britannico (Scott discese dalla vetta con entrambe le gambe fratturate). Al ritratto dello scalatore, ossessivo e ossessionato, Catherine Moorehead sovrappone il profilo personale di Doug Scott: un uomo riservato, contraddittorio, con una gioventù disordinata e tre matrimoni tempestosi, e giunto infine a una maturità, interiore e alpinistica, cui ha contribuito un interesse profondo per il buddhismo. E tutto questo senza dimenticare il suo impegno filantropico speso per tutta una vita in favore dei nepalesi: con la sua associazione Community Action Nepal, ancora molto attiva, ha fondato scuole e presidi sanitari nelle regioni più remote. Per le sue imprese, Doug Scott ha ricevuto il Piolet d'Or alla carriera, il terzo alpinista dopo Walter Bonatti e Reinhold Messner.