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Trovati 217 documenti.
La via perfetta : Nanga Parbat, sperone Mummery / Daniele Nardi ; con Alessandra Carati
Einaudi, 2019
Abstract: L'avventura di un uomo che, partendo dalla provincia di Latina, tra difficoltà e pregiudizi ha lasciato la propria firma nel mondo dell'alpinismo estremo. «Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra continui a scrivere questo libro, perché voglio che il mondo conosca la mia storia». Daniele Nardi, 2019. Sulla Terra ci sono quattordici montagne che superano gli 8000 metri: il Nanga Parbat è una di queste. La nona in ordine di altezza e una delle piú difficili; in particolare se la si affronta dallo sperone Mummery, che nessuno ha mai salito. Nei suoi cinque tentativi di conquistare la vetta in invernale, Daniele Nardi lo ha provato quattro volte. Quel «dito di roccia e ghiaccio che punta dritto alla vetta» aveva catturato la sua immaginazione. Un percorso cosí elegante da sembrare perfetto. L’impresa di Nardi e del suo compagno di cordata Tom Ballard si è interrotta a un passo dalla conclusione, ma Daniele, come fa ogni alpinista, aveva messo in conto che potesse accadere, e si era rivolto ad Alessandra Carati. Hanno lavorato insieme per quasi un anno. Alessandra lo ha seguito al campo base del Nanga Parbat e, dopo essere rientrata in Italia, è rimasta in contatto con lui fino all’ultimo giorno. Nella posta elettronica aveva un’email che era un impegno: terminare il racconto che Daniele aveva iniziato. «Un alpinista è un esploratore, non resiste a una via di cui si è innamorato, non può sottrarsi al desiderio di tentarla. Perché la visione iniziale è diventata un’idea, e l’idea un progetto a cui pensa tutti i giorni e a cui dedica le sue energie migliori».
I sogni non sono in discesa / Simone Moro
Rizzoli, 2019
Abstract: La vita di Simone Moro è un potentissimo sogno verticale. È una vertigine scatenata da una passione assoluta, divorante. Quella passione che è la forza propulsiva indispensabile per realizzare grandi imprese, per andare oltre.Dopo diversi libri dedicati a singoli momenti ed esperienze – dalla tragedia dell’Annapurna alla storica conquista del Nanga Parbat in inverno, alle attività con l’elicottero –, Simone Moro, avendo appena superato il crinale dei 50 anni, sente ora l’esigenza di ripercorrere il proprio cammino di alpinista per coglierne l’evoluzione e soprattutto il senso profondo. In questo libro importante sceglie quindi una serie di imprese emblematiche che non ha mai raccontato e le utilizza per seguire il filo della sua biografia e capire i passaggi da un periodo all’altro, le difficoltà e le reazioni a esse, la graduale crescita della consapevolezza. Cominciando con lui bambino che intuisce la propria strada mentre ammira dal basso le Dolomiti, passa poi alle numerose tappe successive, dall’arrampicata sportiva all’alpinismo in alta quota in Himalaya, dalla voglia di esplorazione che lo ha portato in Patagonia ai grandi incontri (con Brukreev, Urubko…), dall’Everest con il padre-maestro Curnis ai campionati russi…, per poi naturalmente soffermarsi su diverse più recenti sfide invernali.Caratterizzato dall’irresistibile affabulazione di Moro ed emozionante come un romanzo d’avventura, I sogni non sono in discesa non si pone quindi come una semplice autobiografia, ma assume particolare valore in quanto, pagina dopo pagina, svela agli occhi di tutti noi quella urgenza interiore («Siate affamati, siate folli.») che distingue i grandi atleti e chi in generale rie-sce a raggiungere traguardi eccezionali spinto dalla propria passione. È una lettura che ispira e cattura, suggerendo quanto la vita e il mondo abbiano da darci.
Layla nel regno del re delle nevi / Reinhold Messner ; illustrazioni di Davide Panizza
Erickson : BQE, 2019
Abstract: La storia di una bambina che, seguendo il proprio papà in capo al mondo, riflette su quali sono i valori importanti per lei.
BUR, 2020
Abstract: Quella di Moro per il Nanga Parbat è una folgorazione, una scintilla scoccata sulle pagine dei libri che Simone leggeva da ragazzino, dove si narravano le imprese straordinarie di alpinisti come Albert Mummery, Hermann Buhl e Reinhold Messner che su quella montagna avevano lasciato una traccia e in certi casi, tragicamente, anche la vita. Con il tempo la scintilla si è ravvivata fino a diventare una passione travolgente, un amore vero e proprio per una cima maestosa che, nel tempo, aveva continuato a respingere molti alpinisti. Nell’estate del 2003 finalmente Moro può toccarne con mano le pareti e il suo tentativo di raggiungerne la vetta fallisce. Ma non è affatto la fine del sogno, anzi è solo l’inizio di un corteggiamento paziente, durato tredici anni, che l’autore racconta in questo libro avvincente ed emozionante. Tredici anni e tre tentativi invernali fatti di imprevisti, sorprese, nuove vie e nuove cordate, valanghe e bufere di neve, crepacci, grotte di ghiaccio, venti a 200 chilometri orari e cieli limpidi... Ma soprattutto fatti di scalate compiute un passo dopo l’altro, con la tenacia che serve a non mollare e con il rispetto costante per la montagna, la natura e i limiti dell’uomo. «26 febbraio: il tempo si dilata. Ormai era così che lo percepivamo: aumentato, surreale, lento. Ognuno di noi era diventato un automa, focalizzato esclusivamente sul proprio ritmo, sulla propria fatica, sui propri problemi. Eravamo oltre i 7800 metri. Nessuno parlava più da tempo, concentrati come eravamo a mettere un passo davanti all’altro, sette per l’esattezza, fermarci, guardare verso l’alto, nella speranza che quei sette passi avessero fatto il miracolo di avvicinare la vetta che invece sembrava rimanere inesorabilmente lontana da noi.» Il corteggiamento finisce quel giorno. Alle 15:37 Simone Moro – in cordata con Tamara Lunger, Alex Txikon e Ali Sadpara – arriva sulla vetta del Nanga Parbat coronando un sogno durato trent’anni ed entrando nella storia dell’alpinismo.
Respira con me / Raffaella Romagnolo
Pelledoca, 2019
Abstract: Amedeo non ha dubbi: suo padre è un bastardo e la gita su Punta Libertè gli suona quasi come una punizione. A scuola non ci va più da un mese, ma in casa nessuno lo sa. E ora questa strana idea. Due giorni interi da solo con il padre. Da dietro il ciuffo di capelli lunghi, Amedeo osserva la vallata, la cima a 3.400 metri e il punto da cui inizia il percorso, fino al rifugio Fontanafredda, prima tappa della scalata. Zaino, scarponi, qualche ricambio, giacca pesante e soprattutto niente cellulare. La montagna è una galera, solo salita e sassi, e lui è stanco morto. La parete rocciosa gli mette paura. Il ricordo della madre, morta in un incidente lo accompagna per tutto il tempo e il fastidio per la compagnia del padre si fa sempre più forte. L’unico antidoto è pensare a Lucilla, la nuova compagna di scuola, silenziosa e solitaria. Una sosta per la notte, in un vecchio casotto, e poi di nuovo in marcia, fino alla vetta, tra strapiombi. Il ritorno è un abisso di rocce e una frana che blocca il padre, schiacciandogli una gamba. Senza cellulare è impossibile chiamare i soccorsi e per Amedeo inizia una corsa contro il tempo e soprattutto contro le sue paure per cercare un aiuto e salvare suo padre.
Ogre : il Settemila impossibile / Doug Scott ; traduzione di Oreste Daglino
Corbaccio, 2019
Abstract: Dopo mesi di preparativi e settimane di permanenza sulla montagna con il resto del team, il pomeriggio del 13 luglio 1977 Doug Scott e Chris Bonington raggiungono la cima dell'Ogre, sono i primi alpinisti in assoluto a conquistare quella vetta tra le più difficili al mondo. Un breve attimo di sosta per riprendere fiato, assaporare il successo e contemplare lo spettacolare panorama, e poi iniziano a muovere i primi passi per rientrare al campo prima che sia troppo tardi. Sono esperti, i migliori esponenti di una nuova generazione di alpinisti britannici che sta conquistando il mondo, sono affiatati compagni di cordata. Ma Doug è anche stanco, il sole è appena tramontato, è buio. La giornata è stata calda, ma adesso cala il gelo, il vento ghiaccia tutto. Anche un rivolo di acqua di cui, durante la salita, non si era nemmeno accorto. Appoggia il piede, scivola, vola. E dopo un terrificante pendolo si arresta di schianto contro la roccia, entrambe le gambe rotte. Gli altri, Tut, Nick e Mo, li hanno visti e stanno arrivando, ma per aiutare il compagno anche Chris cade, fratturandosi le costole. Inizia così l'odissea della discesa, una delle epopee alpinistiche più straordinarie di sempre. Bisogna tornare a casa. Se non sani, almeno salvi. Bisogna farcela. E ce la faranno, perché sono disperati, perché anche nel momento più buio riescono a non prendere troppo sul serio la loro situazione, perché sono amici. Perché sono uomini umili, gente modesta del nord dell'Inghilterra, con un'unica passione: la montagna.
Il lupo che scalava le montagne / testo di Orianne Lallemand ; illustrazioni di Eléonore Thuillier
Gribaudo, 2019
Abstract: La signorina Yeti è molto preoccupata: sono settimane che non ha notizie del suo papà. Per fortuna c'è Lupo! Lo vedremo partire per un'avventura folle che lo porterà sulle più belle montagne del mondo, alla ricerca del misterioso Yeti, l'uomo delle nevi. Un viaggio affascinante, ma tutto in salita!
L'inferno sulla vetta / Paolo Mazzarello
Bompiani, 2019
Abstract: Raffaello (Jello) Zoja, ventisette anni, e suo fratello Alfonso, di otto anni più giovane, sono i figli dell'anatomista Giovanni Zoja, che ha aiutato Cesare Lombroso a sviluppare le sue indagini di antropologia criminale. Nell'ateneo di Pavia, dove il padre insegna, i due sono già avviati a promettenti carriere universitarie. Il 24 settembre 1896 intraprendono la scalata al monte Gridone, nei pressi del lago Maggiore, in compagnia dell'alpinista Filippo De Filippi. Tutto va bene fin verso mezzogiorno, quando si scatena un'improvvisa tormenta di neve che costringe i tre a rientrare. Ma i due fratelli non riusciranno a tornare a casa. Muovendo da questa vicenda tragica, Mazzarello ripercorre la storia dell'università di Pavia che grazie ai contributi di Spallanzani, Volta e Golgi acquisisce prestigio internazionale, e ci restituisce un quadro dell'ambiente accademico pavese, attraversato nel corso dell'Ottocento da animate discussioni sulle grandi questioni del tempo (il darwinismo, l'anticlericalismo, il positivismo...). In questo contesto i due fratelli Zoja si muovono da protagonisti, finché il destino all'improvviso non rimescola quelle carte di cui la filosofia del tempo credeva di aver svelato tutti i trucchi.
BUR, 2015
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954. Alle 18 gli italiani conficcano il tricolore sulla vetta del K2, la seconda montagna più alta del mondo. Gli alpinisti della spedizione vengono celebrati come eroi da una nazione che sta ancora facendo i conti con le umiliazioni e la miseria derivate dall'ultima guerra. Ma la versione ufficiale sull'impresa alimenta veementi polemiche. La più importante, quella che durerà per oltre mezzo secolo, riguarda la ricostruzione delle ore che precedettero la conquista. Bonatti rischiò la vita passando la notte sul ghiaccio, all'aperto, a ottomila metri: perché? I pakistani pensarono che volesse precedere i suoi compagni sulla cima: era possibile? Compagnoni e Lacedelli, gli alpinisti che raggiunsero la vetta, dissero che le bombole di ossigeno si esaurirono duecento metri più in basso: che cosa era successo? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni smontò le bugie che lo riguardavano e ricostruì pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come la verità di un "giallo alpinistico" che ha emozionato il mondo.
La montagna dentro / Hervé Barmasse
Laterza, 2015
Abstract: Uno degli ultimi eredi dei grandi alpinisti del passato racconta la sua storia. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.
Corbaccio, 2019
Abstract: Arturo e Oreste Squinobal, falegnami e guide alpine, sono state due figure uniche di montanari. Nell'epoca d'oro dell'alpinismo italiano - quella dei Bonatti, dei Mauri, dei Cassin, dei Ferrari - hanno compiuto imprese straordinarie sulle Alpi, in Himalaya e in particolare sul Kangchendzonga che Oreste salì nel 1982 senza ossigeno, ma sono rimasti sempre fedeli alle proprie radici. Nati nella valle di Gressoney, sono cresciuti immersi nel paesaggio e nella cultura waiser e hanno sviluppato un atteggiamento di umiltà e di amore per la montagna che hanno saputo trasferire tanto nel mestiere di falegnami quanto in quello di guide alpine. La storia dei fratelli Squinobal, raccontata e pubblicata per la prima volta nel 1985 da Maria Teresa Cometto, che con loro ha scalato e che ha vissuto nella stessa valle, mantiene intatti, a più di trent'anni di distanza e a quindici dalla prematura scomparsa dí Oreste, l'incanto e la forza esemplare di due vite vissute in piena armonia con la natura e nel rispetto profondo per la montagna, intesa come espressione di rigore, di libertà e di gioia.
Corbaccio, 2018
Abstract: Fotografi di talento di tutto il mondo hanno selezionato per quest'opera le proprie fotografie più spettacolari, commentate e illustrate dal giornalista e alpinista Guillaume Vallot. In solitaria su una parete di 900 metri, tra gli arabeschi dell'alta quota, in equilibrio su una cresta o sul filo di una highline, su un pendio di neve o in un couloir di ghiaccio... lo spettacolo della montagna è ovunque. Anche nella semplice contemplazione di una luce radente che illumina, come da un faro celeste, un lago color smeraldo. Sfogliando le pagine di "Montagna Spettacolare" sentiremo i cristalli di neve sul volto, le nostre dita cercheranno di aggrapparsi a un appiglio immaginario, a volte proveremo una stretta allo stomaco e, sempre, resteremo senza fiato di fronte alla bellezza dello spettacolo che si spalanca dinanzi ai nostri occhi.
K2 : il nodo infinito : sogno e destino / Kurt Diemberger
Nuova ed.
Corbaccio, 2018
Abstract: La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile Alpi occidentali; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986. Kurt e Julie trovarono alla base della montagna un villaggio, dove si incontrano le più svariate personalità dell'alpinismo. Un appuntamento tragico: le speranze, qualche successo, le prime tragedie. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, il dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas, prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si addormenta per sempre, poi man mano, anche i compagni muoiono.
Il volo del corvo timido : l'Annapurna e una scalata d'altri tempi / Nives Meroi
Rizzoli, 2019
Abstract: In Non ti farò aspettare l'autrice aveva raccontato il suo ottomila più difficile, il Kangchendzonga, su cui si era evidenziata la malattia di Romano, marito e compagno di cordata amatissimo. Questo libro riparte da lì per passare a un'altra vetta difficile, l'Annapurna, conquistata da N&R nel 2018, che ha insegnato loro profonde verità come solo la montagna può fare. Nives e Romano si sono trovati al campo base con degli alpinisti cileni forti ma inesperti. Solo una collaborazione fra tutti ha permesso che arrivassero in cima mettendo in discussione certezze e aprendo domande che fanno riflettere sulla vita: quanto conta l'individuo davanti alla Natura? Cos'è utile? Cosa superfluo? Vale di più la forza o l'esperienza?
La scalata dell'Everest / Pierdomenico Baccalario
EL, 2017
Abstract: 1953: Ed Hillar.y e Tenzinc Norgay partono per conquistare l'Everest. Il viaggio è arduo tra rocce e ghiacciai, ma i due sognano una cosa sola: arrivare per primi sul tetto del mondo.
Nuova ed.
Newton Compton, 2018
Abstract: Ascensioni che hanno fatto la storia e hanno segnato traguardi per l'uomo, che hanno consegnato alla memoria alpinisti d'eccezione, capaci di ingaggiare una sfida con la natura selvaggia. Vincendola, o comunque diventando celebri per la loro tecnica e per il loro coraggio. Ogni salita è il tramite per narrare un'avventura nella quale montagna e uomo sono protagonisti a pari titolo. Stefano Ardito ricostruisce le grandi imprese che hanno visto gli alpinisti misurarsi con le più alte vette, dalla conquista del Monte Bianco nel 1786 a quella del Cervino nel 1865, dalle vie di sesto grado delle Dolomiti negli anni Trenta, alla conquista dell'Everest e del K2, fino alle imprese di Walter Bonatti e Reinhold Messner. Oggi, accanto alle Alpi e all'Himalaya, sono di scena le pareti della Patagonia, del Madagascar e dell'Artico. Un percorso ad alta quota attraverso i secoli e i continenti.
Fabbri, 2018
Abstract: Manolo. Il Mago. O, semplicemente, Maurizio Zanolla. Un ragazzo cresciuto in un ambiente che vedeva le montagne solo come fonte di pericoli, e che un giorno, quasi per caso, ha scoperto il fascino della roccia. Un mondo verticale retto da regole proprie, distante da costrizioni e consuetudini della società, capace di imprimere una svolta al suo destino. Così, al rumore della fabbrica e a una quotidianità alienante si è sostituito il silenzio delle vette. Uno dei più grandi scalatori italiani e internazionali, che ha contribuito a cambiare per sempre il volto dell'arrampicata, racconta per la prima volta come ha scelto di affrontare le pareti alleggerendosi di tutto, fino a rifiutare persino i chiodi. Nella convinzione che la qualità del viaggio fosse più importante della meta, e che ogni traguardo portasse con sé una forma di responsabilità. La famiglia, gli affetti, le esperienze giovanili, gli amici delle prime scalate, le vie aperte spesso in libera e in solitaria, il tentativo di conquistare gli ottomila metri del Manaslu, fino a "Eternit" e "Il mattino dei maghi": Maurizio Zanolla ripercorre gli anni - tra i Settanta e gli Ottanta - che l'hanno portato alla celebrità. Non un elenco di scalate, o delle vie più difficili, ma l'affresco delle esperienze più significative, più intense e toccanti, di una vita vissuta alla ricerca dell'equilibrio.
Il cielo sopra l'Everest / David Lagercrantz ; traduzione dallo svedese di Carmen Giorgetti Cima
Marsilio, 2018
Abstract: Nel maggio del 2000, in Nepal, una spedizione organizzata dal ricco e famoso stilista Paulo Villari si appresta a scalare la montagna più alta del mondo. A capo del gruppo composto da alpinisti dilettanti, c'è Giuseppe Cagliari, amico d'infanzia di Villari, riconosciuto come la guida più esperta dell'Everest. Ma Cagliari è sotto pressione e le tensioni all'interno della spedizione sono alle stelle. Nell'aria rarefatta della montagna, la sua capacità di giudizio si appanna e conduce gli alpinisti in vetta troppo tardi. Durante la discesa, il tempo peggiora e la spedizione viene bloccata da una violenta tempesta. Mentre la situazione diventa sempre più disperata, vecchie ferite si riaprono e tra i membri del gruppo cominciano a serpeggiare follia e allucinazioni.
A un soffio dalla fine / Beck Weathers e Stephen G. Michaud ; traduzione di Adria Francesca Tissoni
Corbaccio, 2015
Abstract: Il 10 maggio 1996 nove alpinisti restano vittime di una tormenta sotto la vetta dell'Everest. Il giorno seguente, a uno di questi alpinisti viene data una seconda chance: il suo nome è Beck Weathers, è un medico: si risveglia dal coma profondo da ipotermia al campo base, dopo esservi arrivato in condizioni disperate. Al punto che i suoi compagni per potersi mettere in salvo hanno dovuto abbandonarlo al suo destino "segnato". Solo la moglie non si arrende e organizza una rischiosissima missione di salvataggio... La tragica spedizione del 1996, quando sul tetto del mondo erano presenti i più celebri alpinisti del momento, Ed Viesturs, Scott Fischer, Rob Hall, Anatolj Bukrev, è stata raccontata da Jon Krakauer in "Aria sottile", che, insieme alla testimonianza di Beck Weathers, ha ispirato il film "Everest".