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Trovati 282 documenti.
I lupi e l'agnello : omicidio e processo a Brescia / Sergio Arcai
Santelli, 2024
Abstract: L'avvocato Gregorio Massaro, di mezza età, abbastanza insoddisfatto della vita, penalista senza infamia e senza lode, si vede capitare tra capo e collo la difesa di un giovane rumeno arrestato per omicidio e sfruttamento della prostituzione. Avrebbe ucciso a colpi di mazza da baseball una giovane prostituta rumena. Massaro all'inizio è scettico, ma pian piano, nonostante gravi prove a carico del giovane, si convince sempre più della sua innocenza e del fatto che lo stesso rivesta il ruolo del capro espiatorio. Con l'aiuto dei membri del suo piccolo studio e soprattutto dell'amico di sempre, avvocato Flavio Grossi, combatterà con ogni possibile mezzo per dimostrare l'innocenza del giovane.
Antiche voci da Salem / Adriana Mather ; traduzione di Leonardo Taiuti
Giunti, 2016
Abstract: Salem, ai giorni nostri: Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, inspiegabilmente in coma, ma la città non è disposta ad accoglierla a braccia aperte. Oltre tre secoli prima Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, e i rancori che hanno spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Samantha si trova isolata, avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi, discendenti dalle presunte streghe. Passato e presente si intrecciano in un groviglio pericoloso. Neppure Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto da Samantha, è immune al rancore e le cose si complicano ancor più quando lei entra in contatto con l'affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano periodicamente un terribile tributo di morti. C'è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.
Libro bianco / Piero Scanziani
Utopia, 2023
Abstract: Ferito a morte con tre colpi di rivoltella, Pablo si ritrova all'improvviso in una dimensione metafisica, un luogo dove gli uomini, dopo la fine, convergono. Lo stupore è enorme, ma presto il protagonista intuisce di non essere affatto solo. Un numero infinito di persone lo circonda: sono vissute in aree diverse del mondo, hanno avuto culture e religioni proprie e, ovviamente, hanno lasciato la vita in vari modi. Sembra che in molti, attraversando una vasta pianura e raccontando la propria storia umana, siano spinti da una forza suprema verso un unico luogo. Presto Pablo scopre la verità. Non solo è diretto, insieme agli altri, verso un tribunale presieduto da un'autorità ultraterrena, ma in quel tribunale sta per celebrarsi un processo all'umanità, incarnata dal primo uomo, Adamo, l'imputato per antonomasia. Pablo è smarrito, ma un'ulteriore notizia lo sconvolge del tutto. Non assisterà in silenzio al processo, dal momento che dovrà prendervi parte come difensore dell'imputato e, in fondo, come difensore di se stesso e di tutta la stirpe umana. Il rito ha inizio. Il peccato, prova a suggerire Pablo nella sua arringa, non è una scelta dell'uomo, è l'essenza stessa della vita: benché ognuno, a partire da Adamo, ambisca a un ritorno nell'Eden, il luogo dove gli opposti convergono e il dolore è sconosciuto, la sua stessa natura allontana l'uomo dalla perfezione e lo condanna alla sete, alla fame, al sonno e a ogni bisogno mediocre, nella prigione del tempo. Il processo è complesso e la sentenza finale spaventa tutti. Che sorte attende Adamo e, con lui, Pablo e ogni uomo? Che cosa ci aspetta dopo il giudizio universale?
Einaudi, 2025
Abstract: «Quando sono venuta a sapere dei crimini commessi su Gisèle Pelicot, mi sono resa conto che in quei fatti si condensavano tutte le questioni filosofiche che mi appartengono da sempre. In un primo momento, ero indecisa se andare in tribunale, poi mi sono arresa all’evidenza: come filosofa e come donna dovevo assolutamente scrivere di quel caso, del dibattimento, dell’esperienza vissuta lì. Ma anche tentare di rispondere a una domanda che mi ossessiona: è possibile vivere con gli uomini?» Per tre mesi Manon Garcia ha seguito le udienze del processo Pélicot. Cinquanta uomini sono stati accusati di avere ripetutamente violentato una donna con la complicità di suo marito. Le età, le storie, i profili così diversi degli imputati spalancano ancora una volta il tema della banalità del male.
Domanda di grazia / Gabriele Romagnoli
SEM, 2024
Abstract: Un giorno Gabriele Romagnoli entra in corte d'assise, a Bologna. È lì per l'imputato: Andrea Rossi. Non lo vede da anni, sa che ha sei figli, ha ereditato dal padre uno studio e fa il commercialista. Ma Romagnoli lo ricorda ancora adolescente, campione di pallavolo, popolare tra le ragazze, pieno di talenti e speranze. Adesso Andrea Rossi è invece accusato dell'omicidio di Vitalina Balani, settantenne ex-infermiera che aveva sposato un ricchissimo imprenditore immobiliare, invalido al 100 per cento. In due anni Vitalina aveva prestato ad Andrea due milioni di euro. Prove non ce ne sono, ma il movente e molti indizi portano gli inquirenti ad abbandonare in fretta le altre piste e a considerare il caso risolto. È assurdo, difficilissimo far combaciare l'immagine di quel ragazzo buono e sempre gentile con quella di uno spietato assassino. Se è lui il colpevole, come può starsene lì seduto, con aria mansueta, proclamandosi innocente? E se davvero è innocente, perché di fatto rinuncia a difendersi degnamente? Romagnoli ricostruisce il caso con la lucidità del reporter, la profondità dello scrittore e l'umanità dell'amico, e dà vita a una riflessione sulla giustizia e sul destino, sulle ragioni e le colpe che intessono l'esistenza umana. Con pazienza smantella ogni certezza, affidando al fallibile giudizio umano il mistero di un delitto e del suo castigo, e chiedendo infine che per Andrea Rossi si apra una possibilità di grazia.
Mondadori, 2025
Abstract: "L'avvocato del diavolo" immagina un futuro distopico in cui la Russia è governata da un nuovo regime dopo l'improvvisa caduta del Leader Nazionale, chiara trasfigurazione dell'attuale presidente Putin. Il neoeletto governo, promettendo una rivoluzione democratica, lancia un piano di Ristrutturazione Totale per ridare speranza al popolo e all'Occidente. Quando Boris Turgencikov, uno scrittore dissidente perseguitato dal vecchio esecutivo, torna in Russia per assistere ai cambiamenti messi in atto al suono dello slogan "Onore e Onestà", resta invischiato in una surreale vicenda giudiziaria. Ingaggiato da una attivista dei diritti umani, si trova a fare da difensore al vicesegretario del morente Leader Nazionale, diventato il capro espiatorio, il diavolo, il vero fautore di tutte le nefandezze del vecchio regime. Nel corso del processo, emerge un quadro di manipolazione politica e propaganda del tutto identico a quello del regime precedente, e Boris scopre che la libertà tanto promessa è solo un'illusione. Boris Akunin riflette sul presente della Russia e, citando l'introduzione di Paolo Nori, "prova a immaginare un futuro possibile, in bilico tra la migliore e la peggiore delle ipotesi". Oltre che un'aperta denuncia dei fatti e delle persone reali che compaiono tra le pagine, "L'avvocato del diavolo" è nella sua essenza una satira spassosa e feroce contro tutti i regimi e contro ogni limitazione della libertà di espressione
Ristampa anastatica
Mondadori libri, 2023
Abstract: Con il diffondersi della peste a Milano nel XVII secolo, due innocenti furono ingiustamente accusati, processati e incriminati per essere responsabili del contagio pestilenziale tramite sostanze misteriose. L'accusa, infondata, proveniva da una donna del popolo, Caterina Rosa. Nell'estate del 1630, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere) vennero condannati alla pena capitale e la casa-bottega di Mora destinata alla distruzione. Una colonna venne eretta sulle sue macerie, per divenire monumento all'infamia e alla memoria. Un'opera con cui il Manzoni mette in luce l'errore dei giudici, il loro abuso di potere e, soprattutto, la totale assenza di buonsenso e comprensione.
Le sorelle della notte / Antonella Forte
Piemme, 2025
Abstract: Liguria di Ponente, 1588. Quando si presenta davanti al palazzo adibito a prigione nel borgo di Triora, sulle Alpi liguri, Franchetta Borrelli allontana i pensieri, cancella la paura dallo sguardo e si prepara ad affrontare l'inferno. La carestia che ha colpito la regione ha segnato l'inizio di una persecuzione feroce e capillare nei confronti di tutte le donne che da generazioni tramandano la conoscenza delle erbe e vivono in armonia con la natura. Bollate come streghe, le Sorelle, così si chiamano tra di loro, sono state torturate, in alcuni casi uccise. Franchetta ha già sperimentato sulla sua pelle la spietatezza del commissario De Scribani, ma ha deciso di costituirsi per cercare di salvare le sue compagne. De Scribani, però, non ha intenzione di fermarsi. Le Sorelle, legate da un patto di fedeltà, affrontano insieme il terrore degli arresti, dei processi e delle atrocità commesse dai rappresentanti del potere. Si nascondono nel bosco, là dove conoscono ogni ombra e le proprietà di ogni pianta. La lotta delle donne di Triora, sempre più disperata, non si fermerà alle mura del villaggio. Raggiungerà Genova e l'Inquisizione di Roma, costretta a interessarsi di un caso tanto cruento. Franchetta, Antonina, Bianchina, Magdalena, Battistina. Quella delle Sorelle di Triora è una corale storia di lotta contro un potere cieco e bigotto. Antonella Forte, con rigore storico e con una grandissima verve romanzesca, racconta la loro coraggiosa resistenza
La banalità del male : Eichmann a Gerusalemme / Hannah Arendt ; traduzione di Piero Bernardini
Milano : Feltrinelli, 2025
Abstract: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il New Yorker, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt banale, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
Un eroe borghese / Corrado Stajano ; prefazione di Cesare Garboli
Il Saggiatore, 2016
E io ti querelo : una storia della libertà di espresssione in dieci processi / Caterina Malavenda
Marsilio, 2025
Abstract: È l’esordio di una giornata tra le tante nella vita che Caterina Malavenda conduce da quando, nella Milano degli anni ottanta, dove si è trasferita dal Sud, ha cominciato la sua attività. Allora non immaginava che avrebbe incontrato sul suo cammino maestri dell’inchiesta come Fabrizio Gatti, volti che hanno fatto la storia della tv come Michele Santoro, che avrebbe assistito direttori come Ferruccio de Bortoli e personaggi come Oliviero Toscani, o «incrociato i codici» con gli avvocati di Silvio Berlusconi. Né che sarebbe arrivata a difendere in tribunale alcune tra le principali testate giornalistiche. Tra esaltanti vittorie e cocenti delusioni, racconta dieci casi fra i più significativi che ha affrontato, per dare conto di come si può tentare di bloccare inchieste scomode e intimidire chi con il suo lavoro risulta fastidioso. Il processo per diffamazione è infatti «una trappola da cui per un giornalista è difficile uscire indenne, anche se ha svolto un lavoro egregio e ha raccontato la verità». Ogni udienza ha il suo corso, ogni teste le sue asperità, ogni documento almeno una doppia lettura e ogni protagonista la sua strada: chi si è affidato a un taccuino e chi si è infiltrato in un centro per stranieri; chi ha parlato da maestro dell’eloquio e chi ha saputo ribaltare una situazione impossibile; chi ha creduto di poter cambiare il mondo e chi sarà ricordato per uno scoop.
Perché ero ragazzo / Alaa Faraj ; postfazione di Alessandra Sciurba
Sellerio, 2025
Abstract: Nell'agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l'Italia dista 500 chilometri, circa un'ora di volo, Alaa ha appena 20 anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l'Italia, un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l'unica strada è salire a bordo di un barcone con due amici, anche loro calciatori. Durante quella maledetta traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa afferma da anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale. Ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in una lingua naturalmente delicata, ironica, piena di stupore. Lo ha scritto lettera dopo lettera, inviandole ad Alessandra Sciurba, conosciuta in carcere durante un laboratorio, da anni la voce e il volto della battaglia di Alaa per la verità. \"Perché ero ragazzo\" è il racconto di un viaggio fatto di speranze e pericoli, l'indecenza delle morti per mare, l'arresto, la condanna, i primi 10 anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo sbigottito e una paradossale fiducia nello Stato: le indagini forse frettolose, sulla base di poche testimonianze di persone sotto shock, la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato. La sua battaglia per la libertà è diventata la battaglia di scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d'inchiesta, programmi Rai, Le Iene, quotidiani nazionali, un'attenzione che non accenna a scemare. Sono più di 3.000 le persone arrestate negli ultimi dieci anni in Italia come «scafisti» - nella sentenza dei giudici «l'ultima ruota di un mostruoso ingranaggio del traffico di vite umane» - ma è noto che i trafficanti, quelli veri, rimangono a casa senza rischiare, spesso agendo in continuità con le autorità del loro paese, e non solo.
Le roi est mort? : i processi a Luigi 16. e Maria Antonietta / Filippo Danovi
Pisa : Pacini giuridica, 2022
Bologna : Pendragon, 2024
Contemporanea ; 86
Abstract: Febbraio 1967, Milano, stazione di servizio Esso di piazzale Lotto. È notte fonda. Al termine di una rapina finita male, il benzinaio cade per terra ucciso da un colpo di pistola. L’omicida arraffa un bottino di appena 8.660 lire e si allontana tranquillamente, ma un automobilista di passaggio ha il tempo di vederlo, per poi descriverlo alla polizia. L’assalto suscita molto scalpore e i giornali battezzano il malvivente “il biondino di piazzale Lotto”. Inizia così un lungo iter processuale che vede protagonisti carabinieri, poliziotti, avvocati, PM, giudici, imputati e testimoni, in un susseguirsi di interrogatori, confessioni, ordinanze e colpi di scena, alla ricerca della verità. Per l’assassinio era stato inizialmente arrestato e processato un innocente, ma alla fine si scoprirà che nella vicenda erano coinvolti giovani che diverranno negli anni successivi militanti di spicco della destra eversiva e che l’episodio si colloca all’alba della strategia della tensione, definita dal giudice Guido Salvini come “una serie di attentati terroristici, inizialmente dimostrativi, comunque non rivendicati, effettuati in luoghi pubblici, mirati a creare paura e a fare in modo che la maggioranza della popolazione chiedesse una sterzata autoritaria”. Con un'intervista al giudice Guido Salvini.
Eichmann : il gestore della "soluzione finale" / Giulia Baj, Tullio Scovazzi
Corriere della sera, 2019
Abstract: 1960: un’unità del Mossad cattura clandestinamente a Buenos Aires Ricardo Klement, un emigrato tedesco. Questo causa una crisi diplomatica tra Argentina e Israele, risolta con il ricorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Klement è il falso nome dietro cui si cela Adolf Eichmann, l’ufficiale nazista responsabile del trasporto verso lo sterminio di milioni di ebrei, che Israele vuole giudicare. Inizia a Gerusalemme un processo durante il quale molti testimoni descrivono nei dettagli non solo la figura dell’imputato, ma anche il vero significato dell’eufemismo “soluzione finale”. Nonostante il tentativo di Eichmann di passare per un insignificante burocrate, la condanna sarà la morte.
Newton Compton, 2022
Abstract: Per oltre quarant'anni nessuno ha mai sospettato che Anthony Sawoniuk, tranquillo controllore ferroviario della stazione di Londra, fosse uno spietato criminale, un mostro senza pietà. Nato in un piccolo paese dell'odierna Bielorussia, abitato da una maggioranza di persone di religione ebraica, Sawoniuk, di madre polacca e padre ignoto, si arruolò immediatamente dopo l'invasione nazista nella polizia tedesca incaricata di rastrellamenti ed esecuzioni degli ebrei. Durante tutti gli anni del secondo conflitto mondiale si macchiò di orrendi crimini di guerra, tradendo e uccidendo persone con cui aveva trascorso infanzia e giovinezza. Nel 1946, una volta finita la guerra, riuscì a stabilirsi nel Regno Unito dichiarandosi un patriota polacco e, grazie a un'errata trascrizione del nome, a far perdere le sue tracce. Fu assunto dalle ferrovie di Stato e, conducendo una vita apparentemente irreprensibile, diventò cittadino inglese e lavorò fino al giorno della pensione. Nel 1999, quando la macchina investigativa russa, a caccia di nazisti espatriati, cominciò a condividere con gli altri Paesi il frutto delle lunghe e difficili ricerche, fu rintracciato e portato davanti ai giudici. Il processo, durante il quale Sawoniuk si dichiarò "amico degli ebrei", passò alla storia, e la durissima testimonianza di un suo ex compagno d'infanzia fu determinante per fargli avere ben due condanne all'ergastolo. Il timido bigliettaio di Londra finì i suoi anni in un carcere di massima sicurezza e morì all'età di 84 anni. Questo libro racconta la sua storia.
Fango : l'omicidio Calabresi e la sinistra italiana / Aurelio Grimaldi
Castelvecchi, 2021
Abstract: Il 17 maggio 1972 il commissario Luigi Calabresi sta aprendo la portiera dell'auto per recarsi a lavoro quando viene colpito alle spalle; muore di fronte a casa. Sono passati due anni e mezzo dalla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dalla questura di Milano dove si trovava in stato di fermo in seguito alla strage di Piazza Fontana. Due anni e mezzo di una campagna di stampa feroce condotta dalla sinistra comunista e socialista, su tutti Lotta Continua e «L'Espresso», il cui esito, la morte del commissario «torturatore e assassino», pareva inevitabile. Aurelio Grimaldi, allora appena adolescente, ricostruisce la cronaca, i processi e il clima di quegli anni. Dichiarandosi appassionatamente di sinistra, punta il dito contro l'ideologia della falsa sinistra che inneggiava alla violenza e la praticava senza pentimenti; contro una macchina del fango fanaticamente orchestrata e alimentata da settarismi ideologici mai sopiti.
Erich Priebke, autobiografia : Vae victis / di Erich Priebke e Paolo Gianchini
Roma : Erich Priebke, copyr. 2003
Rizzoli, 2017
Abstract: Il 24 novembre 2015 si apriva davanti al Tribunale dello Stato Vaticano un processo di grandissima risonanza mediatica: quello a monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui accusati, insieme a un collaboratore e in concorso criminoso con i giornalisti Pierluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, di aver divulgato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato Vaticano. Un processo fatto per fermare una fuga di notizie inaccettabile e che ha richiamato l'attenzione mondiale sulla Santa Sede, diventando poi pretesto di accuse di altro genere, tra tutte quella di voler insabbiare presunti scandali e limitare la libertà di stampa in Vaticano. Otto mesi e ventuno udienze dopo, il 7 luglio 2016, i due principali imputati sono stati condannati in primo grado e i giornalisti prosciolti dal Tribunale vaticano per difetto di giurisdizione. "Il processo si doveva fare? È stato fatto correttamente? Con quali conclusioni?" si chiede oggi Padre Federico Lombardi, all'epoca direttore della Sala Stampa della Santa Sede. E per rispondere, affermativamente, ricostruisce in questo libro con Massimiliano Menichetti i passaggi chiave, le testimonianze e i "colpi di scena" del procedimento, grazie a una documentazione completa del Tribunale e alla testimonianza diretta di chi vi ha assistito.