Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 21 documenti.
Dentro e fuori le mura : città e gruppi sociali dal 1400 a oggi / Marzio Barbagli, Maurizio Pisati
Il Mulino, 2012
Abstract: Il volume racconta la storia delle principali città italiane e mostra come sono cambiate nel corso dei secoli la composizione sociale ed etnica della popolazione e le scelte residenziali dei vari gruppi. Basandosi su una vasta documentazione resa viva dalle storie familiari di dinastie imprenditoriali, antichi lignaggi e popolo minuto, gli autori intercettano i movimenti di popolazione "dentro e fuori le mura", dove le mura, ancorché abbattute, delimitano il centro storico della città antica. Un percorso nel quale il centro muta più volte di significato: da luogo ambito dalle élite aristocratico-borghesi a oggetto di politiche di sventramento di quartieri malsani e malabitati, sino alla sua recente riconquista da parte di un nuovo ceto colto e agiato, che recuperando e ristrutturando vecchie case popolari ha fatto della ricerca di uno stile di vita più autentico un segno di distinzione.
Aracne, 2017
Abstract: La Città dell’Adda è un territorio esteso lungo il medio corso del suo fiume, dai centri abitati che sorgono sotto le cime delle Prealpi lecchesi, stretti intorno a piccoli bacini lacustri, fino a quelli di pianura in cui predomina il paesaggio agrario. La Città dell’Adda è un territorio composito e pluricentrico, in cui l’uomo e la natura hanno imparato a coesistere: lo si può descrivere e considerare come un grande parco abitato. Al suo interno sarebbero numerosi i provvedimenti da prendere, le regole da stabilire e le operazioni da compiere perché questo territorio mantenga le caratteristiche peculiari che l’evoluzione ha prodotto e consolidato nel corso del tempo. Tutto ciò crediamo possa avvenire dandosi pochi ma precisi obiettivi, alcune priorità che abbiano un principio rispetto a quanto presupposto affinché l’insieme di situazioni fisiche, culturali e sociali createsi possano permanere e perfino migliorare. Nella Città dell’Adda sono almeno tre le questioni prioritarie su cui riteniamo sia ragionevole trovare un largo consenso: la preservazione e la tutela dei luoghi, delle risorse naturali e del patrimonio storico-architettonico esistente, per evitare sia la perdita di una preziosa eredità storica sia l’omologazione degli spazi che un’imprudente quanto velleitaria contemporaneità induce costantemente; il mantenimento e la cura dei modi d’uso del suolo, degli spazi pubblici e, in generale, della qualità di vita e di lavoro offerta agli abitanti, in ottemperanza sia a quanto detto sopra sia alla possibilità di governare con prudenza e lungimiranza il destino di un territorio in cui persistono numerose pratiche contrastanti di utilizzo e sfruttamento; la sperimentazione di nuovi modi e misure di intervento sugli spazi aperti e sul costruito, come dimostrazione della necessità di far fronte ai cambiamenti sociali della realtà contemporanea. Una missione sperimentale tanto più importante quanto deve essere profonda la conoscenza del paesaggio, dei manufatti e delle trasformazioni che sono avvenute: imparare dal contesto è ancora una buona lezione.
Contro il decoro : l'uso politico della pubblica decenza / Tamar Pitch
Laterza, 2013
Abstract: Decoro è termine che viene utilizzato per significare cose diverse. Un comportamento è decoroso quando è adeguato al tipo di persona e al contesto in cui si dispiega: una casa è decorosa quando è pulita e in ordine. Il sostantivo decoro e l'aggettivo decoroso non si applicano a tutte le posizioni sociali: i ricchi e i potenti non hanno bisogno di imporsi regole di decoro. Anzi, il loro valore si manifesta nell'ostentazione non solo di beni costosi, ma di uno stile di vita che a sua volta esibisce l'assoluta noncuranza verso i limiti imposti a tutti gli altri. Dove l'indecenza è ciò che conviene ai molto ricchi, il decoro è ciò che viene proposto e imposto a un ceto medio impoverito e impaurito e a tutti coloro i cui desideri e passioni non sono facilmente incanalateli verso il consumo di merci. Il decoro giustifica politiche nazionali e locali volte a tenere a bada i giovani, le donne, i migranti, e a indirizzare paure e scontento. Il decoro distingue tra perbene e permale: mediante questa divisione il governo ottiene consenso nel contesto di una situazione in cui il ceto medio vede minate alle radici le sue basi economiche e culturali. Il richiamo al decoro ne è parte integrante.
Donzelli, 2025
Abstract: Il volume indaga la Bassa padana, un territorio dai confini sfumati che si estende ai margini di tre regioni forti e dinamiche – Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Si tratta di una pianura fortemente rurale, segnata dall’attività agroindustriale e da un paesaggio modellato da secolari opere di bonifica e da importanti battaglie sociali bracciantili. Qui, l’industrializzazione tardiva e la dispersione insediativa hanno portato, insieme al benessere, stili di vita marcatamente urbani. Entro estese relazioni metropolitane, la Bassa è oggi attraversata da dinamiche sovralocali: ospita una società interculturale e la sua produzione agricola sostiene le città medie e grandi del Nord Italia. Il libro mette in luce questa ambivalenza, evidenziata da forze contrapposte. Da un lato, le pressioni di un’economia orientata verso logistica ed energia rinnovabile, che consuma suolo agricolo già compromesso senza generare benefici sociali diffusi. Dall’altro, esperienze locali che promuovono sostenibilità e vivibilità, attivando nuove economie e forme dell’abitare. Polmone agricolo di rilevanza strategica anche sotto il profilo ecologico, la Bassa padana si trova oggi in una condizione ambientale sempre più critica: i cambiamenti climatici e l’agricoltura intensiva producono forti impatti sulle colture, sulle comunità e sulla salute pubblica. In questo territorio intermedio si rendono visibili le tensioni tra produzione e cura, crescita e coesione, sostenibilità e disuguaglianze. Eppure, le aree lungo il fiume Po restano ancora ai margini del dibattito regionale e nazionale. Il volume restituisce la complessità di questa porzione di pianura metro-rurale, in cui emergono alcuni dei nodi più rilevanti per il futuro di vasti tratti dell’Italia di mezzo, e invita a riflettere sulle contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo in quest’area fragile.
L'uomo con il cappotto verde / Davide Calì ; illustrato da Irene Penazzi
Lapis, 2024
Abstract: La città è ogni giorno più grigia e spoglia: non ha più spazio per la natura. Gli adulti sembrano non vedere il problema: servirebbe quasi… una magia. Un bimbo curioso impugna il telescopio del nonno per osservare ciò che accade giù in strada. E nota qualcosa di strano: un uomo intabarrato in un cappotto verde, con sciarpa e cappello, lascia cadere in una buca dell’asfalto uno strano sassolino. Chi è? Cosa sta facendo? La mattina dopo, sulla strada dove fino al giorno prima non c’erano che macchine parcheggiate, proprio in prossimità della buca, spunta un albero. È una quercia, dice il nonno. Lui conosce il nome di tutte le piante. L’indomani arrivano prima i giardinieri a tagliare l’albero, poi gli operai del comune a ridisegnare le strisce dei parcheggi. Ma nella notte spuntano nuovi alberi. A nulla serve tagliarli per fare spazio ai parcheggi: la notte seguente crescono ancora più numerosi. Nessuno sa come fare per fermare quest’invasione di foglie e arbusti: solo i bambini sono felici perché, finalmente, hanno un posto per giocare. C’entra per caso quel signore col cappotto verde che si aggira per le strade lasciando scivolare qualcosa dalle tasche?
I dispettosi / Emma Lidia Squillari
Terre di mezzo, 2021
Abstract: Un albero del parco. Tra i rami, 100 uccellini trascorrono il tempo impegnandosi a dar fastidio ai passanti: “Litigano, si lamentano, schiamazzano e beccano. E cercano anche di farti la cacca in testa!” Intorno, la città – sulla quale incombe, quel giorno, aria di tempesta. Tutti cercano riparo… non gli uccellini, troppo presi dai loro battibecchi. E intanto arriva la notte, che col black-out e il temporale è più nera del nero e fa paura! Se ne uscirà -scopriremo- solo tutti insieme, avendo cura l’uno dell’altro e dell’ambiente che ci ospita. Un albo sulla necessità e la bellezza di collaborare per uno scopo comune. Contiene un piccolo inventario delle meraviglie, con i 100 uccellini, uno diverso dall’altro e con un nome proprio, da ritrovare, svolazzanti, tra le pagine!
Piccole storie dal centro / Shaun Tan
Tunué, 2020
Abstract: Una riflessione sulla natura dell'uomo e degli animali, sulla nostra convivenza urbana. Dal coccodrillo alla rana, dalla tigre all'ape, un'esplorazione surreale dell'amore e della distruzione perenni che sentiamo e infliggiamo - di come gli animali possono salvarci e di come le nostre vite sono intrecciate per sempre, nel bene e nel male.
Urbania / Stefano Boeri ; a cura di Maria Lucrezia De Marco
Laterza, 2021
Abstract: De-sincronizzare i tempi della vita urbana, ripensare gli spazi aperti e quelli domestici, cambiare radicalmente il sistema della mobilità, incentivare l’uso delle energie rinnovabili, realizzare architetture verdi, ricostruire un rapporto di reciprocità con le migliaia di borghi abbandonati sparsi sulle pendici delle Alpi e sulla dorsale appenninica, valorizzare la biodiversità implementando il nostro patrimonio di boschi e foreste. Stefano Boeri, uno dei più influenti architetti e urbanisti italiani, ci mette di fronte alle sfide più urgenti che le città del futuro dovranno affrontare se vogliamo preservare la vita della nostra specie sul pianeta Terra. Immaginare il futuro è diventato con la pandemia un esercizio arduo. È come se fossimo ancorati a un presente cupo che non ci lascia tregua e ci obbliga a svilire, giorno dopo giorno, le consuetudini più preziose del nostro stare insieme. Eppure Urbania dimostra che questa difficile esperienza può diventare un’opportunità per ripensare alla radice la logica e le forme della vita urbana. Grazie a un caleidoscopio di letture, visioni e ricordi personali, Stefano Boeri immagina un pianeta percorso da grandi corridoi della biodiversità dove le foreste e le città trovano un nuovo equilibrio, dove i borghi storici tornano a essere comunità di vita e le metropoli diventano arcipelaghi di quartieri autosufficienti. Un mondo nuovo che può nascere da un’intelligente accelerazione di tendenze già in atto. Un invito a non smettere di sognare.
Il ritorno delle piante : storie di nuove convivenze tra uomo e natura / Fabio Marzano
EDT, 2024
Abstract: Fabio Marzano torna ad accompagnarci in giro per l’Italia alla scoperta di un nuovo e appassionante fenomeno: il ritorno della vegetazione in quegli spazi urbani dai quali l’uomo aveva cercato di allontanarla. Orti e vigneti urbani, specie tropicali, spazi industriali dismessi che diventano parchi protetti. Le piante ritornano in natura e negli ambienti urbani. Un viaggio a ritroso favorito dall’uomo e dalla incredibile capacità di ripresa di molte specie vegetali che oggi colonizzano le aree marginali delle città. Il viaggio parte proprio dalle rovine dell’archeologia industriale e dai siti contaminati. Paesaggi di macerie, come l’area B di Seveso e le miniere del Sulcis, dove crescono orchidee studiate dai botanici per lo straordinario adattamento. O il lago dell’Acqua Bullicante di Roma, diventato una calamita per la biodiversità floreale. Ci sono le piante rivitalizzate nelle due “cliniche botaniche” di Milano, o quelle che crescono in paludi e aree umide, in Sicilia, sul Po e sull’Adige. Piante tropicali che affiancano specie endemiche, favorite dal cambiamento climatico. Ci sono poi l’ulivo e la vite, tornati prepotentemente in città con uliveti e vigneti urbani. E naturalmente, l’affascinante fenomeno degli orti urbani. Il libro anticipa, con esempi concreti, temi di grande attualità come gli argomenti della Restoration Law sul ripristino degli ecosistemi in discussione al Parlamento europeo, le sfide dell’economia circolare e delle città sostenibili. Sullo sfondo la lotta al cambiamento climatico e la perdita di biodiversità.
Lumen : chi ha nascosto le stelle? / [Valentina Gottardi, Maciej Michno e Danio Miserocchi]
Cocai Books, 2024
Abstract: Attorno ai lampioni e nelle città vivono molti animali, piccoli e grandi: dalle falene ai pipistrelli, dai topi alle civette. Alcuni si sono adattati a queste condizioni, o addirittura ne hanno tratto vantaggio. Altri invece ne sono disturbati. Molti sono irresistibilmente attratti dalle luci della città, altri le evitano. Anche le piante hanno modificato le loro abitudini in questi ambienti, così diversi da quelli naturali. “Lumen” ci porta alla scoperta della città da un punto di vista insolito, ma molto stimolante, e ci fa riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, sull’inquinamento luminoso e sulle opportunità che abbiamo per trovare nuovi equilibri tra noi e la natura.
Fitopolis, la città vivente / Stefano Mancuso
Laterza, 2023
Abstract: Da troppo tempo ci siamo posti al di fuori della natura, dimenticandoci che rispondiamo agli stessi fondamentali fattori che controllano l’espansione delle altre specie. Abbiamo concepito il luogo dove viviamo come qualcosa di separato dal resto della natura, contro la natura. Ecco perché da come immagineremo le nostre città nei prossimi anni dipenderà una parte consistente delle nostre possibilità di sopravvivenza. Nel volgere di pochi decenni, l’umanità è andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. Senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della Terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Cosa è accaduto? Da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. È certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione è vantaggiosa. Ma è altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. Il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. Inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale può cambiare in maniera definitiva l’ambiente delle nostre città e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza. Ecco perché è diventato vitale riportare la natura all’interno del nostro habitat. Le città del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura. Non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell’umanità.
Terra nuova, 2023
Abstract: Trasformare terreni urbani vuoti e degradati, oppure giardini e cortili in mini foreste è la nuova frontiera per ripristinare la biodiversità nelle nostre città, per trasformare l’asfalto in ecosistemi che aiutino ad abbassare le temperature, creare habitat per la fauna selvatica e gli impollinatori, trattenere il carbonio e migliorare l’aria che respiriamo. Questo libro presenta il Metodo Miyawaki, un approccio unico alla riforestazione ideato dal botanico giapponese Akira Miyawaki, intorno al quale si è sviluppato un movimento internazionale. L’autrice condivide le storie di mini foreste sorte in tutto il mondo e delle persone che le stanno piantando, soffermandosi sui benefici per tutta la comunità. Una guida pratica che offre una soluzione veramente accessibile per affrontare la crisi climatica e che può essere attuata da scuole, amministrazioni pubbliche, gruppi, famiglie, ovunque.
Lettera ventidue, 2024
Abstract: Come mai la paura che le donne provano nello spazio pubblico è per molti versi “paradossale”? Da dove proviene questo timore che costringe le donne a non uscire di sera, a non attraversare determinate strade, ad allungare il percorso per tornare a casa? La paura non è solo specchio di una effettiva pericolosità delle nostre città, è anche il risultato di una costruzione sociale radicata in una storia di oppressione patriarcale. A partire dai vari aspetti legati al tema dell’insicurezza, tra cui la sua strumentalizzazione mediatica e la sua tendenza a favorire la relazione donna-spazio domestico, il libro mette a fuoco il ruolo che la pianificazione urbana può avere nel progettare città capaci di far sentire le donne e le minoranze di genere più sicure nello spazio pubblico, soffermandosi in particolare sulla città di Milano, ma allargando lo sguardo ai casi virtuosi su scala internazionale. Libere, non coraggiose, affinché la presenza delle donne nello spazio pubblico, soprattutto di sera e di notte, diventi sempre di più espressione di libertà piuttosto che un atto di coraggio.
Mimesis, 2024
Abstract: La forma della presenza sociale giovanile odierna si colloca in posizione differente rispetto a quella delle generazioni precedenti, di padri e madri, talvolta nonni, che scendevano in piazza. Questo significa allora che i giovani oggi sono assenti dalla scena sociale? Se non è così, e questo è il nostro pensiero, quali forme assume questa presenza? E in che modo noi “senior” abbiamo compartecipato a determinare queste forme di presenza? Le prospettive dei tre autori di questo volume mettono in evidenza le forme specifiche della socialità che i bambini e gli adolescenti di oggi hanno imparato ad assumere attraverso le relazioni nelle quali sono cresciuti, l’incidenza che la forma metropolitana della convivenza ha avuto e ha nell’adottare stili e comportamenti sociali in ogni contesto urbano e infine le forme che le nostre città hanno preso come espressione di relazioni, ma anche come vincoli delle relazioni stesse.
La Nave di Teseo, 2024
Abstract: Nel 1984 appare "Viaggio in Italia", il progetto fotografico collettivo ideato da Luigi Ghirri che ha rivoluzionato il modo di rappresentare il paesaggio italiano: per la prima volta i fotografi scelgono di uscire dai centri storici delle città. La loro attenzione si sposta ai margini, alle periferie e ciò che fino ad allora non era considerato degno di uno sguardo artistico perché disarmonico, eccentrico, diviene invece il soggetto ricorrente di un nuovo modo di raccontare il nostro paese. Il paesaggio non è più solo lo sfondo sul quale si svolgono le vicende umane, non è più solo un "tema", ma la lente attraverso cui guardare. Quarant'anni dopo, questo volume traccia, in un unico grande racconto, sette vie dentro quell'esperienza, attraverso il lavoro di alcuni degli autori più rappresentativi - Ghirri, Barbieri, Basilico, Chiaramonte, Cresci, Guidi e Jodice - che hanno aperto strade inedite alle generazioni successive di fotografi e artisti. Intrecciando i percorsi artistici di ciascun autore, e avendo come filo conduttore l'esperienza di "Viaggio in Italia" e il loro legame con Luigi Ghirri, Corrado Benigni ricostruisce, con una scrittura precisa, la genesi di quel progetto e l'importanza seminale che ha avuto per i decenni seguenti. Per la prima volta, la fotografia sceglieva di uscire dai propri confini per dialogare con altre forme espressive (la letteratura, il cinema, l'architettura, la grafica), aprendosi al mondo come mai prima: una rivoluzione che arriva fino a noi, alla cultura visiva in cui siamo immersi.
Flâneuse! : l'arte di camminare negli spazi urbani / Andrea Wandinger
RAUM Italic, 2024
Abstract: Perché oziare andando a zonzo senza una meta precisa? Semplice, perché la flânerie è un’arte del vagabondare urbano che ci permette di esplorare le nostre città con libertà, curiosità e soprattutto senza fretta! Un viaggio dalla nascita della flânerie all’ozio contemporaneo. Accanto alle figure dei flâneur come Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire o Marcel Proust ci sono state e, ce ne sono ancora, tante flâneuses che con le loro passeggiate hanno stabilito un forte legame con le proprie città, esercitando la loro libertà creativa ed emotiva attraverso l’esplorazione soggettiva degli spazi urbani. Da George Sand, a Virginia Woolf, da Sophie Calle a Zadie Smith, flâneuses di ieri e di oggi possono ispirarvi per la vostra personale passeggiata intorno a voi, per le strade delle città che conoscete. In solitaria o in compagnia di altre flâneuses, a voi la scelta. Basta essere disposte ad abbandonate la routine quotidiana e a lasciare che i pensieri vaghino liberi per tracciare nuove prospettive e nuovi sguardi sui luoghi che ci circondano.
Fuori luogo : gli altri abitanti delle città / [Valentina Gottardi e Maciej Michno]
Cocai Books, 2025
Edagricole, 2023
Abstract: Le importanti sfide che l'umanità sta affrontando hanno portato ad una nuova concezione di agricoltura multifunzionale di prossimità. Sebbene la cosiddetta Agricoltura Urbana non sia un fenomeno di per sé nuovo, di recente la pratica ha raccolto l'interesse e gli sforzi di ricerca di studiosi ed accademici di diverse discipline. La coltivazione delle piante in un ambiente fortemente antropizzato quale quello urbano non può del resto prescindere dall'interazione tra scienze agrarie, ingegneria civile, architettura ed urbanistica. Il libro offre un'analisi puntuale di criticità ed elementi di successo, offrendo uno strumento fondamentale per l'ideazione e realizzazione di esperienze innovative e sostenibili di agricoltura urbana.
Vivo senza auto : car free / Linda Maggiori
Macro, 2019
Abstract: È davvero possibile oggi vivere senz’auto, soprattutto se non abiti in città, lavori e hai una famiglia? Questo libro ci dice non solo che si può, ma che sono già tantissime le persone che hanno deciso di farlo. In un periodo in cui l’inquinamento e il riscaldamento globale sono due fattori che non si possono più ignorare, Linda Maggiori ci mostra un modo diverso e più sostenibile per vivere. Un libro pieno di consigli, testimonianze ed esempi concreti per ripensare la nostra vita, la città e il modo in cui ci muoviamo. Perché non è più possibile vivere in un paese in cui: vediamo più auto che bambini; oltre 3400 persone ogni anno muoiono ogni anno sulla strada; gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i più piccoli; inquinamento, riscaldamento globale, occupazione dello spazio rendono sempre più invivibili le nostre città e le nostre strade. Vivere senz’auto è possibile, sostenibile e ci fa risparmiare! Senza auto cambia la forma delle case, delle strade, delle piazze, dei centri storici, delle coste e delle montagne. Cambia la forma del paesaggio. Cambia il progetto di tempo libero. Cambia l’idea di ambiente, natura e clima che ci si è appiccicata addosso. Cambia il modo di incontrarsi per strada. Cambia il modo di spiegare a un bambino come deve muoversi appena fuori casa. Cambia l’orizzonte delle cose che possiamo chiedere e volere. Cambiano le domande, i sogni e i colori. Cambia l’agenda urbana. Cambiamo i doveri e i diritti. E torna un po’ di felicità, smarrita nelle pieghe della fretta. Perché leggere questo libro: per risparmiare tantissimo tagliando completamente i costi di acquisto e di mantenimento di un’auto; per restituire alle nostre città e ai nostri paesi una dimensione più umana e meno rischiosa; per riscoprire la condivisione e l’aiuto reciproco al posto del semplice possesso.