Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 697 documenti.
Me-ti. Libro delle svolte / Bertolt Brecht ; traduzione di Cesare Cases
L'Orma, 2019
Abstract: In una Cina stilizzata, scossa da dispute e rivolgimenti, il maestro Me-ti impartisce lezioni di corrosiva saggezza. Procedendo per apologhi, racconti e paradossi, questo prodigio di intelligenza morale sprona a diffidare di ogni solennità e invita a pensarsi «in terza persona», sempre all’interno dei rapporti di forza di una collettività. Brecht imbastisce così un sardonico «manuale di comportamento» mettendo in scena, e in discussione, figure centrali della tradizione politico-filosofica – da Hegel a Lenin, da Marx a Trockij – ed eventi chiave del Novecento – dalla Rivoluzione di Ottobre ai processi staliniani, passando per la presa del potere di Hitler. Una scuola di pensiero pratico per allenarsi a soppesare i germi di futuro e di liberazione contenuti in ogni gesto.
3. ed.
Nero, 2020
Abstract: Cosa succede quando il genere umano, dopo aver irrimediabilmente alterato gli equilibri del pianeta Terra, smette di essere il centro del mondo? E nel pieno della crisi ecologica, che relazioni è possibile recuperare non solo tra individui umani, ma tra tutte le specie che il pianeta lo abitano? In questo testo denso ed emozionante, scritto in una lingua immaginifica che si ispira tanto alla fantascienza quanto alla grande lezione del femminismo radicale, Donna Haraway ci ricorda (contro i semplicismi delle discussioni sull’antropocene) che tutto è interconnesso, tutto è contaminato, tutto ci riguarda.
Bikesofia : filosofia della bicicletta / Andrea Viola
Il Melangolo, 2019
Abstract: "La bici incarna il mito dell'uomo libero", disse il pittore e scultore Aligi Sassu. Aveva ragione. Quelle catene che costringono Prometeo a farsi divorare il fegato da un'aquila sono nella bici, insieme a tutti gli altri componenti, metafora di libertà. A più di 200 anni dalla sua invenzione il velocipede, come ancora viene chiamato nel codice della strada, continua a suscitare interesse, ammirazione, odio. Fa parte della storia del nostro paese, oggi è spesso al centro dell'attenzione per le politiche sulla mobilità, tuttavia fa parte anche della storia intima e personale di tutti noi. Due ruote che ci raccontano storie di campioni, di artisti, storie di amicizie, di imprese che inevitabilmente facciamo nostre. Di quando finisci una salita e ti senti Pantani su una Graziella, di quando fai a gara con tuo fratello per arrivare prima a casa, di quando piangi per un amore non corrisposto e pedali fortissimo per dimenticare. Di quando stai a bordo strada a vedere i ciclisti passare e applaudi quello sforzo intenso senza pari nel mondo sportivo. Di quando decidi di cambiare vita e di spostarti solo in bicicletta. Di quando decidi di essere libero.
La tecnologia che siamo / Francesco Parisi
Codice, 2019
Abstract: Di cosa parliamo quando parliamo di tecnologia? Attraverso un dialogo fitto tra le scienze cognitive più rigorose e d'avanguardia e gli studi di Marshall McLuhan, ma anche il movimento cyborg, «Black Mirror», «Avatar», le sostanze psichedeliche e la bioelettricità, Francesco Parisi offre una lettura originale di una parola così comune da essere stata quasi svuotata di senso. La tecnologia non è solo qualcosa che usiamo, ma è qualcosa che siamo, un processo essenziale e costitutivo del nostro stare al mondo e della nostra storia evolutiva. Inoltre le tecnologie producono sull’uomo effetti di ritorno che modificano le condizioni di partenza; realizziamo sempre nuove tecnologie perché ad essere costantemente rinnovati siamo noi.
Elogio del diritto / Massimo Cacciari, Natalino Irti ; con un saggio di Werner Jaeger
La Nave di Teseo, 2019
Abstract: A partire dall’Elogio del diritto di Werner Jaeger, l’illustre filologo tedesco, gli autori ragionano sulla dicotomia del diritto nell’antica Grecia: da una parte la dike, l’ideale di giustizia ispirato direttamente dalla divinità, e dall’altra il nomos, la legge degli uomini che regola il vivere civile; due concetti che si completano ed equilibrano l’uno con l’altro. Il modello greco insegna quanto, ancora oggi, sia necessario che la giustizia si traduca nella concretezza di misure effettive, e che la legge non si regga esclusivamente su un’imperatività priva di passioni.
Escluso l'ebreo in noi / Jean-Luc Nancy ; a cura di Giovanbattista Tusa
Mimesis, 2019
Abstract: Jean-Luc Nancy si misura con una radicale interrogazione filosofica delle origini pre-europee ed europee dell'antisemitismo, riconducendo la nascita di questo fenomeno all'origine stessa del rapporto tra la cultura greca e quella ebraica, portatrici di un significato molto differente dell'emancipazione dell'umanità dal mito. Da un lato, in Grecia, l'autonomia del logos è considerata infinita, dall'altro, invece, l'autonomia è paradossalmente concepita come una risposta eteronoma a un dio nascosto. Per Nancy si tratta di comprendere come sia stato possibile che "l'ebreo" si sia ritrovato, all'interno dell'Occidente, nella posizione dell'"agente autoimmune" che minaccia il corpo dell'Occidente, quando ne è invece parte organica e costitutiva. E se l'odio verso l'ebreo non fosse altro che la manifestazione di un odio più arcaico dell'Occidente nei confronti di se stesso?
Hegel e il cervello postumano / Slavoj Žižek ; traduzione di Leonardo Clausi
Ponte alle Grazie, 2021
Abstract: Due idee configurano il mondo postumano in cui stiamo entrando: la «Singolarità» (l’accelerazione tecnologica che produrrà a breve un inimmaginabile cambiamento di civiltà) e il cervello connesso direttamente alle macchine digitali. L’ultima fatica di Slavoj Žižek è un tentativo di comprendere questo «mondo nuovo» con gli occhi di uno dei più importanti filosofi di ogni tempo, Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Attenzione però: Hegel e il cervello postumano non è uno studio ordinario sul filosofo tedesco, ma uno stupefacente tentativo di far parlare Hegel stesso dei progetti di cervello connesso e di tutte le sue implicazioni: dalle riflessioni sulla Singolarità dei più ottimisti futurologi fino al Neuralink di Elon Musk, che produce interfacce neurali impiantabili. Allo stesso tempo questo libro parla anche di molto altro: della teologia della Caduta, di Beckett, degli ostacoli alla costruzione del socialismo agli inizi dell’Unione Sovietica, di un nuovo Stato di polizia basato sul controllo digitale, e soprattutto di una parola ormai difficile da pronunciare: libertà. Davanti alla prospettiva di un cervello globalmente connesso, che ne sarà del nostro statuto di individui liberi? Della nostra creatività, del nostro inconscio, del nostro psichismo? Cosa significherà essere umani quando una macchina leggerà i nostri pensieri?
Filosofia della gioia : una cura per le malinconie del presente / Isabella Guanzini
Ponte alla Grazie, 2021
Abstract: La gioia è mistero, incanto, oscillazione. È l’azzardo che ci porta ad abbracciare l’incertezza, rischiando ciò che non abbiamo. È il contrario del cinismo e della paura. L’antidoto alla stanchezza. La rivolta al potere. In tempi di crisi, dove tutto sembra farsi di pietra, perseguire la gioia non è affatto un’impresa da smidollati: ci vuole coraggio per rinunciare a far tornare i conti e accogliere invece l’enigma che ci oltrepassa. Nulla è in nostro potere, se non l’ascolto del desiderio che sgorga dal profondo, la vocazione che ci chiama a essere noi stessi germinando e dialogando con l’Altro, educando i nostri figli al dono, scommettendo sul bene comune, di cui è fatto il futuro. In queste pagine, Isabella Guanzini ci guida alla ricerca del senso che la sfrenata accelerazione e poi l’improvviso arresto del mondo hanno strappato, appannato, spento. E ci racconta che, per rinascere, per restituire ritmo ai corpi e ai cuori, non ci è richiesta alcuna forza sovrumana e nemmeno una particolare propensione. Perché, come dice Lacan, «in ciascuno di noi è tracciatala via per un eroe, ed è da uomo comune che la si percorre».
Jaca Book, 2021
Abstract: Dal mondo del digitale e della biologia molecolare ci viene annunciato che tutti i meccanismi biologici potranno essere finalmente svelati, modellizzati, superati. Sarebbe cioè giunto il tempo di passare dal mondo reale e dal vivente stesso, ormai riducibile alle proprie componenti, a uno meccanico. Dietro queste promesse di vita aumentata si cela in realtà un vecchio progetto reazionario: quello di sbarazzarsi dei corpi per giungere finalmente alla "vera vita", che sarebbe quella dei dati e degli algoritmi. Ma affermando che "tutto è informazione", il mondo digitale non soltanto ignora, ma annienta le singolarità proprie del mondo del vivente e della cultura, mettendo a repentaglio la nostra stessa possibilità di agire, pensare, desiderare e amare... Contro questa minaccia, Miguel Benasayag ci invita a elaborare una modalità di ibridazione tra la tecnica e gli organismi che non si riduca a una brutale assimilazione. Ciò implica la creazione di un nuovo immaginario, di un nuovo paradigma in grado di aiutarci a studiare ciò che nell'ambito della complessità propria del vivente e della cultura non può essere ricondotto al modello informatico dominante.
Il libro delle emozioni / Umberto Galimberti
Feltrinelli, 2021
Abstract: La mente e il cuore. Platone invita a privilegiare la mente razionale capace di governare le passioni del cuore. Ma noi non possiamo dimenticare che anche il cuore ha le sue ragioni. Anzi, prima che la mente giungesse a guidare la vita dell'uomo, per i nostri antenati la vita era governata dal cuore, che con le sue sensazioni giungeva a capire, come peraltro fanno gli animali, in modo rapido e senza riflettere, che cosa è vantaggioso e che cosa è pericoloso per il mantenimento della vita. Il cuore promuove le azioni più rapidamente della ragione e senza troppo indugiare sul da farsi, perché il mondo non è ospitale e i pericoli, che sono a ogni passo, richiedono decisioni immediate. Le decisioni del cuore sono promosse dalle emozioni come la paura che il cuore avverte di fronte al pericolo, o come il desiderio che approda all'accoppiamento per la preservazione della specie. Tutto questo senza riflettere, perché la luce della ragione ancora non c'è. La nostra è un'epoca di spaventosa espansione della razionalità tecnica. Da un lato, questa espansione impone la rimozione delle emozioni e dall'altro innesca una reazione di ritirata emotiva nel proprio sentimento, assunto come unica legge di vita. A questo si aggiungono la ricerca costante di visibilità e di notorietà, che trasformano le nostre emozioni in merci. Ma allora siamo ancora capaci di riconoscere che cosa sia un'emozione? Umberto Galimberti costruisce un cammino straordinario nelle profondità del nostro vissuto e ci insegna a ritrovare il nostro spazio intimo, cioè lo spazio che si nega al pubblico per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi.
L'intimo e l'estraneo : scrittura e composizione del sé / Luigi A. Manfreda
Quodlibet, 2021
Abstract: Per quali esigenze si è costituito un discorso, o meglio: un'ampia serie di discorsi, intorno a ciò che si definisce "spazio interiore", e per quali forme? La sua genesi è legata alla consapevolezza del non coincidere integralmente con ciò che facciamo e diciamo, con i nostri modi d'essere in relazione agli altri. C'è uno scarto, un residuo in cui risiederebbe la nostra identità più profonda - qualcosa che resta sempre indietro, per così dire, rispetto a ciò che di noi si mostra nel quotidiano. Solo collocandosi in questo più proprio ci si emanciperebbe dalla scena in cui si atteggia e gesticola invano la maschera sociale. Per questo, sin dagli inizi della cultura occidentale, sorge la difficile pratica del volgere le spalle al mondo alla ricerca del proprio intimo, del ritrarsi in esso. Ma come individuarlo? Quando si prova a tradurlo in linguaggio, si finisce col tradirlo in un universale in cui si smarrisce. Tale ricerca sembra piuttosto una costruzione del sé. Radicata per secoli nell'idea di un esercizio del libero arbitrio come fulcro dell'anima individuale, è riemersa poi nel più ampio orizzonte del soggettivismo moderno, del suo "umanismo". Pur pensandosi spesso come una sorta di contro-movimento rispetto ad esso, ha finito col situarsi, seppure in una tensione mai risolta, nel suo grande alveo. Questo libro non è una storia dell'idea di interiorità. Pure, individua una delle sue genesi nella tragedia greca. E tenta di cogliere le sue linee essenziali in una serie di figure (filosofi, artisti, scrittori) e di punti di svolta storici in cui essa di volta in volta riaffiora, da Montaigne a Sade, da Dürer a Messerschmidt, da Nietzsche a Rilke.
La saggezza del giardiniere : l'arte del giardino planetario / Gilles Clément
DeriveApprodi, 2021
Abstract: Il giardino è quel recinto destinato a proteggere quanto abbiamo di meglio: il meglio dei frutti e degli ortaggi, il meglio della flora che ci nutre e che nella sua diversità sfruttiamo, il meglio degli alberi e dei fiori, il meglio dell’arte che li dispone in uno spazio di bellezza e preservazione. In questo consiste la millenaria arte dei giardini, che nei secoli si è dispiegata tra architettura e decorazione. Ma oggi l’arte dei giardini ha una sfida maggiore: preservare e contribuire a rilanciare la vita in tutti i suoi aspetti, valorizzando e aiutando a diffondere quella biodiversità vegetale e animale che le nostre forme di vita sempre più minacciano. Interrogare le tecniche e le conoscenze del giardiniere significa certo modificare le prospettive e disporre il paesaggio nella forma di un quadro, ricomporre i rilievi e le aiuole, organizzare gli spazi destinati agli incontri e allo svago, ma anche semplicemente guardare, pronti a cogliere quell’imprevisto della vita che lo straordinario Gilles Clément ci ha ormai insegnato ad aspettarci. Nei suoi giardini, nei nostri e nella vita sociale che grazie al suo pensiero e al suo lavoro inizia a costruirsi.
L'alba dei nuovi dèi : da Platone ai big data / Andrea Colamedici, Maura Gancitano
Mondadori, 2021
Abstract: Nei momenti di crisi e trasformazione come quello che stiamo vivendo, la filosofia può aiutarci a rispondere alle domande più urgenti. Dobbiamo solo interrogarla. È ciò che fanno i filosofi e scrittori Andrea Colamedici e Maura Gancitano: mettendo in comunicazione il nostro presente con l'Atene del V secolo a.C., interrogano i pensatori dell'età classica, ma non solo, sui temi del dibattito contemporaneo. E si chiedono, per esempio, che cosa direbbero i sofisti delle echo chambers, la cui dinamica identitaria ed escludente ricorda tanto quella delle poleis greche, Atene in particolare, dove donne, schiavi e stranieri non avevano «diritto di cittadinanza». O quale parallelismo sia possibile rintracciare tra l'introduzione degli hypomnemata, i taccuini che sconvolsero la vita dei Greci al tempo di Platone, e l'avvento dello smartphone. Secondo gli autori, come Socrate e Platone hanno visto la scrittura soppiantare l'oralità e hanno assistito al tramonto del mondo mitico, così noi oggi ci troviamo di fronte all'avanzata del digitale, che sta nuovamente rivoluzionando la comunicazione, il linguaggio e le strutture sociali, sancendo l'alba di nuovi dèi. Dopotutto «i big data possono essere interpretati come grandi divinità in provetta che stiamo (ri)costruendo in laboratorio, capaci di conoscere, prevedere e orientare i nostri desideri, scopi e bisogni più profondi, come sa fare ogni dio che si rispetti». E i social media, lungi dal rappresentare meri luoghi di intrattenimento, incarnano il tentativo dell'essere umano di superare il sé atomistico e creare un nuovo tipo di coscienza collettiva. Eraclito diceva che non si può scendere due volte nello stesso fiume, essendo tutto in costante mutamento. Eppure alcuni eventi si ripetono nel corso della storia e molto si può apprendere imparando a riconoscere le somiglianze tra di essi. Colamedici e Gancitano ce lo dimostrano, confermando che la filosofia non solo può aiutarci a comprendere meglio il presente, ma anche a reinventarlo.
Il diritto e il dovere di cambiare il mondo : per una pedagogia dell'indignazione / Paulo Freire
Il Margine, 2020
Abstract: Come può una donna o un uomo arrivare a convincersi di avere il diritto e il dovere di cambiare il mondo? E come educare i giovani affinché non crescano piccoli tiranni o, al contrario, vittime passive della società in cui si ritrovano a vivere? Attraverso l'indignazione, ci insegna Paulo Freire. Ma un'indignazione che non è violenza, né rabbia che si esaurisce in se stessa, bensì un atto politico, in cui l'insofferenza per le crudeltà del presente non è che l'altra faccia dell'amore per la possibilità di un futuro migliore. Affrontando le questioni scomode - le lotte sociali, l'alfabetizzazione degli adulti, le miserie del progresso - che hanno accompagnato la sua riflessione e la sua vita, in questi ultimi scritti Freire chiama in giudizio le contraddizioni e le ipocrisie che minano da secoli il colosso del benessere dei pochi. Lo fa, però, senza mai abbandonare la prospettiva pedagogica, e senza mai smettere di ricordarci che siamo soggetti e non oggetti della Storia: perché la constatazione dell'oppressione non si traduca in rassegnazione, ma diventi progetto di una realtà diversa.
Dialogo sul lavoro e la felicità / Paolo Iacci ; con Umberto Galimberti
Egea, 2021
Il tempo : che cos'è e come lo viviamo / Rüdiger Safranski ; traduzione Elisa Leonzio
Keller, 2021
Abstract: Nonostante tutti gli orologi che ci danno l'illusione di una sua misurazione oggettiva, il tempo è qualcosa di molto diverso nella nostra esperienza personale: rigorosamente strutturato nella musica, illimitato e piacevole quando siamo nel cosiddetto "tempo libero". Quando siamo annoiati o preoccupati, il tempo sembra lentissimo; quando siamo rapiti nella contemplazione, assorbiti da un compito, persi nell'amore o liberi di giocare, sembra che voli o si fermi. Ancora diversa è la nostra percezione del tempo quando lo si collega al vortice delle interazioni sociali, al mondo in continua accelerazione degli affari e dei media, quando leggiamo un libro o quando possiamo comunicare o diffondere un messaggio in ogni continente. Poi all'improvviso arriva un giorno in cui il trascorrere del tempo è l'unico nostro pensiero... Rüdiger Safranski ci conduce con competenza e maestria nei mille volti del tempo muovendosi tra pensatori, filosofi, scienziati, scrittori e fornendo spunti e riflessioni per trattare con cura questa merce preziosissima.
Iperborea, 2016
Abstract: Klingsor, naturalmente, non è realmente esistito. Il protagonista di Lindgren condivide il nome con il famoso personaggio di Herman Hesse, ma anche con il mago del Parsifal, un poeta francese e persino un asteroide. Il Klingsor di Lindgren appartiene a una stirpe che vive da tempi immemorabili in un podere perso fra le foreste del profondo Nord, i cui membri sono rimasti fedeli nei secoli a quella visione di elezione che aveva indotto a suo tempo un avo a farsi cambiare il cognome dal comunissimo “Nilsson”. Klingsor ha deciso di votarsi all’arte dopo un’esperienza quasi mistica: mentre vagava per la foresta, ha rinvenuto sopra un ceppo d’abete tagliato un po’ storto un robusto bicchiere da cucina, lasciato lì forse un secolo prima. Il bicchiere, che evidentemente bene aveva assorbito il senso di dignità di casa Klingsor, con immane lentezza e pazienza si era raddrizzato dalla sua posizione inclinata, dovuta all’irregolarità della base su cui poggiava, tornando ad assumere una posizione eretta. Questo semplice oggetto diventa per Klingsor la chiave di lettura dell’intero universo, quella che gli consente di elaborare la propria personale quanto inalterabile visione dell’esistenza. Coerente alle sue origini, Klingsor, pur allontanandosi dal suo piccolo mondo per entrare in contatto con gli ambienti artistici dell’Europa continentale, rimarrà sempre impermeabile a qualsiasi dottrina, e continuerà a dipingere sempre e solo il suo bicchiere storto, perfetta incarnazione della vita della materia morta. Accanto a lui, la moglie Fanny, sua prima insegnante di disegno, sarà destinata a rimanere solo un’ombra, necessaria ma mai indispensabile. Klingsor, come tutti quelli della sua stirpe, nel suo patetico egocentrismo basta e basterà sempre a se stesso.
La questione della bellezza : dialettica e storia di un'idea filosofica / Gianluca Garelli
Einaudi, 2016
Abstract: Dalla poesia epica e lirica della Grecia arcaica a Platone, da Kant a Hegel, dal materialismo dialettico a Adorno, le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale sembrano disegnare una costellazione che continua a sollecitare chi la contempla, anche in prospettiva non strettamente filosofica. Pensiamo ai gesti provocatori di molta arte contemporanea, o al nostro controverso rapporto con l'idea di "natura"; ma anche a mentalità e ideologie che sembrano oggi pervadere ogni aspetto del mondo globalizzato, costruendo le identità simboliche collettive e insinuandosi negli individui in modo da plasmarne in profondità le menti e i corpi. Senza rinunciare a riflettere sulla bellezza, la filosofia deve ponderare con cautela le definizioni rassicuranti che di essa produce la razionalità strumentale. Pensare l'esperienza del bello in modo dialettico richiede di soffermarsi sulle pieghe e sulle incertezze della tradizione, per riconoscervi l'inquieta coappartenenza di bellezza e libertà.
Non parlare, baciami : la filosofia e l'amore / Luciano De Crescenzo
Mondadori, 2016
Abstract: "Che cosa vuol dire veramente 'amare'? È dedizione, crescita, esplorazione, conoscenza, passione, condivisione? L'amore è quel sentimento che più di tutti ci aiuta a capire il significato del tempo, e non perché duri per sempre forse solo l'amore per un figlio si può considerare 'eterno' - ma semplicemente perché ci consente di avere una diversa percezione della durata della nostra vita. Se mettiamo a confronto una giornata trascorsa in solitudine con una in compagnia della persona amata, nel primo caso avremo la sensazione che le ore scorrano più lentamente; ci sembrerà che il tempo a nostra disposizione sia infinito, ma probabilmente saremmo un po' tristi perché non abbiamo qualcuno con cui condividerlo. Nel secondo caso, il tempo sembrerà volare. Come ho scritto tempo fa, da sempre gli uomini studiano come allungare la vita, mentre bisognerebbe allargarla. In fondo, il tempo non è altro che un'emozione, e l'amore ci aiuta a rendere i suoi attimi più larghi." (Luciano De Crescenzo)
Difendere chi siamo : le ragioni dell'identità italiana / Diego Fusaro
Rizzoli, 2020
Abstract: Già Pasolini, in tempi non sospetti, aveva inquadrato il nuovo potere globalista come «il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze». E non è un caso se si era spinto a parlare, con lucida lungimiranza, di «genocidio culturale». Mascherandosi dietro un multiculturalismo di facciata, che è solo la riproposizione infinita dello stesso modello politically correct, la civiltà globale in cui viviamo non accetta infatti differenze. Esiste un unico profilo consentito: quello del consumatore sradicato, indistinguibile dagli altri, senza identità né spessore culturale. Per usare le parole di Fusaro, il globalismo si fonda su un'inclusione neutralizzante: «in nome del mercato unificato, opera affinché ogni ente si muti in merce liberamente circolante, senza frontiere politiche e geopolitiche, morali ed etiche, religiose e giuridiche». In quest'ottica distorta, ogni tradizione è sacrificata sull'altare del finto progresso turbocapitalista, che vuole «non popoli radicati nella loro storia e nella loro terra, né soggettività dall'identità forte e capaci di opporre resistenza, bensì consumatori dall'io minimo e narcisista, con identità liquide, gadgetizzate ed effimere». Acquirenti indistinti cui vendere ovunque la stessa illusione. Come possiamo opporci a quest'imperante «eterofobia»? Recuperando e difendendo il valore della nostra identità, che si definisce solo nel dialogo con le differenze dell'altro. In questo saggio acuto e provocatorio, la voce critica di Diego Fusaro ci invita dunque a riappropriarci delle nostre radici; a rieducarci - e rieducare soprattutto i più giovani, condannati a un futuro precarizzato che rischiano di accettare supinamente - al «sogno di una cosa», come diceva Marx. All'immagine di un futuro meno indecente di quello che ci vede solo come merce tra le merci.